Schermata 2019-05-24 alle 17.59.56

Antichi luoghi di Potere e linee del drago: le Vie cave etrusche

Geografia Sacra: l’Etruria

Recentemente ho scritto di linee sincroniche, prendendo spunto dall’ottimo lavoro di Airaudi, “Falco”, il fondatore della comunità-città di Damanhur, e dalle mie esperienze di anni di ricerca sulla tradizione antica, celto-ligure.

Nell’ultimo mese son stato in due soggiorni ravvicinati, distinti, in una terra che fin da bambino ho amato e “sentito”: l’Etruria. Due laboratori di ricerca spirituale, e geografia sacra, sul territorio (il secondo, bellissimo, alle Terme di Sorano, con la dott.ssa Soro).

Nel primo caso (dalle parti del lago di Bracciano, diciamo così), ho soggiornato in una vallata semisconosciuta, impervia e selvaggia, assolutamente non antropizzata e non turistica (dunque le condizioni ideali di ricerca anche per il Rubiana Jones che è in me!) e ho lavorato con un bellissimo gruppo di persone in un sito incredibile, fuori dal tempo e dallo spazio. Enormi rocce scavate nel tufo, con scalini, scale, scalette che avevano tutta l’aria di essere, alcuni, dei luoghi iniziatici, altri dei portali dimensionali, porte di accesso ad “altri mondi”: stargate insomma.

È importante cercare di provare a sentire con un approccio “arcaico”. Son sempre più convinto che anticamente le persone comuni, non soltanto i sacerdoti e le sacerdotesse, avessero un quotidiano rapporto col sacro, col misterioso, col meraviglioso.

E – come oggi solamente più gli animali – gli antichi uomini e donne potessero “vedere”, sentire i differenti luoghi di potere sparsi sul territorio. Probabilmente vedevano e/o sentivano l’energia della Dea Madre e le sue sfumature: sapevano cioè ri-conoscere un luogo sacro e anche l’uso e l’utilizzo che si poteva fare.

Il tutto a contatto con la mater materia prima, le rocce.

Dalla notte dei tempi, infatti, la spiritualità è anche – ma forse dovremmo dire principalmente – “Donna”: stiamo parlando delle mille sfaccettature del cosiddetto “Femminino sacro”. E la sua principale espressione son rocce con le sue differenti promanazioni vibrazionali.

Gli antichi luoghi di potere e linee del drago

Gli antichi sentivano insomma che alcuni luoghi “di roccia”, alcune “pietre”, erano ad esempio:

  • ottimi per ricevere delle guarigioni (e inoltre sapevano associare i differenti luoghi di guarigione alle differenti “malattie” – insomma: a seconda della patologia, sapevano indirizzare il malato verso la “roccia” adatta a curarlo);
  • propizi per il Sognare (luoghi in cui dormire ed “incubare” i “Sogni sacri”: profetici, divinatori, terapeutici, esplorativi e quant’altro);
  • alcune “pietre” erano invece utilizzate per “magnetizzare”, con le loro frequenze vibrazionali, liquidi “assorbenti” e già “istruiti” come l’acqua piovana: da qui forse la consuetudine di scavare vasche rituali e le cosiddette “coppelle”, di cui tanto si parla e il cui uso e significato ancora ci sfugge (ma ne parleremo ancora).

 

Son sempre più convinto che gli antichi sentissero e riconoscessero i “luoghi di potere”, punti sulla superficie terrestre in cui – detto in termini arcaici – “si incontrano le linee del drago”, le linee sincroniche insomma.

Queste non vanno viste come linee rette, ma, come suggerisce il termine “draghi” – che in realtà son delle specie di sinuosi, enormi Serpenti – son piuttosto ondulanti e serpeggianti linee di “energia”, fiumi di energia che perlopiù son sotterranei, inabissati nel ventre della Dea, tra le sue rocce, ma talvolta affiorano.

Nel loro incrocio in superficie, dicevano gli antichi, “aleggia lo spirito”. Si sente un qualcosa di divino, differente.

Non si respira insomma l’aria, ma “l’alito del Drago”, e son Custoditi vari tesori (i doni appunto che gli antichi ricevevano nei differenti Luoghi di potere che avevano individuato).

Questi luoghi di Potere, però, talvolta non erano “solamente” punti di guarigione, o per propiziare la fertilità (maschile e femminile), per magnetizzare e programmare l’acqua istruita o per il Sognare (e chissà quanti altri utilizzi a noi sconosciuti e inimmaginabili – stiamo parlando, secondo me, di una “tecnologia litica” – legata cioè alle rocce e ai luoghi – raffinatissima, che a noi sfugge completamente e che a mio modo di sentire e vedere farebbe impallidire e arrossire di vergogna i più evoluti moderni esperti di cristalloterapia, N.d.A.).

 

Antichi stargate: le porte degli antichi

Insomma, mi son perso. Cosa volevo dire?

Ah, ecco.

Volevo dire che secondo me non è fantascienza ed eccesso di “immaginazione celtica” ipotizzare che alcuni luoghi sacri fossero dei punti interdimensionali, delle specie di “stargate”. Son convinto insomma che la vita dei nostri antenati – quelli che chiamiamo con enorme arroganza tipica dell’età della Ragione “primitivi” – fosse in realtà molto più evoluta e raffinata di quello che possiamo immaginare. Sostanzialmente, molto più ricca.

Non erano imprigionati, per usare termini moderni, nella materia grigia e nell’ateismo materialista, ma erano molto molto molto più connessi e liberi nel fluire della materia bianca e dell’energia e materia cosiddetta “oscura” – che, detto inter nos, costituiscono il 95% della realtà (laddove quello che chiamiamo “realtà”, tutto ciò insomma che vediamo sentiamo tocchiamo, e di cui pensiamo e a cui dedichiamo la vita intera, è solo il 5% di quello che hanno scoperto esserci i fisici quantistici: il 95% del “Reale” ci è totalmente sconosciuto, ma sappiamo che c’è – e, forse, un tempo lo esploravano e vivevano).

È vero! Sto facendo voli pindarici con l’immaginazione.

E allora cavalchiamo il drago volante e proseguiamo, liberamente, liberi di seguire le connessioni illogiche irrazionali della materia bianca alla ricerca dell’energia “oscura”.

Antica spiritualità: dai Celti agli egizi…

Son convinto che i nostri predecessori viaggiassero molto, molto più di noi:

  • in esplorazione di altri pianeti e sistemi galattici, attraverso i portali, Stargate (non solo gli Egizi, sia chiaro: ma anche gli autoctoni locali, attraverso i “luoghi di potere” – e chissà che i cromlech, cerchi di “pietre” – tipo Stonehenge, per intenderci – non fossero utilizzati per viaggi intergalattici)
  • nelle connessioni interdimensionali – per intenderci, per contattare il cosiddetto “piccolo popolo”, quel regno di fate, elfi, gnomi, che contraddistinguono culturalmente la tradizione arcaica dalla nostra: come detto più volte, i nostri predecessori Celti e i neolitici, culturalmente, erano diversi da noi per due motivi specifici:
  1. avevano una elevata, raffinata spiritualità “al femminile” (fatta di Femminino sacro, luoghi di potere, rocce, luna, fonti sacre e quant’altro…)
  2. erano connessi al Piccolo popolo (ci credevano profondamente, lo rispettavano, e pertanto lo vedevano e contattavano).

Possiamo però anche esser certi che avessero un contatto molto più sano e raffinato del nostro col “regno dell’Oltretomba”: quel luogo di geografia sacra per eccellenza che noi abbiamo relegato nel rimosso, lo temiamo e lo allontaniamo culturalmente.

In antichità, gli antenati, i morti, erano i nostri cari da cui ricevere consigli, amore, saggezza, da contattare sicuramente attraverso il Sogno sacro, ma anche con i luoghi di potere. Ed ecco dunque la raffinata molteplicità degli stargate:

  • per viaggiare in altri pianeti dell’universo (si noti poi la “strana analogia” worm holes e linee del drago, N.d.R.)
  • per contattare altri esseri ultradimensionali
  • per ricevere la visita dei “morti” o andare a visitare il loro regno sotterraneo.

(Detto per inciso, queste “botole dimensionali” costituite dai luoghi sacri che stiamo definendo stargate funzionavano anche “al contrario”: è attraverso di essi che gli “alieni” vengono a visitarci, il piccolo popolo a curiosare, i “morti” ad incontrarci, ecc.).

 

Vie cave… dell’Etruria

Quando scrivo “sotterraneo”, inevitabilmente la mia immaginazione ormai libera, sciolta non può fare a meno di pensare alle “teorie” della Terra cava, ai mitici regni sotterranei abitati da esseri luminosi e “superiori”: i famosi Regni di Agharta, Shamballa, o il Regno del “re del mondo”, e quel famoso “prete Gianni” di cui tanto si parlò nell’alto Medioevo.

Ora, rientrato dalle bellissime meditazioni e connessioni in una terra che amo, l’Etruria, non posso fare a meno di avanzare una teoria che risponde a una domanda insoluta:

perché gli antichi Etruschi scavarono il tufo – per chilometri di lunghezza e in profondità anche per decine di metri – ricavando “strade” sotterranee ma a cielo aperto?

Sicuramente, visti i siti ipogei, sotterranei, fatti di grotte e tombe, associati spesso alle vie cave, queste erano luoghi che avevano a che fare da un lato col mistero del Femminino sacro, col grembo della Dea, dall’altro col Regno dei morti.

Ma l’ipotesi che avanzo è questa: essendo la maggior parte delle “linee del drago” ben al di sotto dell’immensa superficie terrestre, non è ipotizzabile che quelle individuate poco sotto la superficie non venissero “liberate” dalla materia e rese così “in superficie”?

Forse liberarono dalla roccia i fiumi di energia che per poche decine di metri non affioravano completamente in superficie? Creando così dei sentieri “segreti”, seminascosti, in cui compiere “processioni religiose”, salite e discese nel regno degli inferi, ma soprattutto aperture verso gli altri mondi.

Il regno di Fantàsia

Molti anni fa, in certi ambienti esoterici che frequentavo, mi chiamavano Atreyu, il protagonista del sublime “La storia infinita”.

Chiudo pertanto con le parole di uno degli eroi che ogni tanto mi abita, e sono tanto felice:

Gmork: Sei uno sciocco e non sai un bel niente di Fantàsia. È il mondo della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai sogni e dalle speranze dell’umanità e quindi Fantàsia non può avere confini.
Atreyu: Perché Fantàsia muore?
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.
Atreyu: Che cos’è questo Nulla?!
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo.
Atreyu: Ma perché?!
Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.
Atreyu: Chi sei veramente?
Gmork: Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla. L’ho perso nelle paludi della Tristezza. Il suo nome era Atreyu.
Atreyu: Se tanto dobbiamo morire, preferisco morire lottando. Attaccami Gmork! Io sono Atreyu!

_______________________

Vuoi andare alla scoperta della Valsusa, dei suoi luoghi sacri con Andrea? Segui i suoi eventi sulla pagina facebook “Andruid-Geografia Sacra”.

Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

1 Comment

  1. I "sentieri segreti" abbondano, anche se oggi molti sono stati cancellati. Le falde misteriose della terra però sono sempre lì, anche l'uomo non è più in grado di rilevarle e saperne fare un buon uso. Certo, in passato anche la gente comune aveva dei poteri particolari e riusciva a "sentire" cose che oggi percepiscono solo i sensitivi. Un grazie ad Andrea Cogerino per ciò che fa conoscere a tutti o almeno a molte persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *