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Il codice nascosto di Leonardo Da Vinci: il segreto dell’Uomo Vitruviano

Leonardo e il suo Uomo Vitruviano

Quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte di uno dei più straordinari geni che l’essere umano abbia mai conosciuto (2 maggio 1519 – Amboise, Francia).

Leonardo Da Vinci, che si considerava più un ingegnere che un artista ci ha lasciato un’opera che ha influenzato i più grandi artisti europei per secoli: l’Uomo Vitruviano.

Vediamo un uomo con braccia e gambe aperte, contenuto in un quadrato e in un cerchio che tocca con le sue quattro estremità.

Uomo vitruviano (34×24 cm) 

È il disegno più famoso del mondo, ma in realtà esso si mostra solo in parte… E resto permane nascosto.

Quali conoscenze misteriche si nascondono dietro questo straordinario disegno?

Come sono state ricavate le misure dell’Uomo Vitruviano?

Quali sono i significati simbolici del quadrato e del cerchio?

 

Le proporzioni auree

Quale proporzione deve avere un corpo umano considerato perfetto nel Rinascimento e quale proporzione accomuna le due figure geometriche cerchio e quadrato?

Leonardo nella sua bella vulgata rinascimentale scritta in modo specchiato sopra e sotto il disegno, parla dell’uomo e delle proporzioni che deve avere, ma non accenna mai al cerchio se non per dire che il suo centro si trova vicino all’ombelico.

Per quale ragione questo grande genio universale ha scelto proprio quelle proporzioni e deciso di tracciare proprio quella circonferenza, proprio con quel diametro specifico, senza però dire quale o perché?

Un passo indietro: Vitruvio

Vitruvio era un ingegnere militare che operava a Roma negli ultimi decenni prima dell’era cristiana. Lavorò come tecnico militare (costruzione di ponti e strade) sotto Giulio Cesare: alla morte di costui offrì i suoi servigi all’Imperatore Ottaviano Augusto.

Una volta raggiunta la vecchiaia, si mise a riposo beneficiando di una pensione-vitalizio che lo stesso imperatore gli aveva concesso.

Come ringraziamento per questo gesto magnanimo scrisse – dedicandolo al suo benefattore – il “De Architectura”, opera in 10 volumi in cui Vitruvio descrive accuratamente ogni operazione progettuale e cantieristica per costruire a perfetta regola d’arte.

Quest’opera è di estrema importanza per gli studiosi in quanto è l’unica opera arrivata fino a noi in cui si descrivono in dettaglio tutte le operazioni che fanno sì che l’architettura romana sia stata un modello per tutti i popoli, per secoli.

 

Il problema delle proporzioni perfette in Vitruvio

In quest’opera Vitruvio pone il problema delle proporzioni e sostiene che le misure architettoniche siano in perfetta armonia con le misure fisiche dell’essere umano. Proprio a sostegno di questa sua tesi, Vitruvio stabilisce quali siano le misure del corpo umano che lui considera perfette (probabilmente traccia anche dei disegni che però non sono mai giunti fino a noi; le figurevennero poi aggiunte successivamente in epoca medioevale e poi rinascimentale).

Sostanzialmente (e semplificando) due erano le correnti di pensiero che si formarono nei secoli. Esse si potevano sintetizzare con due appellativi:

  • Homo ad Quadratum. La figura umana doveva inserirsi in un quadrato, la figura geometrica che nell’antichità rappresentava tutto ciò che è terreno e legato all’uomo come essere fisico.
  • Homo ad Circulum. La figura umana doveva inserirsi in un cerchio, la figura geometrica che nell’antichità rappresentava tutto ciò che è divino e perfetto.

 

Leonardo e il segreto delle proporzioni

Anche Leonardo si appassiona al “tema proporzioni” e nel 1490 fornisce la sua rappresentazione e riunisce in una sola figura sia l’Homo ad Quadratum che l’Homo ad Circulum.

Leonardo aveva letto l’opera di Vitruvio in traduzione italiana1. Creato il disegno, Leonardo enuncia quelle che secondo lui debbano essere le proporzioni che l’uomo perfetto deve avere.

Leonardo ci dice solo il risultato di suoi studi e dei suoi ragionamenti, ma purtroppo, non ci dice tre cose che sembrano fondamentali per la comprensione profonda della sua opera:

a) Quale sia il raggio (quindi il diametro) del cerchio.
b) Il perché abbia scelto proprio quella specifica circonferenza.
c) Come abbia ricavato le proporzioni ideali dell’uomo.

 

Questo fatto ha prodotto nei 5 secoli che ci separano da lui, una lunga serie di dibattiti, tutti orientati a spiegare come il genio vinciano avesse potuto ricavare quelle misure e quindi giungere a certe conclusioni.

 

Leonardo, tra terra e cielo

La grande amicizia che c’era tra Leonardo e il frate francescano Luca Pacioli – grande studioso di geometria – aveva fatto sì che il Maestro si avvicinasse molto allo studio della geometria in particolare di quella sacra.

Esaminando a prima vista l’opera leonardesca, si potrebbe dedurre che il grande artista abbia voluto lasciare solamente una sua interpretazione circa le perfette proporzioni che ogni artista dovrebbe adottare in pittura o in scultura.

Ma se il suo intento fosse stato solo questo non ci sarebbe stato bisogno di inserire l’uomo in un quadrato e in un cerchio: sarebbero bastati i sui commenti riportati sul disegno.

Perché inserisce la figura umana in queste due forme geometriche?
Qual era il messaggio che voleva farci arrivare?

Leonardo nel disegno riesce a sintetizzare graficamente tre universi: quello umano (uomo), quello della terra (quadrato) e quello del cosmo (cerchio): E l’uomo “tocca” ambedue i mondi: quello terrestre e quello celeste e ne diventa in qualche modo il ponte di collegamento.

 

Capire Leonardo con la geometria sacra

 

Il cerchio rappresenta l’Universo e quindi trovarne il centro significa fare un percorso iniziatico: un percorso di riflessione, di meditazione e di sintesi.

Un percorso che il grande genio ci propone di risolvere. A nostra disposizione abbiamo solo la Geometria Sacra. Niente numeri, niente matematica, niente misure o distanze.

Come strumenti possiamo avere solo il compasso e la squadretta e qui si entra in un mondo speciale.

Questi mezzi sono gli stessi dei costruttori delle cattedrali gotiche che hanno recepito gli insegnamenti della grande scuola iniziatica egizia e li hanno applicati alle loro opere.

 

Geometria Sacra: inizio e forma del Tutto

La Geometria Sacra contiene e sintetizza tutta la conoscenza misterica di quei popoli antichi (2) che più hanno contribuito a riversare nella nostra cultura le informazioni e i principi che sono stati basilari per la nascita della nostra civiltà e che, ancora oggi, la influenzano.

Mentre la geometria classica mette in risalto il suo forte legame con la terra (insito nel suo stesso nome), la Geometria Sacra mette in primo piano il grande progetto divino del cosmo.

Essa fonda le sue basi principalmente nell’Armonia.

La Geometria Sacra è il mezzo con cui i popoli antichi potevano avvicinarsi agli dèi e comprenderne gli insegnamenti, per poi utilizzarli nell’architettura, nella scultura, e nella vita sociale.

Ecco perché le venne dato l’appellativo di Sacra: è la “parola” di Dio.

La Geometria Sacra è una lingua universale, univoca ed immutabile nel tempo, che mette in comunicazione diretta l’Armonia del creato e l’essere umano.

Essa si basa su molti principi armonici, di cui qui ricorderemo solo quelli che sono collegati a questo disegno:

• la Proporzione aurea (Sezione Aurea / Numero d’Oro).

• Le Quadrature del cerchio (di superficie e di perimetro)

• I triangoli 3-4-5 (Horus)

• La diagonale del quadrato (Radice di 2)

 

La proporzione aurea e la quadratura del cerchio

La Proporzione aurea ci serve solo per dimostrare che Leonardo, contrariamente a quanto suppone la stragrande maggioranza dei ricercatori, non è stata usata né per calcolare le proporzioni dell’uomo e neppure per tracciare il cerchio.

Sono altri i principi armonici a cui il grande genio si affida.

Per calcolare le proporzioni ideali del corpo umano, Leonardo si affida alla Quadrature del cerchio (di perimetro e di superficie).

Leonardo ci dice esplicitamente che lui non ha usato mai la matematica (numeri, distanze, misure o quantità), ma solo 4 figure geometriche semplici e “pure” (cerchio, quadrato, triangolo, linea).

Esporre in un articolo l’intero procedimento, non è ovviamente possibile.

Lo sviluppo di tutto il processo che porta alla soluzione dei vari quesiti e i commenti che li accompagnano saranno trattati nel mio libro “Il codice nascosto di Leonardo” (Uno editori, novembre 2019)

 

1 Leonardo non conosceva il latino e il greco in quanto non aveva frequentato le scuole superiori, in ragione del fatto che era figlio “illegittimo” di una giovane contadina di Anchiano (frazione di Vinci) e del notaio Ser Piero d’Antonio.

2 Ci si riferisce in modo particolare a Indù, Sumeri ed Egizi.

Fiorini Marco Virginio

Autore: Marco Virginio Fiorini

Marco Virginio Fiorini (Torino, 1949) è un esperto di geometria sacra e da anni si dedica alla ricerca dei principi architettonici e geometrici che hanno guidato gli architetti del passato. Laureato con lode in architettura a To­rino, per oltre 40 anni esercita la professione di architetto in Italia e all’estero operando nel settore dei grandi edifici commerciali, acquisendo una notevole esperienza nella progettazione e nella direzione lavori di grandi opere. Fin da bambino è stato animato da una grande passione per l’Egitto e in particolare per il sito di Giza. Nel 2012 pubblica “Nel cantiere della Grande Piramide – Gli architetti egizi svelati”, nel quale fornisce una soluzione convincente e concreta per la costruzione delle piramidi. Il libro viene tradotto in francese e in inglese. La ricerca continua e le nuove scoperte sono state raccolte nel 2016 nella pubblicazione “L’Armonia Universale. Scoperte nelle piramidi le meraviglie Maat” nel quale vengono indagate nuove ipotesi sulle ragioni che spinsero gli Egizi a realizzare il più straordinario e famoso complesso pi­ramidale della storia. La geometria è quindi sempre presente nelle sue ricerche, anche oltre la civiltà egizia. L’autore è da sempre affascinato dalla straordinaria capacità di rappresentazione grafica di grandi architetti del passato tra i quali Brunelleschi, Leon Battista Alberti e naturalmente dal grandissimo Leonardo da Vinci. L’opera che lo attira in modo particolare è l’Uomo Vitruviano che unisce in sé arte, geometria e mistero. Continua la sua attività di ricercatore e di scrittore (libri e articoli) e viaggia tenendo conferenze in Italia, Francia e Svizzera.

1 Comment

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    Leonardo conosceva segreti millenari e ha cercato di preservarli e trasmetterli per mezzo delle sue opere. Sta ai posteri comprendere il modo per decrittarli, capirli e preservarli. L'Uomo Vitruviano di certo nasconde uno fra i segreti più grandi e più importanti...

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