Stress And Frustration

3 trappole da evitare della produttività: cosa NON fare

Le trappole della produttività

Chi l’avrebbe mai detto che i sistemi per raggiungere gli obiettivi contengono anche delle trappole?

In giro non ci sono formatori che parlano di questo. Non c’è nessuno che ti dice che all’interno di tutta la mentalità costruita per supportarti a raggiungere i tuoi obiettivi ci sono anche dei pericoli.

Né che questi pericoli non dipendono dal tipo di sistema che decidi di utilizzare, perché sono connaturati.

Vuoi sapere quali sono le 3 trappole della produttività?

Eccole, con tanto di soluzione a seguire:

1° trappola: mancanza di etica

Alcune ricerche sostengono che sarebbe meglio non porsi degli obiettivi. A loro avviso, questi possono causare l’aumento di comportamenti scorretti.

In realtà questo è un finto problema. Esso deriva più dalla poca centratura valoriale e dalla scarsa conoscenza delle proprie priorità.

Se una persona è poco etica, lo è semplicemente di più quando si dà degli obiettivi importanti da raggiungere.

Questo principio si applica anche nel campo della ricchezza, come dice T. Harv Eker:

«Il denaro non ti rende più buono o più cattivo, come pensano molti.
Ti rende semplicemente di più di ciò che già sei!».

2°: frustrazione da mancato obiettivo

Alcune ricerche mostrano come quando non raggiungiamo un obiettivo prefissato proviamo un senso più o meno forte di frustrazione.

Questa è un’altra delle trappole insite nella natura della costruzione degli obiettivi. Proprio quando creiamo un obiettivo specifico, temporalmente definito, ci creiamo anche la possibilità di provare delusione se non dovessimo raggiungerlo.

Ma c’è una cosa da rimarcare. Se hai fatto poco o nulla delle azioni che avevi definito per raggiungere il tuo obiettivo… allora non c’è nessuna fregatura! Sei tu che ti devi impegnare ad agire.

E se hai davvero fatto il possibile, ma comunque non hai raggiunto il traguardo, allora devi imparare una cosa: accettare che ci sono cose oltre il tuo controllo.

Imparare a lasciare andare

Sembra una stupidaggine, eppure quante persone s’infuriano o si deprimono quando capita qualcosa che non potevano prevedere e che è comunque fuori dal loro controllo?

Se hai fatto tutto quanto era in tuo potere per arrivare dove volevi, non c’è neanche una ragione valida per sentirti frustrato, anche se non ci sei arrivato.

È così che funziona la vita.

Il fatto che ci siano strategie per raggiungere gli obiettivi è una costruzione di noi essere umani per adattarci meglio alla vita e renderla più funzionale ai nostri scopi e bisogni.

Ma quello che devi capire è che la vita fa quello che le pare e noi possiamo solo imparare a usare bene l’intuito e il cervello, per rispondere al meglio delle nostre capacità.

3° trappola: vivere nel futuro

Ammetto di essere stato parecchi anni in questa trappola, dalla quale mi sono svegliato verso il 2012.

Vivere nel futuro significa utilizzare il presente (quasi esclusivamente) per costruire il futuro. Ma vuol dire anche vivere lasciandosi sfuggire tutte quelle gioie del qui e ora.

È vero che ci sono alcuni imprenditori e professionisti innamorati del loro lavoro e nati per raggiungere obiettivi. Quando il lavoro è una passione, non c’è vacanza che tenga più di qualche giorno, poi la testa torna sempre lì!

Come detto, ci sono passato.

C’è chi insegue continuamente obiettivi e non si ferma mai a capire che la vita è fatta dalla singola giornata, ogni giorno, tutti i giorni. E quindi ci si perde il viaggio della vita, il viaggio del presente.

Celebrare il presente per godersi la vita

La parte peggiore, quando siamo in questa trappola, è che non ci fermiamo neanche a celebrare il traguardo. Raggiunto l’obiettivo, si parte spediti verso il prossimo.

Ma, dato che una buona parte della nostra felicità è data da quanto siamo in grado di vivere il momento presente, dobbiamo assolutamente chiederci:

Come creiamo il momento presente?

Attraverso ciò a cui prestiamo attenzione!

L’energia fluisce dove va l’attenzione. Quando la tua attenzione è al futuro, tu e la tua energia siete là. Potresti non accorgerti di chi hai davanti, delle relazioni belle della tua vita, per esempio.

Io dico spesso che è vitale visualizzare il nostro futuro, poiché quello è il primo passo verso la sua realizzazione.

K.O.(Sull’importanza di visualizzare i nostri obiettivi per riuscire a raggiungerli ho dedicato un intero capitolo del libro K.O metti al tappeto i 7 avversari che ostacolano la realizzazione dei tuoi obiettivi, che ho scritto a 4 mani con il campione del mondo Patrizio Oliva).

Ma dobbiamo focalizzare parte della nostra attenzione anche al presente, perché è lì che c’è la vera vita,

è lì che si costruisce il futuro,

è lì che c’è la felicità, e…

è lì che creiamo le emozioni che poi diventeranno bei ricordi.

Vorremmo sempre essere di più, avere di più.

Suggerisco di spostare il focus su “abbastanza”.

Altrimenti si rischia solo di seguire per sempre nuovi obiettivi e di rimandare la felicità a un momento che potrebbe non arriverà mai.

Sfuggire alla terza trappola: il cambiamento del focus

Per sfuggire all’ultima delle 3 trappole, devi fare focus sull’interno.

Chiarisci qual è “il tuo essenziale”.

  • Che cosa dà Senso, Scopo e Significato alla tua vita?

  • Cosa ami di più fare?

  • Che cosa ti dà gioia?

Poi individua le tue priorità professionali.

Quali sono le attività essenziali che sono strategiche nel tuo business e coincidono con i tuoi talenti e i tuoi punti di forza?

(Il processo Individua l’Essenziale e Invalida il resto è il cardine del sistema Produttività 300% ed è interamente spiegato nel libro Produttività 300%, Triplica i risultati e goditi la vita).

E solo dopo fai focus esterno, cioè focalizzi gli obiettivi che derivano dal tuo essenziale e dalle tue priorità.

Formisano Max

Autore: Max Formisano

Classe 1970, dopo la maturità classica e la laurea in Giurisprudenza prese a Bari, dal 1996 si butta tutto alle spalle trasferendosi a Roma per lavorare esclusivamente nel campo della formazione. Fonda nel 2003 la Max Formisano Training , oggi la Scuola n1 in Italia per imparare a parlare in pubblico, a fare formazione a livelli eccellenti e a triplicare la propria produttività ed i propri risultati (e godersi anche la vita nel frattempo). Ha pubblicato 6 libri, tra cui “Public Speaking per tutti” e i best seller “Produttività 300%” (con prefazione di Italo Pentimalli), “Se solo potessi” (con prefazione del “guru” del management americano, Stephen M.R. Covey). Cura la collana di libri di crescita personale e professionale - “Se solo potessi” – edita da Uno Editori. Ha creato decine di corsi multimediali: dalla produttività al parlare in pubblico a formare i formatori. E’ stato intervistato da Repubblica, Sky, Il Giornale, Rai2, il Messaggero, Millionaire e altri. Si distingue per la semplicità e la schematizzazione dei suoi interventi in pubblico. Infatti, ha creato la metodologia S5® e la Crescita Personale Semplificata®. Il suo stile formativo non assomiglia a quello di nessun altro al mondo perché esprime al 100% la sua personalità e le sue capacità. Lo chiamano “il formatore dei formatori” perché dalla sua scuola per esperti sono venuti fuori alcuni dei nomi oggi più riconosciuti in campo nazionale. E’ barese doc e lavora in tutta Italia (quando non riesce a farlo dal divano di casa sua, dal quale gestisce tutti i progetti principali della Max Formisano Training e i 7 collaboratori della sua squadra arancione). Adora le passeggiate nel centro di Roma, Bari e Londra. Il suo pensiero preferito: “La vita è difficile per le persone disposte a fare solo le cose facili ma…è facile per quelle disposte a fare anche le cose difficili”. Ama giocare a ping pong, le serie tv, leggere romanzi e libri di crescita personale e professionale, il marketing, viaggiare e passare tempo con il proprio gruppo mastermind, per scambiare idee, conoscenze e divertirsi insieme. Nel 2016 arriva la gioia del piccolo Claudio, nato a febbraio come il papà e la mamma.

1 Comment

  1. Forse basterebbe essere se stessi e il resto verrà da sè... oppure che niente è mai scontato nella vita, l'imprevedibilità fa parte del fluire dell'Essere nel mondo. E poi imparare l'umiltà anche se si è personaggi importanti con ruoli sociali di enorme responsabilità.

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