Come collegare i puntini distinguendo fatti da opinioni (1)

Fake news e censura: pretesto per oscurare i pensatori scomodi?

Orwell, 1984

«LA GUERRA È PACE,
LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
L’IGNORANZA È FORZA» .

(George Orwell, 1984)

Immagine tratta da archinect.com/news/article/55866680/project-1984-what-about-the-possibility-of-a-kynical-architecture

Questi sono i tre slogan che campeggiano stampati sulla facciata del palazzo di forma piramidale in cemento bianco  alto trecento metri in cui si trova la sede del Ministero della Verità orwelliano: è al suo interno, nell’Archivio, che lavora il protagonista del romanzo, Winston Smith.

Insieme alle sedi degli altri tre dipartimenti, Ministero della Verità, Ministero della Pace e Ministero dell’Amore, il Miniver svetta sui fabbricati adiacenti infondendo quella suggestione di terrore che emana da ogni angolo di Londra.

Controllo, informazione e propaganda

Il Miniver si occupa di produrre tutto ciò che riguarda l’informazione e la propaganda: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente non si occupa solo della fabbricazione di questo materiale, ma anche della sua rettifica, in un’opera capillare e costante di riscrizione.

Il Miniver, cioè, falsifica l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing.

Il Grande Fratello, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà”, ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo.

Nella società distopica immaginata da Orwell, il controllo è totale in quanto i colleghi di Winston si occupano di falsificare la storia seguendo l’adagio del Partito, «Chi controlla il passato […] controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato».

Falsificazione del passato

Il “controllo della realtà” e la falsificazione costante del passato servono a soggiogare il popolo tenendolo imprigionato in una forma di eterno presente: privo di memoria storica e senza più la capacità di usare la coscienza critica, l’uomo comune è costretto a crollare di fronte alla dissonanza cognitiva che viene indotta dal Grande Fratello, senza nemmeno accorgersi delle bugie a cui viene bombardato quotidianamente.

Dovrà quindi allinearsi completamente all’Ortodossia, accettare e credere qualunque menzogna come dogma, anche qualora si dica che 2+2 fa 5.

Venti di censura spirano sull’Europa

Oggi, in stato di emergenza, venti di censura spirano sull’Europa attizzando i roghi che i novelli tribunali dell’Inquisizione hanno acceso per perseguitare coloro che diffondono “fake news”. Venti che non risparmiano nessun Paese, nemmeno il nostro.

E anzi, proprio da noi si sta creando un clima di caccia alle streghe, con tanto di denuncia e tentativo di oscuramento di siti alternativi che non si allineano al pensiero unico. Tali venti di censura spirano per mantenere la “coesione sociale” che possiamo tradurre come il controllo del potere sull’opinione pubblica.

Un’opinione pubblica terrorizzata e disorientata per la paura del contagio.

L’istituzione della task force contro le fake news sta sollevando accese polemiche e continui confronti con il Miniver orwelliano.

Le voci critiche minate dalla censura

Da Nicola Porro a Gianluigi Paragone, da Diego Fusaro a Francesco Giubilei, sono sempre più numerose (ma ancora troppo poche) le voci critiche di giornalisti, pensatori e politici riguardo al rischio di assistere alla creazione di un Miniver orwelliano, come denunciavo già due anni fa in Fake news (Arianna Editrice). Già nel mio saggio denunciavo questo obiettivo mostrando i paralleli con 1984.

La battaglia mainstream contro le fake news, sfruttando l’attuale emergenza sanitaria, sta infatti portando alla costituzione di un moderno tribunale dell’Inquisizione e sembra riproporre una nuova forma di Maccartismo 2.0: si tratta cioè di una articolata caccia alla streghe che ha come obiettivo la repressione del dissenso.

Essa strumentalizza il dilagare di bufale sul web per portare all’approvazione di una censura della Rete e più in generale dell’informazione alternativa.

Non si capisce come si concretizzerà questo “contrasto” alle fake news ma è chiara la connotazione politica di questa unità speciale che non è stata pensata in maniera trasversale e che rischia in tal modo, di inficiare sul nascere l’imparzialità dell’attività di smascheramento delle cosiddette “fonti tossiche”.

L’informazione certificata

Questa task force, come tutte le iniziative simili che l’hanno preceduta e che seguiranno, ha come obiettivo non di garantire una informazione migliore, ma la creazione di un’informazione certificata accompagnata da un’attività censoria: solo le notizie con il bollino saranno considerate tali.

Tutte le altre potranno essere addirittura espulse dal web e con il pretesto delle fake news si potranno oscurare pagine social, siti e blog di pensatori scomodi, introducendo di fatto la censura.

Il rischio di legittimare un novello Ministero della Verità che vigili su cosa è vero e cosa no e che silenzi le opinioni “dissidenti” si fa concreto, così come il rischio che da ciò derivi l’introduzione strisciante di una forma di psicoreato orwelliano.

È proprio in questi momenti drammatici che non si deve avere paura di prendere posizione per denunciare una deriva autoritaria e censoria che può compromettere la libertà di opinione e di pensiero di tutti noi.

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Laureata con lode in Filosofia, è caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di sucesso, tra cui ricordiamo: Cyberuomo. Dall’intelligenza artificiale all’ibrido uomo-macchina; Dietro le quinte; Fake news; Governo Globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; Utero in affitto; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it Il suo blog è: enricaperucchietti.blog

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