Glossario di Mauro Biglino

Questo Glossario di Mauro Biglino rappresenta una estrema sintesi dei contenuti cui i vari termini rimandano; ha uno scopo esclusivamente funzionale, finalizzato ad una rapida consultazione e come tale va utilizzato: l’analisi completa, con la relativa documentazione, si trova nei libri dell’autore.

NB. TSA indica Termine Sumero-Accadico

Caro Lettore, non trovi la spiegazione del termine che ti interessa? Vuoi approfondire un argomento? Scrivilo nei commenti, proveremo ad accontentarti!

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A Glossario di Mauro Biglino

Abele Secondo figlio di Adamo ed Eva.
Abramo Patriarca biblico della stirpe abramitica. Discendente di Ever, il leggendario antenato di tutti gli ebrei. Figlio di Terah e padre di Isacco. Nato probabilmente nel 2123 a.C. a Ur o a Nippur. Un essere umano che ebbe contatti in prima persona con Yahweh e i suoi malakìm. La sua carriera militare al servizio dell’Elohim lo porta a recarsi prima a Canaan, con un esercito di cavalieri, e poi in Egitto. Abramo è presente durante l’episodio di Sodoma e Gomorra ed è lui che cerca di salvare le città, e chiede a Yahweh di risparmiarle nel nome dei “Giusti” che le abitano.
Adam “Quello della terra”. Adamu in accadico diviene Atamu e le sue prerogative (il padre dei viventi) lo fanno corrispondere, secondo alcuni, addirittura all’Atum degli Egizi. Per i Sabeo-Fenici Adam significava “servo”. Per gli Assiri il termine Udmu identificava il genere umano.

Ibrido creato in laboratorio dagli Elohim per migliorare una specie di ominide già esistente sulla Terra e trasformarla in una razza di lavoratori. È stato creato combinando, grazie all’ingegneria genetica, la cellula uovo di ominide (Homo Erectus o Habilis) e il DNA Elohim. Il termine significa probabilmente  “quello della Adamah” (la “terra”), il “terrestre”. Creare l’Adam è una scelta dettata dalla necessità di produrre un lavoratore che operasse per loro. Probabilmente, data la modalità con cui successivamente Eva è stata prodotta (clonazione), erano addirittura sterili. Questo pare di capire quando l’Adam e la Chawwah fanno il loro primo figlio (Caino). La Bibbia dice infatti che l’hanno prodotto “con” (l’aiuto di) un Elohim, che i redattori biblici hanno identificato in Yahweh stesso (Gen 4.1).

In realtà una attenta lettura della Bibbia – e molta parte dell’esegesi ebraica lo sostiene apertamente – Caino potrebbe essere il figlio nato dal rapporto sessuale di Eva con il cosiddetto “serpente”, un Elohim appartenente alla schiera avversa agli Elohim che comandavano nel Gan-Eden (il cosiddetto paradiso terrestre).

Per approfondire si veda l’articolo: “Mauro Biglino: Adamo ed Eva furono creati con il DNA degli Elohim, e così nacque la nuova razza umana…  oppure i testi “I geni manipolati di Adamo” e  “Resi umani” (Unoeditori).

Aesir Gli Dei della mitologia del nord Europa.
Afar Termine citato in Genesi 2,7 che si traduce comunemente con “polvere, terra asciutta, argilla” e in effetti ha anche questi significati, ma il significato originale pare richiamare la valenza più ampia di una “sostanza terrena”, un qualcosa che appartiene alla terra e che da essa può essere preso per operare nel senso voluto. Si può ipotizzare che si trattasse del DNA degli ominidi nel quale gli Elohim avrebbero innestato parte del loro tselem (si veda la voce relativa).“Afar” viene utilizzato nella Bibbia come un vero e proprio aggettivo unito al termine Adam, come se si trattasse di una definizione cioè della identificazione di un particolare tipo di essere vivente fabbricato appositamente per quella precisa situazione.

Per approfondire si veda “Le porte degli Elohim” (Unoeditori).

Ammoniti Discendenti di Ben Ammi, secondo figlio di Lot e fratello di Moab (Gen 19,37-38); dopo avere sconfitto gli Zamzummìm a est del Mar Morto, si stabilirono nella regione situata tra i fiumi Arnon e Yabbòq, da dove furono cacciati dagli Amorrei che li fecero migrare verso i confini del deserto a est. Furono esclusi dalla comunità israelitica perché si erano dedicati al culto di Balaam, uno degli Elohim rivali di Yahweh.
Anan Questo termine ebraico significa “nube” ed è spesso utilizzato per identificare l’aspetto con cui si presentavano gli oggetti volanti usati dagli Elohim. Lo stesso Yahweh nel libro dell’Esodo si rende presente al suo popolo all’interno di una nube che dirige e accompagna gli spostamenti dell’accampamento paramilitare istituito da Mosè nel territorio del Sinai. Nei dizionari di etimologia ebraica questa radice rimanda anche al concetto di farsi vedere in modo rapido e produrre una sorta di suono sordo e prolungato.
Anaqiti Termine ebraico che richiama gli “Anunnaki” (v. Anunnaki)
Anashim Plurale di ish, ossia “individuo maschio”. In Gen 18, per esempio, viene raccontato che arrivano tre Anashim (plurale di ish) da Abramo. Ma Abramo si rende subito conto che sono Anashim superiori – ossia Elohim: sono molto stanchi, sporchi, affamati e assetati: uno di questi è proprio Yahweh, che dunque non è un dio spirituale ma un individuo in carne ed ossa.
Angeli v. Malakìm.

Oppure si veda l’articolo “Cherubini e angeli: i segreti dell’antico testamento…

Anu (TSA) Termine sumero accadico che sostanzialmente corrisponde per significato  all’ebraico “Elyon”: quello dell’alto, quello che sta sopra.
Anunnaki V. Elohim. Così definiti nella tradizione Sumero-accadica: sono molto probabilmente gli Elohim della Bibbia.
Ararat È il monte su cui tradizionalmente si è arenata l’arca di Noè dopo il diluvio. In realtà il testo biblico narra che l’imbarcazione si fermò sulle alture dell’Urartu (Gen 8), l’imponente ed estesa catena montagnosa che si trova a nord della Meso-potamia, tra il mar Caspio e la Turchia.
Il monte Ararat appartiene dunque al vasto territorio in cui si può collocare l’Eden biblico all’interno del quale era collocato il Gan, cioè il giardino-laboratorio recintato e protetto in cui si trovavano gli Elohim con i loro lavoratori adamiti.
Aratta (TSA) Secondo la tradizione sumero accadica, è territorio in cui si trovava l’Edin (Eden biblico); i Sumeri l’hanno sempre considerata miticamente una terra favolosa, ricca, lussureggiante (il clima era proprio così e la natura era veramente rigogliosa e generosa). Il viaggio ad Aratta del messaggero di Enmerkar descrive l’attraversamento di sette porte (sette colli su sette catene montuose) che ancora oggi è necessario attraversare per portarsi dal territorio dell’antica Sumer alla zona in cui si trova la città di Tabriz (antico Eden?). Il Talmud ebraico parla di sette cieli da attraversare per raggiungere
il cielo primordiale. Corrisponde forse all’attuale piana (Edin in sumero, edinna in accadico) di Miyandoab (Caucaso), a sud del lago Urmia. Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi che su questo tema sono tante e diverse.
Arca dell’Alleanza L’Arca era uno strumento tecnologico costruito secondo un modello tecnico preciso fornito direttamente da Yahweh a Mosè; veniva utilizzata come mezzo di comunicazione e come arma. Poteva essere toccata e maneggiata solo da personale esperto, opportunamente addestrato, e risultava pericolosa: chiunque la toccasse senza gli opportuni accorgimenti moriva fulminato all’istante (1Sam 6 e 2Sam 6). Non una semplice “custodia di legno” per le Tavole delle Leggi, come ritengono i teologi, ma un vero e proprio strumento altamente sofisticato e finalizzato ad utilizzi precisi e concreti.

Per approfondire si veda il testo “La Bibbia è un libro di storia” (Unoeditori).

Asarluhi (TSA) Figlio di Enki, Dio della fertilità, conosciuto come Marduk dai Babilonesi e come Ashur dagli Assiri; corrisponde forse al biblico Ashur, figlio di Sem e nipote di Noè. Questo discendente dei patriarchi biblici sarebbe dunque il fondatore del regno assiro. Secondo alcuni corrisponde forse a a Osiride che gli Egizi conoscevano come Asar (Osiride è il nome grecizzato).
Il suo simbolo era il disco solare alato che rappresentava anche il Dio persiano Ahuramazda (il cui grande profeta fu Zarathustra, Zoroastro) e Horus e la divinità solare Ra-Harakty (Ra-Horus dell’orizzonte: la terra orientale da cui erano giunti gli dèi). Secondo la mitologia egiziana Horus, l’erede divino, era figlio di Osiride, era quindi colui che “proviene da Asar”, cioè era “M-Asr”: il biblico Mizraim. Gli Egizi si definiscono el-Masri: “colui che discende da Osiride”.
Asherah Compagna di Yahweh, come emerge dalle iscrizioni ebraiche di Kuntillat-Ajrud (Sinai),dai papiri di epoca ellenistica trovati ad Elefantina (dove vi era una colonia ebraica che la conosceva con il nome di Anat-Yhw) e dagli ostraka beneauguranti della cultura ugaritica.
Astarte Dea venerata nell’area semitica nord-occidentale (la Ishtar babilonese), rappresentava la Grande Madre fenicia e cananea; il suo culto era legato alla fertilità, alla fecondità e alla guerra.
Atlantidei Ne parla Platone nel Crizia e nel Timeo. Lungi dall’essere quel popolo pacifico e saggio di cui si parla spesso, stavano tentando di riversarsi furiosamente in Europa e Asia, volevano conquistare militarmente le coste orientali del mediterraneo e ridurre in servitù i popoli che le abitavano. Questi poco pacifici atlantidei, dice il testo, furono sconfitti dagli antenati degli ateniesi, evidentemente più potenti di loro. I governanti di Atlantide erano discendenti di sangue del “theos” Poseidone, il signore dell’acqua (corrispettivo di ENKI nei racconti sumero-accadici).

Per approfondire si veda l’articolo: “Cosa dice Platone su atlentidei, protoateniesi e theoi?”

Awan Nel Libro dei Giubilei (IV, 1-9) – testo apocrifo per la tradizione cattolica, cano-nico per i cristiani copti – si trova scritto che, dopo l’assassinio di Abele, Adamo ed Eva generano Set e successivamente una figlia di nome Awan; il testo prosegue dicendo che Caino prese in moglie sua sorella Awan che gli generò un figlio di nome Enoch.

 

 

B Glossario di Mauro Biglino

Babele Termine che indica la “porta di El” (una delle forme al singolare di Elohim): questo significato rimanda con chiarezza alla funzione che poteva avere di centro di collegamento con l’alto e spiegherebbe anche la vicenda biblica nella quale la costruzione che ha richiesto l’intervento militare di una fazione degli Elohim avrebbe potuto fungere da rampa di lancio.
Bara Il termine ebraico “bara” è tradotto erroneamente come “creare”: significa infatti “intervenire per modificare una situazione” in funzione delle proprie esigenze. Gli Elohim, nel luogo prescelto, hanno compiuto tutte quelle operazioni che un qualsiasi colonizzatore è costretto ad attuare per garantirsi la possibilità di sopravvivenza in un territorio nuovo. La Genesi ci racconta che si sono creati innanzitutto una riserva d’acqua realizzando una grande opera idraulica; hanno bonificato il territorio sottostante adibendolo a coltivazioni sperimentali di vegetali commestibili e all’allevamento di animali di cui nutrirsi. Gli Elohim hanno poi fabbricato l’Adam.

(“La Bibbia è un libro di storia” Unoeditori).

Belfagòr e Belzebù Yahweh aveva dei nemici, altri Elohim, e dai suoi nemici, che erano individui in carne ed ossa come lui, sono stati inventati i demoni… Quando Yahweh è stato fatto diventare dio, i suoi avversari sono stati trasformati in demoni, come ad esempio Belfagòr e Belzebù:

– dall’Elohim Baalpeor hanno inventato (con traslitterazione) Belfagor

– dall’Elohim Baalzevuv hanno inventato (con traslitterazione) Belzebù.

Per approfondire si veda l’articolo di Mauro Biglino: “Satana, Lucifero, Belzebù, Belfagòr: Mauro Biglino spiega chi (e che cosa) sono i diavoli della Bibbia

Benedire Il concetto di benedizione nell’Antico Testamento non ha nulla a che vedere con la valenza sacrale o magica che ha assunto in seguito. Benedire significava fornire beni concreti, materiali, funzionali allo scopo previsto dalla benedizione stessa: benedire un esercito significava fornirlo degli strumenti per vincere in battaglia, benedire gli armenti significava mettere a loro disposizione pascoli e sorgenti, benedire il primogenito significava attribuirgli i beni della famiglia in modo che rimanessero intatti nel tempo…
Berosso (Beroso) Sacerdote di Marduk, era un astronomo e astrologo babilonese vissuto tra il IV e il III secolo a.C. Famoso per la sua Storia di Babilonia di cui si posseggono solo dei frammenti: in particolare si sono conservati frammenti rilevanti relativi al periodo di Nabucodonosor II e Nabonedo.
Per quanto concerne in particolare la storia umana, Berosso sostanzialmente la divideva in due grandi epoche e il diluvio ne rappresenta lo spartiacque: nella prima dieci sovrani antidiluviani avevano regnato per tempi lunghissimi divisi in  periodi di 3600 anni. Ai loro tempi pesci con testa e piedi umani erano emersi dal mare (il primo era stato Oannes) e avevano assunto il ruolo di consiglieri dei sovrani, insegnando attraverso loro agli uomini tutti gli elementi della civiltà. Dopo il diluvio le durate dei regni diminuiscono e sono misurate in periodi di 600 anni. Si giunge infine a personaggi storici.
Bibbia CEI La Bibbia CEI è la traduzione italiana cattolica ufficiale della Bibbia, realizzata a cura della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana.


C
Glossario di Mauro Biglino

Caino Primo figlio di Adamo ed Eva o anche, probabilmente, di Eva e del “serpente”, un Elohim rivale degli Elohim che comandavano nel Gan-Eden, il luogo recintato e protetto posto in Eden.
Cam Uno dei tre figli di Noè. La Bibbia narra che venne punito e condannato a essere il servo dei suoi fratelli, nella fattispecie di Sem, perché aveva osato guardare la nudità del padre (Gen 9) che si era spogliato dopo essersi ubriacato.Va detto che alcuni racconti extrabiblici affermano che la sua colpa sarebbe stata quella di aver castrato il padre. Secondo la tavola delle nazioni (Gen 10), da lui discendono popoli come gli Etiopi e dal suo nipote Nimrod sarebbero derivati grandi regni come quelli di Babele e di Assur, i popoli delle grandi isole come Cipro e Rodi, poi d’Egitto e in genere i popoli genericamente definiti cananei.
Cananei Popolazione semitica che abitava la terra di Canaan, conosciuta anche con il nome di “Fenici”. Il territorio comprendeva approssimativamente l’attuale Libano, parte di Israele, Siria e Giordania. Per approfondire: https://unoeditori.com/mauro-biglino-fenici-popolo-dei-rossi-dei-baltici/
Carne bruciata Ritroviamo in molte culture il concetto di sacrificio animale per “far salire il fumo al cielo”. In realtà è possibile che non si trattasse di un gesto simbolico, ma molto concreto: una richiesta precisa poiché gli Elohim gradivano l’odore di carne bruciata. Quando Yahweh istruisce Mosè sul procedimento per effettuare correttamente il sacrificio, le norme impartite per l’esecuzione sono molto accurate: immolare l’animale alla presenza dell’Elohim, spargere il sangue per non bruciarlo, tagliare la vittima a pezzi, preparare il fuoco con la legna, mettere i pezzi sul fuoco e procedere. Forse siamo autorizzati a pensare che tanta meticolosità operativa significasse qualcosa di più rispetto a un gesto simbolico; e infatti leggiamo che il rispetto preciso di questi gesti determinava un effetto particolare (Lv 1,9): si trattava di [nichoàch], ovvero un odore “tranquillizzante, lenitivo, piacevole”. Nel sacrificio non erano previste parti da conservare e consumare; gli Elohim facevano quindi uccidere degli animali al solo scopo di sentire degli odori. Ma perché gli Elohim desideravano annusare questo specifico odore? Per rispondere a questa domanda possiamo prendere in considerazione uno studio scientifico riportato su UFO Magazine. Nello studio, incentrato sulle proprietà calmanti e rilassanti contenute nel fumo di carne magra e di grasso animale, si parla di pirazina e delle particolarità biochimiche di vari tipi di grasso. Le formule grezze di alcuni acidi grassi, infatti, somigliano molto alle formule della morfina e dell’eroina: due sostanze che replicano l’effetto delle endorfine a livello neurofisiologico. Il fumo di carne bruciata produceva, dunque, un effetto simile alle endorfine negli Elohim? In più, gli astronauti della NASA che hanno compiuto passeggiate spaziali riferiscono un dato sconcertante: hanno avvertito con chiarezza il tipico odore della carne alla griglia unito all’odore specifico del ferro riscaldato dalla fiamma.

Per approfondire si veda il libro “Il Dio Alieno della Bibbia” (Uno editori) oppure l’articolo “Mauro Biglino: elohim e theoi amavano annusare il fumo di carne bruciata…

Caverne di Qesem

In questi ultimi anni, in Israele – nella caverne di Qesem a Rosh Haayin – sono stati trovati i molari di un essere umano e gli archeologi dell’Università di Tel Aviv affermano che quell’individuo sarebbe vissuto 400 mila anni fa. L’archeologo Avi Gopher sostiene che si tratterebbe di un essere umano appartenente alla specie Homo Sapiens che, secondo la teoria scientifica più accreditata, avrebbe invece avuto origine in Africa in tempi molto più recenti e da lì si sarebbe poi diffuso in tutto il mondo. Quindi, se confermata, questa scoperta potrebbe cambiare tutto ciò che sappiamo dell’evoluzione della specie umana sia in termini di datazione che di distribuzione geografica.

Per approfondire si veda l’articolo: “L’Homo Sapiens e le caverne di Qesem

Chawwah “Madre di tutti i viventi”; nome ebraico di Eva. Per approfondire si legga “Non c’è creazione nella Bibbia” (Uno Editori).
Chedorlaomer Chedorlaomer era il re di Elam; è citato in Genesi 14 dove si narra delle sue cam-pagne militari nelle quali è coinvolto anche il patriarca Abramo. Combatté contro i signori di Sodoma, Gomorra, Adma, Zeboim e Zoar; li sottomise ma dopo dodici anni si ribellarono. In questi scontri venne coinvolto anche Lot, il nipote di Abramo che fu fatto prigioniero. Questo evento determinò l’intervento del patriarca che mobilitò la sua forza armata per liberarlo.
Cherubini Lungi dall’essere entità angeliche, a differenza dei Malakim, i Cherubini non erano neppure creature viventi ma oggetti meccanici. Ecco le caratteristiche:

• sono macchine volanti monoposto dotate di ruote concentriche;
• hanno ruote che possono procedere in tutte le direzioni senza girarsi;
• hanno una parte centrale circolare che ruota/turbina rapidamente;
• si possono muovere zigzagando compiendo movimenti simili a quelli di moltissime delle descrizioni moderne di oggetti volanti non identificati;
•hanno una base piatta su cui poggiare;
• nel muoversi producono un rumore udibile a distanza anche da chi non li può vedere;
• sono un mezzo su cui l’Elohim si posa, si siede, staziona, standovi seduto come si sta a cavallo (così scrive la Bibbia), e vola compiendo azioni agili e rapide;
• si muovono uniti al mezzo di spostamento principale dell’Elohim ma anche in modo indipendente.

Il termine “cherubini” (secondo parte dell’esegesi ebraica) è altresì usato per definire i robot utilizzati per proteggere l’Arca dell’Alleanza nonché il suo prezioso e pericolosissimo contenuto.

Per approfondire si veda l’articolo: “Cherubini e angeli: i segreti dell’antico testamento, tra tecnologia e messaggeri degli Elohim”

Codice Masoretico Il codice masoretico di Leningrado è in sostanza il testo di riferimento scelto dalla teologia ufficiale per tradurre e stampare le Bibbie che abbiamo in casa. È lo stesso testo usato da Mauro Biglino per le sue traduzioni e ricerche.

Per approfondire: Articolo “Le mie analisi sono sulle stessa Bibbia dei teologi del Vaticano”

Cohen Questo termine ebraico viene tradotto con “sacerdote” ma è necessario sapere che la funzione del “cohen” non era quella oggi prevista di pastore di anime: concetto assente nell’Antico Testamento. Il “cohen” era un facente funzioni, un ministro locale che aveva il compito di curare gli interessi e le necessità materiali dell’Elohim che serviva.


D
Glossario di Mauro Biglino

Deva Termine indiano per indicare gli dèi che regnavano su quel territorio e che paiono corrispondere agli Elohim biblici.

Il termine deva (“colui” o “ciò” che emana luce), origina dal sostantivo maschile sanscrito dív (nominativo dyaus; “brillare”, “emettere luce”, “cielo”) e indica il dio, la divinità.

Nella raccolta di inni più antica dei Veda, il Ṛigveda (XX-XV secolo a.C.), si legge:
«Coloro che seguono la retta via ottengono il favore propizio degli Dei; noi abbiamo cercato l’amicizia degli Dei, che gli Dei ci facciano quindi attraversare tutta la nostra esistenza affinché possiamo vivere».

Questo dèi venivano invocati, onorati e serviti nella loro concretezza materiale: secondo gli Indù alcuni sono addirittura indistinguibili dagli uomini tra i quali potrebbero trovarsi ancora oggi.

Diluvio universale Le religioni che ne sostengono la veridicità sono diverse: Giudaismo, Cristianesimo, Induismo, Buddismo, Confucianesimo, Shintoismo, Islam, Zoroastrismo…

La Bibbia racconta l’evento nei capitoli 6, 7, 8 del libro della Genesi e questa narrazione pare essere il frutto della rielaborazione di racconti di origine mesopotamica.

Tuttavia il più antico risulta essere comunque il testo sumerico conosciuto come La Genesi di Eridu o Diluvio sumerico (XXX sec. a.C.), poi ripreso nell’Epopea di Gilgamesh dove si narra dell’incontro tra questo semidio con Utnapishtim/Utanapishtim (il Noè della cultura babilonese). Dall’analisi dei pittogrammi originari della lingua ebraica pubblicati in “The Ancient Hebrew Language and Alphabet”, ricaviamo che il termine ebraico WJBY (mabùl) significa “oceano celeste, inondazione, diluvio”. Nella versione sumero-accadica, la forte rivalità tra Enki ed Enlil ha avuto ripercussioni sul destino della specie umana: Enlil avrebbe approfittato dell’imminente catastrofe naturale per sterminare l’Adam. Enki, invece, volendo preservarlo, avrebbe avvisato Ziusudra (il Noè sumero-accadico) del pericolo, fornendogli gli strumenti per salvare almeno una rappresentanza delle creature della Terra. Secondo altre tradizioni, invece, gli “dèi” tennero celata all’uomo la notizia dell’imminente disastro, ma il dio Crono (parimenti a Enki) rivelò il segreto a Sisidro/Xisutro (si noti l’assonanza con il nome del sumero Ziusudra, ossia Noè), ultimo patriarca/regnante antidiluviano, e gli ordinò di scrivere una storia di quanto avvenuto sino dai tempi dell’inizio, di metterla al sicuro nella città di Sippar assieme a ogni altro scritto disponibile e poi di provvedere a mettersi in salvo su un’imbarcazione. Sisidro salpa per l’Armenia e, al termine del diluvio, esattamente come il Noè biblico, libera degli uccelli per verificare se vi è della terra ferma su cui approdare.

Aggiungiamo qui alcuni punti:

• lo storico Nicola Damasceno, citato da Giuseppe Flavio nella sua opera Antichità Giudaiche, narra che molte persone si erano salvate salendo sulle alture e che quelle persone erano già lì quando arrivò l’arca che portava la famiglia di Noè.
Questi ultimi, terminato l’evento, avrebbero poi cercato di convincere gli altri a scendere dal monte, ma questi avevano ancora timore, pertanto Noè e i suoi potrebbero essere stati i primi a tornare in pianura. Dai suoi discendenti deriverebbero le stirpi che hanno dato vita alla vicenda della torre di Babele (Gen 11).

• Ciò che si arguisce dai racconti sia biblici che extrabiblici è che, in occasione del diluvio, gli Elohim abbiano avuto cura di mettere in salvo il patrimonio genetico delle specie di animali e vegetali che avevano prodotto con il fine specifico di garantire l’alimentazione per se stessi e per i loro servi, sudditi lavoratori.

Per approfondire si veda l’articolo di Mauro Biglino “Il diluvio Universale: dalla Genesi, all’antica storia dei sumeri di Enki ed Enlil, al Libro dei Morti del Dio Toth…”

 

E Glossario di Mauro Biglino

Eanna L’Eanna era il tempio di Inanna, la dea protettrice della citttà di Uruk (in Bassa Mesopotamia). Il tempio era situato nel cuore della città. Letteralmente la parola Eanna significa “Casa del cielo”.
Ectogenesi Una gestazione che avviene fuori dal corpo materno (v. Adam).
Eden v. Gan Eden
Edin v. Eden
Efesto Quello dei Theoi (termine greco che corrisponde al biblico Elohim) che si occupava della lavorazione dei metalli, della fabbricazione di armi e della realizzazione di altri prodotti tecnologici come i robot descritti nei testi omerici. (Si veda M. Biglino, “La Bibbia non parla di Dio”, Mondadori, Milano 2015)
Efod L’efod è un sistema di comunicazione radio portatile. Questo termine presente nella Bibbia non viene mai tradotto perché non se ne conosce il reale significato: consentiva le comunicazioni a distanza nei frangenti in cui ci si trovava lontani dallo strumento principale, l’Arca dell’Alleanza. Così ad esempio succede a Davide (1Sam 23) che, quando in battaglia si trova a mal partito, si fa portare l’efod dall’incaricato e, solo dopo che lo ha a disposizione, può mettersi in contatto con Yahweh per chiedergli indicazioni sul da farsi.

Si veda: “La Bibbia è un libro di storia” (Unoeditori).

El [El Shaddai; El Elion] Termine semitico: dio dei cananei, la più importante divinità ugaritica (cultura pre-ebraica in Canaan e nel Sinai); nome usato anche nella Bibbia come El Elyon o El Shaddai (“altissimo, signore delle montagne, signore potente”). El viene chiamato anche “Ab-adam” cioè “Padre dell’uomo”. Il suo plurale, Elohim, è usato nella Bibbia per indicare l’insieme degli individui che la teologia successiva ha trasformato nella figura del dio unico. A quanto pare di capire, El Shaddai potrebbe essere un Elohim distinto da Yahweh, se non addirittura il padre… Anche se in alcuni passi della Bibbia queste due figure sembrano coincidenti (es. Esodo 6, 2-3) Biglino tende a considerare El Shaddai e Yahweh due personaggi distinti poiché, quando la Bibbia è stata riscritta dopo l’esilio babilonese, Yahweh è stato inserito ovunque, ed è stato intrapreso un processo di identificazione tra Yahweh e altre figure. Così Yahweh veniva identificato non solo con El Shaddai, ma persino con Elyon, cosa assolutamente insostenibile dal punto di vista del testo biblico.

Per approfondire si veda l’articolo “Oopart, porte degli Elohim e i misteriosi siti finlandesi degli Aesir)

Elam Citato in Genesi, questo regno occupava sostanzialmente la pianura sud-occidentale dell’Iran, in prossimità del Golfo persico, anche se la sua influenza si estendeva nei territori situati più a nord e nord-est e nel II millennio a.C. ebbe in modo alterno periodi di grande importanza, arrivando a far sentire la sua presenza fino in Mesopotamia.
Elohim Termine plurale utilizzato nella Bibbia per indicare “gli dèi”. Corrisponde al termine “Anunnaki”, utilizzato nelle tavolette sumere.

Gli Elohim biblici non erano un Dio unico, come sostiene la teologia da due millenni, ma una pluralità di individui in carne e ossa ed erano dotati di caratteristiche specifiche quali ad esempio:

• vivevano talmente a lungo da essere considerati immortali – benché non lo fossero.

• viaggiavano su macchine volanti definite ruach, kavod, merkavah;

• avevano come obiettivo fondamentale la definizione di strutture di potere distribuite nei vari territori sui quali poi si sono sviluppate le diverse civiltà.

• Elohim erano individui che conoscevano le leggi della natura, del cosmo, e le trasmettevano soltanto ai loro fedeli seguaci, dando così avvio alle caste dei re/governatori/sacerdoti, i cosiddetti ‘iniziati’ alla conoscenza scientifica (e non spirituale!)

• gli Elohim “fecero” gli Adam a loro immagine e somiglianza (Gen,1) utilizzando le loro conoscenze nell’ambito della genetica.

Per approfondire leggi l’articolo “Mauro Biglino: l’Antico Testamento non parla di un unico Dio, ma di molti…, inoltre  “I geni manipolati di Adamo” e “Resi umani” (Unoeditori).

Elyon Sovrano assoluto degli Elohim, letteralmente “superiore, colui che sta sopra” (Deuteronomio 32,8). Corrisponde al termine sumero “Anu”.
Emim Gli Emim, o Emei, furono un popolo del paese di Moab sconfitto dal re di Elam nella città di Chiriataim (Gen 14:5). Erano un popolo grande e numeroso, alti come i discendenti di Anac (De 2:10-11). Sono un popolo di alta statura caduti/scesi dall’alto. Anaqiti, Refaim ed Emim sono messi in parallelo e considerati della stirpe dei Giganti. Abitavano il territorio di Moab e ricevettero il loro nome proprio dai Moabiti.
Enki Uno dei comandanti degli Anunna-Anunnaki secondo la tradizione sumera. Conosciuto anche come Ea (signore dell’acqua o delle parti poste in basso), aveva in Eridu il suo tempio, chiamato E-Abzu. Enki era fratello di Enlil e figlio maggiore di Anu, il signore dell’impero, conosciuto nell’Antico Testamento con il termine Elyon. Il suo corrispettivo nella tradizione greca è Poseidone, il Signore delle acque.
Enlil Figlio minore di Anu/Elyon secondo la tradizione sumera.
Enoch (Henoch) Il termine potrebbe significare “intelligente” ed è il nome di quattro personaggi biblici. A noi ne interessano due: il primo (citato in Genesi 4) è il figlio di Caino e di Awan (sua sorella-moglie). L’altro Enoch è uno dei patriarchi antidiluviani: figlio di Yared e padre di Matusalemme (Genesi 5). Questo secondo godeva di un rapporto particolare con gli Elohim in quanto “andava avanti e indietro” con loro fino a che non se lo presero con sé e nessuno lo vide più. Le sue vicende sono narrate nel Libro etiopico a lui intestato, considerato canonico dalla Chiesa copta e apocrifo da quella cattolica.
Età dell’Oro Il tempo in cui gli Elohim (i cosiddetti dèi/theoi/deva… ) vivevano sulla Terra a diretto contatto con l’uomo e cercavano l’oro che, per questo motivo, divenne un metallo importante nella evoluzione della storia dell’umanità.

Per approfondire: https://unoeditori.com/sumeri-e-anunnaki-mauro-biglino-racconta-le-origini-aliene-della-civilta-umana/

Ever Personaggio citato in Gen 11, è uno dei discendenti di Sem e da lui deriverebbero tutti gli Ivriim, cioè gli ebrei. Tra i suoi figli si annovera Peleg, chiamato così perché al suo tempo venne suddivisa la Terra (Gen 10): con ogni probabilità ci si riferisce al momento in cui Elyon, il comandante degli Elohim, procedette con la suddivisione del pianeta in vari regni-governatorati assegnandoli ai suoi.

Come detto, è considerato il capostipite eponimo (ossia “colui che ha dato il nome”) degli Ebrei. I figli di Ever (dall’ebraico בני-עבר) sono infatti gli ebrei o israeliti. Però prima ancora di Ever vi fu Sem, definito in Gn 10,21 “l’antenato di tutti i figli di Ever” cosa che potrebbe quindi suggerire il superamento dell’equazione figli di Ever = popolo eletto (Israeliti), venendo cioè a includere tutti i semiti.

Per approfondire: https://unoeditori.com/mauro-biglino-yahweh-era-un-elohim-con-poco-potere-e-non-scelse-autonomamente-il-popolo-disarele-2/

 

F Glossario di Mauro Biglino

Fenici v. Cananei

 

G Glossario di Mauro Biglino

Gan Eden La tradizione teologica chiama il Gan Eden ‘paradiso terrestre’. Il Gan Eden è il probabile centro di comando – nonché laboratorio – degli Elohim. Qui è stato posto l’Adam dopo la sua creazione.

Il biblico Gan-Eden era letteralmente “un giardino recintato e protetto” (garden as enclosure, traduce il B.D.B., Hebrew and English Lexicon), nel quale gli Elohim coltivavano ogni sorta di vegetali che producessero cibo. È interessante citare le scoperte dei paleobotanici sull’inspiegabile rapidità con cui certe varietà di cereali e di vite sono apparse sulla scena (unitamente alla comparsa dei primi ceppi di animali addomesticati:bovini, ovini, suini) nel territorio compreso tra Azerbaijan e Iraq, nel quale le ipotesi più attendibili tendono a collocare quel laboratorio sperimentale.

Gesù Gesù, secondo l’insegnamento della Chiesa, è il Figlio del Dio Yahweh dell’Antico Testamento, mandato dal Padre sulla Terra per liberare l’umanità dalla macchia del “peccato originale”: ma se YHWH non è Dio e il “peccato originale” non esiste, come si spiega la figura di Cristo? Per quale scopo è stato “mandato” e da chi?
Mauro Biglino ritiene che Gesù sia esistito, che fosse un predicatore rabbi giudeo messianista – secondo l’idea messianica degli ebrei (messia combattente, liberatore di Israele) e non secondo quella cristiana, che è un’invenzione successiva – e potrebbe avere avuto un fratello gemello.Gesù potrebbe infatti essere uno dei tanti inviati che gli Elohim hanno fatto intervenire periodicamente nella storia. Nulla a che vedere ovviamente con la figura cristica del figlio di Dio inventata sulla base del pensiero greco-ellenistico, ma un rabbi cui forse era stato affidato il compito di portare a compimento la promessa fatta dall’Elohim di nome Yahweh a favore del popolo di Israele: obiettivo allora non raggiunto.Si può ipotizzare che si tratti di un mezzosangue/semidio/Ghibborim. A comprovare la sua natura “ibrida” intervengono diversi elementi: le conoscenze “proibite” che Gesù sembra mostrare quando mette in scena i suoi “miracoli”; il suo concepimento ad opera di un Gavriel, cioè di uno che esercita il potere per conto di un El; il racconto della crocifissione, secondo il quale nelle vene di Gesù scorreva sangue misto a icore e il racconto della cosiddetta “assunzione”.Per approfondire leggi l’articolo di Mauro Biglino “Tutto quello che c’è da sapere su Gesù” e/o il libro “Dei e semidei” (Unoeditori).
Ghibborim Gli Elohim “si unirono” con le femmine Adam e diedero vita ai Ghibborim – cioè i sangue misto che, non a caso, erano definiti “uomini potenti, famosi”. Ricordiamo che, nella storia dell’umanità, i fondatori delle grandi civiltà erano sempre definiti semidei, cioè figli di un umano e di un appartenente alla genia di quelli venuti dall’alto: da Gilgamesh a Enea, dai primi governanti in Egitto alla dinastia giapponese ecc. ecc.
Ognuno potrà trovare esempi numerosissimi. È la stessa Bibbia (sempre nel capitolo 6 della Genesi) ad affermare che «sono i famosi eroi dell’antichità», equiparandoli di fatto agli eroi presenti nelle storie di tutte le grandi civiltà, comprese quella greca e romana. Nello stesso capitolo vengono citati i nephilim, che parrebbero dunque non essere il prodotto di quelle unioni (si veda la voce relativa) mentre sono definiti tali nel libro Etiopico di Enoch.
Giuramento Il giuramento era un atto molto frequente e in genere veniva accompagnato da gesti quali “alzare la mano” o porre la mano “sotto la coscia”, un eufemismo per indicare i genitali intesi come fonte della vita. Spesso era accompagnato anche da imprecazioni tese a invocare punizioni su chi non lo rispettava e veniva sancito dal passare in mezzo a vittime sacrificali divise in pezzi come monito per ricordare cosa sarebbe successo a chi lo avesse tradito (si veda anche la voce “Alleanza”).
Giusti Coloro che avevano aderito all’alleanza con Yahweh e che avevano sul loro corpo la prova fisica dell’accettazione del patto: la circoncisione del prepuzio, un segno che poteva rimanere nascosto dagli abiti ma che all’occorrenza poteva essere esibito.

Per approfondire: https://unoeditori.com/mauro-biglino-chi-sono-i-giusti-di-cui-parla-la-bibbia/

Gog e Magog Nel libro di Ezechiele, il profeta riporta la divina invettiva contro Gog del paese di Magog, descritto come un temuto invasore, stanziato presso gli estremi confini del settentrione e forte delle alleanze con molti paesi. L’interpretazione teologica vuole leggere nei nomi “Gog e Magog” un’allegoria per delle generiche “forze del male”; tuttavia è plausibile che non si tratti di nomi di fantasia, né di allegorie, ma che la Bibbia indichi un luogo reale. In base alle ricerche toponomastiche, è sensato ipotizzare che si tratti dell’isola di Gogland in Finlandia.

Per approfondire si veda libro “Gli Dei Baltici della Bibbia” (Uno Editori, 2019).

 

H

Hittiti Popolo che abitava nella regione centrale dell’Asia Minore dove era situata la capitale dell’impero omonimo: Hattusas. La loro espansione coinvolse gran parte del Medio Oriente, comprendendo le coste del mar Egeo, la Mesopotamia e la Siria, per scendere poi fino alle frontiere dell’Egitto.
Quando la Bibbia nomina la terra degli hittim (Gios 1 e Gdc 1) probabilmente si riferisce proprio alla Siria.I
Hurriti Nella Bibbia gli horim (citati in Genesi e Deuteronomio) sono conosciuti come abitanti del Sud del mar Morto. Probabilmente originari dell’Armenia, ebbero no-tevole influenza in Mesopotamia già dagli inizi del II millennio a.C.

 

I Glossario di Mauro Biglino

Igigi (TSA) Gli Igigi si trovano nelle fonti sumero accadiche. Sono associati ai Malakìm della Bibbia. Controllori, guardiani, messaggeri degli Anunnaki (Elohim) la cui esistenza è documentata nelle tavolette sumere. Individui in carne e ossa, con probabili caratteristiche fisiche che potremmo definire albine: pelle chiara, capelli biondi o comunque chiarissimi e occhi talmente chiari al punto da apparire luminosi.
Inanna Inanna (anche Inana) Dea sumera protettrice della città di Uruk, (V. Eanna, tempio dedicato a Inanna). Inanna è la “Signora Cielo”, con il significato di “Splendente”. È la dea sumera della fecondità, della bellezza e dell’amore, inteso come relazione erotica (con l’epiteto di nu.gig, inteso come “ierodula”) piuttosto che sentimentale.   Successivamente è stata assimilata alla dea accadica, quindi babilonese e assira, Ištar (anche Eštar). Inanna/Ištar è la più importante divinità femminile mesopotamica.
Iperborei Nonostante il fatto che degli Iperborei ci parlino storici illustri come Erodoto, Plinio il Vecchio e Diodoro Siculo, quel popolo e quella terra vengono oggi considerati mitologici, cioè come racconti frutto di fantasie, privi di fondamento storico e quindi da non tenere in considerazione come fonte da cui attingere informazioni utili a comprendere il nostro lontano passato. I “mitologici” Iperborei e la “leggendaria” terra di Iperborea, contraddistinta secondo Plinio da giorno e notte della durata di sei mesi, è univocamente collocabile nei pressi del circolo polare artico, in accordo con quanto affermano gli antichi testi che, seppur in modo vago, collocano quelle terre nel Nord del mondo. Sembra di capire che in un lontano passato Greci e Iperborei fossero venuti a contatto, e che successivamente entrambi i popoli continuassero a prodigarsi per mantenere vive le relazioni precedentemente instaurate. Il territorio di Iperborea, pur collocato nell’estremo nord Europa, viene descritto come caratterizzato da clima mite, tanto da rendere possibili due raccolti l’anno e da consentire alla popolazione di vivere serenamente allo stato naturale: cosa spiegabile con il cosiddetto “optimum climatico” che i climatologi fanno termianre intorno al 2000 a.C.. Gli Iperborei non erano semplici selvaggi, infatti, come ci dice Plinio, erano in grado di compiere miracoli favolosi ed erano particolarmente longevi.
Per approfondire si veda: “Gli Dei Baltici della Bibbia” (Uno Editori, 2019).

 

J Glossario di Mauro Biglino

K Glossario di Mauro Biglino

Kadosh Termine ebraico che significa “sacro” nell’accezione particolare che aveva in quel-la lingua e non solo. Indicava ciò che veniva “separato da” per essere “riservato a”. Un agnello diveniva sacro quando veniva separato dal gregge per essere bruciato a Yahweh; un terreno veniva definito sacro quando era scelto per costruirvi la dimora di uno degli Elohim ed era quindi a lui riservato in via esclusiva. Il concetto del sacro nella Bibbia è stato ampiamente sviluppato nel libro “La Bibbia è un libro di storia” (Unoeditori).
Kamosh Elohim dei Moabiti; un probabile militare di basso grado (come Yahweh); uno degli Elohim  che combattono tra di loro per dei fazzoletti di terra in cui installarsi con i popoli che sono stati loro assegnati. In Giudici 11, Jefte, il comandante delle forze israelite, sta combattendo contro Ammoniti, Moabiti… e nella controversia con il re di Ammon dice (versetto 24): “Non possiedi tu quello che Kamosh, tuo Elohim, ti ha fatto possedere? Così anche noi possediamo tutto ciò che Yahweh, Elohim nostro, ha dato in possesso a noi”. Ne ricaviamo che Yahweh e Kamosh sono evidentemente uguali, hanno gli stessi diritti e gli stessi poteri, nessuno dei due è considerato superiore all’altro.

Per approfondire si legga l’articolo “Yahweh e kemosh, due elohim biblici senza potere, uguali uguali: avevano mogli, stessi diritti e mire territoriali…oppure il libro “La Bibbia non parla di Dio” (Mondadori)

Kavod Il kavod viene normalmente tradotto con “Gloria di Dio” ma letteralmente la radice Kvd significa “pesante”. Ricordiamo, per inciso, che il racconto dell’Esodo rivela che la cosiddetta ‘Gloria di Dio’ poteva essere vista su richiesta (dunque Yahweh non l’aveva sempre con sé); uccideva chi le stava di fronte; uccideva chi si trovava nei pressi quando passava; poteva però essere vista dalla parte posteriore, dopo che era passata e ci si poteva comunque salvare dai suoi effetti mortali semplicemente nascondendosi dietro normalissime rocce.

Per approfondire si veda il libro “La Bibbia è un libro di storia” (Unoeditori) e/o l’articolo di Mauro Biglino

Per approfondire leggi l’articolo di Mauro Biglino “Mosé e il Kevod: NON è la gloria di Dio, ma un oggetto volante, luminoso, usato dagli Elohim

 

Keruv Radice ebraica che rimanda all’atto del “coprire”. Come documentato nei libri già citati in precedenza, quel termine rimanda a due categorie di oggetti: sistema di comunicazione radio che copre e protegge (secondo certa esegesi ebraica) l’Arca dell’Alleanza; oggetti volanti monoposto su cui Yahweh si sposta stando seduto come si sta seduti a cavallo e le cui ali, in situazione di arresto, si richiudono a “coprire” la struttura. Da questo termine la teologia ha elaborato la figura dei cherubini le cui caratteristiche non corrispondono a ciò che di essi afferma il testo biblico.
Kodesh  Il termine ebraico viene tradotto con “sacro”, ma il significato non è quello che gli viene attribuito nella nostra cultura. Veniva infatti definito “sacro” ciò che era “separato” dal contesto in cui stava abitualmente e veniva “dedicato, riservato” in modo specifico ed esclusivo agli Elohim.
Kukulkán Kukulkán-biglinoTermine composto da kuk, “piuma”, e can, “serpente”, e indica il “serpente piu-mato”. Corrisponde al Quetzalcóatl azteco: il suo culto veniva celebrato a Chichén Itzá, luogo in cui avrebbe insegnato a sette giovani tutte le arti. Il sito si trova nel nord della penisola dello Yucatan (Messico) e comprende la piramide di Kukulkán, l’osservatorio astronomico (e il Tempio dei guerrieri). La piramide presenta quattro scale con 91 gradini ciascuna che, con il passo al suo ingresso, ammonta a 365 scalini: il numero esatto dei giorni del calendario maya.

 

L Glossario di Mauro Biglino

Libri scomparsi Questo è l’elenco degli 11 libri ufficialmente scomparsi ma ricordati nella Bibbia (tra parentesi sono indicati i passi biblici in cui sono menzionati): Le guerre di Yahweh (Numeri 21,14) Libro di Jasher (Giosuè 10,13, 01,18 Samuel) Atti di Salomone (1 Re 11,41) Libro di Samuele il Veggente (1 Cronache 29,29) Libro di Gad il Veggente (1 Cronache 29,29) Libro di Nathan il profeta (1 Cronache 29,29; 2 Cronache 09,29) La profezia di Achia (2 Cronache 09,29) Le visioni di Iddo il Veggente (2 Cronache 09,29) Il Libro di Semaia (2 Cronache 12,15) Il Libro di Jehu (2 Cronache 20,34) Detti dei Veggenti (2 Cronache 33,19).

Ci chiediamo: perché sono scomparsi? Sono andati distrutti oppure sono stati semplicemente resi indisponibili?

Libro dell’Amduat

Il Libro dell’Amduat è uno dei testi più importanti della letteratura egizia in cui pare di capire che si parli di “Porte/Stargate”. Anche altri testi parlano del viaggio della barca di Ra attraverso questa “Porta del Cielo”, ma è soprattutto Libro dell’Amduat a fornirci spunti e chiarificazioni: questo viaggio giungeva agli estremi limiti dello spazio conosciuto in direzione della mitica “Isola del Fuoco” – o “Isola delle fiamme” – il luogo da cui le divinità provenivano e a cui periodicamente ritornavano. Si narra che questo viaggio non fosse compiuto solo dagli “dèi” ma, in talune circostanze, il faraone stesso era autorizzato, quale segno di grande considerazione nei suoi confronti, a salire sulla barca di Ra e a viaggiare con lui nelle profondità del cielo. Una precisazione importante: era il faraone stesso, a scanso di equivoci per i suoi sudditi, che teneva a precisare che, “da vivo”, era salito sulla barca degli dei, e, “da vivo”, era tornato da questo incredibile viaggio celeste!

Libro etiopico di Enoch È un testo apocrifo per i cattolici, di origine giudaica, accettato solo dalla tradizione copta; la sua redazione definitiva risale al I secolo a.C. e ci è pervenuto nella versione in un’antica lingua dell’Etiopia, donde il nome. Forse è il prodotto dell’unificazione di precedenti testi. È composto da varie sezioni: il libro dei Vigilanti (cc. 1-36), il libro delle Parabole (cc. 37-71), il libro dell’Astronomia o libro dei Luminari celesti (cc. 72-82), il libro dei Sogni (cc. 83-90), la lettera di Enoch (cc. 91-104) e la sezione conclusiva (cc. 105-108), conosciuta anche come Apocalisse di Noè.
Lucifero v. Satana
Lulu (TSA) Nei testi sumero-accadici il termine indica l’essere umano prodotto in origine e pare avere il significato sostanziale di “il miscelato”, “l’ibrido”. Pare quindi essere il termine sumero per indicare l’Adam.

 

M Glossario di Mauro Biglino

 

Malakìm Messaggeri in carne e ossa degli Elohim. Avevano il ruolo di guardiani, portatori ed esecutori di ordini, cioè di “angeli” nel significato letterale del termine greco “άγγελος”, da cui deriva il vocabolo italiano. Compaiono più volte nella Bibbia.

I Malakim erano individui in carne e ossa, spesso pericolosi da incontrare, che avevano la necessità di mangiare, dormire, riposarsi, lavarsi; potevano perfino essere aggrediti e si dovevano difendere; appartenevano ai gradi intermedi della gerarchia e fungevano da portaordini e vigilanti.

Corrispondevano probabilmente agli IGIGI, IGIGU della cultura sumero-accadica: non avevano quindi nulla a che vedere con le entità spirituali di cui ci narra la tradizione dottrinale. Sulla potenziale pericolosità dei Malakim ricordiamo che nei primi secoli della Chiesa si raccomandava alle donne di partecipare velate alle assemblee cui presenziavano questi individui, “facilmente eccitabili da ragazze vergini a testa scoperta”.

Per approfondire: https://unoeditori.com/cherubini-e-angeli-i-segreti-dellantico-testamento-tra-tecnologia-e-messaggeri-degli-elohim-2/

Meghillah Rotolo. È il termine con il quale vengono indicati cinque libri della Bibbia: Rut, Cantico dei Cantici, Lamentazioni, Qoèlet e Ester.
Melkisedek Presentato in Genesi come sacerdote di Yahweh, dai testi di Qumran risulta invece essere stato un Elohim che governava in Shalin agli ordini diretti di Elyon. Nel giuramento che egli fa pronunciare ad Abramo, descritto dalla Bibbia in Gen 14, compare Yahweh che invece è assente nei codici più antichi: pare quindi più corretta l’ipotesi che prevede l’inserimento del patriarca nell’alleanza militare sancita dal comandante supremo, Elyon, cui Abramo giura obbedienza. Il suo nome significa “signore di giustizia”, “signore giusto” o ancora “il mio re è giustizia”.
Merkavah Carro celeste: pare essere uno dei mezzi di trasporto usato dagli Elohim.
Mica Gruppo di minerali fillosilicati. La parola “mica” deriva forse dal latino “micare”, che significa “brillare”, dato l’aspetto brillante che li caratterizza. Risulta conosciuta e utilizzata già nei tempi preistorici; di certo la conoscevano Cinesi, Egizi, Greci, Romani, Aztechi. Il primo uso di mica è stato identificato in pitture rupestri realizzate nel Paleolitico superiore (circa dal 40.000 al 10.000 a.C.). È presente un po’ in tutti i continenti: dalla Cina all’Europa fino al Nord America; nell’Ottocento ne sono state scoperte (o forse riscoperte?) grandi riserve in Africa e Sud America.
Milkom Nome proprio con il quale nella Bibbia si indica un Elohim, collega/rivale di Yahweh, cui era stata affidata una porzione della famiglia del padre di Abramo e precisamente una parte dei discendenti di Lot (nipote del patriarca).
Miriam Profetessa e sorella del sommo sacerdote Aronne
Moab Moab era il figlio di Lot nato dal rapporto incestuoso da questi avuto con la figlia maggiore, dopo la distruzione di Sodoma e Gomorra: viene presentato come l’eponimo dei Moabiti (Gen 19,37). Con questo termine veniva anche indicata la regione situata tra il Mar Morto, a ovest, e il deserto siro-arabico, a est; terminava a sud con il torrente Zéred (l’attuale Wadi el Kesa).
Mosè Secondo gli antichi testi, Mosè fu il vero fondatore del popolo di Israele e l’intermediario tra suddetto popolo e l’Elohim Yahweh, che essi servivano. In quanto tale doveva svolgere tutti i compiti previsti per un comandante in campo: dalla organizzazione del popolo alla sua istruzione fino alla conduzione delle prime fasi della guerra di conquista della cosiddetta Terra Promessa.
Mushdama Nome di uno degli Anunnaki/Elohim dei racconti sumero-accadici; dai testi pare di rilevare che si occupasse di architettura.

 

N Glossario di Mauro Biglino

 

Nephilim Gilgamesh-giganti-biglinoI giganti, conosciuti anche come Refaim, Anaqim, Emim, Zamzummim, che dalla Bibbia  risultano anche essere dotati di sei dita per ogni arto (esadattili): la Bibbia ne parla con assoluta normalità, narrando anche come combattessero nelle fila dei Filistei e fossero quindi ostili a Yahweh e al suo popolo. L’argomento è trattato in modo molto approfondito in questo articolo di Mauro Biglino  “Nephilim, Giganti ed Elohim… Nella Bibbia gli umanoidi giganti con poteri ultraterreni. Chi erano?”  e in “Il dio alieno della Bibbia” (Unoeditori).
Neteru Secondo i testi antichi, sarebbero i guardiani che governavano la Terra durante il periodo dello Zep Tepi.
Nibiru I miti sumeri raccontano che esiste nel Sistema solare un pianeta di cui noi ufficialmente non conosciamo ancora l’esistenza; un pianeta chiamato NIBIRU che ha un’orbita retrograda rispetto a quella di tutti gli altri pianeti e la cui durata è pari a 3.600 anni terrestri. Il nome NIBIRU significherebbe “Pianeta dell’attraversamento” proprio perché questo corpo celeste attraverserebbe in senso contrario le ellissi percorse dai suoi “colleghi” (quelle di Marte e Giove in particolare).
Questo pianeta, proseguono i racconti dei Sumeri, sarebbe abitato da quelli che loro definiscono ANUNNAKI (Sitchin traduce letteralmente questo termine con un’espressione che indica “coloro che dal cielo sono scesi sulla Terra”, corrispondente agli Anaqìm della Bibbia). Questi individui sarebbero giunti sul nostro pianeta in cerca di oro perché questo metallo era indispensabile per creare una sorta di effetto serra sul loro pianeta: polverizzato e diffuso nell’atmosfera avrebbe rallentato il processo di progressivo raffreddamento che NIBIRU stava subendo.Pare che una parte della scienza ufficiale lo stia cercando nei cieli.
Nichoàch Termine ebraico riscontrato nella Bibbia che significa “tranquillizzare, rilassare”. v. Carne bruciata e il libro “Il dio alieno della Bibbia” (Unoeditori).
Ninmah (TSA) La Dea Madre secondo la tradizione sumera.
Ninhursag
Femmina appartenente al gruppo degli Anunnaki, chiamata anche Mami, risulta essere colei cui viene affidata la fabbricazione del Lulu attraverso l’ingegneria genetica.
Nod Dall’Eden, Caino viene esiliato nella terra di Nod, i cui antichi toponimi si trova-no proprio a oriente rispetto al territorio identificato come probabile sede dell’Eden biblico. Questo territorio è sovrastato dal monte (vulcano) Sahand, la montagna luminosa su cui si incontravano gli dèi e, forse, il monte di dio per la Bibbia. Pare corrispondere all’Ashurenduni e all’Ashur bel Ka’ini degli Assiri, che consideravano la stessa cosa il popolo di Dun e il popolo di Caino.
Noè Quest’uomo è conosciuto nei miti di tutto il mondo con vari nomi: Noè (Noah) nella Bibbia, Utnapistim nell’epopea babilonese di Gilgamesh, Ziusudra per i Sumeri, Cox Cox presso gli Aztechi, Powaco per gli Indiani del Delaware, Manu Yaivasata nell’Indostan, Dwytach per i Celti, Sze Kha presso i Patagoni, Noa per gli abitanti dell’Amazzonia, Nu-u nelle Hawaii, Nuwah per i Cinesi… anche con curiose assonanze nei nomi.

Gli egizi attribuiscono a Thoth questa volontà di cancellare l’umanità. Il Libro dei morti fa dire al dio: «Cancellerò tutto ciò che ho creato. La terra entrerà nell’abisso delle acque del diluvio e tornerà tranquilla come ai tempi dell’inizio».

Tutta l’umanità insomma ricorda questo evento narrato per la prima volta dai Sumeri, da coloro cioè che avevano avuto il privilegio di camminare con gli “dèi”, di vivere con loro, di riceverne, dopo la vita, anche gli strumenti per procedere autonomamente lungo la via che avrebbe prodotto l’evoluzione civile e culturale dell’uomo.

Noè, secondo il libro Etiopico di Enoch risultava avere un fenotipo tipicamente albino: pelle chiarissima, capelli biondo fulvi e occhi talmente grandi e chiari da apparire luminosi: suo padre Lamech lo identifica infatti come figlio di uno dei cosiddetti “angeli”.

 

 

O Glossario di Mauro Biglino

Olocausto Termine col quale s’indicava un sacrificio speciale in cui la vittima (o parte di essa: il grasso che copriva le viscere) veniva interamente bruciata per produrre il fumo capace di placare i cosiddetti dèi.
L’uso di produrre quel fumo particolarmente gradito alle divinità era diffuso presso vari popoli: ebrei, sumeri, greci, romani, celti, civiltà centro-sud americane… (si vedano in proposito Biglino M., Il dio alieno della Bibbia, Uno Editori, e La Bibbia non parla di Dio, Mondadori).
OOPArt Acronimo derivato dall’inglese Out Of Place ARTifacts, «manufatti, reperti fuori posto». Indica quei reperti antichi che ricordano strumenti tecnologici moderni (viti, macchine, ecc.) trovati in siti e attribuiti a periodi storici in cui, secondo la scienza ufficiale, non potrebbero esistere. Consigliamo la lettura del libro di Marco Pizzuti “Scoperte archeologiche non autorizzate” che ne riporta un lungo elenco.

Per approfondire: Video DI Youtube

Oro monoatomico L’oro monoatomico (come viene comunemente definita questa particolare forma del metallo finemente lavorato) potrebbe essere stato utilizzato dagli Elohim per prolungare le loro vite. È stato dimostrato che l’oro monoatomico possiede importanti funzioni biologiche: oggi viene utilizzato come stabilizzatore di certi farmaci, o come strumento che serve a indirizzare certi farmaci in modo mirato sulle cellule malate o su quella parte delle cellule che dev’essere curata. Può darsi che l’oro monoatomico influisca sui telomeri, le parti terminali dei cromosomi, che con l’andare degli anni si spezzano, innescando l’invecchiamento delle cellule. Una seconda funzione dell’oro monoatomico pare essere relativa all’antigravità: l’oro non solo perde peso in se stesso, ma pare che faccia perdere parte del peso anche al contenitore che lo racchiude. Questo spiegherebbe, tra l’altro, l’esistenza di un tempio dedicato alla dea Hathor nel Sinai, dove si lavorava l’oro, e dove è stata trovata una grande quantità di polvere bianca – ma niente oro. Questa polvere bianca era anche detta “pane bianco” ed era utilizzata come alimento per gli dei e per i faraoni.

In un prossimo futuro, le ragioni che gli Elohim avevano per cercare l’oro potrebbero diventare molto importanti anche per noi.

Per una analisi specifica, per sapere ciò che afferma la scienza ufficiale e per i necessari riferimenti bibliografici si veda “Le porte degli Elohim” (Biglino M., Barbetta M., Unoeditori)

Per approfondire. https://unoeditori.com/mauro-biglino-risponde-rapporti-degli-elohim-con-altre-razze-loro-atomico-e-il-dio-della-steppa/

Ostraka ugaritici Nell’antico territorio corrispondente agli attuali Libano e Siria, si era sviluppata una civiltà conosciuta come “cultura ugaritica”. A questa civiltà appartengono gli ostraka, cocci di ceramica contenenti scritture beneauguranti, ritrovati dagli archeologi (XIV secolo a.C.). In alcuni di essi ci si rivolge a dei viaggiatori che si accingevano a scendere verso sud e ai quali viene detto: «Vi possano accompagnare Yahweh del temàn e la sua Asheràh». In queste scritte apparentemente banali ci sono in realtà due indicazioni sorprendenti:

  • Innanzitutto, la cultura ugaritica conosceva Yahweh come “signore del temàn”, termine che in lingua semitica indica il Sud, ed è noto che Israele e il Sinai si trovano a sud rispetto al Libano e alla Siria. Quindi i viaggiatori che si recavano in quei territori venivano affidati alla protezione di quell’Elohim che li governava.
  • Vi si dice inoltre che l’Elohim chiamato Yahweh aveva una Asheràh, cioè una “compagna”. Una descrizione che si attaglia perfettamente alla figura degli Annunaki, che si erano divisi i territori di competenza, sui quali governavano con le loro rispettive consorti.

 

P Glossario di Mauro Biglino

Pacal Conosciuto anche come “l’Uomo di Palenque” (centro importante situato nel Chiapas a sud del Messico), è raffigurato nell’omonima stele in cui pare essere rappresentato un individuo seduto al comando di un oggetto volante monoposto. Nella Storia risulta essere stato uno dei più importanti signori dei Maya.
Pedilon pedilon-biglinoTermine greco col quale si indicava il particolare “sandalo alato” che alcune divinità si legavano sotto i piedi per spostarsi volando con rapidità su varie superfici: terra, acqua, cime degli alberi… Eliodoro (autore greco del III-IV secolo d.C.) nelle Etiopiche scrive che le divinità egizie venivano rappresentate sempre con i piedi uniti proprio a motivo di questo particolare modo di spostarsi che è ampiamente descritto da Omero nell’Iliade e nell’Odissea. Questo strumento di volo ricorda straordinariamente i tappeti volanti della cultura islamica.

Per eventuali approfondimenti si veda Biglino M., “Il falso testamento”, Mondadori).

Pentateuco I primi cinque libri dell’Antico Testamento: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio.
Phobos
La maggiore delle lune di Marte (l’altra è Deimos). Le teorie convenzionali non paiono essere in grado di fornire una risposta soddisfacente alle numerose questioni relative alle sue origini. Le immagini inviate dalle sonde hanno evidenziato la presenza di linee sulla sua superficie, ma non si sa esattamente a cosa siano dovute. Il suo nome significa “paura” e secondo alcuni studiosi alternativi la sua massa bassissima consentirebbe di ipotizzare che si tratta di un corpo celeste vuoto all’interno.
Porte degli elohim / Stargate Il concetto di “Porta”, applicato in un contesto astronomico, era davvero basilare per le culture dei popoli antichi, ed era strettamente connesso al cielo e agli dèi. Non dimentichiamo, fra l’altro, che il nome stesso della mesopotamica Babilonia era “Bab Ili” letteralmente “Porta degli dèi”. Peraltro, il tema della “Soglia” o del “Varco”, che si apriva nel cielo, per consentire il passaggio verso altri mondi – verso il Paradiso o verso il mondo delle Anime – era presente sia nella cultura egizia, ma anche in quella ebraica, con le “Sharim”, “Soglie”, o le “Petachim”, “Entrate”, e anche nella cultura latina con le “Ianuae Caeli”. Nelle scritture le porte si aprono sul “non conosciuto” – che erroneamente viene tradotto con “eternità”. Nel salmo 24 vi è proprio descritta l’apertura delle porte. Per approfondire si veda  Biglino M., Barbetta M., “Le porte degli Elohim” (Unoeditori).
Puma Punku Un insieme di costruzioni appartenenti al complesso Tiahuanaco, in  Bolivia. In lingua aymara, il suo nome significa “porta del Puma”. È stato costruito con un sistema che si può definire “modulare”: utilizza blocchi che arrivano a pesare anche 130 tonnellate e che risultano essere stati lavorati in un modo estremamente preciso e con sistemi che paiono propri di una tecnologia molto avanzata; la precisione seriale con cui sono stati realizzati consentì ai costruttori di montarli e collegarli l’uno all’altro per realizzare un edificio dalle caratteristiche straordinarie.

Per approfondire: https://unoeditori.com/puma-punku-un-mistero-piu-grande-delle-piramidi/

 

Q Glossario di Mauro Biglino

Rakya Termine ebraico che indica una superficie solida lavorata. Tutto il contesto biblico della narrazione contenuta in Genesi 1 pare documentare che il gruppo degli Elohim  divise delle acque che stavano sopra da acque che stavano sotto e sulle quali gli Elohim intervennero poi con una successiva chiara opera di bonifica del territorio. Da questo consegue che una traduzione coerente è quella che identifica il termina “rakya” con una diga e non come un firmamento, la cui funzione non ha nulla a che vedere con le funzioni svolte e chiaramente descritte nel libro della Genesi.
I nubiani ancora oggi chiamano “rakya” la diga di Assuan.
Refaim Il termine indicava una delle popolazioni dei giganti che vivevano in quei territori che conosciamo oggi come Transgiordania e Cisgiordania. Ebbero a che fare ancora con il re Davide che li sconfisse (2Sam 21): il loro ricordo permane nella valle situata a sud-ovest di Gerusalemme che da essi prese il nome.
Ruach
Termine biblico che significa “vento, massa d’aria in movimento” e che per estensione è stato poi utilizzato per indicare lo spirito. La polisemia della lingua ebraica ci aiuta a comprendere come in vari passi biblici – analizzati e tradotti letteralmente in “La Bibbia è un libro di storia” (Biglino M., Unoeditori) – il ruach sia descritto inequivocabilmente come un oggetto che si muove nello spazio, vola e viene usato dagli Elohim: è rumoroso e capace di trasportare uomini. Al ruach si agganciano altri elementi meccanici che si spostano con esso ma che se ne possono anche staccare per muoversi in totale autonomia: sono i cherubini chiaramente descritti da Ezechiele.

 

S Glossario di Mauro Biglino

 

Sacrifici Gli Elohim biblici, e le cosiddette divinità antiche in genere, richiedevano continuamente sacrifici che per lo più consistevano in offerte di animali che venivano ammazzati e in parte consumati (si veda la voce “Olocausto”). Spesso le vittime venivano preparate con altre sostanze alimentari o aromatiche e il loro consumo era accompagnato dall’assunzione di bevande alcoliche (si veda in proposito Biglino M., “La Bibbia non parla di Dio”, Mondadori).
Sabha Le Sabha (o Saubha) sono le dimore – vere e proprie città volanti – delle divinità indiane durante la loro permanenza sulla Terra.
Tali palazzi erano di immense proporzioni e sembrano costituire una sorta di ‘versione più grande’ dei Vimana. Questi ultimi erano inoltre spesso descritti come elementi integranti delle stesse Sabha e ne entravano e uscivano per le più disparate motivazioni. I testi parlano di città volanti appartenute a divinità come Indra, Brahma, Rudra, Yama, Kurvera e Varuna e molti altri.
Queste città si spostavano nei cieli e vengono descritte brillanti come l’argento, cariche di cibo, bevande e acqua… Ma anche di armi e munizioni per la loro protezione. Alcuni di questi Sabha sono descritti nel dettaglio… https://unoeditori.com/sabha-antiche-citta-volanti-nello-spazio/Si veda anche “La caduta degli dèi” (Biglino M., Baccarini E., Unoeditori).
Salmo 24 Il Salmo 24 è quello citato dal Monsignor Corrado Balducci come il passo biblico che contiene la prova tangibile del fatto che la Bibbia conosce l’esistenza extraterrestre. “A Yahweh appartiene la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti.” Nel Salmo 24 è anche contenuto il concetto di “porte dell’universo”.
Salomone Salomone, re biblico noto per la proverbiale saggezza, governò sul regno unificato di Giuda e Israele durante il x sec. a.C.; è importante sottolineare che non fu così “fedele a Yahweh”… Infatti eresse “altari a vari Baal (signori)”: a Kamosh, l’Elohim dei Mohabiti e anche a Milkom, l’Elohim degli Ammoniti (cugini primi degli Isrlaeliti ma che seguivano altri dèi)… a dimostrazione del fatto che il più grande dei re israeliti era assolutamente consapevole dell’esistenza di altri “governatori” con i quali era bene mantenere rapporti. Secondo quanto afferma la Bibbia prese come prima moglie la figlia del faraone, re d’Egitto, e successivamente altre 700 principesse anche straniere, moabite, ammonite, edomite, sidonie e ittite alle quali, contrariamente a quanto sancito dalle leggi imposte da Yahweh, consentiva di adorare le proprie divinità e di edificare luoghi di culto a esse dedicati. Secondo i testi antichi, re Salomone mandò i propri servi nella leggendaria Ofir a cercare l’oro, ed essi tornarono con “quattrocentoventi talenti d’oro”.
Satana Satana non indicava il Principe dei demoni ma una semplice funzione che veniva assunta pro tempore dai personaggi più diversi e, talvolta, addirittura su precisa indicazione di Yahweh: era la funzione tipica dell’accusatore, del pubblico ministero, agiva insomma come avversario.
Niente di più: nulla che vedere con le entità demoniache di successiva invenzione spiritualista. Per approfondire si legga l’articolo di Mauro Biglino: “Satana, Lucifero, Belzebù, Belfagòr: Mauro Biglino spiega chi (e che cosa) sono i diavoli della Bibbia
Sem Sem è definito in Gn 10,21 “l’antenato di tutti i figli di Ever” (ossia gli Ebrei). Figlio di Noè, è l’ultimo dei patriatrchi antidiluviani. Noè ebbe tre figli: Jafet, Sem e Cam, anch’essi portati sull’arca unitamente alle mogli per proseguire la stirpe degli uomini. Ciascuno di essi avrebbe dato vita a una stirpe di popoli: Sem i semiti, Cam i camiti, Jafet i popoli delle isole occidentali.
Semidio Mezzosangue nato dall’unione (fisica o artificiale) di un essere umano e un Elohim. I semidei erano conosciuti come gli eroi dell’antichità ed erano dotati di poteri e forze superiori a quelle umane.
Septuaginta v. Versione biblica dei 70: si tratta della Bibbia redatta in lingua greca in Egitto nel III sec. a. C.. Vedere anche la voce “Versione dei 7”.
Set È il nome del terzo figlio maschio di Adamo (ed Eva?). Viene citato in Genesi 5, 3, passo in cui si dice che Adamo lo generò in sostanza secondo le stesse modalità con cui gli Elohim avevano fabbricato l’Adam: viene specificato infatti che lo fece a sua somiglianza, il che farebbe pensare a un intervento di ingegneria genetica simile a quello con cui era stata prodotta la stessa Eva. Il nome potrebbe derivare dalla radice SAT col significato ipotetico di “(El) ha posto”.
Shachar Il termine indica una bevanda ubriacante, una sostanza che fa dire frasi senza senso: Yahweh ordinava che fosse sempre presente nei momenti delle grandi feste annuali da lui programmate. Il suo consumo era unito alle vere e proprie ecatombi di animali, che venivano in parte consumati e in parte bruciati (si veda “Olocausto”). Il tema con l’analisi di tutte le ricorrenze bibliche del termine è analizzato in Biglino M., “La Bibbia non parla di Dio” (Mondadori).
Shimti (TSA) La casa in cui viene insufflato il soffio vitale: il termine potrebbe quindi identificare il laboratorio in cui si dava la vita ai nuovi esseri.
Signore della steppa v. El Shaddai
Sodoma e Gomorra Una delle vicende più affascinanti, intriganti e controverse dell’intero Antico Testamento è quella che vede coinvolti i centri abitati di Sodoma e Gomorra.

Una delle cinque città che costituivano la cosiddetta pentapoli. La loro possibile collocazione e le straordinarie vicende che le hanno coinvolte sono presentate e analizzate in Biglino M., Baccarini E., “La caduta degli dèi”, Uno Editori, 2017.

Per approfondire vai a questo articolo dove  Mauro Biglino analizza Genesi 19.

Stele di Mesha La Stele di Mesha (850 a.C.) è un’iscrizione su basalto nero fatta compilare da Mesha, signore dei Moabiti. Tra le altre cose contiene informazioni sull’Elohim dei Moabiti: Kamosh. I racconti sono assolutamente coincidenti con le fonti bibliche. Da questi resoconti emerge come Kamosh e Yahweh paiono essere proprio uguali in tutto: stessi diritti, stessi poteri, stesse mire di conquista territoriale, stesse esigenze in termini di sacrifici, stessi ordini di sterminio, stesso atteggiamento geloso e punitivo nei confronti dei loro sottoposti…

La stele è analizzata in “La Bibbia non parla di Dio” (Biglino M., Mondadori).

 

T Glossario di Mauro Biglino

Talmud Il Talmud è un testo classico dell’ebraismo, secondo solo alla Bibbia. L’intero Talmud consiste di 63 trattati – e la rispettiva stampa supera le 6200 pagine. Il Talmud (in ebraico: תַּלְמוּד‎, talmūd, che significa insegnamento, studio, discussione (dalla radice ebraica ל-מ-ד) è testo sacro che per oggetto ha lo studio della dottrina tradizionale giudaica post-biblica: contiene gli insegnamenti, le discussioni, le interpretazioni bibliche e le opinioni di migliaia di maestri dei giudaismo (rabbini). Il termine Talmud normalmente si riferisce alla raccolta di scritti intitolati specificamente Talmud babilonese (Talmud Bavli), sebbene ci sia anche un’altra raccolta precedente nota come Talmud di Gerusalemme.
Tiit (TSA) Recipiente catalizzatore dell’impianto genetico utilizzato da Ninmah per creare l’Adam in laboratorio. La parola ha il duplice significato di “argilla” e “contenitore”.
Tzir’ah Questo termine viene erroneamente tradotto “lebbra” quando si racconta della patologia della pelle che colpisce Miriam, ma ricorda stranamente gli effetti di un’arma che Yahweh ha usato in almeno tre occasioni.
In Deuteronomio 7,20, Esodo 23,28 e Giosuè 24,12, Yahweh usa uno strumento (o un insieme di strumenti?) chiamato tzir’ah (termine femminile singolare collettivo) che produce gravi effetti sulla pelle di chi ne viene colpito. Il termine è al singolare ma viene reso normalmente con “vespe, calabroni” per richiamare gli effetti prodotti dalle punture di quegli insetti: i dizionari Brown-Driver-Briggs e Gesenius riportano i concetti di piaga, prostrazione, perforare e colpire. Chissà se una descrizione più precisa della “tzir’ah” si trovava in uno di quegli undici libri ufficialmente scomparsi, quello dal titolo: Le guerre di Yahweh? Quel testo era forse troppo esplicito nel descrivere i sistemi da lui usati in battaglia? Per questo è stato reso indisponibile?
Theoi
Il corrispettivo greco degli Elohim. Per approfondire: https://unoeditori.com/mauro-biglino-yahweh-e-gli-theoi-gli-elohim-che-osservano/ Si vedano anche “La Bibbia non parla di Dio” e “Il falso testamento” (Biglino M., Mondadori).
Torre di Babele Dopo il Diluvio universale, le popolazioni locali sentivano la necessità di prendere precauzioni nel caso in cui il cataclisma si fosse ripetuto: per questo si dice che costruirono una struttura che potesse dar loro tale sicurezza, che permettesse loro di restare uniti e non disperdersi. Si teorizza che la Torre di Babele sia stata un centro con una rampa di lancio per fuggire in caso di calamità, oppure una base dalla quale sarebbe stato possibile lanciare un attacco e combattere contro eventuali forze ostili. Non trova invece riscontro nei testi antichi (se tradotti alla lettera) l’idea teologica e antropoilogica della arroganza intesa come motivazione per la costruzione perché sarebbe stata, con ogni evidenza, priva di qualunque logica.

L’uso delle ziggurat come rampe per i viaggi da e verso il cielo è stata espressa anche dal Ministro dei Trasporti iracheno Kazem Finjan in occasione di una conferenza internazionale tenutasi nell’ottobre del 2016

(https://www.lastampa.it/cultura/2016/10/03/news/le-ziggurat-dei-sumeri-aeroporti-verso-il-mistero-1.34781174)

Tzelem Gli Elohim creano l’Adam utilizzando il loro “tzelem”, termine che letteralmente significa quel “quid di materiale che contiene l’immagine (degli Elohim in questo caso)” e che, derivando dalla radice verbale “tzalam” (tagliare), contiene in sé la precisa indicazione del suo “essere stato tagliato fuori” (Gen 1,26-27). Questo “tzelem” è stato inserito nell’”afar” che già si trovava sulla Terra, cioè il DNA degli ominidi (Gen 2,6).

 

U Glossario di Mauro Biglino

Ur Il nome significa fuoco. Città conosciuta nella Bibbia come Ur dei Caldei, risulta-va il luogo di origine della famiglia di Abramo che la abbandona, dietro richiesta degli Elohim (e non del solo Yahweh: così dice la Bibbia in Gen 20,13) per recarsi in terra di Canaan ed entrare nell’alleanza militare che stava combattendo per il possesso di quei territori che vengono promessi al patriarca.
La sua collocazione e le vicende storiche che la riguardano sono di difficile determinazione: le ipotesi formulabili la pongono come una delle più importanti città di Sumer che avrebbe controllato almeno per un secolo i territori di Babilonia, Assiria e Medio Eufrate.
Uruk Secondo la Lista reale sumerica, fu sede della Seconda dinastia post-diluviana (dopo KISH). Centro di culto di ANU e INANNA, che vi fa scendere direttamente dal cielo il suo tempio EANNA.
Uta-Napishtim (TSA) Corrispettivo di Noè secondo la tradizione sumera.

 

V Glossario di Mauro Biglino

Versione dei 70 La versione dei Settanta – Septuaginta in latino – è la versione della Bibbia in lingua greca.
Secondo la tradizione sarebbe frutto della traduzione effettuata da 70 (72) saggi che lavorarono nel III secolo a.C. ad Alessandria d’Egitto, città nella quale si trovava un’importante comunità ebraica.
La richiesta sarebbe stata effettuata direttamente dal sovrano ellenista Tolomeo II Filadelfo (285-246 a.C.). Questo testo costituisce tuttora la versione liturgica dell’Antico Testamento per le Chiese ortodosse orientali di tradizione greca.
Vite (pianta) La pianta della vite ha una particolare importanza nella Bibbia e nel capitolo 9 della Genesi compare come prima produzione agricola dopo il diluvio universale. Questa importanza è dovuta alle notevoli proprietà del suo derivato, il vino,  che si espletano sia in ambito fisico che psicologico: ha valenza terapeutica sia per l’apparato digerente che cardiocircolatorio, lenisce le sofferenze e produce una certa euforia che in determinati ambiti e situazioni può anche avere una sua utilità. In particolare, dal punto di vista fisico svolge varie funzioni: antiossidante, antiinfiammatoria, antimicrobica, anticancerogena, regolatrice dell’aggregazione piastrinica con riduzione delle malattie cardiovascolari.

Secondo studi accademici (Gordon Shepherd, “Neuroenology: How the Brain Creates the Taste of Wine”, Columbia University Press) il sorseggiare con moderazione questa bevanda produce effetti superiori all’ascolto della musica classica, al risolvere problemi matematici…

Gli Anunnaki/Elohim dimostrarono in più occasioni di avere notevoli conoscenze in ambito medico e quindi non ci deve stupire questa loro particolare attenzione verso un prodotto che poteva fungere da farmaco curativo e preventivo, in svariate situazioni in cui non esistevano rimedi alternativi più efficaci. La storia della diffusione della pianta inoltre si sovrappone in un modo straordinariamente curioso con le vicende bibliche. Le ricerche più recenti fanno risalire la comparsa della vite a 140 milioni di anni fa e, stando ai reperti fossili, prima della comparsa dell’uomo si avevano sulla Terra una quarantina di varietà riconducibili al genere vitis, molte delle quali scomparvero durante le glaciazioni. Alcune di esse si salvarono sopravvivendo nei cosiddetti “rifugi climatici naturali”, uno dei quali è collocato proprio in Asia tra il Mar Nero e il Mar Caspio ed è conosciuto con il nome di “Rifugio Pontico”.

La vicenda di Noè si colloca sul monte Ararat, in Armenia, cioè proprio nel territorio in cui pare abbia avuto origine “l’addomesticamento” della pianta da parte dell’uomo e la conseguente produzione del vino.

In effetti la paleobotanica ha rilevato che il passaggio dalla vite selvatica (vitis silvestris) a quella coltivata (vitis vinifera sativa) avvenne proprio nell’area siro-anatolico-mesopotamica. Nel 2010 ricercatori francesi hanno trovato in Armenia tracce di coltivazione della vite risalenti a circa 8000 anni fa! Se la scoperta fosse confermata, saremmo di fronte a un’ulteriore testimonianza della storicità dei dati biblici.
Inoltre, studi scientifici hanno rilevato che il resveratrolo, sostanza contenuta nell’uva, potrebbe essere utile per la prevenzione e la terapia dei disturbi ossei dovuti alla lunga permanenza nello spazio.

Vitello d’Oro Simulacro protagonista di una vicenda biblica. Quando Mosè s’intrattiene troppo a lungo sul Monte, da Yahweh, per ricevere le tavole delle leggi, il popolo si rivolta e pretende dal sacerdote Aronne un’alleanza con un Elohim diverso. A questa richiesta il sacerdote acconsente prontamente e richiede, per la sua realizzazione, tutto l’oro che il popolo possiede. L’oro viene poi fuso in una statua a forma di vitello. Di fronte al tradimento del popolo verso Yahweh, Mosè scende dal Monte, requisisce l’oro (facendone “bere” al popolo la polvere, versata nell’acqua), fa uccidere tutti i rivoltosi e lascia in vita Aronne. Una vicenda piuttosto bizzarra: una rivolta che, apparentemente, si sarebbe potuta evitare. Dall’analisi di tutto il contesto del racconto si potrebbe evincere che la rivolta sarebbe stata addirittura pianificata da Yahweh e Mosè, e portata a termine con la complicità di Aronne. Esistono molte possibili ragioni: innanzitutto, poteva essere un metodo per liberarsi degli elementi problematici e rivoltosi all’interno del popolo appena formatosi, così che fosse più semplice da governare. Questo però lascerebbe fuori l’oro. Una spiegazione per la necessità di oro può risiedere in Mosè: figlio di un’educazione egizia in tutto e per tutto, sarebbe stato ragionevole supporre che fosse preoccupato all’idea che il popolo non avesse abbastanza oro da garantire ai propri morti degna sepoltura (secondo la cultura egizia, la tomba doveva essere riempita di oggetti preziosi). In questo modo, se lo sarebbe procurato, e Yahweh non avrebbe avuto obiezioni a concedere al suo fidato collaboratore un “premio” di tale calibro. Un’altra possibilità è che fosse Yahweh stesso a desiderare quell’oro… (v. oro monoatomico). Per approfondire, si legga “Non c’è creazione nella Bibbia“.

W Glossario di Mauro Biglino

XGlossario di Mauro Biglino

Y Glossario di Mauro Biglino

Yahweh

Yahweh, lungi dall’essere il ‘Dio’ unico e trascendente, non era che un Elohim: quello a cui era stato affidato il compito di governare su di un popolo specifico, anzi su di una famiglia, quella di Giacobbe/Israele e su un territorio definito. Ma, per la verità, neppure di questo possiamo essere sicuri: egli potrebbe anche essersi autonomamente attribuito il potere su un territorio che nessuno gli aveva assegnato. L’analisi della strategia adottata per conquistare la famosa Terra promessa ci evidenzia infatti tutta l’attenzione da lui posta nel non destare l’attenzione dei suoi colleghi/rivali, molto più potenti di lui, che governavano sulle nazioni circostanti, come l’Egitto e la Mesopotamia. Egli era consapevole della sua situazione ed era letteralmente ossessionato dal timore che i suoi lo abbandonassero per seguire gli altri Elohim; per questo li minacciava continuamente di morte e procedeva senza pietà nell’uccisione dei traditori (due citazioni per tutte: Dt 13, 7 e segg.; Nm 25, 1 e egg.). Il Dio trascendente, onnisciente, onnipotente… elaborato dalla teologia non ha nulla a che vedere con quel personaggio le cui caratteristiche e atteggiamenti descritti nella Bibbia corrispondono a quelli di un piccolo governatore tribale.

Per approfondire leggi l’articolo: “Yahweh era un elohim con poco potere, e non scelse autonomamente il popolo d’Isarele

Oppure puoi guardare questa conferenza sul canale Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=XF2X7kt8ZjA&t=42s

Z Glossario di Mauro Biglino

Zachav Termine con cui la Bibbia indica l’oro, metallo che risultava assai prezioso: Yahweh fa in modo che il suo popolo se ne procuri la maggiore quantità possibile in Egitto e successivamente se ne appropria accentrandone il possesso e il controllo. Lo utilizza per rivestire gli oggetti e le suppellettili che si trovano nella sua dimora.
Zamzummim Popolo appartenente ai Refaim che abitava nella regione di Amman (Transgiordania) e fu sconfitto dagli Ammoniti, che si impossessarono del loro territorio. Anche di essi si dice che erano popolo di “alta statura”, come gli Anaqiti.
Zep Tepi Secondo i “Testi delle Piramidi”, ci fu un periodo primordiale nel quale gli dèi governavano la Terra. Tale periodo è chiamato “Zep Tepi”, ossia “il tempo dell’inizio” secondo gli antichi racconti egizi. Solo un racconto mitologico? Forse no: popoli di tutti i continenti della Terra ci narrano di un’era in cui gli “dèi” e gli uomini camminavano fianco a fianco. Armando Mei, un ricercatore italiano, ritiene si possa riferire ad un periodo storico databile attorno al 36.420 a.C.

 

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