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Enrica Perucchietti: mitologia bellica, pandemia e Grande Reset

La pandemia come “guerra”

Il riferimento nel titolo del libro Coronavirus. Il nemico invisibile a una minaccia invisibile era presente già nella prima edizione di questo saggio che era uscita in forma di instant book ai primi di marzo 2020: si prevedevano e si delineavano allora quegli stravolgimenti della nostra società che, in nome del biopotere e della biosicurezza, sono stati adottati nei mesi a venire.

Si notava anche come si volesse trasmettere l’idea che si fosse in guerra contro, appunto, un “nemico invisibile” e che la nuova situazione emergenziale richiedesse misure inaspettate, drastiche e liberticide.

Per limitare la circolazione del virus si è limitata la circolazione delle persone (si pensi al passaporto vaccinale), la loro privacy (il tracciamento tramite App) e le loro libertà (censura, lockdown e dpcm).

La nozione di guerra serve a legittimare lo stato di eccezione con le limitazioni della libertà di movimento, l’introduzione di un autoritarismo tecnologico-sanitario con la sua propaganda bellica, il suo terrorismo medico e la sua criminologia sanitaria.

Per sopravvivere, questa forma di dispotismo si alimenta di paura e si autosostiene grazie alla creazione di una mitologia bellica, con i suoi eroi (medici, infermieri, ecc.), i cattivi (gli untori, i negazionisti, i no mask), le spie (i delatori), i dissidenti (che vanno censurati o addirittura internati e curati), i salvatori della patria (i governi), persino con l’imposizione dell’ordine – solitamente militare – del “coprifuoco”.

Anche il professor Giulio Tarro, nel suo libro Covid. Il virus della paura, osservava che:

«l’aspetto più inquietante della prima fase dell’emergenza Covid-19 è stato il presentare quello che era un caso organizzativo come una guerra. […] E con la nascita del “nemico” si è scatenata anche la caccia alla “quinta colonna” di questo».

 

Verso una società post-umana

Come spiegato dal filosofo Giorgio Agamben, inoltre, i governi ricordano a spron battuto:

«che la guerra al virus segna l’inizio di una nuova epoca storica, nella quale nulla sarà come prima. E molti, fra coloro che si bendano gli occhi per non vedere la situazione di non libertà in cui sono caduti, la accettano proprio perché sono convinti, non senza una punta di orgoglio, di stare entrando […] in una nuova era»[1].

Si badi bene, non sarà certo una stagione utopistica come viene falsamente promesso alla popolazione ma un completo stravolgimento della società in una direzione post-umana.

Oltre la paura, senza libertà

Questo perché per mesi, terrorizzati e disorientati dalla paura, abbiamo deciso di cedere passivamente tutte le nostre libertà (financo quella di espressione) per abbandonarci docilmente nelle mani dell’autorità e per far salva la vita. Una vita sempre più digitalizzata, virtuale, isolata, che sta diventando una mera “nuda vita”, citando ancora Agamben, fatta di diffidenza, paura, ipocondria, isteria, distanziamento, isolamento, quarantena. I cittadini, infatti,

«sono disposti a sacrificare praticamente tutto, le condizioni normali di vita, i rapporti sociali, il lavoro, perfino le amicizie, gli affetti e le convinzioni religiose e politiche al pericolo di ammalarsi. La nuda vita – e la paura di perderla – non è qualcosa che unisce gli uomini, ma li acceca e separa»[2].

Questa nuova era, dove i governi mondiali ci stanno traghettando, è il Grande Reset.

 

Il Grande Reset

Il Grande Reset di cui si parla tanto in questi mesi, non prevede solo, come molti economisti pensano, un reset dell’economia mondiale, perché il crollo dell’economia industriale si pone come trampolino di lancio – un’opportunità appunto – per ben altri obiettivi che coinvolgeranno l’intera società.

Su questo il fondatore del World Economic Forum (WEF), l’ingegnere ed economista tedesco Klaus Schwab, è molto chiaro nel descrivere nel suo La quarta rivoluzione industriale uno stravolgimento globale della nostra società in una direzione post-umana che «combina diverse tecnologie, dando luogo a cambi di paradigma senza precedenti» in quanto il suo ambito di applicazione «include anche lo sviluppo simultaneo di tantissime innovazioni nei settori più disparati, dal sequenziamento del DNA alla nanotecnologia, dalle energie rinnovabili all’informatica quantistica».

L’Agenda del Grande Reset è composta da diversi punti cruciali che vengono analizzati nel dettaglio dallo stesso Schwab nelle sue opere e che possiamo riassumere in:

globalizzazione, decarbonizzazione, digitalizzazione, Intelligenza Artificiale e automazione (e conseguente “sostituzione del lavoro umano”[3]), moneta digitale, Internet delle Cose, identità digitale e biometrica per tutti, robotica avanzata, sharing economy, capitalismo della sorveglianza e in definitiva, il transumanesimo.

 

La pandemia come “opportunità”

In linea con il cosiddetto “capitalismo dei disastri” che si ispira alle teorie economiche di Milton Friedman e che sfrutta momenti di crisi e shock globali come “opportunità” per imporre le proprie “ricette economiche”, per il gruppo di Davos l’emergenza sanitaria è vista come un’occasione per spingere l’acceleratore della globalizzazione e avviare un processo di modernizzazione in apparenza “green” capace di ridurre il proprio impatto ecologico attraverso una digitalizzazione sia della catena produttiva sia di quella per la distribuzione di beni e servizi.

Tale processo, in realtà, al di là dei proclami buonisti e solo in apparenza utopistici, prevede la perdita di milioni di posti di lavoro attraverso l’automazione, l’implementazione di Intelligenza Artificiale e l’amazonizzazione della società.

Dietro la maschera dell’utopia e dell’ecologismo, ci troviamo dinanzi all’ennesima distopia elitaria portata avanti dai rappresentanti della tecnocrazia: quello che per molti è distopia per altri, coloro che detengono il potere, è invece un futuro verso cui librarsi ad ali spiegate, come novelli Icaro.

Solo che, trascinati sulle “ali” dell’entusiasmo tecnologico, rischiamo di sfracellarci tutti, legittimando la creazione di una società distopica, ipercontrollata e ipermeccanizzata, divisa in caste.

Spaventati e disorientati dall’emergenza sanitaria, il rischio è quello di legittimare la costituzione striciante di tecnodittatura globale, ipermeccanizzata: i cittadini di questo nuovo ordine sociale sarebbero cloni interscambiabili, individui soli e sradicati persino nella loro identità sessuale, creature amorfe, liquide e facilmente manovrabili dal potere, così straordinariamente simili ai personaggi immaginati dai romanzieri che hanno avuto il coraggio e la capacità di immaginare il futuro.

 

[1] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-guerra-e-la-pace

[2] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-chiarimenti

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Laureata con lode in Filosofia, è caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di sucesso, tra cui ricordiamo: Cyberuomo. Dall’intelligenza artificiale all’ibrido uomo-macchina; Dietro le quinte; Fake news; Governo Globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; Utero in affitto; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it Il suo blog è: enricaperucchietti.blog

1 Comment

  1. Avatar
    Credo di non aver ben compreso questo esposto riassuntivo... Cioè', per Lei, ed altri autorevoli personaggi, Esiste Questa "Pandemia"?! È Tutta una Sciarada, Finzione, Messa In Scena... Con "Finti Morti", "Finti Medici", "Finti Esperti Virologi", "Finti Personaggi"... Con Tutte le Autorità' "Compiacenti"...?! Ma scusate, con tutto il massimo rispetto, mettiamo, invece, che tale "Pandemia" sia Reale, come Quelle Storiche Del Passato... Si è' cercato di Superarle Senza Tutte Queste Assurde "Macchinazioni", "Speculazioni" di Sorta! Del resto, se ci si sente Malati non rimane che curarsi normalmente avendo fiducia della Sanità'... Senza "Masturbazioni Mentali"! Altrimenti non ti curi e crepi... Anyway, per quanto mi concerne, Penso Con La Mia Testa e Sono Veramente *LIBERO*!!! Saluti e Buona Fortuna!

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