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Giza e le sfere: la geometria degli egizi

Le informazioni nascoste nelle piramidi

Le grandi piramidi egizie nascondono delle informazioni matematiche, cosa fino ad oggi negata dalla maggior parte dell’egittologia ufficiale, ma sempre più evidente.

Sono assolutamente convinto che gli Egizi volessero tramandare ai posteri, in maniera perenne e indelebile, i concetti di base della geometria e della matematica da loro conosciute e che facevano parte integrante della loro “conoscenza segreta”.

In questo scritto sostengo l’ipotesi secondo cui le misure delle tre grandi piramidi di Giza, rivelano, oltre a molte altre cose, che gli Egizi durante la IVª dinastia sapevano calcolare la circonferenza, il volume e la superficie della sfera, ben 2000 anni prima dei Greci.

Una conoscenza che per ragioni sconosciute fu dimenticata per millenni [1]

Il cubito reale e misura delle piramidi

L’unità di misura di base delle grandi opere egizie è il Cubito Reale che equivale a cm 52,36[2]. Questo valore è ormai comunemente accettato da tutta la comunità internazionale dei ricercatori del settore.

Molto rovinate dallo scorrere del tempo (tempeste di sabbia, piogge, terremoti, devastazioni), le piramidi hanno perduto quasi completamente i loro spigoli che sarebbero serviti per una verifica puntuale delle loro misure.

Ricomporre le loro misure iniziali, non è semplice, ma attraverso tutta una serie di controlli incrociati e di ipotesi basate su riscontri reali, si è arrivati ad avere delle quasi certezze.

Ciò che mi preme è dimostrare che gli antichi Egizi hanno lasciato scolpite nelle pietre delle loro meravigliose opere, gli indizi che ci conducono inesorabilmente a concludere che essi possedevano una conoscenza approfondita di molti concetti geometrici e matematici.

Una di queste capacità consisteva nel saper calcolare le dimensioni di una sfera.

Gli egizi e la misura delle sfere…

Gli Egizi sapevano calcolare il volume della sfera. Lo possiamo dedurre analizzando le misure che con cui le piramidi furono realizzate. Anche da questo punto di vista, esse sono una vera miniera di informazioni. Attraverso di esse gli Egizi mostrano la loro grande sapienza, anche se molti continuano a non volersene accorgere.

Ecco il ragionamento che rivela il meraviglioso segreto contenuto nelle 3 piramidi.

Per dimostrarlo, dobbiamo prendere in considerazione le misure di 3 piramidi (+1): Cheope, Khephren, Micerino (Djedefra)

1° corrispondenza: Cheope | Cheope

L’egittologo inglese John Edgar scoprì una corrispondenza sorprendente: il perimetro di base della Grande Piramide (Cheope), equivale a una circonferenza che abbia come raggio l’altezza della piramide stessa – con uno scarto dello 0,05%!

Perimetro piramide:  lato di m 230,38 x 4 = 921,52 m
Circonferenza: C = 2 π r  = 2 • 3,1416 • 146,60 = 921,11 (scarto 0,05%)

la circonferenza con raggio uguale all’altezza della Piramide di Cheope
ha una lunghezza uguale al perimetro di base della piramide di Cheope

2° corrispondenza: Khefren | Micerino

Ora proseguiamo, considerando le altezze delle tre piramidi di Giza, come altrettanti raggi di tre sfere virtuali, ecco le altre corrispondenze:

Khefren: il volume della sfera[3] con raggio uguale alla sua altezza è uguale 
al volume di un cubo (con il lato uguale a quello della base di Cheope)

3° corrispondenza: Micerino | Cheope

Micerino: la superficie della sfera con raggio uguale alla sua altezza ha
la stessa superficie della base della Grande Piramide

 

Come potevano saperlo gli egizi?

Per ora non si è mai trovato un papiro o un testo che spieghi come gli antichi Egizi calcolassero la superficie o il volume di una sfera. Speriamo che un giorno compaia.

Ma allora come facciamo a dedurre che conoscessero il procedimento?

In primis, la formula per calcolare le dimensioni della sfera, è dovuta ad Archimede che, onestamente, riconobbe di averla imparata in Egitto.

Inoltre le dimostrazioni appena descritte, mostrano, oltre ogni ragionevole dubbio, che non si può trattare di un “caso”, vista la quantità e la precisione delle corrispondenze, ma di una precisa volontà di trasmettere un sapere anche se in modo “coperto”, cioè in modo non “palese” come noi concepiamo al giorno d’oggi la trasmissione di conoscenza.

Il fatto che su tre piramidi vicine geograficamente, storicamente, artisticamente e costruttivamente si possano incrociare questi dati, non può in nessun modo essere casuale [5]

 

[1] Per una ragione di correttezza tengo a dire che una buona parte delle dimostrazioni qui riportate, sono liberamente tratte dagli studi del ricercatore canadese François Poisson che ringrazio.
[2] La lunghezza del Cubito Reale (CR) è in strettissima relazione con il numero aureo e il Pi Greco. Infatti il CR = π/6
[3] Ricordo che il volume di una sfera è = (4 • π  • r3 ) / 3
[4] La superficie di una sfera è = 4 • π  • r
[5] Si tratta di una “ reductio ad absurdum”cioè una dimostrazione per assurdo, dove l’assurdità consiste nel non voler vedere queste evidenti corrispondenze geometrico – matematiche.

Fiorini Marco Virginio

Autore: Marco Virginio Fiorini

Marco Virginio Fiorini (Torino, 1949) è un esperto di geometria sacra e da anni si dedica alla ricerca dei principi architettonici e geometrici che hanno guidato gli architetti del passato. Laureato con lode in architettura a To­rino, per oltre 40 anni esercita la professione di architetto in Italia e all’estero operando nel settore dei grandi edifici commerciali, acquisendo una notevole esperienza nella progettazione e nella direzione lavori di grandi opere. Fin da bambino è stato animato da una grande passione per l’Egitto e in particolare per il sito di Giza. Nel 2012 pubblica “Nel cantiere della Grande Piramide – Gli architetti egizi svelati”, nel quale fornisce una soluzione convincente e concreta per la costruzione delle piramidi. Il libro viene tradotto in francese e in inglese. La ricerca continua e le nuove scoperte sono state raccolte nel 2016 nella pubblicazione “L’Armonia Universale. Scoperte nelle piramidi le meraviglie Maat” nel quale vengono indagate nuove ipotesi sulle ragioni che spinsero gli Egizi a realizzare il più straordinario e famoso complesso pi­ramidale della storia. La geometria è quindi sempre presente nelle sue ricerche, anche oltre la civiltà egizia. L’autore è da sempre affascinato dalla straordinaria capacità di rappresentazione grafica di grandi architetti del passato tra i quali Brunelleschi, Leon Battista Alberti e naturalmente dal grandissimo Leonardo da Vinci. L’opera che lo attira in modo particolare è l’Uomo Vitruviano che unisce in sé arte, geometria e mistero. Continua la sua attività di ricercatore e di scrittore (libri e articoli) e viaggia tenendo conferenze in Italia, Francia e Svizzera.

1 Comment

  1. Avatar
    Molto interessante! Quante cose saranno scoperte sulla misteriosa civiltà degli antichi egizi... le loro conoscenze segrete vanno ben oltre ogni conoscenza odierna. Col tempo si arriverà a capire forse tutto, o quasi.

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