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432 Hz: la frequenza dell’universo, tra musica e biologia

L’impatto del suono sul nostro corpo

A volte si dà per scontato che quello che si riesce a sentire sia tutto ciò che può essere udito. In realtà, quello che si sente attraverso le nostre orecchie è solo la punta di un iceberg di iperfrequenze
Studi di laboratorio hanno dimostrato che le onde sonore sono in grado di modificare la pressione sanguigna, la respirazione, il battito cardiaco, la resistenza elettrica della pelle, la sudorazione, la risposta neuroendocrina, la concentrazione e le onde cerebrali.

Si può dunque intuire che ciò che definiamo “suono” influisce profondamente sull’uomo, in maniera costruttiva o distruttiva; eppure, nonostante la prova empirica dell’influenza del suono sulla biologia umana, per anni non si è fatto nulla oltre a studiare gli aspetti più superficiali del fenomeno sonoro.

 

Perché non viene studiato l’impatto del suono sulla biologia?

Probabilmente, questo è dovuto al fatto che la scienza è morta già da tempo nel sacerdozio universitario e nel brigantaggio corporativo dei centri di ricerca e che oramai l’unica superstite rimasta è la “dittatura” del metodo galileiano – travisato dal positivismo – in joint venture con lo scientismo del profitto, in cui uomini d’affari e religiosi dogmatici si travestono da scienziati per mercanteggiare una tecnologia molto redditizia ma estremamente dannosa per la salute umana.

Ed è per questo che non si trovano molte informazioni su “strumenti acustici” come i cellulari, i forni a microonde, il digitale terrestre, per i quali tutti usano bande di frequenza infrasoniche e ultrasoniche in grado di surriscaldare (fino a disgregare) i reticoli atomici delle nostre cellule e del nostro cibo.

Tornare alla musica aurea

infinitoQuando potete, prendetevi un po’ di tempo per osservare un arcobaleno che solca il cielo; sappiate che, se osserverete il rosso, vorrà dire che starete “ascoltando” un sol di quarantadue ottave sopra il la centrale del vostro pianoforte. Il rosso dell’arcobaleno vibra infatti a 428.570.000.000.000 di oscillazioni, vibrazioni udibili solo nel cantico dei quanti: il mondo subatomico.

Per generare i suoni “divini”, bisogna conoscere la proportio aurea studiata da giganti del pensiero come Pitagora, Leonardo, Bruno e Böhme.

Nell’attuale “intonazione scientifica”, le proporzioni auree non sono contemplate: nel sistema temperato,infatti, ci si dimentica  che i rapporti tra le note dovrebbero seguire gli stessi rapportimatematici che governano la riproduzione di molte specie, la fillotassi e il nostro sistema solare (o, se preferite, il sistema sol-la-re).

Frequenza: da 440 Hz a 432 Hz

Proprio per questa serie di motivi si vuole proporre un cambiamento dell’intonazione standard (dal la a 440 Hz al la a432 Hz) assieme alla sostituzione della scala equo temperata, presentando – per la prima volta – la Scala Aurea, che si basa sulla matematica dell’8 (la matematica della vita).

Due grandi esoteristi come Isaac Newton, padre della fisica meccanicista, e Johannes Kepler, uno dei padri fondatori della moderna astronomia – entrambi profondi conoscitori della dottrina teorico-musicale pitagorica – raggiunsero profonde intuizioni proprio grazie agli studi musicali sumeri ed egizi, perfezionati da Pitagora.

Keplero vide, nell’intervallo musicale di quinta (2/3), l’essenza del moto dei pianeti; da lì la terza legge del moto planetario: «I quadrati dei tempi periodici sono proporzionali ai cubi dei diametri maggiori delle ellissi».

I sacri numeri pitagorici – 1 (unità), 2 (quadrato) e 3 (cubo) – presenti anche nella sequenza di Fibonacci, sono i tre numeri più importanti nei due rapporti fondamentali della musica: l’ottava e la quinta. Di fatto, 1/2 (l’ottava) e 2/3 (la quinta) sono “miracolosamente” presenti anche nei valori di rotazione frazionata che i fisici hanno dato ai quark, le particelle subatomiche che rendono coeso e tangibile il nostro mondo.

Parte di questo sapere, custodito nelle scuole misteriche sumere, egizie e pitagoriche, venne ripreso anche da Leonardo, il sommo genio del Rinascimento che fu, tra le molte cose, anche «raro sonatore di lira».

Infatti, Leonardo ebbe modo di scrivere:

«A le stesse leggi obbediscono le onde sia de l’acqua sia del suono e della luce».

 

Fisica dei quanti e la vibrazione

Siamo dovuti arrivare al moderno paradigma olografico di David Bohm, il fisico più rivoluzionario del Novecento, e dell’illustre neuroscienziato Karl Pribram per comprendere l’affermazione del genio vinciano, che fu eco – nel Rinascimento – dell’antico sapere custodito nei Veda con il nada brama (suono creatore).

La fisica dei quanti e la teoria delle superstringhe (o supercorde) si sono rese conto che ogni cosa, dall’atomo alle galassie, è originata da onde vibrazionali; onde infinitamente troppo piccole o infinitamente troppo grandi per poter essere ascoltate dall’orecchio umano.

L’universo intero è generato da onde, anche il nostro pensiero conscio e inconscio.

Non sarebbe male ricordarsi che, quando osservate il tracciato di un encefalogramma, state osservando uno “spartito” del pensiero a quattro voci: stato delta, theta, alfa e beta; così come non sarebbe male ricordare che quest’ultimo (definito “stato ordinario di consapevolezza”) è solo una delle voci della realtà, ma non l’unica.

Non si è ancora compreso che il genio e l’illuminazione sono il mero prodotto della perfetta proporzione aurea con cui le armoniche delle vibrazioni di questi stati neurali si sommano tra loro.

Il nostro cervello è un potente strumento musicale

Ciò che solitamente chiamiamo “pensiero” è, infine, una lunghezza d’onda elettromagnetica delle nostre cellule cerebrali, che vibrano da 0,5 a oltre 40 cicli per secondo. Il cervello, quindi, è anche un generatore di infrasuoni e di suoni subliminali (il loro volume è troppo basso per poter essere percepito consciamente).

Il cervello, grazie alla scatola cranica (che fa da cassa di risonanza), diviene uno strumento musicale subliminale che emette note in grado di influenzare – attraverso la stessa risonanza simpatetica con cui gli strumenti a corde si influenzano – il pensiero di altri raffinati strumenti biologici di percezione (che chiamiamo comunemente “cervelli”).

La legge di attrazione e le frequenze

Non è certo un caso che la legge dell’attrazione, che sta riscuotendo tanto successo tra le tecniche di automiglioramento, sia il metodo più efficace in assoluto, proprio perché il suo assioma (“il simile attrae il simile”) è il nucleo più intimo e inconfutabile delle meccaniche di questo universo.

Naturalmente, in ambito musicale e scientifico, tale assioma viene espresso come legge di risonanza, ma i musicisti e gli scienziati non si sono resi conto che esso non vale solo per le note, le frequenze o le matrici frattali (autosomiglianza) con cui le strutture atomiche si aggregano, ma anche per i nostri pensieri e per le nostre emozioni.

La legge dell’attrazione dice che “pensieri ed emozioni sono vibrazioni che attirano quegli eventi che hanno un rapporto di risonanza con essi”; pensieri o emozioni positivi attireranno eventi positivi; pensieri o emozioni negativi attireranno inevitabilmente eventi negativi.

Alla luce di tutto ciò, si può ben comprendere la profonda asserzione secondo cui «la musica è una sapienza più alta della filosofia e della teologia», data dal genio musicale – guarda caso anch’esso esoterista – Ludwig van Beethoven.

…Oltre l’epigenetica

Oltre a ciò, grazie alle rivoluzionarie scoperte dell’epigenetica, si è potuto finalmente smantellare l’irresponsabile dogma neodarwiniano che ci faceva credere di essere il prodotto dei nostri geni.
Fortunatamente, non è così. L’uomo deve riprendersi la responsabilità di ciò che è: il prodotto dei propri pensieri, della percezione che ha di sé e del segnale ambientale (il suono della vita in cui è immerso).

Tutti questi stimoli sono il deus ex machina di cui la biologia si serve per poter attivare i geni più utili alla propria evoluzione… e non alla mera sopravvivenza.

L’osservatore, l’osservazione e l’osservato rappresentano tre stadi della stessa figura d’onda; onde che osservano loro stesse nell’atto di vibrare a diverse altezze o, se preferite, a diverse profondità.

La coscienza collettiva (o l’inconscio collettivo junghiano) trasmette proprio da questa figura d’onda, da cui trae origine anche il fenomeno che la saggezza popolare ha definito come “il simile che rafforza il simile”… in musica viene denominato “risonanza simpatetica”, mentre in fisica vengono usati concetti come quello di “onda coerente” o “onda non distruttiva”; in ambito biofisico, invece, si parla di “campo coerente”, lo stesso che genera i campi morfici e i campi mentali postulati dal biologo Rupert Shaldrake.

In conclusione, la materia è solo un concetto umano astratto che indica un’oscillazione più lenta della luce; questo vale anche per il suono, che vibra circa un milione di volte più lentamente di quest’ultima. Le cose che noi interpretiamo come colori, profumi, sapori o oggetti fisici, sono solo delle specifiche frequenze delle vibrazioni, suoni estranei alla percezione uditiva che però vengono percepiti dai restanti sensi.

 

L’onda, la consapevolezza e stati di coscienza superiore

L’onda è il vettore della consapevolezza. Quando ascoltate la Sonata K448 di Mozart, il cicalio degli insetti oppure i sussurri delle chiome smeraldine degli alberi, sappiate che non state realmente ascoltando delle onde acustiche, bensì onde di consapevolezza e d’informazione.

Noi siamo coscienti dei suoni quando incominciano a vibrare agli stessi cicli per secondo dello stato beta, mentre tutto il resto ci è precluso nel silenzio. Ma è solamente quando entriamo in uno stato di super coscienza che possiamo avere accesso ai suoni silenziosi degli 8 cicli per secondo che – ora lo sappiamo – governano l’atomo e il dna.

È solo grazie a questo stato di super coscienza che possiamo comprendere che l’onda acustica e l’onda elettromagnetica sono due modi parziali con cui noi osserviamo l’energia.

Una volta Stokowski ebbe modo di dire che «il pittore dipinge su tela. I musicisti dipingono invece i loro quadri sul silenzio». Lo scopo del libro 432 Hz, la rivoluzione musicale è quello di farvi fermare un attimo per ascoltare il suono di una mano che applaude; in quel maestoso silenzio ultraterreno, potrete nuovamente sentire il suono che non si ode, la cosiddetta “musica delle sfere”, ove tutto ebbe inizio.

Tuis Riccardo Tristano

Autore: Riccardo Tristano Tuis

Riccardo Tristano Tuis, scrittore, compositore e ricercatore indipendente nel campo del simbolismo e della storia occulta. L’autore si interessa principalmente allo sviluppo delle potenzialità umane dando vita a un personale metodo denominato Zenix, a cui ha dedicato l'opera omonima pubblicata da questa casa editrice. Le sue ricerche in ambito della coscienza lo hanno indirizzato a sperimentare l’effetto delle frequenze acustiche nell’attività cerebrale umana portandolo a creare quella che è diventata la Neurosonic Programming, una neuro-tecnologia per la sincronizzazione degli emisferi cerebrali il cui scopo è l’aumento delle capacità mentali e la recente Mind Resonance. Collabora per diverse riviste di settore quali Nexus New Times, XTimes, Fenix e Punto Zero ed è spesso ospite di convegni e conferenze in veste di relatore o di docente in workshop e seminari.

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