Come collegare i puntini distinguendo fatti da opinioni

Covid-19, Emmanuel Goldstein, il nemico supremo: cosa ci insegna 1984?

Goldstein, il nemico supremo

Emmanuel Goldstein è il Nemico supremo del Partito nel capolavoro distopico di George Orwell, 1984.

Per scaricare la violenza collettiva contro la minaccia esterna, il Grande Fratello ha istituzionalizzato i due minuti d’odio.

Si tratta di una pratica collettiva che viene esercitata sui luoghi di lavoro o dovunque sia possibile. Ci si riunisce al segnale emesso dagli altoparlanti davanti un teleschermo che proietta immagini del nemico supremo, Goldstein, e sequenze violente di guerra accompagnate da suoni e rumori fastidiosi studiati per coinvolgere gli spettatori. Dopo pochi secondi il pubblico inizia a inveire contro il nemico o lo schieramento con cui ci si trova in guerra in quel momento, imprecando e lanciando oggetti contro il teleschermo.

Il capro espiatorio

I due minuti d’odio, descritti in 1984, sono la rappresentazione moderna più sofisticata di demonizzazione di un capro espiatorio.

Il meccanismo è funzionale al mantenimento del controllo sul popolo e la scelta del nemico è stata fatta su un ex membro della Partito.

Il capro espiatorio, cioè, è un traditore, un apostata, è qualcuno che faceva parte della comunità ma poi l’ha tradita e per questo va espulso, temuto e odiato.

La sua immagine è ovunque ma egli, come un’ombra nella notte, disturba il sonno dei cittadini con l’eco dei suoi misfatti e le sue future possibili cospirazioni. Di fatto è virtuale, sebbene tutti ne conoscano la faccia e ne tributino una cerimonia quotidiana.

Emmanuel Goldstein è il Covid-19

Oggi potremmo dire che Emmanuel Goldstein è il Covid-19.

Si tratta di una minaccia diffusa, la cui percezione è sentita a livello globale dall’opinione pubblica.

Si muove invisibile, sfida ogni tipo di azione di contrasto, se ne conosce l’identikit ma nessun comune cittadino – se non gli addetti ai lavori – ha mai potuto vederlo.

Nessuno conosce la sua origine, sia esso un virus chimera scappato da un laboratorio di biosicurezza o un virus mutato dalla zuppa di pipistrelli di un mercato di Wuhan. Sia esso un’arma chimica o un errore umano.

 

Emmanuel Goldstein è il Covid-19

Dalla spagnola a oggi nessun nemico “invisibile” era riuscito a fare tanto. A creare un clima di panico e a bloccare in autoisolamento un intero Paese come l’Italia.

A distruggere soprattutto la visione dell’uomo come animale politico e sociale che avevamo ereditato da Aristotele.

Tutti in autoisolamento, chiusi in casa, in quarantena a di fronte la tv.

E per alimentare il panico, certe emittenti non hanno perso tempo a riprogrammare il proprio palinsesto mandando in onda con tanto di introduzione giornalistica, film apocalittici come Virus letale.

Le altre pandemie…

In passato abbiamo avuto casi simili con la pandemia della sars, aviaria, suina, meningite, morbillo o ebola: fenomeni localizzati ad alcune aree precise che grazie al web o ai media sono diventati dei veri e propri “terremoti planetari”[1].

Nella maggior parte di questi casi si voleva spingere la popolazione a vaccinarsi.

Nel 2010, per esempio, in pieno allarme globale per l’influenza A, nota anche come “suina” o H1N1, il ministero della Salute sborsò 184 milioni di euro alla Novartis per la fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino[2].

Il virus non causò l’attesa pandemia e le dosi consegnate furono appena 10 milioni con un decimo soltanto effettivamente somministrato ai cittadini (865 mila)[3].

Oggi i nemici del passato sono lontani ricordi, eco sfuocate di un nemico globale che è riuscito a limitare le libertà grazie a uno stato di paura che speriamo rimanga uno stato di eccezione e che finita la pandemia possa concludersi. Non senza strascichi.

Torneremo mai alla vita di prima?

Dovremmo chiederci oggi, prima che sia tardi, cosa succederà quando rientrerà l’emergenza e se sarà possibile tornare alla vita di prima.

Perché la dottrina dello shock riesce a ottenere su vasta scala ciò che la tortura ottiene su una singola persona in una cella per interrogatori. L’esempio più chiaro è stato lo shock dell’11 settembre, che, per milioni di persone ha generato una forma di paralisi psicologica, spingendole ad accettare misure di restrizione della privacy e della libertà che fino al giorno prima sarebbero state impensabili.

Gli interrogativi sul presente e sul prossimo futuro sono tanti e tante devono essere anche le riflessioni per ripartire dopo la crisi avendo maturato delle considerazioni su quanto è avvenuto.

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[1]http://www.treccani.it/magazine/atlante/societa/Fenomenologia_delle_fake_news_le_catastrofi_annunciate_e_mai_avvenute_del_terzo_millennio.html
[2] http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/16/news/vaccino_virus_a-1966773/
[3] Ibidem.

 

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Laureata con lode in Filosofia, è caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di sucesso, tra cui ricordiamo: Cyberuomo. Dall’intelligenza artificiale all’ibrido uomo-macchina; Dietro le quinte; Fake news; Governo Globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; Utero in affitto; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it Il suo blog è: enricaperucchietti.blog

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