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Come perdonare e perdonarsi? Perché è così importante? Un viaggio per andare oltre la paura verso la gratitudine

La paura, un blocco da superare

“Imparare ad accettare non vuol dire rassegnarsi ma semplicemente

non perdere energia di fronte a situazioni che non puoi cambiare,

remando contro alla serenità della tua giornata”

(Dalai Lama)

Come ho annunciato qualche settimana, ho iniziato il cammino in questo nuovo anno all’insegna della ricerca della leggerezza.

Nell’articolo precedente abbiamo visto quanto la PAURA sia un vero e proprio sistema di bloccaggio che il cervello innesca di fronte ai cambiamenti.

Oggi proseguiremo  questo  viaggio verso il cambiamenti e, soprattutto, verso la realizzazione dei nostri obiettivi e della nostra felicità, affrontando il tema del perdono e della sua connessione con la gratitudine.

Qui l’attenzione sarà focalizzata sull’importanza del perdono per continuare il viaggio della propria vita all’insegna della leggerezza.

Perdonare e perdonarsi: tappa fondamentale per il cambiamento

Una utile premessa è che siamo esseri in continuo cambiamento, in continua evoluzione.

Accogliere il cambiamento come parte imprescindibile della nostra natura, dell’ordine naturale delle cose, vuol dire accogliere anche l’innescarsi di una specie di meccanismo virtuoso che conduce verso la realizzazione di una vita felice.

Il perdono rappresenta sicuramente una forma di espressione del cambiamento in atto per la nostra evoluzione personale… Infatti, se ci troviamo su un percorso di:

• ricerca di miglioramento,

• di leggerezza verso la piena realizzazione di una vita felice,

• di crescita personale legata alla gratitudine,

allora  prima o poi il tema del perdono si presenterà come una tappa fondamentale.

Il perdono è nella maggior parte dei casi legato a persone, situazioni o avvenimenti che nel passato hanno turbato la nostra quotidianità, più o meno profondamente, e comunque  si presentano come vere e proprie  zavorre che ci impediscono di spiccare il volo.

 

Affrontare la fase del perdono

C’è stato un momento della vita in cui mi sono accorta che nonostante le cose girassero come volevo, avevo comunque ancora la sensazione che il tempo mi sfuggisse nel rincorrere obiettivi e nuovi progetti.

Allora la mia voce guida interiore “saggia” mi ha riferito che forse “potrebbe semplicemente essere giunta la tua fase del PERDONO”.

Se questa nuova forma di consapevolezza è giunta anche per te ti invito ad andare avanti nella lettura e a prepararti per una nuova mappa.

Pur non volendo sminuire o iper semplificare la fase del perdono, ho trovato molto utile la creazione di una “mappa del perdono“, basata sulla stessa tecnica con la quale ho creato la “Mappa della gratitudine” di cui parlo nel libro “Dillo con un GRAZIE e sii felice” .

In questa mappa è utile scrivere tutti i motivi, le persone, le circostanze che necessitano di perdono.

Se anche per te è giunto il momento del perdono ti invito a prendere carta e penna e creare la tua mappa del perdono.

Perché perdonare? Liberarsi da zavorre inutili

Nel procedere con l’elenco, il primo punto in assoluto è il perdono di se stessi… per le mancanze, per le volte in cui non si ci è sentiti all’altezza, per le negatività, per non aver adottato un comportamento che in fondo si riteneva giusto.

In seguito la fase del perdono riguarderà chi ci ha procurato dolore o ci ha fatto vivere situazioni che sul piano emozionale (o anche fisico) hanno causato dolore.

Secondo la mia esperienza, in molti casi casi, proprio chi ci sta più vicino può averci procurato il dolore più grande… e non aver avuto in seguito la capacità di chiederci scusa o di riparare al torto in qualche modo.

Il tema del perdono è un tema delicato. Tuttavia mi sento di affermare che il perdono è a prescindere dagli altri, a prescindere dal fatto che vengano manifestate le proprie scuse o venga adottato un comportamento riparatore.

Il perdono è per se stessi.

Il perdono è per liberarsi da pensieri e zavorre inutili.

Il perdono passa prima da una fase di accettazione, per poi giungere ad una fase evolutiva in cui porsi alcune domande:

• Quale lezione ho da imparare da questa circostanza?

• Quale dono posso raccogliere?

• Il passato è ormai andato e continuare a sprecare il tempo per ricordare e rivivere le circostanze che causano dolore che senso ha?

 

Il rituale simbolico del perdono

Il passato ormai non esiste più nella realtà e se si continua a rinvangare senza lasciarlo andare si continua ad attribuirgli potere.

L’unica azione davvero utile che possiamo fare sul passato è quella di lasciarlo andare, perché non ci serve più.

Allora in modo simbolico si può pensare di prendere la mappa del perdono e offrirla in dono al fuoco, dicendosi:

“Il passato è passato e lo lascio andare per sempre.

Sono grato alla vita per il passato perché in caso contrario non sarei la persona straordinaria che sono oggi.

Perdono le persone e le circostanze che mi hanno causato dolore o a cui io ho lasciato di causarlo.

Ho imparato la lezione.

Ho imparato ciò che non desidero per me.

Ho imparato i comportamenti che non vorrei mai adottare nei confronti delle persone, soprattutto se si tratta di persone a me vicine.

Ho imparato

e adesso perdono 

e ringrazio.

Per me c’è l’Amore e una vita nella felicità adesso”.

 

Fammi sapere se è giunto anche per te il tuo momento del perdono e se ti è stato utile questo esercizio, magari anche solo per iniziare il tuo cammino di perdono… E se poi vuoi  intraprendere il tuo cammino di gratitudine di 21 giorni con il Metodo 3T, prendi la tua copia del libro “Dillo con un GRAZIe e sii felice”.

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Anna Katia Di Sessa è nata nel 1977 in Svizzera e vive a Paestum (Sa). Dopo la Laurea in Giurisprudenza, si è specializzata nel settore della comunicazione e della crescita personale. Organizza eventi culturali e sportivi, in particolare nel settore delle arti marziali, che ha iniziato a praticare da adulta per la difesa personale e ne approfondisce di continuo lo studio anche sotto l’aspetto filosofico. Esegue consulenze private e tiene corsi e conferenze all’interno di aziende, istituti ed organizzazioni nel settore dello sviluppo personale e professionale. Per Uno editori è autrice di “Dillo con un grazie e sii felice“.

Di Sessa Anna Katia

Autore: Anna Katia Di Sessa

Anna Katia Di Sessa è nata nel 1977 in Svizzera e vive a Paestum (Sa) . Dopo la Laurea in Giurisprudenza, si è specializzata nel settore della comunicazione e della crescita personale. Organizza eventi culturali e sportivi, in particolare nel settore delle arti marziali, che ha iniziato a praticare da adulta per la difesa personale e ne approfondisce di continuo lo studio anche sotto l’aspetto filosofico. Esegue consulenze private e tiene corsi e conferenze all’interno di aziende, istituti ed organizzazioni nel settore dello sviluppo personale e professionale.

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