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Erboristerie a rischio: il governo vuole mettere la parola fine… E la Federazione Erboristi lancia un appello

Erboristerie a rischio, appello della Federazione degli erboristi

Il governo Gentiloni vuole mettere la parola “fine” sulle erboristerie: è l’allarme lanciato dalla Federazione degli erboristi italiani e da Unerbe Confesercenti (che solo due anni fa chiedeva il riconoscimento professionale).

Mentre i cittadini sembrano “distratti” dalla protesta sui sacchetti biodegradabili, la Federazione Erboristi Italiani (che aderisce a Confcommercio) lancia un appello: tramite un decreto legislativo della presidenza del Consiglio dei ministri, che ha predisposto l’abrogazione della legge del 1931 sulla “Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali” − il testo che istituisce la figura professionale dell’erborista in Italia − sarebbero a rischio più di mille aziende di trasformazione e commercializzazione, oltre a cinquemila erboristerie.

Il decreto legislativo sulla “disciplina della coltivazione, della raccolta e della prima trasformazione delle piante officinali”, risulta attualmente in fase di “esame preliminare”, stando a quanto dice il sito ufficiale del governo italiano).

La legge del 1931 che regola l’attività di erboristi ed erboristerie in Italia rischia così di essere abrogata, mettendo a rischio l’intero settore erboristico, dopo ben 90 anni di storia, rendendo di fatto vana anche la laurea in Erboristeria.

Se passa il decreto, possibili danni per la salute pubblica

Il ricorso ai prodotti naturali è cresciuto nonostante la crisi negli ultimi anni, sebbene il settore soffra da lungo tempo una condizione di scarsa chiarezza normativa e di forti preconcetti, ora esplosi con questo decreto.

Il decreto è stato proposto all’esecutivo dal Ministero delle Politiche Agricole e prevede, all’articolo 8, l’abrogazione “totalmente e senza mezzi termini” della legge n. 99 del 1931. In questo modo la vendita, il consiglio, la miscelazione delle piante officinali e dei loro derivati, attività svolta finora dall’erborista, diventerebbe una pratica consentita a chiunque (da cui la deregulation), in mancanza della indispensabile conoscenza sul riconoscimento e sulla sicurezza delle piante officinali.

La FEI parla di “un atto che può avere gravi conseguenze sulla salute pubblica”, perché priva “della preparazione e delle competenze necessarie la manipolazione delle piante officinali” e vanifica “quel patrimonio di sapere unico che gli erboristi italiani da sempre rappresentano”.

La deregulation dell’erboristeria rischia pertanto di creare anche danni alla salute pubblica, consentendo a chiunque di improvvisarsi erborista, anche in mancanza delle conoscenze indispensabili per lavorare in sicurezza.

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di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: “NWO – New World Order“, “Utero in affitto” e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3

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Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, abbandona la carriera universitaria per diventare giornalista televisiva. Dopo numerose pubblicazioni su riviste digitali e cartacee, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura (Il Fattore Oz; Governo Globale; Libertà religiosa nello stato laico e nella società aperta, in AA. VV. Credere è reato?; L’ultimo Papa; I Maestri Invisibili del Nuovo Ordine Mondiale).

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