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Figli adolescenti: le difficoltà di diventare adulti oggi

Figli adolescenti, questi (s)conosciuti

Quando si diventa genitori le attività si moltiplicano, i devo fare e devo andare diventano un mantra, e spesso, per riuscire a gestire tutto, bisogna adoperare dei super poteri (che nemmeno si credeva di avere).

In tutto questo tran tran i figli crescono, diventano “bimbi grandi”, iniziano le scuole medie e… tutto comincia a cambiare molto in fretta – troppo in fretta!

Con una velocità disarmante tuo figlio si trasforma, ti sembra di conoscerlo un po’ meno, diventa più distante e non ti dice più tutto, i suoi segreti li condivide con i coetanei e di colpo cominci a guardare con sospetto quello strano essere che gira per casa.

Ma chi è questa nuova strana creatura?

È
Un
Adolescente.

 

Un mondo di emozioni

Dal latino adolescentia, «crescere».

L’adolescenza è quel momento dell’età evolutiva in cui l’individuo transita dallo stato infantile a quello dell’adulto. Non è un momento facile: gli adolescenti si affacciano al mondo dei grandi con l’unica consapevolezza “di non voler più essere bambini”, senza ancora sapere cosa vuol dire essere adulti.

È il momento in cui le amicizie e i rapporti sociali diventano il perno attorno a cui ruota ogni aspetto della vita: essere accettati dagli altri è vitale, e non esserlo vuol dire profonda solitudine, sofferenza, senso di inadeguatezza.

Questa transizione è celebrata dalla notte dei tempi in ogni cultura; i riti di passaggio sono propri di molte società tribali: l’intera comunità celebra il giovane uomo e la giovane donna, li riconosce come individui e li accompagna in questa significativa fase di transizione.

Questo porta ad una serie di domande.

 In che modo la nostra società supporta l’adolescente? Come dimostra loro il suo sostegno?

Cosa vuol dire essere adolescenti oggi, in questo mondo governato dai rapporti virtuali?
Cosa vuol dire essere adolescenti oggi, in questo mondo senza punti di riferimento?
Cosa vuol dire essere adolescenti oggi, in questo mondo in cui apparire – più che essere – sembra più importante. 
Cosa vuol dire essere adolescenti oggi, in questo mondo di “anoressia dei valori e bulimia dei consumi1?

 

Essere adolescenti oggi: la shit syndrome

 

Come riportato dall’autore Andrea Bizzocchi2 è ormai stata identificata una nuova epidemia dilagante: quella che viene definita la shit syndrome, ossia “ la sensazione cioè che la propria vita non valga nulla e non abbia un senso e che produce negli adolescenti una sorta di resa progressiva che lo portano a «sedentarietà, passività, stasi psicologica, alimentazione con cibi junk e iperdolcificati, droghe e così via».

Secondo l’ultimo studio dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza tra il 2015 e il 2017 sono quasi raddoppiati i tentativi di suicidio da parte degli adolescenti, passando dal 3,3% al 5,9% rispettivamente. Per 6 adolescenti su 100 che si tolgono o provano a  togliersi la vita (un numero già di per sé enorme), ce ne sono altri 50 che stanno male, che sono tristi o depressi o che semplicemente non riescono a dare un senso alla loro vita.

Il ragazzo può cadere in un abisso in cui si sente inutile, impotente, talvolta tormentato da sensi di colpa, vergogna o disperazione.

L’adolescente e le famiglie di origine

Come accennato all’inizio dell’articolo, queste difficoltà psicologiche si inseriscono spesso in un contesto di distanza e silenzio con i genitori, che “non capiscono” “non ascoltano” e “rompono“.

Le interazioni tra genitori e figli risultano sempre più problematiche e si rischia di trascurare alcuni importanti sintomi di disagio. I genitori, nel caso sentano che ci sia qualcosa che non vada, non devono avere paura di chiedere aiuto agli esperti, di confrontarsi con altri genitori o educatori.

Il rapporto con i pari sarà sempre fondamentale in questa fase della crescita, ma non bisogna dimenticare che gli adolescenti hanno bisogno più che mai dei loro genitori: siate figure solide e disponibili al dialogo perché quando vostro figlio avrà bisogno saprà che siete lì ad aspettarlo.

 

1 cit. Enrica Perucchietti
2 Qui l’articolo completo

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