Charles-McCullar-Umberto-visani

Il caso Charles McCullar: la misteriosa scomparsa a Crater Lake

L’enigmatico caso di Charles McCullar 

In un precedente articolo abbiamo esaminato le caratteristiche che accomunano certe sparizioni che gli stessi investigatori definiscono “anomale” per la presenza di elementi che portano a escludere spiegazioni convenzionali.

Il caso che segue, quello di Charles McCullar, rappresenta una sorta di pietra di paragone per l’enigmaticità di quanto accaduto.

Sul finire del 1974, Charles McCullar, ragazzo di diciannove anni, aveva lasciato la sua casa in Virginia per dare inizio a un lungo viaggio che lo avrebbe portato a fotografare vaste riserve naturali.

Il 27 gennaio dell’anno successivo il ragazzo si trovava a Eugene, nell’Oregon, dove sarebbe rimasto alcune settimane per poi compiere un’escursione verso il Lago Crater.

Il 29 gennaio Charles disse ai suoi amici che stava andando al Lago Crater e che sarebbe tornato entro il 31 sera e che, in caso contrario, avrebbero dovuto chiamare la polizia. Questa fu l’ultima volta in cui lo videro.

Il primo febbraio, come da disposizioni di Charles, i suoi amici contattarono le autorità e compilarono un modulo di scomparsa di persona.

L’area intorno al lago e le cittadine vicine vennero riempite di volantini con il viso di Charles. La polizia statale confermò che Charles era entrato nel parco dalla Highway 138 e che alcuni testimoni lo avevano visto giorni prima.

Lo zaino di Charles

Il padre di Charles giunse subito in loco e stilò una lista di oggetti che il figlio aveva con sé, specialmente i più peculiari, quali un portachiavi di forma insolita della Volkswagen.

A nulla servirono le ricerche, Charles era scomparso.

Ai primi di ottobre dello stesso anno, un gruppo di scalatori si trovava nei pressi del Bybee Creek, in una zona estremamente fuori mano. Malgrado si trattasse di una zona così desolata, questi scalatori trovarono uno zaino e una sciarpa. Stupiti, portarono il tutto alla stazione di polizia più vicina, dove era presente una funzionaria che ricordava ancora le descrizioni compiute dal padre di Charles. Costei, non appena vide che nello zaino trovato dagli scalatori si trovava un portachiavi Volkswagen di forma insolita, ricollegò il ritrovamento alla scomparsa di Charles, per cui chiese in dettaglio dove avessero trovato lo zaino. Gli scalatori spiegarono con accuratezza e così vennero mandati alcuni agenti sul posto.

Il luogo venne ritrovato facilmente perché gli scalatori avevano appeso alcuni panni in modo da facilitare il riconoscimento del punto esatto.

Il ritrovamento delle ossa a Crater Lake

I due agenti iniziarono a perlustrare la zona con estrema attenzione, fin quando non videro da lontano un albero che dava su un piccolo canyon. Attaccato a esso, un paio di pantaloni.

Il primo aspetto che li sorprese fu notare come dai pantaloni pendesse una cintura. Incuriositi, i due agenti si avvicinarono e videro che sotto l’albero caduto, per terra, c’erano delle ossa, nello specifico una tibia spezzata. Non solo. C’era anche un elastico delle mutande, delle calze con all’interno delle piccole ossa, ma nessuna calzatura.

Gli agenti iniziarono a esaminare l’area procedendo in cerchi concentrici, alla ricerca di ulteriori prove. Sull’altro lato rispetto all’albero caduto, trovarono un teschio e la parte bassa della mandibola, oltre a ulteriori ossicini. Non c’erano ossa grandi: vertebre, anche, femori, così come non c’erano le calzature del ragazzo, particolare estremamente anomalo, così come la presenza di una singola tibia nel pantalone.

I due agenti, esperti di casi di assalto di predatori, erano senza parole. Un orso avrebbe preso con sé il corpo o un pezzo o alcuni arti, portandoseli via, mentre vi erano più pezzi sulla scena.

 

L’FBI, le analisi e le domande senza risposta

Nei giorni successivi giunse anche l’FBI e il teschio venne mandato ad analizzare: si trattava proprio di Charles McCullar.

Gli analisti esaminarono quanto accaduto e fu proprio nei dettagli che emersero ulteriori stranezze.

 

scomparsiIl primo aspetto da tenere in considerazione riguarda come sia stato possibile che Charles abbia camminato dall’ingresso al parco per 14 miglia (circa 23 Km) verso il Bybee Creek in giornate in cui la neve superava il metro e mezzo, soprattutto considerando che il ragazzo non aveva mai seguito corsi per la sopravvivenza in scenari invernali estremi.

L’opinione del padre è che si sia trattato di omicidio con furto, dato che le apparecchiature fotografiche del ragazzo non furono mai ritrovate.

Le autorità non erano di questo parere, dal momento che molti aspetti non andavano a formare un quadro coerente con questa ipotesi.

La vicenda, infatti, sollevava tutta una serie di domande prive di risposta:

  • dove erano finiti gli stivali di Charles?
  • dove si trovavano la fotocamera e il coltello del ragazzo?
  • dove era scomparso il cappotto indossato dal ragazzo?
  • come mai la cintura e i pantaloni erano slacciati?
  • se Charles fosse morto nel punto in cui erano stati ritrovati i suoi pantaloni, come mai c’era solamente una tibia nella gamba destra del pantalone?
  • dove erano finite le altre ossa di grandi dimensioni?
  • i pantaloni non erano sgualciti né strappati… come avrebbe potuto un animale “svestire” il ragazzo per poi mangiarsene un pezzo?
  • il padre era certo si fosse trattato di un omicidio… davvero potrebbe essersi trattato di questo? Chi era presente quel giorno in un’area così isolata?

 

Tutte domande senza risposta, per un caso che lascia totalmente stupiti e preoccupati in merito a che fine possa aver fatto il ragazzo.

___________________

Ti è piaciuto l’articolo di Charles McCullar?

Ecco altri articoli che potrebbero interessarti

Visani Umberto

Autore: Umberto Visani

Umberto Visani nasce a Torino nel 1983. Laureato in Giurisprudenza, fin dall'adolescenza si interessa di ufologia, archeologia misteriosa, antropologia, tradizioni e criptozoologia. Collaboratore di numerose riviste specializzate, fra cui "XTimes", "The Ufologist Magazine Australia" e "Ufo Matrix Magazine", dal 2010 è ospite fisso della trasmissione televisiva Mistero in onda su Italia 1.

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!