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Gravidanza: il legame emotivo tra mamma e bebè già nel pancione

Legame mamma e bambino sin dal concepimento…

Dal momento del concepimento in avanti, l’ambiente del ventre materno è un luogo ideale nel senso più alto del termine, e con un po’ di audacia, lo si potrebbe definire trascendentale.

La dimensione creata dalla donna, grazie al suo corpo e alla sua anima, diviene favorevole allo sviluppo della vita. Senza riserve, è la vita stessa a servirsene. 

Dal punto di vista del piccolo essere che va formandosi nel grembo, le emozioni della mamma sono tangibili, i suoi pensieri lo plasmano, i battiti del suo cuore rappresentano per lui il suono della vita, sino a condividere con lei i sogni. Ciò che di più profondo e intimo esiste nell’interiorità di un essere umano, è condiviso dal momento del concepimento fino a quello della nascita.

Già dal primo istante in cui sono insieme, entrambi iniziano a trasformarsi. La mamma si trasforma per il bambino, grazie al bambino, e viceversa. Si toccano, dentro. Si parlano, con un linguaggio che è descrivibile attraverso un ossimoro: “il Suono del Silenzio”, e la comunicazione è così sottile ma allo stesso tempo talmente materiale da farsi veicolo di vita.

Un processo articolatissimo viene innescato e prosegue sino al momento in cui una mamma e un bambino verranno alla luce, insieme.

La dimensione astratta dell’ambiente intrauterino

Quanto è importante prendersi cura di tutto questo? Studiare tutto ciò che riguarda l’ambiente intrauterino anche da un punto di vista astratto, non solo fisico e chimico, è di fondamentale rilevanza, in quanto lo studio dell’evoluzione della vita non può omettere ciò che sta oltre la sua mera manifestazione materiale, altrimenti un uomo e una scimmia di fronte a un tramonto non potrebbero essere considerati differenti. 

Anche se non sempre appare evidente, la dimensione astratta ricopre un posto importantissimo nella vita degli esseri umani: questo perché sin dal momento del concepimento anch’essa è un terreno fertile in cui le radici dell’interiorità sono affondate, andando irrefrenabilmente a cercare un nucleo vitale da cui trarre nutrimento.

L’essenza della donna con le sue emozioni, i suoi stati d’animo e le sue aspirazioni spirituali influenzano ogni cellula dell’embrione che diventerà feto, il ritmo della sua crescita e l’ambiente che ne consente tutto il processo. Il bambino, dal canto suo, permette alla madre di esprimere la sua vocazione, le permette di rispondere alla più grande chiamata per una donna: la maternità. Come la madre, anche lui prepara il terreno fertile dove lei potrà evolvere attraverso l’espressione di sé stessa, come donna e come essenza.

Un potenziale infinito

Tutte le donne dovrebbero essere a conoscenza dell’incredibile potenziale di scambio e comunicazione che esiste tra loro e la creatura che verrà alla luce da molto prima del momento del parto. Alcuni studiosi affermano che tutto ciò che si manifesta su un piano fisico, è traslabile anche su un piano meno tangibile, quello dell’Anima. Potremmo allora spingerci a supporre che sia proprio ciò che è suggerito sul piano spirituale a precedere la manifestazione fisica e a direzionarla? 

La mamma darà alla luce il frutto della trama tra vita biologica, vita spirituale e vita quotidiana.

È molto importante perciò proteggere la madre, curare l’ambiente in cui vive e selezionare accuratamente le persone che la frequentano, questo perché, proteggendola, si protegge il delicato equilibrio con cui la vita stessa si sta schiudendo attraverso di lei. Il papà dovrebbe proprio assolvere al compito di “contenitore” in questo senso: per nove mesi dovrebbe trasformarsi in una fortezza in cui la mamma possa cercare sostegno psicologico, riposo fisico e supporto emotivo.

L’arte di saper ascoltare

Se i genitori sanno ascoltare, sarà il bambino stesso a guidarli.

Egli indica, attraverso segnali chiari, quali sono i luoghi che lo fanno sentire al sicuro e quali quelli che lo mettono in allarme, quali sono le persone che lo agitano e quali quelle che lo tranquillizzano, il tutto più o meno totalmente in risonanza alle sensazioni trasmesse dalla mamma, anche se spessissimo accade che la mamma abbia comportamenti insoliti, che la inducono a cambiare abitudini e frequentazioni.

I più razionali giudicano queste variazioni come dei banali “movimenti ormonali”, anziché scavare più a fondo per comprendere che la sensibilità di una madre diviene acutissima già dalla gravidanza e che, in risposta ai segnali che riceve dal suo ventre, sarà motivata a compiere azioni e prendere decisioni che individualmente non avrebbe compiuto e preso. Questa sensibilità è l’aurora della trasformazione che una donna compie quando porta in grembo un bambino: l’istinto materno inizia a svilupparsi in lei. Un istinto che andrà modulandosi con la conoscenza reciproca tra lei e il bambino, attraverso l’ascolto, l’osservazione e il rispetto di quelle che sono le esigenze del nuovo esserino che si affaccia alla vita.

L’amore come guida

Il grande amore che pulsa all’interno di un nucleo familiare quando un nuovo componente è in arrivo funge da guida, da nutrimento e da ispirazione per tutti gli esseri umani.

Tutta la società dovrebbe direzionare le proprie priorità in questo senso: preservare il processo della vita ed educare ogni persona ai valori più importanti che essa trasmette. Le donne, per ovvie ragioni, sono i componenti massimamente incaricati di destare, prima in se stesse e poi negli altri, questi profondissimi insegnamenti con la stessa forza, grinta e naturalezza innate con cui mettono alla luce un bambino. 

Articolo di Daniela Castellani.

Penna Andrea

Autore: Andrea Penna

Andrea Penna medico e chirurgo, si è laureato con una tesi sperimentale sul trattamento farmacologico nelle complicanze cardiovascolari dei pazienti diabetici. Da sempre attratto dalle medicine complementari e dalla metafisica, studioso ed esperto in agopuntura, omeopatia, fitoterapia, spagiria, iridologia, meditazione trascendentale, ipnosi. Ha collaborato col dott. Hamer sullo sviluppo e comprensione delle cinque leggi biologiche, ha seguito i corsi di formazione di Hellinger, e da circa una decina di anni lavora sul rapporto esistente tra lo sviluppo delle patologie croniche e le dinamiche emotive all'interno del nucleo familiare, rielaborando e cercando il punto di Unione tra le interpretazioni simboliche neuro-endocrine tramandateci dall’agopuntura, le basi della fisiopatogenesi scoperte da Hamer e la terapia di gruppo sviluppata da Hellinger.

1 Comment

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    Il compito della donna, cioè quello di poter diventare madre, è un qualcosa di misterioso e di straordinario per non dire meraviglioso. Chi non vorrebbe ritornare per sempre nell'utero materno e non venirne fuori più? Credo chiunque. E pensare che c'è gente che non riconosce la vita fin dal concepimento, la donna stessa talvolta non è consapevole della sua singolare natura umana, biologica, spirituale.

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