Torino, prima casa di appuntamenti con bambole in silicone: sold out per mesi. Rivoluzione o involuzione?


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Torino, prima casa di appuntamenti con bambole in silicone: sold out per mesi. Rivoluzione o involuzione?

Torino: casa di appuntamenti con bambole in silicone

La notizia dal tono surreale ha fatto il giro del web arrivando fino in TV: mercoledì c’è stato un blitz della polizia municipale e dell’ufficio di igiene dell’Asl a Torino… nella prima casa d’appuntamenti con bambole in silicone!  

Per chi ancora non lo sapesse, il 3 settembre scorso ha aperto i battenti sotto la Mole il primo bordello con prostitute in silicone della società Lumi Dolls ().

Ricapitoliamo i vari passaggi.

Dopo il primo bar automatizzato ai Murazzi del Po dove un robot prepara i cocktail, sono sbarcate nel capoluogo piemontese anche le “squillo” in silicone. L’azienda Lumi Dolls, già presente all’estero, ha deciso di proporre questo “servizio” anche in Italia e la scelta è caduta su Torino.

L'appartamento "Lumidolls" a Mirafiori 

La location si trova in un cortile del quartiere Mirafiori ed è composta da tre stanze con doccia e letto avvolte nelle luci colorate del neon dove il cliente pagante si può intrattenere con bambole dalle fattezze umanoidi. Le prenotazioni si fanno sul sito di Lumidolls e sono sold out per diversi mesi. Tra i clienti in coda all’inaugurazione si sono avvistate anche coppie e donne sole.

Sono a disposizione sette ragazze e un modello, riproduzioni molto realistiche giovani a grandezza naturale, con i quali è possibile appartarsi da soli o in gruppo (es. feste di addio al celibato) per fare sesso a pagamento (si va da un tariffario di 80 euro per mezz’ora a 100 euro per un’ora, fino ad arrivare a 180 euro per due ore).

I clienti sono comunque invitati a “continuare ad usare il preservativo”. Possono anche chiedere in anticipo le bambole da usare e quali abiti far loro indossare o essere collocate in una posizione specifica.

La casa d’appuntamenti aveva suscitato interesse, perplessità e numerose critiche sul web.

A mettere il fermo, per ora all’attività, il blitz della polizia municipale: il luogo non sarebbe a norma, in quanto più che di un negozio si tratta di un vero e proprio albergo a ore, quindi soggetto ad altri tipi di regolamentazione.

 

In futuro faremo sesso coi robot?

Da Blade Runner a Her, da Ex Machina a Westworld in poi il cinema, le serie TV e la letteratura ci hanno abituato a questo scenario distopico di uso e abuso della tecnologia anche per scopo sessuale.

Le future relazioni tra esseri umani e robot potrebbero avere questo risvolto imprevisto di cui si parla raramente, ma il cui impatto potrebbe essere significativo quanto quello in altri ambiti (lavorativo per esempio con il fenomeno della meccanizzazione che secondo le stime degli economisti potrebbe portare al 47% della disoccupazione tecnologica).

Se n’è parlato ad esempio in un rapporto pubblicato in Gran Bretagna dalla Fondazione per la Robotica Responsabile. Intitolato “Il nostro futuro sessuale con i robot” e ripreso anche dalla rivista «Nature» sul suo sito, il rapporto ha aperto il dibattito sugli scenari che potrebbero presentarsi già nei prossimi 10 o 15 anni in Occidente, alla luce di quanto sta già accadendo in Asia, con la diffusione di bambole-robot fatte destinate alla compagnia e al sesso.

Le bambole in silicone sono solo l’antipasto…

 

Rivoluzione o involuzione?

Siamo sull’orlo di una nuova trasformazione culturale e antropologica, una vera e propria rivoluzione che dalla creazione di androidi ai progetti di ibridazione uomo-macchina intende snaturare l’Uomo della e dalla propria umanità per renderlo sempre più simile a una “macchina”, omologato, spersonalizzato, passivo e controllabile.

Si dovrebbe forse parlare di involuzione e di perdita di valori; code oceaniche per essere presenti all’inaugurazione di colossi che rappresentano l’apice della globalizzazione (come nel caso di Starbucks a Milano) o bordelli dove appartarsi con una bambola.

 

L’asilo per adulti… Sempre a Torino le "maestre" accudiscono adulti

La riprova che ci troviamo di fronte a una forma di carnevale perpetuo viene ancora da Torino, dove sta per aprire i battenti un asilo per adulti. Come in altre città, al posto dei bambini, le “maestre” dovranno accudire degli adulti, sia uomini che donne. I partecipanti si cimentano in attività tipiche dei bambini, come giochi, canti, recitazione di filastrocche, visione di cartoni, pappa e riposino. Non mancano inoltre i momenti delle coccole, della merenda da gustare in braccio alle maestre e del cambio del pannolone.

Una “maestra” in un’intervista ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, ha raccontato quanto segue:  «Io sono anche una mistress, perché sono di natura dominante. Un rapporto tra dominante e sottomesso è molto simile al rapporto tra maestra e adult baby. Nel momento in cui un adulto che fa il bambino cede completamente il potere alla maestra fa una cosa assolutamente tipica del rapporto dominazione/sottomissione, come lo schiavo lo cede alla dominatrice» (http://www.affaritaliani.it/costume/adult-baby-parla-una-maestra-dell-asilo-nido-per-adulti-531270.html).

Qua non ho dubbi: siamo nel campo delle regressione mentale.

È il tramonto progressivo dell’Occidente.

Ed è solo l’inizio perché queste iniziative si moltiplicano e si diffondono apertamente come una pandemia. E sarebbe da queste idiozie che dovremmo imparare a vaccinarci, per riappropriarci del nostro senso critico e della nostra dignità.

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di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori:"NWO - New World Order", "Utero in affitto" e "Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3"


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