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I segreti del web nascosto: intervista all’autore Giuseppe Balena

Intervista a Giuseppe Balena, giornalista e scrittore autore della novità editoriale “il web nascosto”.

 

D: Partiamo dal titolo del nuovo libro: “Il web nascosto”…

R: “Il web che tutti noi conosciamo è a portata di mano, anzi…di mouse. Lo utilizziamo tutti i giorni con estrema facilità e disinvoltura per svariati motivi. Ci sembra sterminato e omnicomprensivo. In realtà è solo una nostra impressione. Oltre tutto questo c’è ben altro: una rete completamente sconosciuta, segreta e piena di insidie di cui si parla poco.

Fate conto che web è costituito da oltre 550 miliardi di documenti e circa 18 milioni di gigabyte… Google ne indicizza solo due miliardi, ossia meno dell’1%. Questi dati sono riferiti al 2000 (anche perché non è facile fare delle stime precise) e secondo studi più aggiornati tale percentuale potrebbe raggiungere circa il 4%.

In altre parole il web in “chiaro”, ossia il surface web, cioè quello disponibile a tutti e indicizzato dai motori di ricerca, dovrebbe contenere a oggi circa 980 milioni di siti. Oltre il 90% dei siti non sono indicizzati e non sono accessibili dai comuni motori di ricerca. Sfruttiamo una porzione molto limitata della rete Internet a disposizione e soprattutto dei contenuti presenti in essa. Esiste pertanto una porzione del web completamente sconosciuta e di non facile accesso”.

 

D: Ci puoi spiegare meglio com’è strutturata questa parte nascosta del Web?

R: “Certo. Possiamo dire, proponendo una classificazione schematica, che la rete Internet e il web comprendono:

il Clearnet ossia il web in chiaro che si può navigare tranquillamente tramite i normali browser e

il Deep Web comprendente i siti presenti in rete ma non indicizzati dai motori di ricerca; poi c’è una parte ancora più “oscura” che comprende

le Darknet ossia le reti virtuali navigabili utilizzando tor, Freenet e i2p e il Dark Web ossia la parte del web che fa riferimento prevalentemen­te ai contenuti spesso illegali accessibili proprio tramite le darknet.

Più in generale però la rete complessivamente contiene ben nove livelli a partire dal Livello 0, cioè il web comune – Clearnet – fino ad arrivare al Livello 8. Quest’ultimo  l’ultimo livello per così dire “conosciuto” è quello che dovrebbe controllare l’intera rete. È chiamato The Primarch System e pare sia stato scoperto negli anni 2000. Questo livello è pratica­mente impossibile da interpretare per i computer normali.… E anche su questi argomenti esiste pochissima informazione”.

 

D: Quindi, sostanzialmente, cosa possiamo trovare nel Deep Web e nel Dark WEB? Che cosa cambia rispetto al Web “in chiaro”?

Il Deep Web tradotto alla lettera significa “web profondo” o anche “web som­merso”, ossia è la parte non raggiungibile utilizzando un qualsiasi motore di ricerca tradizionale. Bisogna invece fruttare parti­colari modalità tra cui per esempio un applicativo chiamato tor che permette di rendere anonima la navigazione.

Non è facile elencare con precisione le attività che si svolgono: si può vendere, acquistare e noleggiare di tutto; affittare un hacker, contattare attivisti, visitare biblioteche pirata, ottenere servizi vari di anonimato, trovare siti dei media per ri­cevere soffiate, ottenere e utilizzare dati personali altrui rubati prece­dentemente.

Lo stesso Deep Web di frequente è utilizzato dai governi e dai ser­vizi di intelligence per sondare i pericoli internazionali per esem­pio in funzione antiterroristica e fare prevenzione in tal senso; ma in questi contesti sono molto attivi anche i centri di ricerca delle aziende per catturare tendenze in anteprima o generarle apposita­mente per sperimentarle. Esistono poi interi mercati dell’informa­zione dove è possibile rintracciare notizie riservate.

Fare una discriminazione esatta e funzionale tra Deep Web e Dark Web non è facile poiché spesso i siti rica­dono in un’area che può essere considerata di sovrapposizione e che nel mio nuovo libro ho definito con un neologismo Deerk Web.

Ci son molte leggende metropolitane su cosa succede realmente nel Dark Web; ma dopo diversi mesi di navigazione in questa porzione sperduta del web ho cercato di riportare nel libro quello che effettivamente c’è di vero, tenendo conto delle difficoltà e dei limiti oggettivi di questa ricerca.

Per esempio nell’ambito delle darknet possiamo trovare portali pedopornografici, si possono affittare pirati informatici per ac­cedere ad account di posta elettronica o per prendere possesso di profili social altrui (pagando dai 50 ai 200 dollari). Ci sono poi tantissimi portali per la vendita di droghe di ogni tipo e da tutto il mondo; è possibile contattare anche i famosi contract killer che offrono omicidi a pagamento con tariffe detta­gliate.

Si trova davvero di tutto e alcuni servizi, sebbene incredibili, sem­brano reali.

Per esempio si stanno diffondendo sempre di più le cosiddette “Red Room”. Si tratta di veri e propri show, dove un aguzzino si diverte a torturare una persona: pagando è possibile assistere allo spettacolo e addirittura suggerire le mutilazioni o le sofferenze da infliggere alla vittima. In alcuni siti, addirittura, si parla di sei mila dollari per assistere a un omicidio. Bufala o fatto reale resta comunque il dato inquietante rispetto ai contenuti pro­posti in questi siti.

 

 

Cosa succederà dunque nei prossimi anni? Cosa ci dobbiamo aspettare?

Senza ombra di dubbio gli scenari prossimi venturi sono complessi. La rete come siamo abituati a conoscerla, ossia quella in chiaro e fruibile dalla maggior parte degli utenti può essere definita come “Internet generalista”.

I cambiamenti in corso stanno portando alla creazione di alcuni comparti:

Internet delle cose o Internet degli oggetti (IoT) ossia gli oggetti di uso comune dotati di una connessione alla rete; in tal modo gli oggetti o i luoghi diventano “intelligenti” (smart objects);

Internet del valore ossia la rete al servizio dell’economia e della finanza con la conseguente creazione di ricchezza proprio grazie all’utilizzo delle enormi potenzialità della stessa (dal commercio elettronico fino alle più recenti criptovalute);

Internet delle persone ossia il corpo umano diventa ibrido, carne e chip, con la possibilità di interazione biotecnologica (per esempio grazie all’introduzione nel corpo umano dei microchip o altri apparati biomeccanici ed elettronici non solo per esigenze biomedicali).

D: Certamente questi scenari ci pongono di fronte a diversi interrogativi… 

R: “Il grande interrogativo rispetto a questi cambiamenti riguarda soprattutto il loro impatto sulla vita quotidiana.

Si tratta di un’evoluzione della rete o di appendici collaterali alla medesima? Una rivoluzione o un’involuzione? Forse la risposta a questi interrogativi potrà venire solo con il tempo e con il consolidamento di alcuni processi ancora in atto.

Ancora una volta bisognerebbe porre l’attenzione sulla sistematica e inesorabile erosione della privacy; c’è poi un altro aspetto da tenere ben in conto: sempre di più nel prossimo futuro i nostri dati saranno la nuova vera ricchezza non solo dal punto di vista commerciale per le multinazionali ma anche nell’ambito più prettamente politico ed economico. Chi avrà la gestione di questa massa di informazioni avrà un potere enorme ed egemone, direi quasi assoluto.

I cosiddetti “poteri forti” si stanno riorganizzando e questa volta saranno più “forti” che mai, forse come non è mai successo nel corso della storia dell’umanità”.

Balena Giuseppe

Autore: Giuseppe Balena

Giuseppe Balena nato a Matera nel 1975. Si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari. Vive e lavora a Ferrandina (Matera) come giornalista, scrittore e comunicatore web. Già redattore per testate giornalistiche cartacee e online, collabora con la rivista «Mistero» dell’omonima trasmissione televisiva di Italia Uno. Ha pubblicato nel 2017 il saggio Il grande Fratello ci guarda.

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