purificazione del tempio

Gesù e la purificazione del tempio: cosa accadde realmente?

La purificazione del Tempio

La cosiddetta purificazione del Tempio, che trova d’accordo l’intero panorama canonico, cosa fu realmente?

Anche in questo caso, così come per il battesimo del Gesù storico, dovremmo contestualizzare l’evento descritto da tutt’e quattro i canonici.

Contestualizzare l’evento è necessario per appurare se, con un certo grado di probabilità (e non di certezza), gli eventi avvenuti al Tempio possano essere considerati come:

• pura invenzione
• un tentativo alterazione del testo
• o completamente genuini.

Ma è necessario un piccolo passo indietro.

Gesù entra a Gerusalemme

Se diamo fede ai sinottici, Gesù pare entrare trionfalmente a Gerusalemme, addirittura accolto come un vero e proprio Messia. Matteo mette anche il carico da dodici, associando l’entrata trionfale di Gesù con la profezia del profeta Zaccaria e la sua descrizione della figura regale (Zc 9, 9.10; cfr. Mt 21, 6-7).

Visti gli eventi successivi, possiamo anche non credere alla smodatezza descritta dai sinottici e di questa folla festante pronta ad accogliere Gesù in un modo tanto sfarzoso. I Romani in primis si sarebbero allertati tanto da provvedere alla dispersione della folla se non addirittura all’arresto del presunto Messia che come tale si era presentato oramai in maniera esplicita (Lc 19, 39-40).

Assodata la troppa pomposità sinottica, il dato certamente interessante è che i testi identificano Gesù come il Messia atteso dell’Antico testamento.

Ciò non significa che Gesù stesse realmente adempiendo a chissà quale profezia (leviamo qualsiasi dubbio teologico in merito: l’analisi che si sta facendo è di tutt’altra natura), ma è doveroso il riconoscimento di Gesù come figura messianica regale che, secondo la tradizione ebraica del tempo, aveva come unico scopo quello di debellare la minaccia straniera e restituire a Israele e Yahweh la loro terra.

Cosa successe al tempio

Fatta una tale premessa, e riconosciuta quindi la probabile figura messianica regale del possibile Gesù storico, bisogna ora chiedersi quale fosse il significato della cosiddetta “purificazione del Tempio”. Senza voler citare tutti i canonici, si prenderà in esame il Vangelo più antico e da qui analizzare la serie di eventi descritti:

«Entrato nel tempio, incominciò a scacciare coloro che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi, e non permetteva che alcuno trasportasse oggetti attraverso il tempio. Poi cominciò ad istruirli dicendo loro: “Non sta scritto: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni? Voi, invece, ne avete fatto una spelonca di briganti”. Udito ciò, i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano come farlo perire. Infatti ne avevano paura, perché tutto il popolo era stupito per il suo insegnamento. Quando si fece sera, essi uscirono fuori dalla città». (Mc 14, 12-16; cfr. Mt 26, 17-19; Lc 22, 7-13)

 

I vangeli: le concordanze tra i racconti

Secondo quella che è la concordanza evangelica:

  • Gesù entrò da solo nel tempio;
  • Rovesciò da solo i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi, scacciando i mercanti;
  • Impedì, sempre da solo, che nessuno trasportasse le merci destinate al Tempio;
  • Inveendo, sempre da solo, suscitò pensieri contrastanti (omicidi e di timore) nella casta sacerdotale che presiedeva il posto, ma senza che questi prendessero provvedimenti sul momento;
  • Come se nulla fosse accaduto, Gesù lasciò tranquillamente la città per poi ritornarvi nei giorni successivi ad insegnare come se nulla fosse accaduto;

 

I 2 aspetti storici ignorati…

Va da sé che una tale proposizione dei fatti ignora, volutamente o meno, tutto il contesto storico in cui si vuole inserire una tale vicenda.

Ma vi sono due elementi di estremo interesse che i Vangeli tendono ad ignorare:

  1. Vista la prossimità della Pasqua, Gerusalemme e il Tempio erano visitati da centinaia di migliaia di pellegrini;
  2. I problemi di ordine pubblico costanti, sia per la Pasqua che per l’esistenza di frange zelote nella città, costringevano i Romani a presidiare costantemente i punti nevralgici di Gerusalemme. Fra questi vi era lo stesso Tempio, sorvegliato giorno e notte con la presenza della Torre Antonia a ridosso del lato settentrionale e che si affacciava sul cortile dove Gesù consumò la sua purificazione. Durante la Pasqua, inoltre, il prefetto romano in persona (Ponzio Pilato) era di stanza alla fortezza;

Alla luce di tali fatti, come potrebbe apparire il tentativo di presa del Tempio?

 

Reinterpretazione alla luce del contesto storico

Possiamo avanzare un’ipotesi tentando una massiccia contestualizzazione:

  1. Gesù arrivò con forze sufficienti nel Tempio facendo occupare fin da subito ai suoi uomini tutte le entrate e impedendo quindi il trasporto delle merci destinate ai sacrifici.

Assieme ai suoi, con un chiaro atto sovversivo, rovesciò tutti i banconi dei cambiavalute e dei venditori di colombi, mentre altri suoi uomini iniziarono a cacciare i mercanti dal Tempio e reclamare la sacralità del luogo.

2. Gli scribi e farisei collaborazionisti, con i Sadducei in testa, non poterono certo tollerare un tale gesto di sfida facendo avanzare le loro guardie.

3. I Romani, che presiedevano costantemente l’Antonia, avevano visto tutto, ed erano pronti a soffocare quel principio di ribellione. Le forze in campo si erano delineate: da una parte le guardie del Tempio comandate dai sacerdoti, appoggiati dalle forze militari romane; dall’altra Gesù con i suoi discepoli e chi fino a quel momento appoggiava la sua causa.

Lo scontro fu, per forza di cose, inevitabile, e cessò con una sconfitta netta di Gesù e dei suoi uomini.

Gesù, il Messia contro la casta

Se partiamo dall’ipotesi di una censura volontaria dei Vangeli su presunti atti sovversivi di Gesù e i suoi, allora risulteranno chiare le ragioni che hanno spinto i redattori dei sinottici ad anteporre la tentata presa del Tempio alla predicazione di Gesù a Gerusalemme.

E giustifica ancora di più la scelta del tutto arbitraria da parte di Giovanni di anticipare la purificazione descrivendolo come il primo, vero atto pubblico dell’esercizio di rabbi messianista di Gesù sconfessando addirittura i sinottici da un punto di vista cronologico.

Continuando a sottolineare la descrizione – del tutto ipotetica – degli eventi, facile credere, invece, che, nei giorni precedenti gli eventi nel Tempio, il Nazareno abbia compiuto forti atti di guarigione/proselitismo, esacerbando gli animi contro la casta sacerdotale, facendosi riconoscere come Messia regale con la questione del tributo (negandone il pagamento e rivendicando “ciò che era di Dio”, e cioè la sua terra illecitamente occupata) e che solo dopo quei giorni vi sia stato l’acme della sua azione messianica con la cacciata dei mercanti dal Tempio con la logica conseguenza del suo arresto per quel tentato atto di sobillazione popolare.

 

Esposito Francesco

Autore: Francesco Esposito

Esposito Francesco, Lamezia Terme (cz) classe 1986, si laurea in Scienze Filosofiche con una tesi magistrale sul De Cultu Feminarum di Tertulliano e la figura femminile nel cristianesimo patristico e nella società romana. Studioso di cristianesimo primitivo e pre-conciliare, dal 2013 cura una rubrica di approfondimento sui testi biblici assieme all’autore Mauro Biglino intitolata “Racconti dall’Antico Testamento”.

2 Comments

  1. Avatar
    Vi sono anche critici del NT che considerano tutta la vicenda come pura invenzione. Si dovrebbe spiegare innanzitutto per quale motivo i Sinottici collocano l'incidente alla fine della carriera di Gesù ed il Vangelo di Giovanni all'inizio. Se avesse ragione Giovanni, allora il ribelle sarebbe stato arrestato e mai più rilasciato e dunque addio epopea salvifica per le strade ed i borghi della Palestina. Almeno in questo dettaglio i Sinottici sono più attendibili. Ma tutta la vicenda ha l'aria di essere una elaborazione midrashica di materiale vetero-testamentario

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