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Gruppo Bilderberg: una storia mondiale, tra élite finanziarie, incontri segreti e propaganda mainstream

Il Club Bilderberg

Dagli articoli dei giorni scorsi possiamo trarre un bilancio su come la stampa vede e intende il Club Bilderberg, la cui 66° riunione annuale si è conclusa domenica scorsa a Torino:

• come un fenomeno di costume

• come una realtà eccezionale, sinonimo di libertà, diritti e progresso (e chi ne denuncia l’opacità è ovviamente un complottista).

 

Il sindaco Appendino dà forfait alla cena del Bilberderg

Alcuni quotidiani online tra cui «Il Corriere» hanno biasimato il fatto che il sindaco di Torino, Chiara Appendino, abbia dato forfait alla cena di gala con i 128 partecipanti. Peccato che se ci fosse andata sarebbe stata sbranata viva dalla stampa che ora condanna la sua condotta.

Il Club, su idea di John Elkann e Lilli Gruber, «si apriva al mondo esterno». La cena, nelle intenzioni degli organizzatori, leggiamo ancora nell’articolo «era un momento per far conoscere i più alti esponenti della politica, dell’economia, della cultura e dello sport italiano al club fondato da David Rockfeller».

Tra questi Sergio Marchionne, Bebe Vio, Alessandro Benetton, Franco Bernabè, Fabrizio Saccomanni e Carlo Ratti. Insomma, Torino poteva fare il grande salto e presentarsi come una città che conta, invece a causa del “complottismo” che dilaga tra l’ala dura e pure del Movimento 5 Stelle ha deciso di rifuggire ai “circoli segreti”. Il messaggio che dovremmo trarre dalla propaganda mainstream è il seguente: si è trattato di un’occasione persa, il capoluogo piemontese è ora destinato per colpa dei “complottisti” a rimanere una città proletaria.

Il linciaggio mediatico per chi critica le élite e i suoi “pensatoi” segreti

Già perché, per il pensiero unico, chi critica e chi denuncia da anni i “pensatoi” che si riuniscono in segreto o a porte chiuse è ovviamente un fanatico e un complottista. Così come è un fanatico reazionariochi critica le politiche mondialiste ed elitarie degli stessi gruppi.

Peccato che fino a qualche anno fa, a parlare del Club Bilberberg, Commissione Trilaterale, CFR, ecc. eravamo solo noi, gli esponenti dell’informazione alternativa che ora si vuole tanto censurare con la scusa dell’emergenza fake news.

E le TV? A mia memoria solo La Gabbia, ora cancellata, ha dedicato in modo metodico servizi di approfondimento alle riunioni del Club Bilberberg e della Commissione Trilaterale.

Logica del ribaltamento: tra incontri segreti e manipolazione dell’informazione

Secondo la logica del ribaltamento che piace tanto alla propaganda mainstream, fino a poco tempo fa non si poteva parlare di Bilderberg e soci perché non esistevano o erano argomenti di confine che non meritavano di essere discussi, ora invece se ne parla sempre più per abituare l’opinione pubblica per gradi della loro esistenza (vi ricordate la Teoria della Rana bollita di Chomsky?), diffondendo l’idea ribaltata e assurda che i padroni del mondo si riuniscano a porte chiuse per fare il bene di tutti noi (sic).

Questo si chiama bipensiero orwelliano. Schizofrenia pura che pare aver intaccato sempre più il giornalismo occidentale che ormai fa sempre più propaganda e sempre meno informazione.

Dobbiamo renderci conto che oggi, in democrazia, il popolo è visto dalla maggior parte dei governanti come un “soggetto minorenne” che va educato, accompagnato, indirizzato, controllato, addiritturamanipolato. Il potere arriva anche a mentire e a nascondere la verità al popolo.

La segretezza diventa pertanto necessaria per poter agire indisturbati, per evitare proteste, contestazioni, dissenso.

È così che nascono e si concretizzano delle zone d’ombra nei governi o attorni ad essi: gruppi che si incontrano in segreto per pianificare il futuro dei Paesi, trattati politici ed economici che vengono discussi nel silenzio assoluto (come il TTIP o il TISA). Per far questo esistono cenacoli più o meno noti che si riuniscono però a porte chiuse per decidere le sorti del mondo. Per disegnare il futuro di miliardi di persone. Il Club Bilderberg è proprio uno di questi.

 

Che cos’è il Gruppo Bilderberg

Per Gruppo Bilderberg si intende una specie di “club” privato − composto esclusivamente da Presidenti, Primi Ministri, banchieri internazionali, economisti di punta, editori e giornalisti delle maggiori testate internazionali, Segretari di Stato, rappresentanti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, capi militari − all’interno del quale i membri si ritrovano per fare il punto della situazione politica, economica e militare e per discutere delle linee guida dell’Europa e dell’America in particolare.

Sembra infatti che ogni cambiamento di regime politico, ogni riforma che possa avere ripercussioni a livello globale vengano prima discussi e decisi nei meeting assolutamente segreti e blindati del Gruppo.

Il luogo dei loro incontri viene infatti deciso e diffuso ai partecipanti soltanto una settimana prima della data e i giornalisti, così come i normali cittadini che non compaiono sulla lista degli invitati, non possono avvicinarsi agli alberghi di lusso dove questa élite si ritrova (così è successo anche questa volta al Lingotto di Torino, divenuto zona rossa). Solo grazie ad alcune fughe di notizie e a giornalisti investigativi, sono emerse negli anni alcune notizie in merito alle decisioni che il Gruppo si trova a prendere.

I temi delle riunioni segrete: politica, economia, mercati globali

Non è un caso, dunque, che nella riunione del Gruppo avvenuta due anni fa in Austria, uno degli argomenti all’ordine del giorno sia stato il Trattato Transatlantico di libero scambio o TTIP. Esso si presentava come un accordo commerciale di libero scambio tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, con l’intento dichiarato di abbattere dazi e dogane rendendo il commercio più fluido e penetrante tra le due sponde dell’oceano. E con non poche zone d’ombra che ho ampiamente analizzato in Governo Globale (Arianna Editrice).

Quest’anno, invece, al centro del dibattito segreto sembra sia stato il diffondersi dei populismi in Occidente che rischiano di frenare i piani dell’élite tecnocratica, come spiega invece l’amico, giornalista e autore televisivo (già capo-autore de La Gabbia) Alessandro Montanari nel suo libro Euroinomani, in uscita per Uno Editori nella collana Revoluzione.

Montanari ha infatti coniato il termine ora molto in voga di “Euroinomani” per indicare tutti quei politici, economisti e giornalisti che per anni si sono rifiutati di riconoscere l’oggettiva anomalia dell’euro, ostinandosi a negare il sostanziale fallimento dell’austerità espansiva e sposando acriticamente il nuovo ordine della globalizzazione.

I popoli stanno invertendo la storia?

Brexit, la vittoria di Trump e le elezioni italiane dimostrano però che i popoli stanno invertendo la Storia.

Quella che è iniziata infatti non sembra essere solo una mera protesta, ma una vera e propria rivolta: contro la disuguaglianza crescente, contro l’impoverimento del lavoro, contro lafinanziarizzazione dell’economia, contro le delocalizzazioni predatorie e, soprattutto, contro il dominio delle élite.

Un testo prezioso per vedere la realtà in modo diverso (non attraverso i filtri del potere).

 

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di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: “NWO – New World Order“, “Utero in affitto” e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, abbandona la carriera universitaria per diventare giornalista televisiva. Dopo numerose pubblicazioni su riviste digitali e cartacee, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura (Il Fattore Oz; Governo Globale; Libertà religiosa nello stato laico e nella società aperta, in AA. VV. Credere è reato?; L’ultimo Papa; I Maestri Invisibili del Nuovo Ordine Mondiale).

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