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Fiabe per bambini: ecco perché anche i cattivi devono vivere felici e contenti

Buoni e cattivi nelle fiabe per bambini: guai a stare dalla parte sbagliata!

Le fiabe sono un “luogo”che ci abitua a schierarci, a prendere una posizione… come d’altronde capita in ogni contesto della vita…

I personaggi delle fiabe rappresentano, per lo più, degli archetipi, impersonano cioè delle caratteristiche umane che la nostra cultura ha la necessità di incasellare e giudicare, per poi mostrarci da che parte dobbiamo stare.

Un giorno giocavo con la mia nipotina che aveva allora 5 anni… Nel suo intento io dovevo impersonare, nel gioco che ci apprestavamo a cominciare, TUTTI  i cattivi (ora… va bene che sono anche attrice…ma vi figurate la fatica?) e lei i buoni (furba la piccoletta!)

Ho “provato” ad avanzare un timido “Tesoro, ma perché dobbiamo mettere tutti questi cattivi nel gioco?”.

Davanti a me un paio di occhioni sgranati, e la risposta è stata perentoria “Ma come zia, non lo sai? I cattivi servono per giocare… Se no i buoni come fanno a fare i buoni?” Già…se non ci fossero i cattivi…come farebbero i buoni a fare i buoni… E te lo deve dire una bambina di 5 anni, signora scrittrice di fiabe?

Capire i cattivi: Grimilde, la matrigna di Biancaneve

Siccome i cibi precotti e confezionati non mi sono mai piaciuti (e figuratevi i pensieri e le idee!!) oggi voglio provare a comprendere e a stare dalla parte di una… cattiva! Proprio così! Oggi sto dalla parte dell’arcigna matrigna di Biancaneve… La perfida Grimilde!

E voglio proprio capire: perché è diventata così cattiva!?

Nella tradizionale fiaba di Biancaneve, la protagonista impersona una giovinetta, non più bambina e che sta uscendo da quel periodo della vita in cui tutto è candido come la Bianca Neve (l’infanzia); invece Grimilde rappresenta un altro periodo della vita che una donna si trova ad attraversare.

Tutti sappiamo della “mania” di Grimilde di rivolgersi in modo compulsivo a uno specchio magico, al quale continua a chiedere se è ancora lei la più bella del reame… Perché Grimilde è stata, in gioventù, una donna molto bella, molto ammirata… ed ora la sua bellezza sta sfiorendo, nulla (nemmeno la magia di cui è maestra) può arrestare lo scorrere del tempo sul suo volto… Grimilde è ossessionata, infelice… forse talvolta disperata…

Accanto a sé vede fiorire una giovane donna verso la quale prova… invidia… Perché Grimilde è umana, perché Grimilde ha paura del tempo che passa, perché Grimilde si sta trasformando… 

Grimilde è ogni donna che scopre ogni settimana una ruga nuova sul proprio volto… Le si incupisce il cuore, e le diventano gli occhi lucidi… Grimilde è una donna che gira col ventaglio in borsa, perché quando la colgono le vampate ha la necessità di sventagliarsi…

Grimilde è una donna che ha paura di perdere l’uomo che ha accanto, perché ha paura che lui non riesca più a guardarla come la guardava prima…ha paura. Ha paura che l’uomo che ama non vorrà  accarezzare i suoi capelli che stanno diventando bianchi…o non vorrà sfiorare il suo corpo che si sta trasformando…sta cambiando…sta rallentando…si sta affaticando…

Non sempre lo sa dire, Grimilde, non sempre se lo sa dire…ma Grimilde sta entrando nel suo autunno…e le pare così presto! Avrebbe così tanta magia, ancora, da dispensare!! Eppure l’autunno è arrivato…e la natura non sbaglia, la natura è sovrana, questo Grimilde lo sa.

Ma per lei nessuna comprensione. Per lei nessuna pietà. È cattiva Grimilde, è la “strega cattiva”.

E vissero tutti felici e contenti… Anche Grimilde!

Forse perché la mia età mi porta a sentirmi molto più vicina a lei che a Biancaneve…forse (e soprattutto!) perché lo scopo di quello che scrivo non è mai giudicare, ma sempre capire… Io non me la sono sentita di lasciare questa donna da sola…e nella mia Biancaneve (una delle storie contenute in “7 grandi classici riscritti per te“) le ho offerto la comprensione e l’abbraccio di suo marito, il re.

In questa, che prevalentemente nella lettura classica sembra una storia fra donne, ho ritenuto giusto e corretto modificare un po’ le cose… Perché oggi è quello che io vorrei accadesse a tutte le Grimildi, a tutte le donne, quando diventeranno Grimilde. Il re, il suo re, l’abbraccia e le dice che  per lui è ancora la più bella del reame… la guarda con tenerezza e le sue braccia sono così forti e sicure che Grimilde, finalmente, può piangere. Piange e con questo pianto si scioglie tutto il suo dolore…pronto ad esser trasformato in accettazione, perché altro non si può fare.

Ecco la trasformazione alchemica! Ecco il senso di un vero rapporto d’Amore!

Questo voglio che i bambini imparino (e gli adulti ricordino…): esiste un amore che fa battere il cuore (quello della giovinezza, quello che si nutre della Bellezza) ed esiste un Amore che è stato così forte da accettare di modificarsi, plasmarsi, scorrere in mezzo alla Vita… e continuare ad accoglierla…

A tutti auguro un Amore così. La fiaba, come tutte le fiabe, ci lascia con una promessa…che deve esser vera, oppure la fiaba ci ha ingannato!

E vissero tutti felici e contenti…allora anche Grimilde deve ritrovare la sua felicità! Se no non è vero che vissero TUTTI felici e contenti…o qualcuno vuol assumersi la responsabilità di dire che le fiabe mentono? Ah…io no 😉

di Marina Iuele, insegnante elementare da 25 anni, attrice e regista teatrale. Da più di 10 anni ha intrapreso un cammino di crescita che l’ha portata a modificare via via anche il suo metodo di insegnamento, lasciando ampio spazio ad ogni forma di espressività pura e di manifestazione del sentimento. Cerca di aiutare i suoi allievi a mantenere la loro connessione con ogni livello del Sentire. Ha partecipato a differenti progetti, anche a livello europeo, per la diffusione di forme d’arte in interazione. Per Uno editori è autrice di “7 grandi classici riscritti per te“, “18 storie dall’India“, “21 Piccole storie zen” 

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Iuele Marina

Autore: Marina Iuele

Marina Iuele insegnante elementare da 25 anni, attrice e regista teatrale. Da più di 10 anni ha intrapreso un cammino di crescita che l'ha portata a modificare via via anche il suo metodo di insegnamento, lasciando ampio spazio ad ogni forma di espressività pura e di manifestazione del sentimento. Cerca di aiutare i suoi allievi a mantenere la loro connessione con ogni livello del Sentire. Ha partecipato a differenti progetti, anche a livello europeo, per la diffusione di forme d'arte in interazione (ad esempio ha realizzato uno spettacolo in lingua francese con alunni di scuola elementare).

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