Schermata 2019-10-18 alle 10.51.40

Hollywood e Washington: la propaganda americana attraverso il cinema

Hollywood e la propaganda americana

Vi siete mai chiesti come mai negli anni ottanta ci fu un’esplosione di film americani pieni di azione e tutti intenti a esaltare l’America in modo a dir poco esagerato?

Alla fine degli anni settanta, gli Stati Uniti uscivano da un periodo di forti contestazioni “anti-sistema” e antimilitaristiche. Così, l’allora amministrazione Reagan decise che era tempo di far tornare una visione forte e “guerriera” dell’americano medio.

Le forze armate, inoltre, avevano bisogno di trovare nuove reclute. Quale miglior modo, dunque, di fare tutto questo se non tramite il cinema?

Si iniziò così a produrre film come Rambo (Stallone era amico di Reagan) e Top Gun e, ovviamente, si continuò su questa strada… E Hollywood divenne il più grande strumento di propaganda del governo americano. Ma procediamo con ordine.

Gli obiettivi di Washington attraverso Hollywood

Già dalla Prima guerra mondiale il governo USA aveva individuato nel cinema un potente strumento di propaganda da sfruttare giacché in grado di influenzare in modo significativo le masse. È dalla Seconda guerra mondiale in poi, però, che gli Stati Uniti iniziarono a fare uso massiccio della propaganda attraverso il cinema.

Gli scopi a cui Washington ha puntato e a tutt’oggi punta attraverso lo strumento cinematografico sono sempre gli stessi, per la precisione:

  • Dividere in modo netto e chiaro il mondo in “Buoni” e “Cattivi”, dove i Buoni sono sempre, ovviamente, gli americani…
  • L’America deve essere sempre rappresentata come la terra della libertà e della giustizia.
  • Ogni individuo, se si comporta secondo determinati principi “americani”, diventerà sicuramente ricco e felice.
  • È necessario esaltare l’individualismo ma, allo stesso tempo, far apparire l’individuo sempre all’interno del “sistema USA”.
  • Il “sistema americano” non è mai marcio in sé ma, se qualcosa non funziona o va storto, è sempre colpa di un singolo individuo (una “mela marcia”) che ha smarrito la retta via.
  • Creare una “coscienza di Stato” al fine di far sentire gli americani come “un sol corpo”; per raggiungere questo scopo, tra le altre cose, nelle pellicole sono sempre presenti individui appartenenti a minoranze etniche che svolgono la parte dei “simpatici”.
  • L’America è benedetta da una realtà divina e gli americani hanno il compito di portare il Bene in questo mondo.
  • Russi e sudamericani sono sempre l’incarnazione del male e del sadismo mentre dei cinesi, veri antagonisti degli americani nel mondo reale odierno, non bisogna mai parlare male; anzi, meglio non parlarne proprio.

 

I cattivi? solo i Russi…

Riguardo all’ultimo punto, forse finora non avevate mai notato che i film hollywoodiani non attaccano mai la Cina.

Perché? Per due motivi:

  1. il primo è dato dal fatto che il mercato cinematografico cinese è troppo grande e importante per inimicarselo;
  2. mentre il secondo riguarda le altre aziende americane e, addirittura, lo stesso governo: attualmente gli affari che conducono con i cinesi sono di un’importanza tale che non sarebbe saggio creare frizioni culturali tra le due nazioni in questo momento.

 

Lobby ed establishment

Negli USA esiste una lobby cinematografica molto potente. Questa lobby si chiamaMotion Picture Association of America (MPAA) e i suoi membri sono i sei principali produttori di film degli Stati Uniti e cioè: Walt Disney, Sony, Paramount Pictures, Universal Studios, Warner Bros e Netflix.

Il ruolo di questa associazione è abbastanza facilmente intuibile: consiste nella tutela, sotto tutti gli aspetti, degli interessi dei suoi membri. E una gigantesca lobby come la MPAA con chi dialogherà mai per tutelare gli enormi interessi dei suoi soci? Ovviamente con l’establishment del governo americano. Come sappiamo, però, nessuno dà mai niente per niente.

E cosa chiede in cambio il governo americano?

Che vengano tutelati i principi che reggono la società americana e che, quindi, vengano scoraggiati tutti quei film “anti-sistema americano”.

Essendo, però, la censura negli USA vista come un qualcosa di inaccettabile, l’establishment ha trovato modi più furbi e intelligenti per fermare chi potrebbe dare fastidio al Sistema come, ad esempio, non concedendo finanziamenti economici e aiuti tecnici, nonché limitando la diffusione del film solo nei piccoli canali di distribuzione e così via. Va da se che in uno Stato come quello USA in cui vige l’assoluta libera concorrenza è sufficiente non far arrivare denaro dai finanziatori privati per tagliare le gambe a qualsiasi iniziativa.

Ma, come dicevo, esistono anche altri modi.

Alcuni film che hanno avuto qualche “problemino”

Apocalypse Now

Negli anni settanta – decennio, come già accennato, di forti contestazioni sociali – il grande regista Francis Ford Coppola decise di fare un film contro la guerra del Vietnam e, più in generale, di forte critica al mondo moderno e alla società americana.

Insomma, un vero e proprio film anti-sistema. Chiaramente l’establishment americano non vide per niente di buon occhio l’iniziativa e rifiutò al regista qualsiasi supporto.

È noto che sin dagli anni quaranta esiste a Los Angeles un ufficio del Pentagono che serve proprio per dare supporto ai registi, fornendo mezzi e aiuti di vario genere.

Tutto questo quando, ovviamente, il film è a favore dell’America e delle forze armate americane (attraverso quale altro modo i registi potrebbero ottenere quelle spettacolari immagini di caccia, portaerei, sottomarini e splendenti alte uniformi?).

Se invece il film non risulta “simpatico” al Pentagono, come accadde a Coppola, si è costretti ad andare all’estero e sperare di trovare qualche nazione disposta ad affittare i propri mezzi. Gli elicotteri e i vari mezzi che vedete nel film i Coppola, infatti, appartengono alle forze armate filippine.

Fahrenheit 9/11

Un film-documentario che solleva una valanga di domande e di dubbi sull’11 Settembre avrebbe mai potuto essere accolto bene da Washington? Ovviamente no.

Infatti la Disney, che aveva prodotto il film, a seguito di pressioni arrivate “dall’alto”, ne bloccò la distribuzione e vendette i diritti a una piccola casa indipendente che, ovviamente, trovò enormi difficoltà per farlo arrivare nei cinema.

Lo strano caso Joker

Stranamente, un film sembra sia sfuggito al fitto controllo dell’establishment americano: mi sto riferendo al recente film Joker. Questo, per chi ha avuto modo di vederlo, è chiaramente un film che solletica lo spettatore ad essere “anti-sistema”.

Di conseguenza, ci si aspetterebbe quantomeno una limitazione nella distribuzione. E invece è ovunque e sta avendo un enorme successo.

Perché? A mio parere il motivo è uno solo. Quando i “controllori” lessero il copione si trovarono di fronte a un personaggio da fumetto ambientato in una città che esiste solo nei fumetti (Gotham) e, quindi, pensarono che non potesse presentarsi il rischio di empatia e immedesimazione nel pubblico con la storia raccontata.

E invece non è così: tutti ne parlano e tutti discutono sul significato “anti-sistema” del film.

Ovviamente la situazioni è sfuggita di mano ai famosi “piani alti” che adesso stanno tentando di correre ai ripari “spronando” le grandi testate a scrivere recensioni negative dicendogliene di tutti i colori (che è “brutto”, “immorale”, “diseducativo”, ecc.) e facendo già circolare voci sul fatto che nella commissione degli Oscar si stia discutendo dell’inopportunità di far vincere dei premi a un film così poco educativo.

 

Hollywood nelle nostre case

Se anche voi tendete ad avere atteggiamenti alla “americana”, a sognare di vivere a New York, a tendere ad arredare la vostra casa in puro “american style”, di fare i “manager”, di avere l’ultimo ritrovato tecnologico “Apple”, di trovare la felicità della vita facendo “shopping” e così via, state pur certi che il motivo è soltanto uno: la propaganda americana è entrata nelle vostre case e ha colpito anche voi. Forse è tempo di prenderne coscienza.

 

Libri per approfondire:

  • Jean-Michel Valantin, Hollywood, il Pentagono e Washington, Fazi Editore, 2005
  • Marcello Foa, Gli stregoni della notizia, Guerini e Associati, 2018
  • Michele Putrino, Manuale di Resistenza al Potere, Uno Editori, 2019
Putrino Michele

Autore: Michele Putrino

Michele Putrino, dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook.

1 Comment

  1. Avatar
    Sì, l'America è una formidabile macchina propagandistica fin dalla sua fondazione. In Italia poi la "troppa America" è sempre stato un fatto scontato. Ma adesso forse si sta muovendo qualcosa, e la gente si chiede molte cose che prima neanche immaginava. E' bene prendere coscienza di questo dato così importante, almeno non si rischia di finire assuefatti del tutto alla macchina del sistema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!