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Antiche armi divine indiane: le Tejas Astras, le armi a energia

“… sfortunatamente, gli studiosi non hanno mai studiato seriamente le armi divine nei loro dettagli. Quando ci confrontiamo con un’arma divina come l’Agneya astra (l’arma del fuoco), gli storici hanno generalmente spiegato la sua natura come un antico moschetto o un’arma a polvere da sparo”. Jarrod L. Whitaker

Tejas = energia splendente e distruttiva

 

Un errore fondamentale sembra aver accompagnato da sempre l’interpretazione occidentale delle antiche armi divine indiane, un aspetto che solo recentemente è stato messo in luce da studiosi come Jarrod L. Whitaker, Professore Associato di religioni orientali alla Wake Forest University, nella Carolina del Nord.

Le armi divine non possono essere pienamente comprese se non analizzassimo il concetto di tejas e le sue implicazioni generali.

Nella sua analisi Whitaker pone l’attenzione su un dato fondamentale, un “dettaglio” che sovverte radicalmente la comprensione di questi strumenti di offesa.

Whitaker ha evidenziato, in una ricerca durata diversi anni, come il termine con cui furono sempre identificate le Astras fu il vocabolo sanscrito Tejas. Nella sua traduzione letterale il significato del termine è “lucente, splendente, energia radiante, fuoco”.

Le armi divine devono essere quindi interpretate come qualcosa di differente rispetto a quanto immaginato fino ad oggi, devono essere lette sotto una luce diversa che ne connatura profondamente le caratteristiche specificandole all’interno di un contesto che chiama in causa “energia” splendente e distruttiva.

Nella sua traslitterazione comunemente accettata, sia in campo lessicale che etimologico, il termine Tejas assume infatti il significato di ‘energia’ e le armi corrispettive diventano in grado non solo di infliggere un danno ma anche di liberare, durante il loro utilizzo, una forza in grado di amplificarne la distruttività e la potenza.

Astra = energia splendente e distruttiva

Se il concetto e l’utilizzo di ‘armi da fuoco’ era già presente nell’antichità indiana, lo stesso non può certamente rapportarsi con le descrizioni delle Astra presenti negli antichi testi sacri e ancor più correlare la potenza distruttiva sprigionata dalle armi divine con quella che avrebbe potuto originare un fucile ante litteram.

Questa semplice notazione cambia totalmente il concetto che fino ad oggi si è attribuito alle Astra. Il termine stesso, nella sua evoluzione culturale e storica è andato ad indicare, nell’antica lingua sanscrita, il “fuoco“, uno dei panca-mahabhutani (i 5 elementi costitutivi dell’aspetto più basso della materia).

A livello generale il tejas preserva la sua antica connessione con il fuoco e il calore ma nella sua connessione con una Astra divina il valore e il significato di quest’arma mutano originando una connessione con una energia distruttrice.

Tejas Astra = Armi a energia

Paolo Mangone afferma in un suo studio che il “… tejas appare come un’energia universale, auto sussistente, indipendente dalla divinità e che obbedisce a sue leggi intrinseche a cui lo stesso dio deve far fronte”.

Virtualmente non esiste limite alle vie attraverso cui possono manifestarsi le forze del tejas, possono essere sottili e nascoste così come distruttive ed esplosive, in tutti i casi si tratta di una forma di ‘energia’ che, se imbrigliata, costituirebbe un terribile strumento di morte. È interessante osservare come nelle pochissime ricerche prodotte in merito, il concetto di tejas ruoti sempre attorno ad un perno principale; questa energia è multiforme e mutevole, può assumere differenti forme mantenendo sempre il suo principio originario come ci mostra la tejasvins, una particolare forma di questa stessa energia ‘utilizzabile’ dai Rishis per minacciare i ‘pianeti’ e l’intero ‘universo’.

Come ricorda sempre Whitaker “il concetto di arma divina è fluido, sono armi ad energia”.

Baccarini Enrico

Autore: Enrico Baccarini

Enrico Baccarini è un giornalista, pubblicista e scrittore, ha compiuto studi di indirizzo psicologico e antropologico. È stato membro fondatore del Comitato Interdisciplinare per le Ricerce Protostoriche e Tradizionali (CIRPET) e co-fondatore della rivista associata Archeomisteri, I Quaderni di Atlantide. Dal 1989 al 2009 è stato membro del Centro Ufologico Nazionale (CUN) con incarichi direttivi. Enrico Baccarini è nato a Firenze. Ha collaborato con Notiziaio UFO per l’Editoriale Olimpia di Firenze, con Ufo Notiziario per la Acacia Edizioni, Archeomisteri, Gli speciali dei misteri, HERA e i Misteri di HERA, nonché in diverse altre testate di settore. Ha presenziato come relatore a conferenze in Italia e all’estero, ha presentato relazioni sulle fenomenologie dell’insolito (misteri del passato, psicologia dell’insolito e anomalistica, ufologia, etc.) in numerosi congressi scientifici nazionali e internazionali.

1 Comment

  1. Forse erano armi nucleari, forse armi ancora più potenti... l'Universo ha in sè energie spaventose che intelligenze avanzatissime possono benissimo sfruttare come armi di distruzione. La Terra non è l'unico pianeta abitato, vi sono intelligenze di gran lunga superiori all'uomo, ma di sicuro lontane milioni di anni-luci da noi.

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