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Il Governo mondiale e anunnaki: una faida millenaria

Covid, complotto e Grande Reset.

In questi giorni in cui un ingombrante velo di emergenza viene quotidianamente steso sulle nostre vite, mi è stato chiesto cosa ne pensassi di questi presunti disegni complottisti, di questo Grande Reset di cui tanto si parla e non solo sui social, visto che tra l’altro il primo ministro greco è stato fotografato con un libro su Covid e Grande Reset sulla scrivania, segno che l’argomento gli interessa, anche fosse solo come appassionato di “fantascienza”.

In realtà la domanda che mi viene posta, probabilmente a causa delle mie curiosità letterarie, più che chiedere un’opinione, mi sembra mirata a capire se io ne sappia qualcosa o no di questo governo ombra del mondo.

Ebbene la risposta è immediata e semplice: assolutamente no.

 

Ipotesi e deduzioni

Detto questo però, qualche considerazione la posso fare, basata su semplici deduzioni logiche, fondate su alcune evidenze innegabili, che portano a formulare delle ipotesi fantasiose, tanto per chiacchierare.

Io penso che esista un sottile filo rosso, un legame indubbio, circostanziato da un numero tale di coincidenze, che sarebbe davvero impossibile non considerarlo come una possibile realtà: un sospetto governo mondiale e la finanza di matrice anglosassone, specie quella con lontane radici medio orientali.

A mio parere, chi non lo vuole vedere, semplicemente non è interessato e curioso o finge, perché i dati che supportano questa tesi sono evidenti. 

I potentati economici mondiali

In Prima di Noi 1 menziono un articolo del «New Scientist» del 2011, che apriva uno squarcio di luce sull’omertà dei potentati economici mondiali:2

«…Quando il gruppo di ricerca ha cominciato a districare l’enorme rete di proprietà, è risalito a una “super entità” costituita da 147 società. Tutta la proprietà di queste aziende è detenuta dai membri di questa super entità che controlla il 40% della ricchezza totale del nucleo… La maggioranza proprietaria della rete è detenuta da istituzioni finanziarie, mentre solo l’1% è detenuto dalle imprese stesse. In cima alla lista ci sono 20 banche, tra le quali Barclays Bank, JPMorgan Chase & Co, e The Goldman Sachs Group»3.

 

Il potere ombra: le dichiarazioni nel 1922

L’idea dell’esistenza di un potere ombra, ben al di sopra di quello politico nazionale e sovranazionale, non è di certo né un’idea attuale, né tantomeno di improbabili scrittori di fantascienza.

John F. Hylan, ex sindaco di New York, nel 1922 ebbe a pronunciare il seguente ardito discorso pubblico4: 

«La minaccia reale per la nostra Repubblica è il governo invisibile, che come una piovra gigante estende i suoi tentacoli viscidi sulle nostre città, stati e nazioni. Senza fare facili generalizzazioni, lasciatemi dire che a capo di questa piovra ci sono i Rockefeller della Standard Oil, più un gruppo di potenti finanzieri generalmente indicati come “banchieri internazionali”. Questa piccola cricca di potenti banchieri praticamente usa il governo degli Stati Uniti per i loro scopi egoistici.

Controllano entrambe le parti politiche, scrivono l’agenda di governo, inseriscono nelle istituzioni i loro uomini. Hanno la maggioranza dei giornali e delle riviste di questo paese, utilizzano l’informazione per influenzare la nomina delle principali cariche pubbliche.

Operano sotto la copertura di uno schermo, controllano i nostri dirigenti, gli organi legislativi, le scuole, i tribunali e ogni agenzia creata per la sicurezza pubblica.

Costoro hanno creato le banche centrali in tutto il mondo, usandole per imprigionare i governi nazionali in un ciclo di debito da cui non c’è scampo. Il debito pubblico è un modo “legale” per prendersi i nostri soldi attraverso le tasse, per poi essere trasferiti nelle tasche degli ultraricchi»5.

Alzi la mano chi non trova queste parole estremamente attuali… Eppure, esse sono state pronunciate nel lontanissimo 1922, in un mondo all’apparenza talmente diverso da quello attuale, da sembrarci alieno.

 

Facciamo finta che…

Il punto è che quel mondo era solo all’apparenza diverso da quello attuale: ragionando invece in un’ottica temporale più di lungo termine, adottando un’unità di misura del tempo che vada ben al di là della vita di un individuo, ecco che allora tutto ci sembrerebbe più coerentemente parte di un disegno, un piano, che inesorabilmente, si va dispiegando.

Le cose si fanno complesse, ma seguendo il filo rosso che parte dal passato remotissimo dell’umanità e arriva sino ad oggi, potremmo decifrare l’attuale architettura della società moderna.

Questo filo conduttore lega in maniera coerente questo ipotetico piano di una governance mondiale,con la storia “Prima di Noi”: c’è una spiegazione coerente e logica che lega la realtà sotto i nostri occhi e il percorso che ci ha condotti dalle nebbie del passato.

Il passato dimenticato

Innanzitutto, bisogna accettare che noi, intesi come umanità della strada, come base della piramide sociale mondiale, come lulu, “testa nera”, come ci descrivono i miti mesopotamici, come plebei, operai o fedeli  – secondo criteri di classificazione più recenti – soffriamo di un’amnesia doppia e planetaria, riguardo al nostro passato.

La ragione di questa totale mancanza di memoria è legata a un catastrofico evento che ha azzerato la memoria di quello che c’era Prima di Noi… Solo oggi, i pochi curiosi che vogliono vedere, sbirciando al di là dei confini tracciati dai banchi di scuola, cominciano a comprendere, unendosi alla cerchia dei pochissimi, al vertice della piramide, che invece la memoria non l’hanno mai persa.

Su questo punto ci sentiremo a inizio prossimo anno con coloro che mi faranno l’onore di leggere le 500 pagine del mio nuovo libro.

Il controllo “democratico” della memoria passata

Faccio però notare un dettaglio chiave, fondamentale, per comprendere quali possano essere i prossimi passi da fare, seguendo il filo rosso.

Da sempre, il controllo dell’informazione, della memoria passata e della realtà presente, sono la chiave, il segreto della buona riuscita nel governo, nel controllo delle masse:

«Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato».
Orwell “1984” 

Si tratta di una strategia chiave, adottata in primis in quelle che oggi chiamiamo democrazie, in quanto esse, all’apparenza, si basano sul consenso popolare spontaneo, per cui il controllo dell’informazione diventa necessario, proprio perché propedeutico a maturare il consenso.

Ricordatevelo quando il prossimo governo eletto, come prima priorità assoluta e per il bene supremo del paese e dei sudditi, litigherà per la nomina dei direttori delle reti televisive nazionali.

Paradossalmente in una dittatura, il controllo dell’informazione diventa di secondo ordine, in quanto il consenso non è necessario, perché gli strumenti principe di controllo sono la paura e la repressione violenta.

La governance mondiale

L’attuale meccanismo di governance mondiale – e con questo non intendo ventilare l’esistenza di nessuna forma di complotto, ma semplicemente evidenziare quali siano gli strumenti di potere attuale, esercitati da chi, lo lascio decidere a voi –  è semplice: chi controlla l’informazione, controlla il consenso popolare.

Peccato che l’informazione sia “antidemocraticamente” controllata da pochissimi, da chi ha i soldi, tanti soldi, molti di più di quelli che, perfino una grande economia mondiale, potrebbe mettere sul tavolo da gioco… la finanza.

L’élite finanziaria che controlla il pianeta

E chi sono questi “pochi”, pochissimi “eletti” (non dal popolo), che siedono al vertice di questa piramide, forse non a caso, sempre presente nel simbolismo finanziario, che è sotto gli occhi di tutti (mai visto un biglietto da un dollaro USA?)?

Non lo so, ma non sono i nomi che si leggono sui social, sui giornali e lo dico perché la logica suggerisce che un governo è tanto più potente quanto esso è invisibile, un potere è tanto più solido quanto impercettibile, il controllo sulle masse è tanto più efficace, quanto quest’ultime credono di poter decidere con la propria testa e coscienza e incondizionatamente, cosa sia giusto fare, senza rendersi conto che anche la mente più intelligente, senza il supporto di una corretta informazione, è prigioniera, un drone che vive l’illusione di liberarsi in volo, il cui telecomando è nelle mani di altri.

Permettetemi di condividere con voi un pensiero: la curiosità, la voglia o anche solo lo sforzo di leggere, di farlo da soli, non di ascoltare le parole degli altri, di indagare e cercare da soli la propria verità, sono il regalo più bello che potreste mai fare ai voi stessi, per smentire Orwell e disegnare davvero liberamente il vostro futuro.

 

Anunnaki e faide famigliari per il controllo mondiale…

Suggerisco di considerare in questa inverosimile indagine sulla presenza o meno di un governo del mondo, quello che ho ripetutamente evidenziato in Prima di Noi

È noto che nella mitologia di Sumer che descriveva la casta dei governanti (guardiani) del popolo (che saremmo noi, ovvero quelli del “giardino recintato”, il paradiso), il successore legittimo al potere era il figlio primogenito ottenuto dall’incesto del padre con la sorellastra e ciò prevaleva perfino sul primogenito nato dal matrimonio ufficiale.

Possiamo vedere la stessa tendenza dagli egizi e in altre culture, come quella ebraica, in cui sono noti matrimoni fra parenti stretti nella famiglia regnante.

A pagina 142 poi, si comprendono le radici di quella che, a tutti gli effetti, potremmo descrivere come una faida familiare all’interno di questa casta di governanti:

“La gerarchia di comando Anunnaki comprendeva Anu,…, Enlil, suo figlio erede al trono, il “Signore del comando”, … mentre Ea, il primogenito di Anu, era il “Signore delle acque”, comandante degli Igigi, anche conosciuto come Enki, “Signore della terra” e “Signore delle miniere”, nonché supremo scienziato.”

Troviamo quindi due fratelli, il minore dei quali, per le apparenti bizzarre regole di successione “mitocondriale”, ereditò il potere, a discapito del sapiente e qualificato primogenito, il signore del caduceo, i due serpenti attorcigliati, simbolo della scienza medica ancora oggi, dando il via a un’eterna faida familiare, che ha visto contrapposti i membri delle due famiglie, uniti nell’intento di governare il mondo, ma divisi in un’eterna lotta interna di potere.

 

L’antica faida ai giorni nostri

Trovate davvero così differente questa fotografia da quella attuale?

Del resto, le tracce di questa fantasiosa suddivisione antagonistica del mondo sono reali, palesi e evidenti anche ai nostri giorni, nelle usanze, nelle culture, nel simbolismo, nelle religioni.

Se volete sapere le zone d’influenza enkite, per esempio, è sufficiente verificare se il serpente o il dragone abbiamo un’accezione positiva in quelle aree, come in Cina e America Latina o viceversa se vale l’equazione serpente uguale male assoluto, come per esempio accade dalle nostre parti.

A volte basta anche uno sguardo alla bandiera nazionale: se vi trovate un’aquila, magari a due teste, ebbene quello è “l’uccello nero” di Ninurta, il figlio “guerriero di Enlil, la cui ombra si proietta, immutata ancora ai nostri giorni, su tutti noi.

Questa guerra latente, combattuta come sempre per mano e sangue altrui, il nostro (sarà mica un caso che Yhwh era un guerriero e che di guerra è intriso il Vecchio Testamento?), è sfociata in un conflitto aperto tra le due fazioni.

Enkiti e enliti

Un ultimo dettaglio, di grande importanza, anche se sempre ipotetica, è costituito dal fatto che l’atteggiamento di queste due fazioni rivali nei nostri confronti è sempre stato diametralmente opposto:

• se da un lato gli enkiti ci hanno sempre paragonato a dei “figli”, anche se chiaramente di rango inferiore, potremmo dire quasi dei “figli minori” e conseguentemente hanno cercato di prendersi cura di noi, di trasmetterci ampie porzioni delle loro conoscenze,

• gli enliti hanno dimostrato in ogni modo un certo distaccamento, in pratica trattandoci come bestie da soma, tranquillamente sacrificabili senza batter ciglio.

Purtroppo, l’evento catastrofico planetario menzionato sopra ha colpito molto più duramente le radici del potere enkita, lasciando conseguentemente ampi spazi negli ultimi millenni a quello enlita e consentendogli di dispiegare la propria strategia nel mondo, conquistando ampie aree d’influenza.

 

Libertà d’informazione

Abbiamo scherzato un pochino, giocando con la fantasia, per sdrammatizzare questo momento così cupo, che tutti noi viviamo.

Rimane la mia convinzione che ognuno si debba conquistare la libertà informandosi… Mi permetto di suggerirvi di regalare un pizzico d’informazione differente a voi stessi o alle persone care, durante queste “vacanze astro solari”, dalla datazione postuma e posticcia, il mio libro “Prima di Noi”, edito da UNO Editori.

Un’ultima cosa: capisco che alcuni possano ritenere che strumenti di comunicazione come YouTube e Facebook siano tutt’altro che liberi, addirittura nelle mani del governo del mondo (ma che ipotesi stravaganti!!!), ma vi invito a riflettere su una possibile falla nel macchinoso programma di controllo dell’informazione…

Anche noi, qualora decidessimo di usarla questa “testa nera”, potremmo trarre vantaggio da quegli stessi strumenti per cercare la verità.

 

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1 Capitolo 8, a pagina 440
2  su uno studio del Politecnico Federale di Zurigo, effettuato su 40.000 aziende di livello mondiale.
3 D. MacKenzie, A. Coghlan, Revealed – the capitalist network that runs the world, NewScientist, 19 ottobre 2011; https://www.newscientist.com/article/mg21228354-500-revealed-the-capitalist-network-that-runs-the-world/
4 Tratto da Prima di Noi, pagina 441
5 J. F. Hylan, Hylan adds Pinchot to presidency list; foresees a revolt, The New York Times, 10 dicembre 1922, Chicago. https://timesmachine.nytimes.com/timesmachine/1922/12/10/109339923.pdf
6 ma paradossalmente non nel Capitolo 8 che ne parla, ma nel Capitolo 3, a pagina 142, all’inizio del viaggio che con quel libro ho voluto descrivere, attraverso una storia alternativa.

 

Caranzano Massimiliano

Autore: Massimiliano Caranzano

Massimiliano Caranzano, nato a Loano nel 1968, laureato in Ingegneria Elettronica, esperto di Information Technologies, Intelligenza Artificiale e speaker in eventi di livello mondiale. Autore di libri sulle tematiche energetiche e la salvaguardia ambientale, coltiva da oltre quarant’anni un interesse particolare per la ricerca delle vere origini dell’umanità.

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