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Dio Lugh, il luminoso: antiche tradizioni, leggende e Linea di Lugh

l’Antico dio Lugh

Ho appena ritirato una biciclettina “tascabile” per fare il giro d’Irlanda a fine agosto col mio amico Nino. Oggi è Lughnasad, la festa dedicata al Dio Lugh,  che celebro come ogni anno accendendo un fuoco sacro.

Oggi pertanto parleremo di Lugh, antico dio irlandese: ne parlo spesso quando organizzo i miei tour geosacra in Valsusa sulle tracce dell’antica tradizione celto-ligure, mostrando quello che ancora oggi sopravvive di quella che per millenni fu la nostra cultura dominante e autoctona.

Per me è un archetipo importante, un nome a cui tengo da sempre tantissimo (fin da piccolissimo, tutte le volte che passavo per la Francia, stressavo i miei genitori perché passassimo da Lione – solo recentemente ho scoperto che si tratta dell’antichissimo sito di raduno dei druidi e che il suo nome fu Lugdunum, fortezza di Lugh).

Lugh. Ho voluto chiamare così anche il mio cane. Una vera forza buffa. Un focoso.

Quando parlo di Lugh – come faremo stasera al rito di Lughnasadh – e chiedo alle persone se ne hanno mai sentito parlare, il 90% risponde di no.

Ebbene, questo, dal mio punto di vista di Ricercatore spirituale della Tradizione antica, significa sostanzialmente una cosa:

l’operazione chirurgica da parte della cultura greco-romana cattolica di estirpare completamente la tradizione antica, “pagana”, ha funzionato egregiamente!

Considero invece proprio la cultura e tradizione cristiana una forma religiosa che viene da Oriente, insomma, qualcosa di esotico e lontano, che chissà come, chissà perché, ha attecchito così bene nei nostri territori, negli ultimi 2000 anni, da farci credere che si tratti delle nostre stesse tradizioni culturali.

I miei avi celtici si stanno rivoltando nelle tombe, insomma, nei loro tumulus!

Tradizioni autoctone: la Dea Brighid e il dio Lugh

Dobbiamo invece sapere, per come vedo io le cose, che per migliaia, migliaia, migliaia di anni, forse per 10 000 anni prima di Cristo, la cultura religiosa dalle nostre parti fu molto simile e stabile.

Per migliaia di anni nelle nostre terre qui del Nord Italia, fino alle estremità dell’Irlanda e Scozia, lassù a Nord, e a Ovest fino alla Spagna, ai Pirenei, a Santiago de Compostella, ci fu una tradizione autoctona doc.

E si parlava della Dea Brighid (ho parlato spesso di lei, e del Femminino sacro, dei luoghi di potere, della geografia sacra: insomma, della Dea, marchio di fabbrica della Tradizione antica) e del dio Lugh.

Se fossimo venuti qui 2000, 3000, 4000, 5000 anni fa e avessimo risposto negativamente alla domanda “Sai chi è Lugh?”, la reazione del villaggio sarebbe stata la più violenta e nefasta che ci potesse accadere. Ci avrebbero probabilmente esiliati.

O, nel migliore dei casi, ci avrebbero vietato la partecipazione ai riti pubblici (entrambe le pene erano considerate dai celti la cosa più grave che potesse capitare all’individuo: esilio e interdizione – e questo ci dovrebbe far riflettere molto sui nostri “valori”).

Lughnasadh e altre tradizioni

Ora, veniamo a Lugh, il luminoso, e alla festa di Lughnasadh del 1 agosto (una delle 4 feste sacre dalla notte dei tempi).

Lugh ci ricorda la parola light, luce.

E infatti è considerato un “dio luminoso”. Ma non solo. I romani lo consideravano assimilabile a Mercurio e lo associavano al cinghiale e all’orso.

Stiamo quindi parlando dei due animali sacri per eccellenza, i simboli totemici delle due caste della cultura tradizionale:

  1. il cinghiale è associato ai druidi, i sacerdoti e sacerdotesse dei tempi antichi;
  2. l’orso invece alla casta regale, nobiliare (manco a dirlo, nella saga del Graal e di Re Artù – l’ultimo colpo di coda della tradizione celtica antica – Arth significa per l’appunto Orso).

Però, per capire chi fosse Lugh, non possiamo certo rivolgerci alle fonti romane  – benché, Cesare ad esempio, parlò complessivamente abbastanza bene dei nemici sconfitti in Gallia e delle loro tradizioni.

Domandiamoci:

Che cosa veramente poteva sapere della plurimillenaria tradizione antica spirituale-religiosa? Una tradizione trasmessa da bocca a orecchio, rigorosamente solo orale, serbata come la cosa più preziosa nel segreto del silenzio “ermetico” dalla casta sacerdotale, a quanto pare raffinatissima, dei druidi e druidesse?

Alla scoperta delle leggende irlandesi

Rivolgiamoci allora alla tradizione raccolta nel Medioevo dai monaci irlandesi.

Le leggende irlandesi, di origini antichissime, seppur stravolte dagli amanuensi (da un lato modernizzate e attualizzate ai tempi medievali, dall’altro incomprese e quindi parzialmente rielaborate nei significati autentici, archetipici e religiosi, spesso dal contenuto sciamanico), sono giunte fino a noi.

Il corpus di saghe e leggende celtiche e dei loro miti delle origini (ossia l’epica celtica antica, che qui in Italia neanche sappiamo che esiste!) è in realtà mastodontico, e di gran lunga supera Iliade e Odissea ed Eneide messe insieme.

Lo sottolineo ancora una volta: il fatto che a scuola ci vengano inculcate tradizioni epiche come se fossero le uniche e ci convinciamo che si tratti della nostra unica cultura, mi sembra l’indicatore della perfetta operazione politica in atto da 2000 anni.

Lo dico senza voler far troppa polemica, ma mi sembra evidente un fatto: ridendo e scherzando ci hanno fatto un’operazione di indottrinamento mentale, culturale, impeccabile, perfetta; e – almeno per noi del Centro-Nord Italia – hanno completamente cancellato le memorie degli antenati:

  • hanno divelto completamente gli antichi menhir, dolmen e cromlech che anche qui abbondavano,

  • hanno estirpato alberi plurimillenari simbolo della Tradizione antica,

  • hanno sradicato completamente la Memoria mitologica, le leggende, in altre parole: la cultura autoctona, definendola pagana, cioè sprezzantemente “da campagnoli”, da provinciali.

 

Insomma: ha vinto l’impero della Città, l’impero della cultura metropolitana.

Ecco, questo è il segno, la misura, dell’operazione chirurgica iper-raffinata che la politica romano-cattolica ha operato nei secoli in tutta Europa, soprattutto qui in Italia: ci hanno cancellato completamente la memoria.

E oggigiorno, alla domanda “Hai mai sentito parlare di Lugh?”, il 90% delle persone mi risponde di no.

 

Linea di Lugh

Peccato che Lugh sia il nome delle città europee più importanti, misteriosamente disposte lungo una linea retta: Lugdunun-Lione, Lutezia-Parigi, e Lundunum.

Ho infatti scoperto – oltre alla linea san Michele, che collega santuari di mille anni fa (tra l’altro, l’archetipo del guerriero di luce san Michele ha tantissimo in comune con quello di Lugh il luminoso…) – che una linea sconosciuta, misteriosa, collega e congiunge le antiche capitali europee del Dio Lugh.

A Londra ancora oggi l’animale sacro a Lugh, il corvo, viene considerato protettore “magico” della città, e durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale la cosa più grave che potesse capitare alla popolazione e alla città era che i corvi della Torre di Londra morissero o volassero via!…

E in Italia, siccome siamo completamente ignari della nostra cultura e tradizione antica nord-occidentale (diciamo così: hanno vinto e fatto la Storia le forze “sud-orientali”, facciamoci una bella risata!) quando sentiamo parlare di corvi Oddio, oddio!… l’animale nefasto!!

 

Archetipi e i simboli tradizionali dimenticati

In queste poche parole vi è la sintesi del lavaggio del cervello che la Chiesa è riuscita a farci e il tentativo perfettamente riuscito di travisare e capovolgere gli archetipi e i simboli tradizionali.

Detto in termini tecnici esoterici: si tratta di un percorso sistematico di controiniziazione e di sovvertimento dei valori tradizionali, che per millenni e millenni e millenni hanno rappresentato invece la nostra cultura autoctona.

Un tempo in cui il Femminino Sacro, i suoi luoghi, i suoi animali, erano venerati e protetti, e il Guerriero Maschile era luminoso, pronto a difenderli con la sua lancia di Lugh (lancia-asta che ritroviamo guarda caso “simbolicamente” nelle mani del centurione Longino-Lungino… che ferisce il costato di Gesù; lancia considerata dalla notte dei tempi invincibile, e che Hitler voleva preservare e custodire a tutti i costi…).

Ma certo, queste son solo le mie considerazioni di parte, le mie fantasie e le mie allucinazioni visionarie, in una romantica quanto impossibile ricerca della Bella Addormentata nel Bosco: la Tradizione arcaica, amata.

Volevo parlare di Lugh, delle sue storie e leggende, del fatto che sia stato un “dio dai mille talenti”… (insieme alla sua “compagna” complementare Brighid: infatti le due feste celtiche si svolgono “specularmente” a sei mesi di distanza l’una dall’altra – infatti Imbolc, in cui si celebra Brighid, è il 1° febbraio – dividendo l’Anno esattamente a metà), ma come al solito ho divagato e va bene così.

 

La canzone di Aengus l’errante

Chiudo con una poesia di Yeats, poeta e ricercatore irlandese che amo, che non c’entra niente ma evoca molto bene il “sentire” arcaico, visionario, celtico; un modo antico di amare:

Andai al bosco di nocciòli,
Perché nella testa avevo un fuoco,
Tagliai e pelai un ramoscello di nocciòlo,
E attaccai una bacca al filo;
E quando bianche falene si alzarono in volo
E stelle come falene brillavano intermittenti,
Lanciai la bacca in un ruscello,
E pescai una piccola trota d’argento.

Quando l’ebbi posata a terra
Mi misi a soffiare sul fuoco per ravvivarlo,
Ma per terra cominciò ad agitarsi qualcosa,
E qualcuno mi chiamò per nome:
Si era trasformata in una fanciulla radiosa
Fiori di melo fra i capelli
Che mi chiamò per nome e scappò via
E nell’aria rischiarata svanì.

Sebbene sia diventato vecchio errando
Per terre di colline e valli
Scoprirò dov’è andata
Le bacerò le labbra e le prenderò le mani;
E camminerò nell’erba alta dai mille colori,
E coglierò fino alla fine del tempo e dei tempi
Le mele d’argento della luna,
Le mele d’oro del sole.

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Vuoi andare alla scoperta della Valsusa, dei suoi luoghi sacri con Andrea? Segui i suoi eventi sulla pagina facebook “Andruid-Geografia Sacra”.

 

 

Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

1 Comment

  1. E' una festa molto importante per la tradizione celtica quella del 31 luglio, proprio perchè evoca il potere pieno della luce del sole nel suo massimo splendore. In Irlanda ho visitato luoghi sperduti dove si conserva ancora qualche tradizione celtica del passato riguardo a questa ricorrenza.

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