Caso Aquarius, Soros e immigrazione indotta: come e chi ci guadagna sull'immigrazione (anche in Italia)


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Caso Aquarius, Soros e immigrazione indotta: come e chi ci guadagna sull'immigrazione (anche in Italia)

Caso Aquarius, immigrazione e opinione pubblica

In queste settimane al centro dell’opinione pubblica c’è il controverso tema dell’immigrazione, che ha visto persino consumarsi uno scontro diplomatico tra Italia e Francia in merito al caso Aquarius (ora approdato a Valencia).

Maurizio Blondet ha fatto notare sul suo sito che il Numero IMO (da International Maritime Organization) − una sequenza di sette numeri assegnata a ogni nave al momento della costruzione − è assente sulle navi delle due ONG battenti bandiera olandese, #Lifeline e #Seefuchs, lasciando intendere che queste siano coinvolte nella tratta di esseri umani e che siano dei moderni “pirati negrieri”.

Non va meglio in Germania dove il ministro dell’Interno Horst Seehofer, leader della CSU bavarese, è deciso a rischiare lo scontro frontale con la cancelliera Merkel pur di attuare la politica dei respingimenti. Non è possibile sintetizzare in poche righe un argomento così denso e difficile che ho approfondito in Governo Globale (Arianna Editrice). Sono però possibili alcune considerazioni indipendentemente dalle strumentalizzazioni che sono state fatte a destra e a sinistra.

 

Alcune considerazioni, indipendentemente dalle strumentalizzazioni…

1) La profezia di Gheddafi

In un’intervista concessa a Laurent Valdiguié e pubblicata sul «Journal du Dimanche», pochi mesi prima di morire, Gheddafi scagliò una specie di maledizione/profezia: in caso di crollo del suo regime, la Libia sarebbe implosa e i migranti avrebbero invaso l’Europa.

Il Colonnello prevedeva anche che sarebbe crollata quella difesa posta contro il terrorismo jihadista:

«la scelta è tra me o Al Qaeda. […] Migliaia di persone invaderanno l’Europa dalla Libia. […] Voglio farle capire che la situazione è grave per tutto l’Occidente e tutto il Mediterraneo. Come possono, i dirigenti europei, non capirlo? Il rischio che il terrorismo si estenda su scala planetaria è evidente».

 

2) Dividere la società in due livelli: i sempre più ricchi e sempre più poveri

Dietro il paravento della filantropia, i dirigenti europei e statunitensi a cui alludeva Gheddafi (quelli stessi che hanno finanziato i ribelli, le primavere arabe e hanno condotto i conflitti che hanno infuocato il Medio Oriente e di cui ora anche noi soffriamo le ripercussioni), lungi dal non comprendere la drammaticità di quanto sta avvenendo, mirano a strumentalizzare l’immigrazione (secondo alcuni ricercatori tutt’altro che naturale) per scopi che poco hanno a che vedere con l’ospitalità o la solidarietà.

Costoro, invece, intendono dividere la società in due livelli: da una parte il potere economico detenuto da una élite tecno-finanziaria, dall’altra la “massa” indistinta di individui soli, senza legami e senza radici, soprattutto sempre più poveri e disperati, facili quindi da sfruttare e controllare.

Per fare questo Soros e altri “filantropi” del suo calibro hanno anche finanziato le ondate selvagge di immigrazione clandestina che si caratterizzano come una moderna tratta degli schiavi. Lo scopo? Possiamo ipotizzare che lo schema serva a generare il caos in Occidente, destabilizzare i governi, abbattere i confini nazionali, dissolvere la classe media, livellare verso il basso i salari generando conflitti endemici che possano anche degenerare in guerra tra poveri (pensiamo al fenomeno del capolarato).

 

3) La polverizzazione della classe media

La classe media è il corpo sociale che più ha patito la crisi e la terapie di shock economy che sono state intraprese dai governi per il bene comune o perché lo “chiedeva l’Europa”. Povertà e disoccupazione (soprattutto giovanile) sono schizzate a livelli record, portando a un livellamento della società verso il basso. La globalizzazione e le politiche mondialiste non sono altro che un complesso processo di concentrazione della ricchezza mondiale nelle mani di un numero sempre più ristretto di persone.

Dati i legami politici e la sua esperienza nel trarre profitto dalle crisi (pensiamo a quella del 1992), Soros è certamente uno scaltro stratega in grado di strumentalizzare le crisi geopolitiche in atto. Possiamo supporre che egli abbia intenzione di distruggere i confini nazionali e creare una struttura di governance globale con poteri illimitati. Si tratta della creazione di una plutocrazia alla guida di un mondo sempre più globale e globalizzato che prosegua la sua rotta a folle velocità.

 

I finanziamenti di Soros e della Open Society…

È stato lo stesso Soros a scrivere dalle colonne del «Wall Street Journal» che avrebbe finanziato con 500 milioni di dollari le organizzazioni non governative (start-up, imprese già avviate e iniziative sociali) che avessero aiutato i migranti e i rifugiati.

Gli investimenti a favore dei migranti, ricorda Alessandra Benignetti, rivolti inizialmente a progetti in Europa, saranno effettuati dall’organizzazione no-profit di Soros, e i profitti utilizzati per finanziare programmi della Open Society Foundation . Più in particolare, l’Open Society «è uno dei maggiori finanziatori, insieme alla Oak Foundation, del portale “Open Migration”, creato dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (CILD), una “rete di organizzazioni che lavorano per l’avanzamento dei diritti umani e delle libertà civili in Italia”» ().

Insomma, indirettamente o indirettamente, Soros e la Open Society promuovono l’immigrazione verso l’Italia. Giampaolo Rossi, dalle colonne de «Il Giornale» (qui l'articolo) ricorda che un’inchiesta pubblicata nel 2014 sul «New York Times» rivelò come la decisione di Obama di modificare la legge sull’immigrazione per facilitare il riconoscimento degli irregolari, fosse stata influenzata «dalla campagna delle associazioni pro-immigrati divenute una “forza nazionale” grazie all’enorme quantità di denaro versato nelle loro casse dalle ricchissime fondazioni di sinistra tra cui, appunto, la Open Society di Soros (oltre alla sempre presente Ford Foundation)».

… E anche le ONG Statunitensi finanziano il traffico degli immigrati

Nulla di nuovo, se ne parla da anni. Nell’estate del 2015 il periodico austriaco «InfoDirekt», vicino alle forze armate, sarebbe venuto a conoscenza di un rapporto interno dello Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna) secondo cui, in base alle informazioni di un insider, organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l’Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale, quella che porta dalle coste libiche all’Italia meridionale.

Da un lato gli Stati Uniti e i loro alleati europei hanno creato i presupposti del fenomeno dell’immigrazione, generando il caos in Medio Oriente e paralizzando lo sviluppo autonomo delle popolazioni del Terzo mondo; dall’altro neutralizzano le capacità di difesa degli Stati europei svuotandone la sovranità con la UE. Al resto ci pensa il bombardamento mediatico pro immigrazione. Si tratterebbe, dunque, di una moderna forma di schiavismo che le sinistre occidentali, schiave delle élite tecnocratiche, si sforzano invece di applaudire come un faro del progresso.


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Visualizza tutti i commenti (1)

Francesca Rita Rombolà


23/06/2018 15:46:47

Quindi la cosa è da tempo ormai diventata una specie di circolo vizioso... Gheddafi è stato deposto dalla francia di Sarkozy che aveva diversi "conti in sospeso" da regolare con il regime del colonnello e se n'è fragata altamente delle conseguenze terribili che la caduta del regime avrebbe portato all'Europa. Oggi, in fondo, si raccoglie ciò che si è seminato ieri. Tutto questo traffico di migranti nel Mediterraneo che dura ormai da anni e non si arresta non è davvero normale. Se si va a scavare proprio a fondo ne verrà ancora e ancora fuori qualcosa di veramente inaudito e forse di voluto e di provocato.

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