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Fuoco divino e linea del Drago: Notre Dame, Sacra di San Michele e Rama

Fuoco alchemico e divino 

Parlerò oggi di Fuoco alchemico.

Riflettevo stamattina, a caldo, sul rogo di Parigi.

È molto molto difficile capire il significato simbolico-spirituale di questo evento.

Personalmente, sento che in parte si è trattato di un qualche risveglio del “drago di Terra” che, col suo alito, incendia quel che trova sopra di sé in superficie: in questo caso, la magnifica struttura alchemica di Notre Dame, un libro di pietra legno vetro che “casualmente” si trova nel luogo di affioramento di una linea sincronica (chiamata anche dai druidi antichi “Linea del Drago”). Per ricordarci di Lui (o meglio: di Lei, della Dea Madre). E ristabilire il ponte di connessione Femminino sacro/Divino maschile. Chissà.

Si è insomma trattato a livello simbolico, energetico, esoterico – a mio modo di sentire e di “vedere” – di un Fuoco sacro alchemico, esploso proprio al centro di uno dei simboli dell’Alchimia medievale: Notre Dame de Paris. Questa la prima cosa, a caldo, che mi son sentito di sentire. E raccontare.

Le cattedrali gotiche e la geografia Sacra

Prima di passare al Mistero che in realtà si cela dietro questo fatto apparentemente “normale”, un banale incendio causato da corto circuito; prima di provare a dare delle suggestioni simbolico-archetipiche, sperando che qualcuno possa intuire il reale Significato di questo fatto doloroso, emotivamente destabilizzante, profondamente toccante (stiamo comunque parlando della parziale distruzione di uno dei più importanti luoghi esoterici e spirituali, un simbolo vivente, della nostra cultura occidentale)

vorrei riassumere quello che penso delle cattedrali gotiche (dopo anni di studi e amore e ricerche):

 

  • Sorgevano in luoghi di Geografia Sacra, nella congiunzione di “linee del Drago”, come le chiamavano gli antichi druidi, o “linee sincroniche”.
  • Rappresentavano (sembra) in Terra costellazioni (ad esempio quella della Vergine, la Dea Madre – si perdoni l’ossimoro Vergine-Madre, ma questo è).
  • Racchiudevano al loro interno l’antica sapienza misterica occidentale, ereditata dagli “alchimisti” medievali e messa in opera dalle corporazioni di scalpellini, falegnami, vetrai, cavapietre, scultori, vetrai…: maestranze “iniziatiche” e competenze nella lavorazione dei materiali che ormai da secoli abbiamo perso (in questa epoca decadente da “fine impero” in cui stiamo perdendo completamente il contatto vivente con la materia e i mestieri reali).
  • Soprattutto, i bassorilievi e le immagini erano dei veri e propri “libri di pietra”, in cui venivano trasmessi – per gli iniziati a cui via via era fornita la Chiave interpretativa – il simbolismo esoterico, le leggi del cosmo e dell’uomo, e così via.
  • In definitiva, erano luoghi di “arte oggettiva” in cui fare veri e propri “bagni di Luce”, “lavaggi energetici” diremmo oggi, e ricevere iniziazioni di massa.
  • Erano commissionate e concepite – sostanzialmente – dai Templari, l’organizzazione iniziatica che cercò in due secoli di innalzare il livello spirituale europeo intervenendo su più livelli: artistico-letterario (facendo nascere le saghe del graal), architettonico (facendo costruire le cattedrali gotiche), economico (facendo nascere il sistema economico moderno), iniziatico-esoterico (di cui sappiamo ben poco).

Facciamo ora qualche passo indietro per cercare di comprendere il complessissimo simbolismo archetipico che si cela dietro l’importante evento del rogo di Parigi.

Procederò come sempre per tappe illogiche e irrazionali, apparentemente prive di nesso logico. Insomma, a modo mio, celtico-druidico, immaginifico, seguendo la Strada che amo di più: quella della Sincronicità, delle Coincidenze significative.

Il Fuoco di Ra, Ram, Rama: Alchimia e Terra d’Egitto

Il termine “Alchimia” sembra che derivi dall’antico nome della “terra d’Egitto”.

L’altro giorno, assistendo al bellissimo concerto con mantra indiani (qui a Spazio Uno | Torino) dell’artista e ricercatrice spirituale Thea, mi ha colpito tantissimo una cosa: l’associare il Ram indù (suono che già sapevo, secondo la spiritualità antica dell’India, essere connesso al Terzo chakra e al Fuoco divino) al “dio Sole Ra” egizio, e alla dinastia dei faraoni suoi devoti che da Lui prendevano nome: Ramesse, Ramsete, ecc.

Da anni in Valsusa cerco di ricostruire i tasselli di un puzzle mitologico archeologico spirituale interessantissimo, che mette insieme soprattutto la linea di San Michele, e la sua Sacra, con la mitica, leggendaria città di Rama, “l’Atlantide della Valsusa” come amo definirla.

Si tratta di leggende che parlano di una civiltà-città antidiluviana di maghi giganti devoti del Dio solare, a cui avrebbero dedicato numerosi Dischi e Ruote sacre (chakra) di pietra (da me effettivamente ritrovate).

Come ricorda il mito di Fetonte[1], il luogo in cui fondare la città di Rama, megalitica, ciclopica, sarebbe stato indicato “dall’alto” con la caduta di un meteorite nella notte dei tempi, nel punto in cui si incrociano il fiume della Valsusa, la Dora Riparia, e il fiume del principe egizio Eridano, il Po (Eridano è l’antico nome del Po).

Ora, la scorsa settimana sono andato a cercare nell’attuale Torino quel punto esatto (la confluenza dei due fiumi), dove nacque nella notte dei tempi Rama – e poi Torino. Ebbene: un luogo stupendo, un parco comunale, alcuni massi di pietra affioranti dall’acqua e… incredibilmente, si fa per dire, lo scoglio che si trova esattamente nell’angolo interno di congiunzione dei due fiumi ha disegnato sopra, in vernice “moderna”, l’occhio di Horus (poi associato all‘Occhio di Ra).

Qualcun altro dunque conosce bene e tiene in considerazione quel punto esatto…

Certo, che Torino abbia leggendarie origini egizie, quasi tutti lo sanno. E non è un caso che qui si trovi il secondo museo egizio del mondo (dopo il Cairo). Torino è “famosa”, non a caso, per due aspetti: il museo egizio – appunto – e per esser la città della magia.

 

Fuoco a Notre Dame, fuoco alla Sacra di San Michele

Sento innanzitutto, come detto, che si è trattato di una sorta di “Fuoco alchemico” (Fulcanelli ne saprebbe qualcosa…).

Ora, quello che vorrei scrivere oggi però è questo (di Torino magica, egizia, e di Rama parlerò in prossimi articoli, diffusamente): in antichità in Valle passava una linea energetica del Drago, o linea sincronica, connessa a Parigi.

Lo scorso anno prese fuoco il tetto della Sacra di San Michele (dove, come abbiamo più volte ricordato, son inseriti evidenti simboli esoterici dell’alchimia medievale, e dove il Drago di Michele è – diciamo così – “l’animale totemico” del luogo).

L’incendio del tetto della Sacra avveniva nel periodo della festa celtica della dea Brigid: Imbolc. Ora, nel Tempio dell’Alchimia medievale, Parigi, nei giorni della Passione e poi Resurrezione del Cristo (ma io direi: nei giorni del “sacro Graal”, che secondo tradizione esoterica si celebra il Venerdì Santo), prende fuoco il tetto di “Nostra signora”, Notre Dame.

 

Notre Dame: “Nostra Signora”

Questo nome fu “inventato” dal fondatore dei Templari, quel San Bernardo da Chiaravalle che da bambino, in un’esperienza mistica, pregando inginocchiato dinanzi alla statua in legno di una Vergine nera, chiese un “segno” del suo futuro cammino spirituale: dal seno della Dea stillarono alcune gocce di latte.

San Bernardo consacrò allora la sua vita alla “Gran Madre”, Notre Dame, e organizzò poi da adulto – anzi: poco più che ventenne – il movimento spirituale più importante, qui in Occidente, degli ultimi duemila anni: i cavalieri del Tempio, o Templari.

Eressero cattedrali gotiche nei luoghi di Geografia Sacra più importanti della Francia e d’Europa. Stiamo parlando delle congiunzioni delle linee del Drago. Luoghi di potere, dove le “vene calde” della Dea – Brigid, Madre Terra, Nostra signora che tutto è e ci nutre e ci sostiene – affiorano in superficie grondanti di calore e potere spirituale. Fuoco alchemico che talvolta esplode e incendia realmente, visibilmente, ricordandoci di lei e del suo Sacro Fuoco di Vita. Ricordandoci del potere antico, mai assopito, del Drago.

I devoti cercatori del Graal, i Cavalieri di Artù Pendragon, in questi giorni del Sacro Calice, forse comprenderanno cose che a noi comuni mortali sfuggono completamente.

Simbolismi ancestrali. Archetipi universali.

Comprensioni profonde del Senso spirituale di quello che è avvenuto la scorsa notte a Parigi.

 

Il bosco, il tetto di Notre Dame

Voglio infine ricordare una cosa che mi ha colpito molto: il tetto di Notre Dame de Paris era chiamato “il bosco”, per via di antichissime travi di legno misteriosamente incastonate dai costruttori (e maghi-alchimisti) medievali a reggere il tutto, ora incendiate e distrutte. Perdute per sempre.

Chiudo pertanto con le parole del fondatore dei Cavalieri Templari (e del Graal), quel San Bernardo da Chiaravalle che fu druida devoto a “Notre Dame”…

“Troverai più nei boschi che nei libri.
Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose
che nessun maestro ti dirà.”

 

[1] È peraltro questa la chiave di lettura di Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro, autori dei libri Rama vive e Rama Antica Città Celtica.

 

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Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

4 Comments

  1. Salve. Ho letto con interesse l'articolo di Andrea Cogerino e non posso che essere d'accordo. Anche in virtù del fatto che il medesimo ragionamento è stato riportato in un articolo sul mio sito, a questo indirizzo https://traterraecielo.live/2019/04/16/il-fuoco-non-solo-brucia-ma-purifica/ Anche qui, casualmente, si tratta di sincronicità… Buona Pasqua
  2. Quindi vorreste dire che chi ha costruito Notre Dame in quel punto esatto, sapeva nonostante tutto che la natura avrebbe potuto causare tali danni?
  3. Perchè qualcuno che comprende la presenza e gli insegnamenti nel dio- dea vivente ovunque voglia poi costruire tutte queste grandi cattedrali è qualcosa che sfugge ad ogni logica di coerenza e conseguenzialità,d'altronde molto dell'agire umano è stato in contraddizione col Flusso divino e con la Sua normale espressione nell'Universalità...nell'ansiosa brama di usare o possedere ciò che invece si può solo essere o manifestare ..Quando la pochezza si ammanta di grandiosità la catastrofe ne è la naturale conseguenza.Il tempio è dentro e tu sei il tempio ha detto il Maestro il tempio è ovunque ha detto la Dea....ma l'abitudine, il disco rotto di quell'abitudine che rifiuta la perfezione della semplicità nella nostra tanto decantata cultura occidentale continua e continua...Il colosseo è rudere e così le grandi opere di tutti i tempi e ancora manca una civiltà che si compenetri nella natura in modo armonioso evoluto e rispettoso...speriamo a breve il lieto evento!
  4. Certo il valore alchemico della cattedrale di Notre Dame de Paris è indiscutibile... non può essere stato frutto del puro caso l'incendio che vi si è sprigionato e che ha distrutto il tetto, "il bosco". E' un segno dei tempi. Un segno da non sottovalutare per chi comprende appieno l'alchimia e un certo simbolismo esoterico.

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