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Drago vs aquila, Enkil vs Enlil: una faida segreta mondiale?

La governance mondiale

L’attuale meccanismo di governance mondiale  è semplice: chi controlla l’informazione, controlla il consenso popolare.

Peccato che l’informazione sia “antidemocraticamente” controllata da pochissimi, da chi ha i soldi, tanti soldi, molti di più di quelli che, perfino una grande economia mondiale, potrebbe mettere sul tavolo da gioco… la finanza.

E chi sono questi “pochi”, pochissimi “eletti” (non dal popolo), che siedono al vertice di questa piramide, forse non a caso, sempre presente nel simbolismo finanziario, che è sotto gli occhi di tutti (mai visto un biglietto da un dollaro USA?)?

Le teorie sulle famiglie più potenti che controllano il mondo sono molte, ma la logica suggerisce che un governo è tanto più potente quanto esso è invisibile, un potere è tanto più solido quanto impercettibile, il controllo sulle masse è tanto più efficace, quanto quest’ultime credono di poter decidere con la propria testa e coscienza e incondizionatamente, cosa sia giusto fare, senza rendersi conto che anche la mente più intelligente, senza il supporto di una corretta informazione, è prigioniera, un drone che vive l’illusione di liberarsi in volo, il cui telecomando è nelle mani di altri.

Il Drago (o il serpente)

In araldica il drago è una figura araldica che simboleggia vigilanzacustodia e fedeltà. Il drago è anche assunto come emblema di valore militare e come tale è spesso presente negli stemmi militari .

Il drago è rappresentato, di norma, alato e con le fauci aperte.  Il corpo è di rettile, come la coda, e le zampe posteriori, se presenti, sono di leone.

Il simbolo del drago lo troviamo in moltissime culture:

• È stato per lungo tempo un simbolo di buon auspicio nel folclore cinese, in contrasto con il Drago Occidentale che ha invece sempre avuto, anche prima della diffusione del Cristianesimo, dei connotati negativi.  generale, i draghi cinesi sono comunemente raffigurati come serpenti con quattro zampe, anche se non mancano immagini che li ritraggono più simili a tartarughe o pesci.

• Una delle più importanti divinità di tutte le culture sorte nel Mesoamerica, era conosciuta dagli Aztechi col nome di Quetzalcóatl, ovvero il “Serpente Piumato”.

Veniva venerato come dio del vento, di Venere, dell’alba, dei mercanti e delle arti, dei mestieri e della conoscenza.

La cosa interessante, è che le raffigurazione di Quetzalcóatl,  è molto simile, se non identica allo stemma delle due potenti dinastie europee che governarono la città di Milano a partire dalla seconda metà del XIII secolo, ovvero i Visconti e gli Sforza. Il primo a far notare questo stupefacente parallelismo è stato Adam Kadmon. Ma non solo! è lo stesso simbolo che troviamo in molti simboli famosi… (studio approfondito su /misteridelpassato.wordpress.com/2016/07/24/riti-sanguinosi-e-sacrifici-umani/)

Non tutti sanno che il Conte Dracula faceva parte di un ordine segreto cavalleresco noto come ordine del drago…”Dracul” in rumeno vuol dire diavolo… Come sappiamo nella Bibbia il Diavolo è rappresetato come un rettile, un serpente… Questo aspetto è molto importante perchè si ritiene che sia direttamente collegato alle grandi famiglie della Cina, che si consideravano “discendenti del drago” e avevano il sangue di drago…. Questo argomento si ricollega inoltre al discorso del “sangue blu” degli dei,

L’aquila: il simbolo di grandi imperi

Anche l’Aquila è un simbolo adottato fin dall’antichità dalle più svariate culture.

Due esempi su tutti: l’aquila reale con le ali spiegate fu utilizzata come simbolo dell’Impero Romano e l’aquila calva (o testa bianca) è il simbolo degli Stati Uniti d’America.

Nel terzo millennio a.C., presso i babilonesi, l’aquila bicipite era associata a Ningirsu di Lagash, il dio delle tempeste della guerra e della fertilità.

Presso gli antichi egizi l’aquila rappresentava la materializzazione del dio Mendes, rappresentante del dio sole. In generale, nella mitologia egizia, l’anima veniva spesso rappresentata sotto le sembianze di un uccello simile a un’aquila o a un falco, come uccello-anima (Ba). Tale uccello aveva il compito di accompagnare i defunti nell’aldilà

Nella mitologia greca l’aquila era sacra a Zeus (e successivamente a Giove per i romani) che, spesso, ne assumeva la forma per mostrarsi agli uomini.

L’aquila è presente nel mito greco di Prometeo, il titano che, con atto d’intollerabile ribellione, aveva rubato agli dei il fuoco della conoscenza per donarlo agli uomini. La vendetta di Zeus però non si era fatta attendere, infatti, Prometeo fu incatenato a una rupe del Caucaso, dove ogni notte un’aquila, messaggera di Zeus, andava a mangiargli il fegato.

Nella mitologia nordica, in particolare quella vichinga, l’aquila ha un ruolo fondamentale e molteplice.

Da evidenziare sicuramente la figura del gigante Thiazzi che assume la forma di un’enorme aquila per mostrarsi al dio Loki e per costringerlo, con la forza, a farsi consegnare la dea Idhuun che possedeva le mele della vita eterna.

Antiche credenze egizie affermavano che ogni dieci anni un’aquila sorgesse dalle fiamme dell’inferno per immergersi nell’acqua e acquisire così nuova vita.

L’aquila è stata comunemente associata a grandi personalità della storia e a grandi condottieri: pare che Re Artù abbia vissuto in una caverna sorvegliata da aquile e non è un caso che nei racconti cavallereschi esistano le lotte contro i draghi…

Nell’Ottocento, fu lo stesso Napoleone a sostituire il tradizionale simbolo della Francia rappresentato dal gallo, con quello di un’aquila.

Lotte tra l’aquila e il drago

Ci sono molti esempi di lotte tra i draghi e le aquile.

Per esempio il drago fu usato come emblema dai Ghibellini e, quindi, i Guelfi portarono spesso l’aquila rossa, loro riconosciuta da Clemente IV, che afferrava con gli artigli un drago di verde.

Più recentemente l’aquila e il drago sono simboli dell’America e della Cina. Un articolo di economia di wewealth del 2018 cita:

Per la prima volta in 60 anni, la schiacciante egemonia Usa nel campo dell’intelligenza artificiale è seriamente messa in discussione dalla Cina. Il Dragone sta alzando improvvisamente la testa per addentare il dominio dell’Aquila. E le ragioni sono meno “strategiche” di quanto potrebbe sospettarsi

L’origine della lotta: enkil e enlil

Anunnaki e faide famigliari per il controllo mondiale…

Come  evidenziato inPrima di Noi, è noto che nella mitologia di Sumer che descriveva la casta dei governanti (guardiani) del popolo (che saremmo noi, ovvero quelli del “giardino recintato”, il paradiso), il successore legittimo al potere era il figlio primogenito ottenuto dall’incesto del padre con la sorellastra e ciò prevaleva perfino sul primogenito nato dal matrimonio ufficiale.

Possiamo vedere la stessa tendenza dagli egizi e in altre culture, come quella ebraica, in cui sono noti matrimoni fra parenti stretti nella famiglia regnante.

A pagina 142 poi, si comprendono le radici di quella che, a tutti gli effetti, potremmo descrivere come una faida familiare all’interno di questa casta di governanti:

“La gerarchia di comando Anunnaki comprendeva Anu,…, Enlil, suo figlio erede al trono, il “Signore del comando”, … mentre Ea, il primogenito di Anu, era il “Signore delle acque”, comandante degli Igigi, anche conosciuto come Enki, “Signore della terra” e “Signore delle miniere”, nonché supremo scienziato.”

Troviamo quindi due fratelli, il minore dei quali, per le apparenti bizzarre regole di successione “mitocondriale”, ereditò il potere, a discapito del sapiente e qualificato primogenito, il signore del caduceo, i due serpenti attorcigliati, simbolo della scienza medica ancora oggi, dando il via a un’eterna faida familiare, che ha visto contrapposti i membri delle due famiglie, uniti nell’intento di governare il mondo, ma divisi in un’eterna lotta interna di potere.

 

L’antica faida ai giorni nostri

Trovate davvero così differente questa fotografia da quella attuale?

Del resto, le tracce di questa fantasiosa suddivisione antagonistica del mondo sono reali, palesi e evidenti anche ai nostri giorni, nelle usanze, nelle culture, nel simbolismo, nelle religioni.

Se volete sapere le zone d’influenza enkite, per esempio, è sufficiente verificare se il serpente o il dragone abbiamo un’accezione positivain quelle aree, come in Cina e America Latina o viceversa se vale l’equazione serpente uguale male assoluto, come per esempio accade dalle nostre parti.

A volte basta anche uno sguardo alla bandiera nazionale: se vi trovate un’aquila, magari a due teste, ebbene quello è “l’uccello nero” di Ninurta, il figlio “guerriero di Enlil, la cui ombra si proietta, immutata ancora ai nostri giorni, su tutti noi.

Questa guerra latente, combattuta come sempre per mano e sangue altrui, il nostro (sarà mica un caso che Yhwh era un guerriero e che di guerra è intriso il Vecchio Testamento?), è sfociata in un conflitto aperto tra le due fazioni.

Enkiti e enliti

Un ultimo dettaglio, di grande importanza, anche se sempre ipotetica, è costituito dal fatto che l’atteggiamento di queste due fazioni rivali nei nostri confronti è sempre stato diametralmente opposto:

• se da un lato gli enkiti ci hanno sempre paragonato a dei “figli”, anche se chiaramente di rango inferiore, potremmo dire quasi dei “figli minori” e conseguentemente hanno cercato di prendersi cura di noi, di trasmetterci ampie porzioni delle loro conoscenze,

• gli enliti hanno dimostrato in ogni modo un certo distaccamento, in pratica trattandoci come bestie da soma, tranquillamente sacrificabili senza batter ciglio.

Purtroppo, l’evento catastrofico planetario menzionato sopra ha colpito molto più duramente le radici del potere enkita, lasciando conseguentemente ampi spazi negli ultimi millenni a quello enlita e consentendogli di dispiegare la propria strategia nel mondo, conquistando ampie aree d’influenza.

Un articolo tratto da:

wikipedia
misteridelpassato.wordpress.com
Articoli di Massimiliano Caranzano
http://www.latelanera.com
YOutube Progetto Adelfi

2 Comments

  1. Avatar
    🤗🙏🏳️‍🌈💞⛩️🗾🏯🇯🇵🇮🇹☀️🌙🕊️"Stolto il mondo è in fiamme, precipita negli Inferni e tu ridi?" Buddha nel Dhammapada. 🤗🙏🏳️‍🌈💞👍✌️
  2. Avatar
    Si avvicina alle teorie di Aleksandr Gel'evič Dugin senza avere la loro grandezza e senza spiegare i conflitti dell'epoca contemporanea (cosa che Dugin invece fa).

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