Ong contro Toscani, schiavismo dei Benetton e immigrazione: focus Italia, l'ipocrisia del politically correct


Categorie : Attualità e ControInformazione , Enrica Perucchietti

Ong contro Toscani, schiavismo dei Benetton e immigrazione: focus Italia, l'ipocrisia del politically correct

Ballottaggi, storica sconfitta PD

Il PD si è svegliato bruscamente dal sonno della ragione che gli impediva di vedere la realtà. Il risveglio è stato brusco: il risultato dei ballottaggi delle comunali disegna un quadro mortifero per il Centrosinistra: su 20 capoluoghi 13 sono andati al centrodestra, 1 al M5S e soltanto 6 al centrosinistra. A bruciare di più è la sconfitta nelle “Regioni rosse”.

Mentre ci si interroga su come ripartire, a scollare sempre di più l’elettorato dalle sinistre abbarbicate nella loro torre d’avorio sono le uscite “politicamente corrette” di personaggi come Olivero Toscani.

 

Oliviero Toscani: Strumentalizzare la vita umana

Neo iscritto al PD, Toscani per l’ultima campagna pubblicitaria di Benetton ha utilizzato due foto di Kenny Karpov: la prima ritrae migranti a bordo di un barcone della Ong Sos Mediterranée in attesa dei soccorsi, la seconda donne e bambini in fila, guidati da una volontaria della Croce Rossa.

Due scatti che ovviamente colpiscono e turbano e che sarebbero stati “utili” se fossero stati usati per scopi più nobili che per vendere indumenti. A molti, infatti, l’uso di queste fotografie per scopi commerciali ha fatto storcere il naso.

Tra coloro che hanno criticato la strumentalizzazione dei migranti a fini commerciali è intervenuta la stessa Ong Sos Mediterranée che si è dissociata da questa campagna: «La dignità dei sopravvissuti deve essere rispettata in tutte le circostanze. La tragedia umana che si consuma nel Mediterraneo non può mai essere utilizzata a fini commerciali».

Non basta perché Toscani ha anche invitato i neocolleghi del PD (ma non Renzi) a partecipare a uno scatto di gruppo per “un grande manifesto di resistenza” e ha esteso l’invito a Gentiloni, Calenda e… Bonino (grande alleata di George Soros)

Toscani lavora per il già citato celebre marchio veneto che, come tante altre multinazionali, ha delocalizzato i suoi laboratori all’esterno e ha sfruttato il lavoro in assenza delle più elementari condizioni di sicurezza. Ve lo ricordate No logo di Naomi Klein? “È la globalizzazione, bellezza”, direbbero alcuni.

 

La dittatura del politically correct, l'ipocrisia della famiglia Benetton

Per questo i giorni scorsi ho commentato su FB l’ipocrisia del gesto, ho ricordato la delocalizzazione del celebre marchio veneto e la repressione attuata contro i Mapuche in Patagonia per espropriarli delle loro terre. È l’ennesimo esempio di ipocrisia della dittatura del politicamente corretto e di bipensiero delle sinistre globaliste che, citando l’amico Diego Fusaro,  dalla lotta di classe sono passate alla “foto di classe”.

Si finanziano le ondate di immigrazione selvaggia (moderna tratta di schiavi) parlando di accoglienza e ospitalità e contemporaneamente si espropriano le popolazioni indigene delle proprie terre (è successo ai Mapuche “grazie” alla famiglia Benetton che ha acquisito per 50 milioni di dollari 900.000 ettari di terre nella Patagonia argentina).

 

Il dramma dei Mapuche in Patagaonia

I Mapuche che da secoli vivono in pace e in comunione con la natura (il loro nome significa “Gente della terra”), hanno intrapreso una resistenza pacifica all’invasione neocolonialista e in risposta sono stati picchiati, ammanettati, hanno visto distrutte le loro case, uccisi i loro animali. Sono stati violentati nella carne e nello spirito dall’uomo occidentale accecato dall’avidità.

Non esiste una faccia buona del turbocapitalismo. Quello che noi occidentali chiamiamo progresso, per i nativi è solo repressione cruenta, distruzione e morte, così come per le popolazioni del Terzo e Secondo Mondo, sfruttate per la manodopera dalle multinazionali, è riduzione in schiavitù.

 

Quanto vale la vita di un uomo? Per Benetton 970 $

Il caso più tragico resta quello del crollo del Rana Plaza in Bangladesh, dove circa 1134 operai, impiegati in questa fabbrica senza i requisiti minimi di sicurezza, trovarono la morte. I feriti furono circa 2400. Tra le macerie spuntarono fuori i capi d’abbigliamento di diverse aziende occidentali, tra le quali anche quelli della società trevigiana che aveva appaltato a un fornitore la produzione di alcune camicie. Benetton acconsentì a risarcire le famiglie delle vittime con 970 dollari a testa. Il valore della vita per un marchio che ha fatto del politicamente corretto uno dei celebri colori della sua bandiera.

 

La sinistra dovrebbe combattere la schiavitù e lo sfruttamento

Ecco, per me la delocalizzazione predatoria e il capolarato, più in generale qualunque forma di induzione alla schiavitù (dalla prostituzione allutero in affitto), gli eccessi dell’ultraliberismo, le velleità della tecnocrazia, e qualunque forma di sfruttamento non solo del lavoro ma dell’essere umano sono da condannare e da perseguire, qualunque siano gli uomini, le donne e i bambini sfruttati. Si tratta di crimini contro l’umanità.

Così come è impensabile in modo in cui le élite hanno ridotto il nostro Paese, piegandolo per gradi ai diktat europei, aumentando la disuguaglianza, impoverendo la società, spazzando via la media e piccola borghesia, ecc. Questa è la vera violenza che i buonisti politicamente corretti evitano di vedere, essendo diventati volutamente strabici e sempre meno umani.

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di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: "NWO - New World Order", "Utero in affitto" e "Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3"

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Visualizza tutti i commenti (1)

Francesca Rita Rombolà


02/07/2018 15:49:25

Fino a quando questo ignobile sfruttamento del "primo mondo" continuerà nei riguardi del pianeta e dell'uomo che vorrebbe vivere secondo i ritmi della natura? Il denaro il denaro il denaro... nient'altro che il denaro, che genera schiavitù e sopraffazione per non dire distruzione nei casi più gravi. Però che almeno il mondo sappia.

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