Mauro Biglino: la Bibbia non parla di Dio


Categorie : Mauro Biglino , Storia e Verità segrete

Mauro Biglino: la Bibbia non parla di Dio

La Bibbia parla di Dio?

La lingua è lo strumento attraverso il quale si formulano e veicolano i concetti e il tema di cui mi occupo è un ottimo campo in cui si esercita questa sua funzione.

Molti dicono che in origine il popolo ebraico era – come i popoli a lui contemporanei – “politeista” e che poi ha conseguito la conquista di un più maturo pensiero “monoteista” introducendolo nel mondo.

Io ritengo che entrambe le definizioni siano profondamente errate in quanto fanno uso del concetto contenuto nel vocabolo “teismo” che risulta invece essere frutto di una elaborazione teorica successiva ed estranea rispetto ai racconti delle origini.

Gli elohim non erano degli "dèi"

Gli elohim non erano considerati “dèi” nel senso teologico del termine bensì individui superiori nei confronti della cui potenza bisognava nutrire timoroso rispetto e praticare l’obbedienza.

I termini “politeismo” e “monoteismo” applicati all’Antico Testamento sono quindi a mio avviso fortemente ingannevoli, in quanto figli del pensiero teologico che ha elaborato a posteriori la figura di “dio”.

Nella loro formulazione danno per scontato che quei testi parlassero di “dio” e che nel tempo si sia realizzata una sorta di maturazione culturale che ha portato dal primitivo politeismo barbaro/pagano ad un più maturo e corretto monoteismo.

I sostantivi “politeismo” e “monoteismo” contribuiscono cioè a introdurre e mantenere surrettiziamente una idea non corrispondente alla concretezza dei racconti biblici che invece non parlano di “dio” in quel senso specifico che è stato successivamente elaborato a tavolino dai fondatori delle religioni.

Così almeno mi pare di cogliere.

Mauro Biglinostudioso di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l'analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall'umanità nella sua storia. Autore di numerosi best seller, tra cui: "La Bibbia non è un Libro Sacro", "Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia", "Il dio alieno della Bibbia"

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giovanni


20/11/2017 22:43:42

Grazie ad Antonio si penso tu abbia ragione e la correzione sia d'obbligo : |( IL ) PRIMA DI TUTTO FECE ( DEGLI/GLI ) ELOHIM........etc.etc.| , quindi senza l'articolo, rafforzi ancora di più la volontà del "tutto/TUTTO" , compresa l'espressività/significatività della forma/sostanza verbale tradotta, anche se mai come in questo caso : la traduzione è sicuramente un "vero" tradimento".

GIOVANNI


13/11/2017 19:26:46

Solo ora mi accorgo di aver postato un commento su una parte del blog sbagliato, questa parte del blog su Biglino era quella dove volevo appunto arrivasse il mio commento, ora anche corretto perché il primo scritto di getto e me ne scuso:TESTI PRECEDENTI. Loro TEMPISTICA/STORIOGRAFIA - loro CONTESTUALIZZAZIONE/FONTI - loro STRUMENTI/CAPACITA' INTELLETTIVE/INTELLETTUALI OGGETTIVE = "LORO" SCIENTIFICITA' ?!?!?!" ( a Napoli direbbero "questi sono i pastori e questo è il presepe" : nei commenti futuri proverò a spiegarmi meglio se c'è ne sarà bisogno ). Io leggo così le prime parole ebraiche vocalizzate della cosiddetta "Genesi" ( oppure meglio dell' "Attività cosmogonica terrestre" ) del cosiddetto "Antico Testamento" ( oppure meglio "dei Tempi Primordiali" ) : |*( IL ) PRIMA DI TUTTO [ singolare : "Prima di tutto" infatti esclude il nome di "dio" perché allora per gli estensori/traduttori/epigoni quel termine non esisteva e/o era ritenuto/imposto impronunciabile, in quanto per loro oltretutto, diciamo noi, "sub iudice" nella sua letteralità/significatività, quindi per loro logicamente/concretamente il/un termine indicante " ( IL ) PRIMA DI TUTTO E/O ( UN' ) ENTITA' FATTUALE " non poteva essere individuato-a/espresso-a semplicemente perché il/un nome di qualcuno/qualcosa che non si conosceva e/o non si voleva/poteva ancora conoscere/identificare/indicare era appunto impronunciabile ] FECE GLI ELOHIM*..................etc.etc.etc.|. E a capo............. In sintesi non fu "Dio" a creare ma un " ( lui/qualcosa ) prima di tutto fece gli elohim" = una banalità senza fine come sempre nelle cose conosciute dall'/dell'Uomo. Infatti una tale lettura sarebbe in perfetta continuità/coerenza/corrispondenza con i testi cuneiformi letterari/cosmogonici/storiografici sumero-accadici.GiovanniP.S. : verosimilmente discendente, come tutti voi, degli Elohim

Marco Antonio Virbio


13/11/2017 01:30:22

Se il blog inizia così, con questi commenti, è già finito. Con Biglino, o si accetta il suo metodo e la sua lettura, dal mio punto di vista molto foriera di spunti di riflessione, o non serve nemmeno discutere. A meno di non voler apparire verso qualcuno come dei bravi scolaretti che hanno fatto il compitino. Un saluto a Biglino.

antonio


12/11/2017 10:27:57

La conoscenza dell'ebraico antico, chi può conoscerla meglio di un ebreo esegeta? Ma soprattutto perché, per tradizione, gli ebrei, esegeti o meno, conoscono la TRADIZIONE ORALE, ossia la conoscenza del Talmud, che comprende anche la Genesi, ORALMENTE e, quindi, la pronuncia esatta delle parole tramandate da generazioni. Questo è importante, anzi importantissimo, poiché le lingue semite, arabe, non hanno le vocali così come le conosciamo noi, ma le pronunciano in base a dei segni che vengono posti sopra o sotto le consonanti. per cui una "m" con un segno posto sopra, segno diverso, si può pronunciate me o mu, posto sotto si pronuncia mi, Ma se questi segni non sono messi, come si legge la parole? La tradizione Orale dà la risposta. Biglino conosce la tradizione orale? NO! E quando traduceva per le Paoline le sacre scritture ( ma una tradizione già fatta non era sufficiente?), si atteneva, sicuramente, alle precedenti. Poi .... è successo quello che è successo al punto che i suoi colleghi ebrei, venuti a sapere come lui si era messo a tradure le S Scritture, soprattutto la Genesi, hanno risposto. Ecco un esempio, tratto da un blog apposito (http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=63890174) : Alcune considerazioni sulla traduzione del primo verso di Genesi.Alcune considerazioni sulla traduzione del primo verso di Genesi. La bet di compiacimento non esiste, ברא non può essere composto di bet + רא col senso di "vedere" (come dice il prof.(Biglino n.d.r.)). "Vedere" è infatti di radice "ראה" e "רא" è invece di radice "ירא"(temere). Il prof può far dire quello che gli piace al primo verso di Genesi se estrapolato dal suo contesto, ma poi... della grammatica che se ne fa? Il primo termine "בראשית" significa "nel principio di" e non semplicemente "nel principio", questo termine si attacca sempre al successivo. Quindi abbiamo " nel principio di creare" con "ברא" vocalizzato all'infinito. Il professore ha poi detto che il testo parli di elohim al plurale. Una cosa che desta non poca meraviglia che un professore di ebraico non sappia distinguere un semplice plurale da un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effetti. I verbi ad esso collegati sono infatti singolari ed "Elohim" non ha l'articolo determinativo ed è quindi un nome proprio essendo i nomi propri autodeterminati. Il singolare è "Eloha" di radice "alah"=comporre norme giuridiche. Quindi significa "Legislatore" che con il plurale di astrazione ("Elohim) diviene: Legislatore Supremo. Il termine "shemim" di cui parla il prof. non esiste, il termine rimane "shammaim" anch'esso plurale di astrazione, che significa "Cielo". Il termine "רקיע" è di radice "רקע" da cui deriva anche il termine "קרקע" che significa "suolo". Il professore dice che le sue deduzioni provengono dalla Bibbia, ma a me pare che sono solo frutto della sua fantasia o qualcos'altro.

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