Il Club Bilderberg a Torino: e mentre l'oligarchia mondialista si incontra, ancora fake news, propaganda e controllo


Categorie : Attualità e ControInformazione , Enrica Perucchietti

 Il Club Bilderberg a Torino: e mentre l'oligarchia mondialista si incontra, ancora fake news, propaganda e controllo

Dopo le fake news, Trump e Kim Jong-Un a Singapore: pace fatta? 

La pace è a un passo. Il 12 giugno  Trump e Kim Jong-Un si incontreranno a Singapore. Dopo aver ospitato alla Casa Bianca Kim Yong Chol, il braccio destro del leader nordcoreano, è stato confermato lo storico incontro per la denuclearizzazione della penisola.

Trump si è detto sicuro che il processo di pace si concluderà con un successo e che la trasformazione della Corea del Nord potrà avvenire sotto la guida di Kim. Il disgelo è in corso. Fino a qualche mese fa il leader nord-coreano incarnava il male assoluto e la stampa internazionale ogni giorno bombardava l’opinione di (fake) news inverosimili e grottesche dipingendo Kim come il capo della Spectre.

Quando giravano le fake news inverosimili

Vi ricordate la notizia della morte di Jang Song-thaek, zio del leader nordcoreano Kim Jong-Un, sbranato da 120 cani? La notizia era una bufala grottesca e proveniva da un giornale semi-satirico di Hong Kong, il «Wen Wei Po». Un po’ come se in Italia i media mainstream avessero condiviso come veri gli articoli di Lercio. Era falsa anche la notizia dell’uccisione della ex fidanzata di Kim, la cantante Hyon Song-wol o del ministro della Difesa giustiziato con la contraerea per un pisolino di troppo!

Il punto più basso lo ha forse raggiunto «The Telegraph» scrivendo che in Nord Corea si pratica il cannibalismo e le famiglie mangiano i propri figli! Eppure l’opinione pubblica si è (giustamente) indignata e ha creduto a quanto veniva diffuso perché si ritiene che i media non possano mentire.

Tutte bufale neppure verosimili che, come documento nel mio Fake News (Arianna Editrice) sono state diffuse da molte testate mainstream come vere per esacerbare il clima da guerra fredda tra Occidente e Corea del Nord.

 

Indurre la percezione di una minaccia

La popolazione è costantemente minacciata da qualche tragedia e tenuta in una situazione persistente di terrore che impedisce di ragionare lucidamente.

Sull’onda dell’emotività si rischia di prendere decisioni d’impulso senza averle ponderate o di accettare misure estreme. Ciò non significa che il pericolo sia inventato del tutto, ma magari… strumentalizzato, amplificato, distorto, esagerato per inculcare nell’opinione pubblica la percezione di essere sempre, costantemente, in pericolo e di aver bisogno dell’intervento del deus ex machina, ossia del governo magari sotto forma di qualche decreto (pensiamo in Italia al decreto Lorenzin) o intervento bellico.

E anche in Italia… Divide et Impera per controllare il popolo

Da noi non va meglio. Dopo la campagna elettorale più brutta della storia, ora la stampa è unita per disintegrare il neo-governo Conte prima che possa muovere un dito. Si va sul personale, o si amplificano e si distorcono le dichiarazioni e le idee (pensiamo al neo ministro Fontana) per spaventare l’opinione pubblica e distrarla dai veri problemi. Si tratta di vera e propria propaganda. Così si continua a paventare l’uscita dall’euro o la cancellazione dei diritti civili, sebbene questi non siano nel contratto di governo. L’obiettivo è generare caos, terrorizzare l’opinione pubblica e demonizzare la squadra di governo.

Si applicano due metodi in particolare: il primo è la strategia della distrazione.

Si tratta dell’elemento principale del controllo sociale e consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue “distrazioni” e informazioni insignificanti. Si intende cioè tenere il pubblico occupato senza dargli il tempo di pensare, rendendolo pertanto “passivo”.

Si applica inoltre il metodo del Divide et Impera: per controllare e governare un popolo si dividono in fazioni i cittadini, come si fa con le tifoserie del calcio, provocando rivalità e fomentando discordie. Destra e sinistra si combattono, mentre le élite tecnocratiche cercano di correre ai ripari per tenere a freno l’avanzata dei “populismi” in Occidente.

 

Il Club Bilderberg a Torino

Se tutti i quotidiani e TV erano in questi giorni occupati a scavare nelle vite private e nei gossip dei neo ministri e del premier, quasi nessuno ha parlato, per esempio, della riunione del Club Bilderberg che si dovrebbe tenere proprio questa settimana a Torino. Chi ne ha dato notizia lo ha fatto più come un fenomeno di costume.

Il summit si terrà dal 7 al 10 giugno sotto la Mole, ma la location, questa volta, è ancora segreta e verrà comunicata ai partecipanti solo 48 ore prima dell’incontro per motivi di sicurezza (in un primo momento si era parlato di Venezia).

Il Gruppo è una sorta di NATO economica: lo possiamo considerare come il CDA delle oligarchie mondialiste che incarna lo spirito più sfrenato del neoliberismo e della globalizzazione. Il «Times» nel 1977 lo descrisse come «una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini nel mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso».

Come mostro in Governo Globale (Arianna Editrice), Bilderberg, CFR, Commissione Trilaterale, sono cenacoli ristretti in cui i membri delle élite si ritrovano per decidere le sorti del pianeta a porte chiuse, mentre la stampa internazionale spaccia bufale per controllare e distrarre meglio l’opinione pubblica.

Quello che si vuole è evitare che la gente ragioni con la propria testa e individui i veri problemi e carnefici dell’attuale crisi globale. Si vuole semmai che la popolazione ragioni di pancia, sull’onda della paura e delle emozioni. Si affamano i popoli, si aumenta il controllo, si reprime l’informazione alternativa, si lascia che la disparità aumenti, decimando le categorie ritenute inferiori (poveri, proletari e salariati in genere) e stringendo sempre di più il cappio. E noi osserviamo compiacenti il caos globale perché ci hanno abituato a (s)ragionare, a pensare secondo la loro logica. Quella del vero “nemico” da combattere. Quella delle élite. Ma siamo troppo indaffarati a scannarci a vicenda per capire da dove viene la vera minaccia…

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di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: "NWO - New World Order", "Utero in affitto" e "Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3"


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Visualizza tutti i commenti (1)

Francesca Rita Rombolà


10/06/2018 14:25:41

Oggi si chiama club Bilderberg, ieri si chiamava la Rosacroce, in tempi remoti la Fratellanza Bianca Templare, in tempi ancora più remoti i Figli di Aton... queste elitè governano, in modo occulto, il mondo da millenni. Oggi però tutto sembra andare verso il caos, tutto sembra essere "guidato" verso lo sfacelo totale. Scoppierà mai una rivolta globale dei più poveri? Forse quando la fame e la disperazione saranno tali da raggiungere un punto di non-ritorno.

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