Essere soddisfatti di sé e i benefici della meditazione: come passare dallo stress alla gioia


Categorie : Marco Bianchi , Spiritualità e Crescita Interiore

Essere soddisfatti di sé e i benefici della meditazione: come passare dallo stress alla gioia

Stress: una vita senza pause, una vita senza benessere

Si “vocifera” che viviamo tempi di grandi cambiamenti… Ma se ci guardiamo indietro, non è forse sempre stato così? Anche il nostro corpo cambia continuamente senza che ne abbiamo percezione, momento dopo momento.

Cosa c’è di diverso nella nostra epoca rispetto alle precedenti? Cosa ci sconvolge a tal punto da alterare il nostro stato di benessere fino a stressarci e toglierci la salute? È forse la velocità del cambiamento? Sono le tecnologie? È la burocrazia? La globalizzazione? L’incredibile mole d’informazioni che ci è difficile selezionare? Il clima senza più le stagioni di una volta?

Forse “è la somma che fa il totale”… È la somma che ci manda “fuori di testa”.

"Osserva come nessun altro osserva e saprai ciò che nessun altro sa"

Non siamo quelli di ieri, e quindi dobbiamo pensare in modo diverso!

Una soluzione può essere più vicina a noi di quanto crediamo, solo che spesso la ignoriamo per comodità o pigrizia, o solo perché distratti e sempre di corsa. Sai qual è una delle origini principali del sentirsi stressato? È pensare, parlare e agire come dieci anni fa, avendo la convinzione di poter ottenere oggi gli stessi risultati di allora.

Tutto ciò sarebbe vero se il “campo da gioco” fosse rimasto uguale a un tempo; invece la topografia del campo è variata, è irregolare e inclinata. Se dai un “calcio a quella stessa palla”, oggi avanza con ben altra direzione rispetto a ieri, con altre incomprensibili regole che noi oggi ignoriamo o facciamo fatica ad apprendere.

Il golf e la vela sono tra le metafore di vita più prossime a descrivere la realtà. Lo stress si genera nel voler andare in buca pretendendo sempre una traettoria dritta, ideale, su tutti i green; nella metafora della vela lo stress si genera quando si pretende di percorrere il solito tratto di mare sempre con la stessa direzione e nello stesso tempo, nonostante le condizioni del mare (le onde) e del vento.

Occorre prendere consapevolezza che bisogna disapprendere alcune vecchie abitudini e abilità e potenziarne di nuove.

Quali abilità potenziare? Quelle più utili a te per continuare il tuo cammino di crescita ed evoluzione. Quelle più utili a te per muoverti meglio in questa alienante società.

Come? Fortunatamente il mondo offre molte opzioni tra cui scegliere. Certo, occorre saper scegliere. “It’s up to you!” dicono gli inglesi, “decidi tu!” Dipende solo da te.

La soddisfazione? Più difficile da raggiungere rispetto al piacere, ma dura di più!

Il piacere è una sensazione momentanea che ha breve durata e deriva dall’esterno, come il cibo, il divertimento e il sesso. Il piacere ha necessità d’essere costantemente sollecitato per offrire il feedback del piacere “alla mente”.

La soddisfazione invece è una sensazione duratura che nasce dall’interno, ossia dal raggiungimento di un bene ultimo che per l’individuo ha un significato profondo ed è più importante rispetto alla situazione contingente.

Se consideriamo la soddisfazione come la causa dello stato di benessere, possiamo allora dire che quest’ultimo può essere sempre conseguito, passo-passo, perseverando in quei comportamenti che hanno un valore intrinseco per noi e che ci forniscono soddisfazione, magari una piena soddisfazione, anche se ciò può comportare di rinunciare a un piacere temporaneo,

Un esempio? Mangiare molto o eccedere nei dolci comporta piacere, ma poi non c’è soddisfazione a sentirsi pieni e gonfi a lungo, fino anche a dover vivere l’obesità o anche solo non sentirsi a proprio agio in spiaggia.

"Osserva come nessun altro osserva e saprai ciò che nessun altro sa"


Meditazione: connessione e consapevolezza, qui e ora!

La meditazione è un mito? Un prodotto che va di moda? O un metodo scientificamente vantaggioso e comprovabile con l’esperienza? A cosa può servire?

Ci sarebbe da domandarsi chi è quel linguista che ha dato origine al termine MeditAzione (di fatto anche in molte lingue straniere), visto che moltissime metodologie invitano alla “non azione” fisica e al “non pensiero”.

Certo, si può fare meditazione dinamica, ma quanti sono in grado di sperimentarla realmente? O forse voleva farci intendere “Rifletti” sulle tue “Azioni”? Migliaia di libri sono stati scritti sulla meditazione, pochi buoni, molti quelli che mirano a fare adepti e “orticelli” guardandosi bene dall’offrire strumenti di libertà per il benessere vero dell’essere umano.

La meditazione è un termine generico e convenzionale usato per molti scopi diversi, da molte discipline e dottrine diverse, fino anche per motivi terapeutici. In generale è un metodo, un processo, per tornare a mettere attenzione in noi stessi, attraverso la consapevolezza – nel presente – di quelle parti di noi che costituiscono corpo, mente e spirito.

È un incredibile metodo antistress, per i più razionali; uno straordinario strumento di connessione con il nostro bambino interiore, per i più sensibili; un incredibile metodo di rigenerazione per i più assidui praticanti. Si parte dal mettere attenzione alle varie componenti del corpo, poi ai pensieri (qui è incredibile ciò che si scopre), fino anche a sperimentare (non senza difficoltà per i razionali) qualcosa di trascendente e indefinibile.

Purtroppo viviamo in una società dove l’attenzione – per motivi di potere e consumistici – è costantemente richiamata al di fuori di noi, con luci, suoni, profumi, immagini, emozioni, pericoli e minacce più o meno reali, lusinghe e promesse, ricerca del successo, circostanze avverse, la burocrazia e la paura del giudizio, il traffico e altre pressioni psico-fisiche.

La meditazione risulta essere uno strumento interessante, importante, fino anche potente, per riportare l’attenzione in noi stessi e scoprire qualcosa di Sè che diversamente non si sarebbe mai scoperta.

Da ciò si capisce perché il miglior luogo per meditare sia il deserto: pochi stimoli esterni e massima opportunità di concentrazione su di sé… dopo aver cacciato via le mille voci della mente. Molte persone che sperimentano il deserto vivono nei primi giorni uno stato di irrequietezza, proprio per mancanza di stimoli esterni, anche solo visivi. Poi superata questa fase di “disintossicazione” sensoriale e mentale, il deserto apre la mente e consente la connessione con se stessi.

Ma – domanderai tu -  per meditare bisogna mettersi nella posizione del loto con il pollice-medio uniti e il palmo della mano verso l’alto?

No, non è necessario. Si può stare seduti su una poltroncina comoda, purché con la schiena dritta, oppure sdraiati a terra. Poi con il tempo – avendo stabilizzato questa esperienza in modo statico – si potrà tentare di sperimentare una meditazione dinamica.

Un vecchio spot pubblicitario con Renzo Arbore, recitava: “Meditate gente, meditate”.

"Osserva come nessun altro osserva e saprai ciò che nessun altro sa"

Salute, Amore e Prosperità!

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Marco Bianchi, specializzato in Strategie e tecniche per lo sviluppo personale; da 13 anni è titolare della scuola Eccellenza.org e tiene corsi di formazione personali e aziendali in Italia e in America Latina. Ha collaborato con il Prof. Eric de la Parra alla stesura di due libri con tecniche di PNL umanistica, già pubblicati in lingua spagnola e italiana. Co-ideatore della metodologia d'insegnamento APM (Acceleratore di Processi Mentali); consulente aziendale di progetti per lo sviluppo della produttività e per il miglioramento nelle relazioni professionali. Per Uno editori è autore di Transfert, 4 passi fuori dall'inferno


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