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Chi ha costruito Derinkuyu, la misteriosa città sotterranea turca?

In Turchia esistono 36 città sotterranee

Da secoli si raccontano storie di grotte e tunnel nelle profondità della terra, passaggi sotterranei che conducono a regni sotterranei popolati da strani esseri sovente collegati a figure demoniache e dall’aspetto spaventoso.

Oltre il velo della leggenda, esiste un luogo del pianeta – non molto distante dall’Asia con le sue Agharti e Shamballa – dove fino ad oggi sono state documentate almeno 36 città sotterranee: la Turchia.

La Cappadocia, nella Turchia orientale, è delimitata al nord dal Mar Nero e a sud dalla catena montuosa del Tauro. Nel 1963, una ristrutturazione nella città di Derinkuyu ha portato ad una scoperta straordinaria:

l’apertura della parete di una grotta ha rivelato un passaggio verso una città sotterranea immensa, antica di migliaia di anni e che si estendeva oltre 85 metri di profondità.

Aperta al pubblico ufficialmente nel 1967, oggigiorno è visitabile solo il 10% della sua rete di gallerie.

Derinkuyu: un’intera città a 85 metri sottoterra

Sono stati identificati tredici piani che scendono sottoterra, con pozzi di ventilazione e circa 15mila bocchette che portano l’aria anche ai livelli più profondi.

Derinkuyu

Planimetria della struttura sotterranea di Derinkuyu.

Per quanto incredibile, le camere rocciose scoperte potevano contenere fino a 20mila persone, e sono state identificate tracce di centri religiosi, magazzini, torchi per il vino e stalle per il bestiame.

Nei livelli sotterranei sono state trovate sale da pranzo, cucine annerite dalla fuliggine, cantine, botteghe di alimentari, una scuola, numerosi saloni e anche il corrispettivo di un odierno bar per la vita sociale.

La città ha beneficiato della presenza di un fiume sotterraneo e di pozzi d’acqua che approvvigionavano costantemente gli abitanti della struttura.

Si trattò, in sostanza, di una piccola città completamente autosufficiente.

La più antica fonte scritta riguardante le città sotterranee turche è Senofonte che, nella sua Anabasi, scrive come la gente che viveva in Anatolia avesse scavato città sotterranee per viverci con le famiglie, gli animali domestici e le vettovaglie necessarie alla sopravvivenza.

«Le abitazioni erano sotto terra, all’entrata strette come l’apertura di un pozzo, si allargavano procedendo verso il basso. Gli accessi per il bestiame erano stati scavati e le persone scendevano giù per mezzo di scale. Nelle abitazioni c’erano capre, pecore, manzi e volatili con la loro prole.» (Anabasi, libro IV, 5.25).

Derinkuyu

Dettaglio di Derinkuyu

Un’opera ingegneristica titanica…

La prima realizzazione certa di Derinkuyu risale al VII-VIII secolo d.C. e sappiamo che è stata ingrandita in età bizantina, ma non sappiamo se una precedente struttura più antica fosse stata ampliata in quel periodo storico – è un dato scarsamente considerato, ma da non poter escludere.

La costruzione di una realtà come Derinkuyu avrebbe costituito un’impresa ingegneristica titanica per chiunque, anche in tempi moderni e con attrezzature sofisticate.

DerinkuyuInoltre, Derinkuyu possiede un terreno vulcanico morbido, e se questo da un lato potesse essere utile per la realizzazione di strutture sotterranee, dall’altro avrebbe necessitato uno studio attento per fornire appositi pilastri abbastanza resistenza nei piani superiori e per evitare crolli nei piani sottostanti.

Secondo molti archeologi, è probabile che Derinkuyu servisse come rifugio temporaneo durante le invasioni di popoli stranieri, mentre altre correnti ritengono che sia stata costruita dagli Ittiti.

In questo caso, però, dovremmo retrocedere considerevolmente la datazione di Derinkuyu in quanto la civiltà Ittita si estese in un arco temporale che va dal XIX secolo al XII secolo a.C., quindi ipoteticamente i primi scavi della città sotterranea potrebbero risalire a 4000 anni fa!

Si tratta, in questo caso, di un dato che ad oggi non ha trovato riscontri ma che non può essere minimamente escluso e che viene considerato come plausibile dagli studiosi.

Il mito del Diluvio ne spiega l’origine?

Non dobbiamo scordare poi che la Cappadocia fece parte del culto di Zoroastro, una delle più antiche tradizioni religiose dell’umanità. Questa realtà vide la sua fondazione verso il VI secolo a.C., con Ahura Mazdā come sua divinità principale. È interessante osservare come nel secondo capitolo del loro testo sacro, l’Avestā, Ahura Mazdā salvi l’intero genere umano da un disastro globale incaricando il profeta Yima di costruire il palazzo “Vara di Yima” al fine di proteggere tutte le creature.

L’Avestā racconta che Yima costruì una città sotterranea su più piani per proteggere un gruppo scelto di individui e animali non tanto dal diluvio imminente ma da quella che sembra essere la descrizione fedele di un’era glaciale globale.

Nel Vendidad avestico (una raccolta di testi all’interno dell’Avesta), viene inoltre denominato come il “malvagio inverno”.

Secondo la climatologia l’ultima era glaciale si è estesa in un periodo che spazia tra il 18mila e il 10mila a.C. ma in quell’epoca, ufficialmente, Derinkuyu non esisteva…

La “scuola” di Derinkuyu

È oltremodo interessante vedere come in questa regione della Turchia siano concentrate insieme una serie di realtà (da templi antichissimi come quelli di Göbekli Tepe ad almeno una quarantina di città sotterranee) che costituiscono una vera e propria anomalia storica ancora senza soluzione.

Queste città corrispondono a una sorta di bunker del passato, in cui le persone dovevano avere la possibilità di continuare la loro vita di sempre in sicurezza.

Chi costruì queste città sotterranee e a quale scopo?

Da chi o che cosa voleva proteggere sé stessi e la propria gente?

Chi ha costruito le città sotterranee?

Altre notizie sulle città sotterranee della Cappadocia provengono dal XIII secolo d.C. grazie alla penna del letterato Teodoro Scutariota che evidenziò l’ottima situazione climatica nelle caverne.

Dunque, chi costruì questo ingegnoso sistema?

Furono gli Ittiti? I Frigi? O forse, in epoca più tarda i cristiani?

Derinkuyu

Esterno di Derinkuyu oggi

Dal punto di vista della ricerca storica ufficiale ad oggi la questione della città sotterranea di Derinkuyu e delle sue gemelle rimane ancora aperta.

Non c’è una datazione ufficiale sulla sua origine, e a questo si deve aggiungere il fatto che la possibilità di poter ospitare almeno 20mila abitanti trova innumerevoli problemi se rapportiamo il dato alle 400 camere identificate nel sito come luoghi di riposo.

Qualcosa certamente non torna ancor più se pensiamo che il sito sarebbe stato realizzato per proteggersi da attacchi di nemici esterni e impegnando risorse umane e tecnologiche per scavare letteralmente una piccola montagnola quando si sarebbe potuto pensare altre strategie difensive o di fuga per poter ovviare a questo problema.

Ma i misteri non finiscono qui:

non solo esistono città ignote con le stesse tipologie costruttive di Derinkuyu, ma una di queste, Kaymakli, ne è collegata da un un tunnel lungo 8 km.

Esistono altri tunnel di collegamento tra le città sotterranee?

E se sì, perché costruire una rete urbana sotto terra?

Un altro mistero che dovrà trovare un a risposta!

Di Enrico Baccarini

Autore: Enrico Baccarini

ENRICO BACCARINI è un giornalista, scrittore ed editore. Ha una laurea in Psicologia e ha conseguito successivamente un Bachelor in Antropologia e un Bachelor in Studi Asiatici. E’ docente di orientalistica, come professore associato, presso l’Università Privata Maitri. Ha partecipato come ospite a trasmissioni per i principali canali radiotelevisivi italiani, come MEDIASET e la RAI, e internazionali come History Channel e l’NHK giapponese svolgendo anche consulenze come autore per alcuni programmi e diversi documentari. Attualmente è proprietario di ENIGMA EDIZIONI (www.enigmaedizioni.com) ed è il Direttore della rivista mensile HERA Magazine. Ha presenziato come relatore a conferenze in Italia e all’estero, ha presentato relazioni sulle fenomenologie dell’insolito (misteri del passato, psicologia dell’insolito e anomalistica, ufologia, etc.) in numerosi congressi scientifici nazionali e internazionali. E’ autore di 20 libri pubblicati in Italia e all’estero. www.enricobaccarini.com www.enigmaedizioni.com

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