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Antichi egizi e viaggi nello spazio: intervista sul libro La porta degli Dei

Intervista al Dr. Barbetta sul libro “La Porta degli dei

Dr. Barbetta, questo suo secondo volume, intitolato “Stargate 2: la Porta degli dei”, ha dei collegamenti con il suo precedente “Stargate: il cielo degli egizi”?

Direi che ne è l’ideale continuazione. Molti argomenti, che sviluppo nel secondo libro, erano già stati introdotti nel primo: qui vengono ripresi e approfonditi. Come avviene ad esempio per il concetto, la struttura e la descrizione dei Decani e delle costellazioni nell’astronomia egizia. Non c’è pericolo, però, per chi non ha letto il primo volume: in ogni caso è un testo a sé assolutamente fruibile in modo indipendente.

Nel titolo del libro compare il termine “Porta”, che, immagino, non sia casuale. A che cosa si riferisce questo concetto?

Il concetto di “Porta”, applicato in un contesto astronomico, era davvero basilare per le culture dei popoli antichi, ed era strettamente connesso al cielo e agli dei. Non dimentichiamo, fra l’altro, che il nome stesso della mesopotamica Babilonia era “Bab Ili” letteralmente “Porta degli dei”. Peraltro, il tema della “Soglia” o del “Varco”, che si apriva nel cielo, per consentire il passaggio verso altri mondi – verso il Paradiso o verso il mondo delle Anime – era presente sia nella cultura egizia, ma anche in quella ebraica, con le “Sharim”, “Soglie”, o le “Petachim”, “Entrate”, e anche nella cultura latina con le “Ianuae Caeli”.

Ma per gli antichi egizi che cosa si trovava oltre questa “Porta” nel cielo? È riuscito a capire qualcosa leggendo gli antichi testi?

La letteratura degli egizi è sicuramente corposa, visto che si articola sui “Testi delle Piramidi”, sui “Testi dei Sarcofagi”, sul “Libro dei Morti” e sul “Libro dell’Amduat”. Tutti parlano del viaggio della barca di Ra attraverso questa “Porta del Cielo”, ma è sopratutto Libro dell’Amduat a fornirci spunti e chiarificazioni: questo viaggio giungeva agli estremi limiti dello spazio conosciuto in direzione della mitica “Isola del Fuoco” – o “Isola delle fiamme” – il luogo da cui le divinità provenivano e a cui periodicamente ritornavano.

Ma questo viaggio era sempre compiuto solo dagli dei?

No, in talune circostanze, il faraone stesso era autorizzato dagli dei, quale segno di grande considerazione nei suoi confronti, a salire sulla barca di Ra e a viaggiare con lui nelle profondità del cielo.

Quindi intende dire che il sovrano dell’Egitto faceva questo viaggio in forma spirituale, riferendosi alla sua anima?

No! Il faraone stesso, a scanso di equivoci per i suoi sudditi, teneva a precisare che, “da vivo”, era salito sulla barca degli dei, e, “da vivo”, era tornato da questo incredibile viaggio celeste!

Abbiamo qualche descrizione su come poteva avvenire questo viaggio celeste?

Certo. Se ne parla in molti brani degli antichi testi egizi, sono corredati da illustrazioni, e uniti alle informazioni tratte dalle scene dipinte nelle tombe dei faraoni egizi, abbiamo una quadro sorprendentemente preciso e dettagliato.

So che può sembrare incredibile e impossibile, ma gli stessi egizi ci raccontavano con chiarezza come si svolgeva questo viaggio nelle profondità del cielo. Essi, logicamente, usavano mezzi descrittivi e paragoni con il mondo della natura che erano loro naturali e congeniali.

Ma, scusi, vuole intendere che ci sono anche riferimenti a elementi tecnologici in queste descrizioni degli antichi egizi?

Mi rendo conto che può sembrare del tutto inverosimile o impossibile. Ma la risposta sembrerebbe essere proprio affermativa! E …devo dirle…il primo ad essere rimasto del tutto sbalordito e incredulo sono stato proprio io quando ho analizzato più e più volte i testi e le immagini!

Pensi, sappiamo dal “Libro dell’Amduat” e da un particolare passo del “Libro dei Morti”, che gli dei degli egizi usavano (per 3 volte) una sorta di corridoio, di condotto, da loro ben definito e denominato,  che gli consentiva di percorrere enormi distanze celesti. So che non sembra possibile, ma queste enormi distanze venivano coperte all’interno di questi condotti in pochi secondi!

Davvero impressionante! Sembra quasi che mi stia descrivendo un “Wormhole” o un condotto “Spazio-Temporale”…

Esatto! Sembra proprio così.

Lei quindi sostiene che gli antichi egizi conoscevano… almeno 4.000 anni fa… concetti di astrofisica pura, che noi stessi stiamo appena oggi comprendendo? Ma come facevano… a sapere?

Il suo imbarazzo e potenziale scetticismo è stato anche il mio! Ma i testi riferiscono ripetutamente descrizioni molto dettagliate.

Possiamo teoricamente ipotizzare che erano stati gli stessi dei a rivelare, agli egizi, la struttura e il sommario funzionamento di questi condotti o corridoi “spazio-temporali”.

Fra l’altro, con mia ulteriore sorpresa, ho iniziato a fare altre ricerche, per un prossimo libro, investigando le antiche conoscenze degli ebrei, degli hindu e degli arabi, scoprendo concetti e descrizioni del tutto similari a quelle degli antichi egizi!

Davvero sbalorditivo! Sono curioso… è riuscito anche a individuare la regione celeste verso cui era diretta la barca degli dei, questa “Isola delle Fiamme”, la patria degli dei?

Beh! Diciamo che, con analisi confrontate e calibrate sono riuscito a individuare una definita e relativamente ristretta regione di cielo che potrebbe rispondere alla sua domanda…

… e ce la potrebbe dire?

Eh, no! Mi spiace! Deve leggere “La Porta degli Dei” e seguire le mie investigazioni: le assicuro è un viaggio avvincente e porta il lettore ai confini della conoscenza!

Lo farò senz’altro, sono davvero incuriosito. Un’ultima domanda allora: i suoi due libri si intitolano “Stargate”. C’è qualche eventuale riferimento al film di fantascienza che porta lo stesso nome?

Mi fa veramente piacere questa domanda!

Devo dire che questo film mi ha appassionato fin dal primo momento in cui l’ho visto! Ho fatto delle attente analisi e, alla luce delle indagini e delle ricerche che ho compiuto, ho riscontrato che ci sono sbalorditive e dettagliate informazioni nel film “Stargate”.

Basti pensare per esempio ai geroglifici del coperchio di pietra dello “Stargate” che sembrano anticipare, in poche righe, buona parte della sceneggiatura del film stesso e che sembrano coincidere con le informazioni che ci giungono dagli antichi testi! Ma anche alcune scene del film sembrano riprodurre precise descrizioni tratte dagli antichi testi egizi….

Guardi, è un argomento che incuriosisce tantissimo… Infatti proprio per chi vuole approfondire, può scaricare gratuitamente sul sito dell’editore un approfondimento – inserita anche alla fine del libro –  proprio dedicata a queste inaspettate rivelazioni.

Una vera “chicca’ per i cinefili del genere ‘fantascienza’, ma molto piacevole anche per gli egittofili…come me!

Grazie, Dr. Barbetta! Non ci resta che correre in libreria ad acquistare il suo libro!

Grazie a lei!

Massimo Barbetta, Medico oculista, è appassionato degli studi classici e delle lingue antiche: latino e greco, e, in forma amatoriale, di ebraico e geroglifico. Da oltre 15 anni è cultore della storia medievale, della cultura e delle leggende dei sumeri, dei babilonesi, degli ebrei, dei greci e dei romani. Collaboratore delle riviste “Mystero”, “Archeo-Misteri” ed “UFO-Notiziario”, è membro del “C.I.R.P.E.T.” (Comitato Interdisciplinare per le Ricerche Proto-storiche e Tradizionali) e partecipa da anni, con personali relazioni, a congressi e conferenze su questi temi. Da più di 12 anni si occupa attivamente di ricerche e approfondimenti sulla cultura dell’Antico Egitto e sull’Archeo-Astronomia, avendo pubblicato le sue ricerche in oltre 40 articoli, in questi e altri campi di indagine, sulla rivista “Archeo-Misteri”. Autore per Uno editori di “Stargate – Il Cielo degli Egizi“, “La porta degli dei

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Barbetta Massimo

Autore: Massimo Barbetta

Massimo Barbetta (1961) Medico oculista, è appassionato degli studi classici e delle lingue antiche: latino e greco, e, in forma amatoriale, di ebraico e geroglifico. Da oltre 15 anni è cultore della storia medievale, della cultura e delle leggende dei sumeri, dei babilonesi, degli ebrei, dei greci e dei romani. Collaboratore delle riviste “Mystero”, “Archeo-Misteri” ed “UFO-Notiziario”, è membro del “C.I.R.P.E.T.” (Comitato Interdisciplinare per le Ricerche Proto-storiche e Tradizionali) e partecipa da anni, con personali relazioni, a congressi e conferenze su questi temi. Da più di 12 anni si occupa attivamente di ricerche e approfondimenti sulla cultura dell’Antico Egitto e sull’Archeo-Astronomia, avendo pubblicato le sue ricerche in oltre 40 articoli, in questi e altri campi di indagine, sulla rivista “Archeo-Misteri”. Autore di "Stargate - Il Cielo degli Egizi" e "La Porta degli Dei".

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