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Compiti delle vacanze? Cari genitori, ecco l’occasione per i VERI insegnamenti

Cari genitori, sta per finire la scuola…

Siamo al volgere di un altro anno scolastico: le maestre sono sopraffatte dalle corse di fine anno per cui inanellano verifiche, che non devono incrociarsi con le interrogazioni, che a loro volta devono incastrarsi (ma non sovrapporsi!) con la fine dei vari corsi tenuti dagli esperti…insomma, il delirio!

Ma per una volta non parliamo dei docenti…e neppure dei bambini: parliamo dei genitori!

È questa quella parte d’anno in cui le famiglie fanno i salti mortali per organizzare le giornate dei loro pargoli che verranno iscritti a corsi estivi di ogni genere e misura…

E molte famiglie – lo so perché candidamente lo dichiarano – sceglieranno quei corsi in cui sia previsto che i bambini svolgano i tanto temuti … Compiti delle vacanze – “almeno così ce li togliamo”.

 

I compiti delle vacanze

Ma questi compiti delle vacanze, esattamente a cosa servono?

Non a rovinare l’estate alle famiglie, vi prego di credermi sulla parola.

E a quanti mi chiedono: “Ma, realmente, i compiti delle vacanze servono?” io rispondo che, secondo me sì, servono.

 

Scuola in Italia, scuola in Europa

Ecco alcuni dati che dovremmo sapere e ricordare per poter valutare con cognizione:

          1. In Italia, a differenza di molti Paesi europei, insegnanti e bambini sono impegnati per 200 giorni di lezione all’anno, contro i 175 che costituiscono la media europea (quindi a scuola ci andiamo un po’ di più degli altri)
          2.  Oltre ad avere un differente numero di giorni di lezione, la distribuzione delle vacanze, da noi, è diversa…e dal mio punto di vista non sempre funzionale all’insegnamento.
            Mentre in Paesi come la Francia ogni 6/7 settimane di lezione ci si ferma (e onestamente, per favorire un sereno apprendimento, sono pause estremamente funzionali)…qui da noi c’è questo BLOCCO di sospensione delle lezioni per ben 3 mesi consecutivi!

 

Tre mesi… per dimenticare

Tre mesi sono davvero tanti! Se non si opera con un modesto “richiamo” a quanto appreso (leggi…compiti delle vacanze) si rischia di perdere parte del lavoro che bambini ed insegnanti hanno faticosamente svolto durante l’anno. Questa è la ragione per cui gli Insegnanti raccomandano che i compiti vengano svolti in modo graduale, certamente non tutti insieme e gli ultimi 10 giorni prima della ripresa della scuola…perché in quel caso la loro funzione di “richiamo” viene completamente meno.

Mi riferisco soprattutto a bimbi piccoli, di scuola primaria, che hanno necessità di piccoli ma costanti rinforzi. I compiti svolti “all’ultimo” , solo per “finire il libro”…sono davvero il modo migliore per rovinarsi gli ultimi giorni di vacanze, non credete?

Inoltre, se svolti con calma, magari con la supervisione o il successivo controllo di mamma e papà, possono costituire una preziosa occasione, anche per il genitore, di verificare in tutta calma quali e quante abilità abbia sviluppato il bambino.

Possono diventare una bella occasione per i papà, che solitamente durante l’anno scolastico e per questioni di lavoro riescono ad essere meno presenti nella vita scolastica dei propri figli, di sedersi accanto a loro e vedere quanto sono cresciuti, maturati, diventati autonomi…Se scegliamo di vivere l’esperienza con una valenza positiva…anche i compiti possono essere un motivo per “fare qualcosa insieme”

Compiti delle vacanze: l’occasione di veri insegnamenti

Correlato a quanto appena detto, c’è poi la possibilità, per l’adulto supervisiona un bambino durante lo svolgimento dei compiti, di arricchire i contenuti con i propri racconti, le proprie esperienze, il proprio sapere…una tal lezione di storia, o di geografia…o magari può essere la giusta occasione per insegnare al proprio figlio “quel tal trucchetto” che gli permetterà di ricordare le tabelline o la tal regola di grammatica…

Nella mia esperienza ho visto accadere questo molte volte e posso testimoniare che talvolta i racconti dei genitori restano impressi nella mente e nel cuore dei bambini come i racconti di fiabe che narrano di luoghi magici!

I compiti, poi, possono essere l’ennesima occasione per insegnare la pazienza.

Senza voler strutturare e puntellare tutta la giornata di vacanza con innumerevoli impegni, credo possa esser formativo educare, anche in vacanza, al rispetto di un impegno

Dico sempre ai miei allievi che non ho notizia di nessuno che sia svenuto, a cui siano caduti i capelli o sia venuta l’orticaria…per aver svolto i compiti per un tempo medio di 15 minuti al giorno…Loro ridono e convengono con me che, in effetti, la richiesta di 15 minuti al giorno…non può certo rovinare le vacanze!

 

E a settembre… la differenza c’è

 

Ultimo, ma non ultimo…

Svolgere i compiti delle vacanze serve per tornare a scuola, a settembre, e verificare che un semplice ripasso di quanto svolto l’anno precedente è sufficiente a ricordare.

Questo permette all’insegnante di procedere nello spiegare nuove cose…il che è molto più interessante e divertente che sentire ripetere molte e molte volte le stesse cose (perché se non si è capito ciò che vien prima…non si può procedere con ciò che c’è dopo) e di annoiarsi non ha voglia nessuno, non pensate?

Pertanto cominciamo noi adulti a comprendere la funzione dei compiti,  non viviamoli come una tortura “rovina-vacanze”…o non potremo mai spiegare ai piccoli perché è importante che vengano svolti e secondo le indicazioni date dalle insegnanti.

 

Se riusciremo a vedere, anche nei compiti da svolgere, un’opportunità di vivere un’esperienza accanto ai propri figli, potremo essere più d’aiuto ai bambini, a cui dovremo spiegarlo.

I compiti, se dati in giusta misura, sono davvero un aiuto a non perdere le competenze raggiunte durante tutto l’anno…bastano 15 minuti al giorno, il tempo di una pausa dai giochi, in fondo!

E chiudo condividendo con voi una  canzoncina che amo ascoltare coi bimbi, mi aiuta a spiegare, in parte, la bellezza dei libri…

 

Buone vacanze di cuore a voi, alle vostre famiglie…e buona possibilità di stare cuore a cuore (libro a libro) con i vostri bambini.

 

 

Maestra Marina

 

 

 

Iuele Marina

Autore: Marina Iuele

Marina Iuele insegnante elementare da 25 anni, attrice e regista teatrale. Da più di 10 anni ha intrapreso un cammino di crescita che l'ha portata a modificare via via anche il suo metodo di insegnamento, lasciando ampio spazio ad ogni forma di espressività pura e di manifestazione del sentimento. Cerca di aiutare i suoi allievi a mantenere la loro connessione con ogni livello del Sentire. Ha partecipato a differenti progetti, anche a livello europeo, per la diffusione di forme d'arte in interazione (ad esempio ha realizzato uno spettacolo in lingua francese con alunni di scuola elementare).

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