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Guerra al nemico invisibile: le misteriose profezie dei potenti della terra

Quando libri e cinema anticipano la realtà

Come se avessero anticipato le ansie e le angosce del nostro tempo, sono centinaia i racconti, romanzi, film e infine le serie TV che, negli ultimi decenni, hanno immaginato che una pandemia si abbattesse sul pianeta, stravolgendone la società: ci troviamo così sempre dinanzi all’insinuarsi strisciante o improvviso, sempre virulento e sconvolgente di un batterio o di virus che strema la popolazione, macinando cadaveri o tramutando gli umani in mostruose creature.

Da Io sono leggenda di Richard Matheson a L’ombra dello scorpione di Stephen King, alle saghe per il piccolo e grande schermo con gli zombie “che corrono”, da 28 giorni dopo di Danny Boyle a The Walking Dead, passando per capolavori post-apocalittici come L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam al filone catastrofista che vanta titoli “emblematici” che in queste settimane di contagio “reale” vengono riproposte in prima serata come Virus Letale o Contagion.

In modi e forme diverse, queste opere immortalano una minaccia “invisibile” che avanza inesorabile mettendo l’umanità di fronte alla morte che ha cercato inesorabilmente, grazie alla scienza e alla tecnologia, di debellare come un morbo.

La guerra contro il nemico invisibile

E invece è proprio un morbo a piegare l’uomo di fronte alla sua natura e al suo destino ineluttabile di creatura destinata a nascere, invecchiare, ammalarsi e morire.

Quell’uomo che si era illuso di non poter essere scalfito da nulla e di poter persino, grazie alla tecnica, sconfiggere la malattia e la morte, ora si trova a combattere una guerra impari contro un nemico invisibile di cui non si conosce ancora né l’origine né tantomeno il comportamento.

Ad avere “previsto” una situazione di emergenza sanitaria simile a quella che stiamo vivendo in questi mesi è stato nel 2009 il banchiere ed economista francese Jacques Attali di cui ho ampiamente trattato nei miei articolo precedenti.

Un’altra “profezia” del banchiere Jacques Attali

Jaques Attali

In un intervento sulla sua rubrica pubblicata sulla rivista «L’Express» del 3 maggio 2009, Attali arrivava a ipotizzare che una pandemia avrebbe potuto costringere i nostri dirigenti ad accettare la realizzazione di un governo mondiale (esattamente il timore che oggi sempre più persone esprimono per i provvedimenti che stanno militarizzando i Paesi):

«La storia ci insegna che l’umanità evolve significativamente soltanto quando ha realmente paura: allora essa inizialmente sviluppa meccanismi di difesa; a volte intollerabili (dei capri espiatori e dei totalitarismi); a volte inutili (della distrazione); a volte efficaci (delle terapeutiche, che allontanano se necessario tutti i principi morali precedenti). Poi, una volta passata la crisi, trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale ed iscriverli in una politica di salute democratica».

Questa pandemia, continuava Attali, richiederà la creazione di

«una polizia mondiale, un sistema mondiale di stoccaggio (delle risorse) e quindi una fiscalità mondiale. Si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la sola ragione economica, a mettere le basi di un vero governo mondiale»[1].

 

La “profezia” di Bill Gates

A riprova che ai tecnocrati piace “immaginare” il futuro e “simulare” scenari apocalittici, al ted Talk del marzo 2015 Bill Gates, già creatore di Microsoft, nel corso di uno speech, si domandò quale tipo di minaccia avrebbe potuto uccidere milioni di persone in futuro, pronunciando parole che somigliano a una sorta di profezia se si pensa all’attuale pandemia:

«Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone nelle prossime decadi, è più probabile che sia un virus molto contagioso e non una guerra. Non missili ma microbi»[2].

Come mostro in Coronavirus. Il nemico invisibile, la figura di Gates è legata in modo controverso all’attuale emergenza sanitaria.

 

L’Istituto Pirbright e la Fondazione Bill & Melinda Gates

Quattro mesi dopo aver pronunciato questa sorta di profezia, il 23 luglio 2015, l’Istituto Pirbright depositò un brevetto di un coronavirus attenuato per essere usato per la produzione di un vaccino.

Il brevetto venne rilasciato il 17 dicembre 2019.

L’Istituto Pirbright è un ente controllato dal governo britannico e tra i suoi principali finanziatori privati c’è la Fondazione Bill & Melinda Gates (che vanta un patrimonio da 40 miliardi di dollari) di cui è noto l’impegno nel campo delle vaccinazioni di massa.

La Fondazione è il secondo donatore singolo dell’OMS dopo il governo degli Stati Uniti e davanti al Regno Unito: ha destinato all’OMS quasi 444 milioni nel 2016, di cui circa 221 vincolati e quasi 457 milioni nel 2017, di cui 213 vincolati a programmi specifici.

Bill Gates si è in particolare concentrato sulla somministrazione dei vaccini nei Paesi in via di sviluppo, affiancando all’impegno per l’OMS quello da finanziatore leader della Gavi Alliance, una partnership pubblico-privata emanazione della sua fondazione, le cui ombre sul suo operato sono seconde solo alla Fondazione.

La Gates Foundation partecipa da qualche anno, al finanziamento di quattro aziende (oltre a Moderna) impegnate nella realizzazione di un vaccino per il Covid-19: Vir Biotechnologies, Inovio Pharmaceuticals, Novavax, Vaxart.

Le inquietanti previsioni del Memorandum Rockefeller

A essere ben più inquietante è il cosiddetto Memorandum Rockefeller, un documento di 54 pagine della Fondazione Rockefeller, dal titolo, Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale,pubblicato nel 2010 in .pdf sul sito della Fondazione, che delinea uno scenario catastrofico per il ventennio dal 2010 al 2020.

A colpire il lettore è la cifra esorbitante di morti che attenderebbe, stando alle previsioni contenute nel documento, l’umanità a partire da una misteriosa pandemia.

Il contagio dovrebbe colpire il «20% della popolazione, uccidendo almeno 8 milioni di persone in soli sette mesi».

Sarebbe proprio a causa di questa epidemia che i popoli saranno costretti a cedere la propria sovranità a un governo più autoritario di stampo mondialista che comporterà un più stretto controllo su tutti gli aspetti della vita.

Ciò avrebbe inizio con la crisi del settore terziario e con un crollo del commercio e di tutte le attività pubbliche: negozi, uffici e sedi istituzionali sarebbero costrette a chiudere per mesi.

Il virus si diffonderebbe con maggior violenza in Africa, Asia e America centrale, dove i protocolli per il contenimento sarebbero meno efficaci se non addirittura assenti.

Unica eccezione la Cina, il cui governo riuscirà a mettere in quarantena la popolazione instaurando un rigido controllo delle masse.

Restrizioni simili verranno adottate anche da altri Paesi.

Il regime di controllo di stampo orwelliano sfocerà nel 2025, anno in cui ormai non saranno più i cittadini a decidere democraticamente, ma i governanti per loro.

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NOTE

[1] https://solidariteetprogres.fr/actualites-001/Attali-une-petite-pandemie-permettra-d-instaurer-un-gouvernement-mondial_05437.html

[2] https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/03/14/virus-uccidera-milioni-persone-profezia-bill-gates_HbP0YlKoxD6l7191J9be7I.html

 

 

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Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Laureata con lode in Filosofia, è caporedattrice del Gruppo Editoriale UNO. È autrice di numerosi saggi di sucesso, tra cui ricordiamo: Cyberuomo. Dall’intelligenza artificiale all’ibrido uomo-macchina; Dietro le quinte; Fake news; Governo Globale; La fabbrica della manipolazione; Unisex; Utero in affitto; False Flag. Sotto falsa bandiera. Il suo sito è: www.enricaperucchietti.it Il suo blog è: enricaperucchietti.blog

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