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Enrica Perucchietti: le misure liberticide del nuovo dpcm

Dpcm e lockdown: il ritorno alla vita virtuale.

Dai tempi della Grecia antica, culla della cultura occidentale, l’uomo era, secondo la definizione di Aristotele, un “animale sociale e politico”.

Con la pandemia, il lockdown e le nuove misure coercitive e liberticide basate sul biopotere e riconfermate oggi da Conte con l’ennesimo Dpcm, possiamo certificare, come già scrivevamo a marzo con l’avv. Luca D’Auria in Coronavirus. Il nemico invisibile, l’avvento di un nuovo paradigma, una nuova forma di essere umano, quello di “animale virtuale”.

Abbiamo assistito in breve tempo alla trasformazione radicale dell’uomo in un essere amorfo e impaurito, schiacciato sotto il peso di una politica orwelliana della paura, del sospetto, dell’isolamento, del distanziamento e della solitudine. A cui viene sottratto, proprio come in 1984, persino il tempo libero, i passatempi, ogni angolo di socialità che non siano virtuali e regolati dall’alto.

 

Il “nemico invisibile”: la nuova arma della tecnocrazia

Una modificazione così radicale e decisiva nella forma antropologico-culturale dei rapporti umani non è ovviamente “caduta dal cielo” sulla collettività ma è il risultato di un lavorìo lungo e profondo che si accompagna con il progredire della tecnica e con il trionfo di questa.

Ora è sotto gli occhi di tutti quello che scrivo da anni.

Le élite hanno deciso di abbracciare la teoria distopica del Great Reset, la digitalizzazione, l’amazonizzazione, l’automazione e il post-umano in tutte le sue accezioni.

La tecnocrazia attendeva solo l’occasione propizia per poter imporre un nuovo paradigma tecnologico che oggi, strumentalizzando l’emergenza sanitaria, intende privare l’essere umano della sua sfera sociale, isolandolo, tenendolo come un atomo solo, spaesato e solitario, spersonalizzato, disorientato.

Finora nessun nemico “invisibile” era riuscito a fare tanto. A creare un clima di panico e a distruggere la visione dell’uomo come animale politico e sociale che avevamo ereditato da Aristotele.

Controllo sociale attraverso la paura

coronavirus

Il nemico invisibile è riuscito a limitare le libertà fondamentali grazie a uno stato di paura che è diventato uno stato di eccezione permanente.

Dovremmo chiederci oggi, prima che sia tardi, cosa succederà quando rientrerà l’emergenza e se sarà possibile tornare alla vita di prima.

Perché la dottrina dello shock riesce a ottenere su vasta scala una forma di paralisi psicologica, spingendole ad accettare misure di restrizione della privacy e della libertà che fino al giorno prima sarebbero state impensabili.

Gli interrogativi sul presente e sul prossimo futuro sono tanti e tante devono essere anche le riflessioni per ripartire dopo la crisi avendo maturato delle considerazioni su quanto è avvenuto, su quanto potrebbe avvenire e su quello che è preferibile non si realizzi.

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Laureata con lode in Filosofia, è caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di sucesso, tra cui ricordiamo: Cyberuomo. Dall’intelligenza artificiale all’ibrido uomo-macchina; Dietro le quinte; Fake news; Governo Globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; Utero in affitto; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it Il suo blog è: enricaperucchietti.blog

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