«Questa potentissima tecnica se praticata con regolarità aumenterà in maniera esponenziale la nostra concentrazione al punto che noteremo che qualcosa in noi è cambiato in meglio». 

In precedenza abbiamo accennato all’importanza dell’energia solare come fonte energetica per il nostro sistema corpo-mente, la luce è infatti una fonte d’alimentazione per la nostra tecnologia, mentre per i nostri corpi il cervello è l’organo che ne trae maggior guadagno poiché attraverso la luce viene stimolato a generare tutta una serie di sostanze elettrochimiche che oltre a farci stare in salute sono legate al nostro benessere e alla nostra espansione della consapevolezza. 

Per aumentare l’apporto delle molecole dell’illuminazione la luce va però contrapposta e/o affiancata al buio e a fronte di ciò in Zenix ci si serve di una specifica tecnica con cui possiamo lavorare contemporaneamente con entrambi. Per farlo impieghiamo una stanza buia illuminata da una sola candela. La lunghezza d’onda della luce della candela che contrasta il buio ci permette di non cedere al torpore o al sonno durante il training cerebrale atto a raggiungere lo stato di profondo alfa e theta e, contemporaneamente, a stimolare sufficientemente la ghiandola pineale alla secrezione della melatonina e delle beta-carboline necessarie all’espansione della consapevolezza. 

La concentrazione o meditazione completamente al buio, spezzato solo dalla debole luce della candela, è una tecnica davvero molto efficace per allenare la propria mente e a farci familiarizzare con gli stati diversificati di coscienza. 

Questa tecnica è antichissima e ne ritroviamo traccia nell’antica India attraverso l’Hatha Yoga e il Raja Yoga. Si inizia scaricando la tensione con un breve esercizio fisico e poi ci si mette seduti in una comoda posizione, si può impiegare una comune sedia o per chi è pratico può mettersi in un asana meditativo (posizione del loto, semiloto, ecc.). 

Una volta seduti teniamo la colonna vertebrale eretta, rilassiamo il corpo, specie spalle e collo e chiudiamo gli occhi. Dobbiamo essere consapevoli solo del corpo fisico, questi deve divenire una statua in cui tutti i suoi disagi non interferiscono con la nostra concentrazione e, per tutta la durata dell’esercizio, cerchiamo di non muovere il corpo. Fissi come una statua apriamo gli occhi e fissiamo intensamente la candela che in precedenza abbiamo acceso e posizionato all’altezza degli occhi o leggermente sopra di essi a una distanza di circa 60/70 cm circa dal viso. Lo sguardo lo concentriamo sullo stoppino, il punto meno luminoso della fiamma e poi quando l’occhio si è abituato alla luminosità lo sguardo si sposta nel punto più luminoso della fiamma, proprio sopra la cima dello stoppino. Tutte le nostre unità di attenzione devono lavorare unicamente nel fissare la fiamma, non devono esserci pensieri, la concentrazione deve essere totale e nei momenti in cui la mente vaga, il corpo si muove leggermente o si piega perché stiamo per addormentarci, torniamo alla posizione corretta e concentriamoci solo sulla fiamma. 

Se ci lacrimano gli occhi chiudiamoli e osserviamo la fiamma con l’occhio della mente, poi quando siamo pronti continuiamo l’esercizio con gli occhi aperti. Con la pratica dovreste essere in grado di fissare per alcuni minuti la fiamma senza movimento delle pupille o battito delle ciglia.
Quando si diventa maestri di questa tecnica si perderà la consapevolezza di avere un corpo e anche la vista della candela sparirà e rimarremo in un potente stato di concentrazione totale che corrisponde a uno specifico stato neurologico che ci sarà utile allenare per poi impiegare successivamente nel modellamento della realtà. A tale riguardo possiamo espandere la tecnica disegnando l’obiettivo che vogliamo raggiungere su un foglio che prima dell’esercizio posizioniamo al di sotto della candela: questo diventerà una sorta di segnale indirizzato al nostro inconscio per riprogrammarlo sul raggiungimento del nostro target mentre noi fissiamo esclusivamente la fiamma. 

La tecnica della candela può inoltre diversificarsi con l’allenamento della visualizzazione mentale; tutti noi abbiamo fatto esperienza della persistenza retinica, ossia quando guardiamo una fonte luminosa intensa e chiudiamo gli occhi la fonte luminosa rimane a noi visibile. La tecnica della candela alternata a momenti con gli occhi chiusi ci permette di allenare oltre alla nostra concentrazione anche la nostra abilità di visualizzazione, controllando l’immagine mentale che proiettiamo nella mente. In questo peculiare esercizio possiamo impiegare la carta su cui abbiamo disegnato il nostro obiettivo; per semplicità creiamo un simbolo o un’immagine semplice per rappresentarlo di modo che riusciamo a visualizzarlo più facilmente al centro della nostra fronte, fra le sopracciglia, concentrando lo sguardo a occhi chiusi in quel punto. 

La tecnica della candela necessita di almeno quindici minuti al giorno per ottenere dei benefici stabili e non ha un limite di tempo nella pratica, personalmente faccio sessioni di almeno un’ora o di cinque ore ma ci sono persone che lavorano per tempi ancora più prolungati.
Questa potentissima tecnica se praticata con regolarità aumenterà in maniera esponenziale la nostra concentrazione, al punto che noteremo che qualcosa in noi è cambiato in meglio, saremo più causativi nella nostra realtà personale, più calmi, dormiremo meglio e riusciremo a gestire molte più cose che prima ci avrebbero messo sotto stress e preoccupato, ma soprattutto inizieremo a prendere il controllo della nostra mente e del nostro potere personale e la nostra abilità nel crearci la nostra realtà ne sarà semplicemente la conseguenza. 

Tratto da "Programma la tua Realtà Quantica" di Riccardo Tristano Tuis, clicca qui.