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Coronavirus: le teorie alternative alla genesi e alla diffusione del Covid-19

Pandemia Globale

Dalla spagnola a oggi nessun nemico “invisibile” era riuscito a fare tanto. In pochi mesi il Coronavirus ha contagiato centinaia di Paesi, provocando migliaia di morti e spingendo l’oms a dichiarare lo stato di pandemia globale.

Quando il contagio è sbarcato in Italia, per le prime due settimane si è vissuto uno stato di virtualità, in cui ognuno si sentiva legittimato a credere a qualcosa e al suo esatto contrario, in virtù proprio di esternazioni radicalmente opposte tra biologi, virologi, pneumologi e infettivologi.

Sebbene il resoconto sull’origine della pandemia fosse univoco (la teoria del mercato ittico cinese), la gravità del contagio è rimasto un aspetto a dir poco contraddittorio.

Le origini della pandemia

Per comprendere il quadro generale della pandemia è necessario tentare di ricostruire la genesi del contagio, presentando anche le incongruenze, le lacune e le contraddizioni della versione “ufficiale”.

La versione “ufficiale” sostiene infatti che il 2019-n-CoV sia responsabile di una zoonosi. Il luogo da dove si sarebbe trasmessa la malattia dagli animali all’uomo e generata l’epidemia sarebbe il mercato del pesce di Huanan, a Wuhan, dove si vendono e consumano alimenti crudi e cotti, come la tradizionale zuppa di pipistrello, tra numerosi banchi di animali vivi per uso alimentare.

 

Coronavirus: le ipotesi alternative

Fin da gennaio, quando ormai il contagio in Cina era noto da tempo e largamente diffuso, sono trapelate delle notizie “alternative”, che ci permettono di rivedere e analizzare in modo diverso – senza avere la presunzione di ottenere una risposta definitiva – alcuni cruciali accadimenti, in modo da interpretare e offrire una visione d’insieme altrettanto “credibile” su cui si stanno focalizzando ricercatori, scienziati e analisti a livello globale.

Un punto da chiarire fin da subito è che non è sicura nemmeno l’origine “cinese” del contagio e che pertanto, come documento nel libro Coronavirus. Il nemico invisibile, in attesa di ulteriori scoperte e riscontri ci troviamo di fronte a una questione complicata e spinosa.

 

Il laboratorio di biosicurezza di Wuhan

In molti si sono chiesti se, come accaduto altre volte in passato, non possa essere esserci stata una fuoriuscita del virus chimera dal laboratorio di biosicurezza Wuhan. Progettato per studiare la prevenzione e il controllo delle malattie infettive emergenti e pertanto i virus più letali per l’uomo, il laboratorio nazionale di biosicurezza livello-4 di Wuhan è costato circa 300 milioni di yuan, pari a 44 milioni di dollari.

Secondo la rivista «Nature» vi vengono studiati i «patogeni più pericolosi al mondo».

Quando l’antrace scappò dal laboratorio americano del cdc

L’attenzione per i rischi per la collettività riguardo a simili strutture è cresciuta nel 2014 a seguito di un incidente nel laboratorio del Centre for Disease Control (CDC) americano. Diverse violazioni alle procedure che regolano la manipolazione e la conservazione di agenti patogeni in laboratorio, provocarono l’esposizione di almeno 86 impiegati del cdc all’antrace.

Sebbene negli USA dopo questo incidente si sia cercato di raggiungere una maggiore trasparenza, nel 2018, la rivista «The Lancet» evidenziava come le statistiche sul numero di violazioni ai protocolli di biosicurezza nei circa 1500 laboratori statunitensi autorizzati a condurre tali ricerche fosse praticamente sconosciuta.

Questo accadeva due anni fa, non in un tempo remoto.

Se questo avviene negli Stati Uniti, nessuno garantisce cosa possa accadere nel resto del mondo dove i protocolli risultano meno chiari e più nebulose le informazioni…

I dubbi della comunità scientifica

Sempre secondo «The Lancet», in uno studio realizzato da diversi ricercatori esperti in virologia ed epidemiologia, l’ipotesi della genesi del contagio dal mercato ittico non sarebbe del tutto fondata: 

«La comparsa dei sintomi nel primo paziente identificato risale al primo dicembre 2019. Nessuno dei suoi familiari ha sviluppato febbre né altri sintomi respiratori».

In estrema sintesi, nello studio viene riferito che il primo caso di paziente affetto da Covid-19 si sarebbe ammalato il 1 dicembre 2019 e, secondo gli autori, non risulta esserci stato alcun contatto né diretto né indiretto con il mercato ittico di Wuhan.

Uno degli specialisti intervistati a proposito di questo studio, Daniel Lucey, esperto di malattie infettive all’Università di Georgetown, sottolinea che se i dati rilevati dovessero trovare conferma, le prime infezioni dovrebbero essersi verificate a novembre, a causa del tempo di incubazione tra infezione e comparsa dei sintomi.

Il virus potrebbe essere scappato dal laboratorio?

A sollevare dei dubbi sulla sicurezza del laboratorio cinese sono stati numerosi ricercatori e giornalisti.

In Italia Paolo Liguori in diretta al TgCom24 ha riferito la possibilità che il focolaio del Covid-19 potrebbe aver avuto origine «dal laboratorio di Wuhan, di cui le riviste occidentali si erano già interessate».

Il Direttore ha mostrato la copertina della rivista scientifica «Nature» del 2017, con l’articolo di David Cyranoski, in cui si sollevavano già allora dubbi sulla sicurezza di un laboratorio del genere.

Cyranoski accennava pertanto all’allarme sollevato da diversi scienziati, preoccupati per l’eventuale fuga di agenti patogeni dal laboratorio di Wuhan.

A riprova che un’epidemia, nel momento in cui si trafficano provette contenenti virus pericolosi, può scatenarsi anche senza un obiettivo di attacco bioterroristico, ma per errore umano.

Potrebbe essere il caso della pandemia di Covid-19?

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Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Laureata con lode in Filosofia, è caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di sucesso, tra cui ricordiamo: Cyberuomo. Dall’intelligenza artificiale all’ibrido uomo-macchina; Dietro le quinte; Fake news; Governo Globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; Utero in affitto; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it Il suo blog è: enricaperucchietti.blog

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