Schermata 2018-10-26 alle 13.38.16

Dott. Penna: comprendere e affrontare le circostanze nella nostra vita di relazione

Comprendere ed affrontare le circostanze

L’esistenza è un enigma a cui l’uomo stesso reagisce cercando risposte, ma che non sono mai definitive ed esaustive, inducendolo così a ricercarne ancora altre.

Gli uomini, fin dalla notte dei tempi, hanno fatto di tutto per conoscere e capire se stessi e l’ambiente circostante.

Nell’evolversi, durante l’avvicendarsi delle varie epoche, l’uomo ha sperimentato, ricercato, studiato e inventato, in ogni ambito e in ogni aspetto che lo riguardasse, per garantire la sopravvivenza della specie e la sua evoluzione e in tutto questo c’è sempre stato un elemento discriminante che lo ha accompagnato: il rito (o rituale).

Un rito: scrivi, rileggi e brucia

Il rito è un qualcosa di ancestrale che l’essere umano da sempre applica, anche inconsapevolmente, soprattutto in quei momenti di vita in cui si trova smarrito, in difficoltà e ha bisogno di ritrovarsi, di avere fiducia, di sperare.

“Scrivi, rileggi e brucia”, il secondo libro scritto dal Dr. Andrea Penna (medico, omeopata e ricercatore), spiega e descrive le modalità per riuscire a comprendere e affrontare le circostanze della vita che ci coinvolgono, specialmente nelle relazioni famigliari, mediante l’utilizzo e la ripetizione di mantra specifici ricollegati a modus operandi ritualistici.

Il libro ha lo scopo di aiutare e guidare i lettori, educandoli e formandoli ad avvicinarsi agli eventi in cui vengono coinvolti con i propri famigliari (rapporto genitori/figli), per affrontarli in modo da iniziare a distinguere la differenza esistente tra un approccio fatto di regole e un approccio mediante un dialogo empatico.

Così, entra in gioco il rito, in quanto appartiene alla nostra parte più antica, ancestrale che comunica con l’inconscio, in cui risiede la nostra emotività, permettendoci di abbassare le barriere dettate dalla parte razionale (conscia) che cerca di tenere tutto sotto controllo, mediante regole a volte un po’ troppo assolutistiche e/o estremiste. Creare un dialogo empatico con i nostri famigliari (genitori o figli o coniugi), significa comprendere emotivamente il loro vissuto, le loro scelte, le loro difficoltà.

Dialogo (inconscio) con i genitori… e con i figli

Il Dr. Andrea Penna sottolinea come il dialogo tra genitori e figli è proporzionale a quanto i genitori riescano a rivedere se stessi nel vissuto dei figli. E il dialogo tra gli adulti e i loro genitori è proporzionale a quanto riescano a riconoscere in se stessi una similitudine di percorso realizzato, considerando riflessioni, paure e aspettative dei genitori verso di loro.

Per capire meglio che cosa si intende, ti invito a leggere e rileggere più volte il capitolo 2 pagina 53, in cui spiega la funzionalità dei neuroni specchio.

Ritengo sia importante leggere questo capitolo, perché dà una visione chiara e concreta di quale sia la nostra realtà biologica e di come sia influente sul nostro modo di comunicare.

Noi abbiamo solo la responsabilità di prenderne atto, astenendoci dall’immediato giudizio e iniziando a comprendere emotivamente i nostri genitori o figli o coniugi, per il fatto che tutti, nella nostra vita, abbiamo avuto difficoltà.

Empatia e rispetto: capire l’altro e perdonare se stessi

Affrontare il dialogo solo secondo regole, ci porta a creare estremismi, stress isterico. Affrontare il dialogo creando empatia, quindi considerando il vissuto emotivo dell’altro, favorisce l’inizio di un nuovo legame, meno aggressivo e più morbido, aprendoci a nuovi orizzonti più funzionali.

Scrivi, rileggi e bruciaè il libro con cui il Dr. Andrea Penna aiuta a togliere ogni responsabilità, insegnando una tecnica amorevole ed empatica: scrivere le nostre paure, aspettative, riflessioni, ricordi giovanili, rabbie mai sopite in una lettera indirizzata ai nostri genitori oppure ai nostri figli o fratelli o al nostro coniuge, che non spediremo mai e che a distanza di giorni o settimane, rileggeremo e bruceremo…

anche questo un rito per ritrovare la via quando ci si sente smarriti.

Buona vita.

Un articolo di Stefania Farolfi

Farolfi Stefania

Autore: Stefania Farolfi

Stefania Farolfi, naturopata e life coach, collaboratrice del Dott. Andrea Penna, autore di “Ti permetto di far parte di me“.

1 Comment

  1. Molte volte i genitori non sanno educare i figli e hanno delle colpe verso di loro. Essere un buon genitore non è per niente facile, e ciò che un bambino vede, assimila o subisce da un genitore si ripercuoterà più tardi nella sua vita di adulto. La cosa principale, a mio parere, è dare tanto amore a un figlio ma nulla di scontato, educarlo a sani principi e non indulgere troppo per quanto riguarda le sue mancanze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *