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Di quale colore mi vesto? Ecco il significato nascosto dei colori

Sappiamo che ci vestiamo di significati?

Ogni giorno trascorriamo del tempo per scegliere quali abiti indossare, oppure quali abiti comprare.

La scelta dei vestiti è importante per ciascuno di noi, perché il tipo di abito che scegliamo riflette la nostra personalità. Anche i colori che scegliamo parlano delle nostre emozioni e di ciò che siamo.

I colori sono ricchi di significati e hanno il potere di arrivare alle nostre emozioni, dunque al nostro inconscio.

Cerchiamo adesso di capire come determinati colori ci descrivono, così da utilizzarli in modo più consapevole.

I colori primari: rosso, blu e giallo

Iniziamo dai colori primari, rosso, blu e giallo.

Il rosso: effetto Narciso

Il rosso è il colore del fuoco, spesso collegato alla passione. Il vestito rosso è dunque molto provocante, soprattutto se indossato dalla donna.

Il rosso è archetipicamente un colore maschile, quindi se indossato dalla donna acquisisce un significato diverso da quando viene indossato dall’uomo. Quest’ultimo indossa il rosso per “accendere” la sua virilità e farsi notare per la sua potenza dinamica e maschile. La donna invece indossando il rosso sembra rivestirsi della forza attiva maschile, cosicché l’uomo vede riflessa nella donna lasua parte che più ama. In qualche modo è l’effetto Narciso, che si innamora dell’immagine riflessa nel lago. In realtà siamo tutti narcisisti e siamo innamorati di ciò che ci appartiene.

Il maschio dunque, soprattutto quello narcisista, vedendo la donna vestita di rosso si sente fortemente attratto, e non riesce a resistere al suo fascino.

Il blu: in contatto con le emozioni

Il blu è per eccellenza il colore della comunicazione.

È preferibile vestire di blu quando si deve presentare una relazione ovvero quando ci sono meeting o conferenze. Il blu è il colore attribuito al Vishuddha chakra, che nel sistema tantrico orientale è quella ruota energetica che si colloca idealmente al collo umano. Stiamo parlando dell’energia della comunicazione, che, se armonizzata, fa sì che il soggetto si esprima con chiarezza ed efficienza.

Un buon comunicatore sa arrivare nel profondo delle emozioni dell’altro e, cosa molto importante, sa ascoltare. Saper comunicare non significa infatti solo parlare in continuazione, anzi è fondamentale saper ascoltare il proprio interlocutore e saper osservare i suoi comportamenti, chiamati feedback. Usiamo il colore blu pertanto per aiutarci a trovare sintonia nella comunicazione.

Il giallo: saggezza d’oriente

Il giallo è il colore del sole, quindi indica positività e gioia. Purtroppo in occidente il giallo non è un colore molto amato, quindi se cercate di sedurre con il giallo fate un grande errore. Secondo un sondaggio del 2000, solo il sei percento degli europei e americani preferisce il colore giallo, rispetto al quarantacinque percento che preferisce il blu e al dodici percento che preferisce il rosso.

Ebbene, sembra che il blu sia il colore più amato, forse perché è il colore simbolo sia del cielo che dei mari. Il problema del colore giallo è che si ricollega alla gelosia e al tradimento. In Oriente, invece, le cose sono ben diverse. Per gli orientali, il giallo è il colore della gloria e della saggezza. È molto famosa la leggenda dell’Imperatore giallo, colui che disse di aver compreso attraverso il giallo che era un’essenza unica e questo colore instillò in lui la consapevolezza della sua natura (celeste). L’Imperatore cinese era difatti considerato letteralmente “il figlio del cielo”, quindi era un piccolo sole sulla Terra. Se volete pertanto manifestare saggezza e gloria, usate questo colore.

I colori secondari: arancio, verde e viola

Passiamo adesso all’analisi dei tre colori secondari: arancio, verde e viola.

L’arancio: tra divertimento e trasformazione

Mescolando il giallo e il rosso, otteniamo l’arancio (detto anche arancione).

Questo è il colore naturale di diversi frutti e verdure, come arance, carote, zucche e patate dolci. Secondo i sondaggi fatti in Europa, l’arancio è il colore più associato al divertimento. Se indossiamo una maglietta arancio stiamo dunque lanciando un messaggio del tipo: “Sono una persona che sa giocare e divertirsi.”

Nella nostra società schizofrenica, fatta di persone che pensano costantemente ai problemi lavorativi ed economici, le persone che sanno scherzare e giocare sono molto gradite. Quando infatti si chiedono alle donne le caratteristiche del compagno desiderato, spesso la risposta che si ottiene è: “Deve farmi ridere.” Come sempre, in Oriente le cose cambiano, perché qui l’arancio è il colore collegato alla religione, alla spiritualità e all’illuminazione, ovvero alla trasformazione. Nell’induismo, la divinità più importante, chiamata Krishna, è comunemente rappresentata vestita di arancio; per questo i monaci induisti e buddhisti vestono con questo colore.

Nel buddhismo, in particolare, l’arancio è il colore dell’illuminazione, ossia del più alto grado di perfezione. Consideriamo dunque il continente in cui siamo, prima di indossare una maglietta arancio.

Il verde: guarigione e natura

Il verde è il colore tra il blu e il giallo sullo spettro visibile. Questo è il colore della natura che, nell’epoca post-classica, era comunemente associato alla ricchezza e al benessere. È un colore che indica infatti la guarigione; non a caso è il colore scelto per le insegne delle aziende farmaceutiche. Se vestite il colore verde state dunque mostrando il vostro benessere psicofisico. Una maglietta verde si sposa perfettamente con un fisico atletico o palestrato. Il verde è anche molto associato alla speranza, che si rinnova come le piante e i fiori in primavera. Se indossate una maglia verde, per qualcuno quel colore potrà dunque significare: “Abbi fede che le cose miglioreranno dopo un periodo di difficoltà”.

Usate pertanto il colore verde se avete voglia d’infondere un’ondata di freschezza.

Il viola: colore dello spirito

Il viola è il colore intermedio tra il blu e il rosso.

Questo è il colore più associato in occidente alla spiritualità, alla magia e al mistero. Non a caso, sono i vescovi cattolici romani che vestivano con questo colore.

Il viola è infatti un colore liturgico, che rappresenta la pietà e la fede. Fu dopo la conquista musulmana di Costantinopoli che papa Paolo II decretò che i cardinali dovessero indossare abiti scarlatto al posto del viola e ai vescovi fu assegnato il colore amaranto, che è un viola pallido. I sacerdoti anglicani e cattolici usavano inoltre indossare una stola viola quando confessavano i fedeli, così il viola fu collegato alla penitenza.

Nella cultura New Age, invece, il viola si collega all’energia del chakra più elevato, chiamato Sahasrara, ossia Mille Petali, simbolo dell’infinito. Questa è l’energia della Corona, situata sul capo dell’uomo.

Sfera di Keter

In questa dimensione energetica, si trascende il dualismo: qui Shiva, il dio della meditazione, si riunisce con Shakti, la sua controparte femminile, così si forma l’androgino perfetto. Spesso indicato come un loto dai mille petali, sembra essere il chakra più sottile del sistema e si collega alla pura coscienza. Questo chakra esprime un’idea archetipica simile a quella della Sfera di Keter nella Cabala ebraica. In altre parole, è il simbolo dell’unione con Dio.

Se dunque vogliamo indossare un abito viola, facciamolo con la consapevolezza di essere uomini fatti a immagine del Divino.

In conclusione, utilizzare i colori in modo consapevole potrà migliorare la nostra vita quotidiana, ovvero potrà conferire più efficacia alle nostre azioni. Tutto ciò che viene fatto con consapevolezza migliora la nostra vita, invece tutto ciò che viene fatto inconsapevolmente causa problemi e sofferenze. Non sottovalutiamo pertanto il potere del colore e della cromoterapia, perché, come disse il grande Picasso: “I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti.

 

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Di Donato Samya Ilaria

Autore: Samya Ilaria Di Donato

Iscritta al registro degli OPERATORI OLISTICI S.I.A.F., con livello TRAINER n° AB 16699T-OP e a quello dei COUNSELOR OLISTICI PROFESSIONAL n° LO568P-CO professioni disciplinate dalla legge n°4 del 2013. Membro del C.I.S. – Comitato di Indirizzo e Sorveglianza del S.I.A.F registro Counselor Olistico ed è Referente Regionale per la Regione Abruzzo SIAF Italia. Membro del Comitato Scientifico Nazionale OPES Italia dipartimento Benessere. Il suo sogno è far scoprire alle persone “I colori dell'anima”.

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