Il Libro di Enoch

Il Libro di Enoch, il testo apocrifo ripudiato dai padri della Chiesa

Una scoperta eccezionale tra i Rotoli del Mar Morto…

Libro di Enoch

Frammento del Libro di Enoch

All’inizio del 1946 in Cisgiordania un gruppo di beduini adolescenti si stava occupando del proprio gregge nei pressi dell’antico insediamento esseno di Qumran, e per passare il tempo cominciarono a lanciare alcuni sassi. Uno di questi finì all’interno di una grotta, e i ragazzi si stupirono nel sentire echeggiare il suono di alcuni cocci infranti cadere al suolo…

Ancora non lo sapevano, ma ciò che avevano appena trovato erano i primi antichissimi rotoli di una preziosa collezione di ben 900 manoscritti noti collettivamente come Rotoli del Mar Morto.

Tra questi vi era una vasta porzione di un misterioso testo religioso non canonico dimenticato per molto tempo: il Libro di Enoch.

Libro di Enoch

Si tratta di uno dei più noti e misteriosi testi apocrifi giunti fino a noi reso celebre soprattutto per i racconti incredibili contenuti in questo prezioso testo. Per noi cristiani occidentali è considerato apocrifo, ma per i cristiani copti è canonico, cioè considerato vero.

In totale è composto da 5 manoscritti (le cui sezioni sono: il libro dei Vigilanti (cc. 1-36), il libro delle Parabole (cc. 37-71), il libro dell’Astronomia o libro dei Luminari celesti (cc. 72-82), il libro dei Sogni (cc. 83-90), la lettera di Enoch (cc. 91-104). Sono divisi in 100 capitoli che narrano la storia di Enoch, uno dei patriarchi biblici antidiluviani presente nel libro della Genesi.

Enoch, secondo la tradizione biblica, è discendente diretto di Adamo ed Eva lungo la linea di discendenza di Set. Figlio di Iared e padre di Matusalemme, Enoch visse per 365 anni e fu, tra gli altri, il bisnonno di Noè, e questo è un dato molto particolare se si pensa al fatto che le vicende di entrambi questi personaggi sono legate al diluvio universale.

Il racconto dei Nephilim

Enoch inizia raccontando la storia dei “Vigilanti”, esseri descritti biblicamente come “angeli caduti” inviati sulla Terra per vegliare sull’umanità e divulgare preziosi insegnamenti.

Questi, però, s’infatuarono delle donne umane e cominciarono ad avere dei rapporti con loro, dai quali nacquero i Nephilim.

Libro di EnochIl termine Nephilim è presente nell’Antico Testamento, in diversi libri non canonici del Giudaismo e in antichi scritti cristiani, apocrifi e non, e si riferisce tendenzialmente ad un popolo di giganti vissuti sulla Terra nel periodo antidiluviano.

Nella Bibbia sono alle volte descritti come giganti selvaggi che saccheggiavano e spaventavano gli uomini, altre come esseri sovrumani giganteschi e mangiatori di uomini, mentre per altre interpretazioni il termine è riferito a eroi famosi, guerrieri caduti o ancora angeli caduti.

 

  • Gen 6, 1-8: «Quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi»
  • Nm 13, 32-33: «Vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro».

Come detto precedentemente, secondo il Libro di Enoch i Nephilim sono figli dei Vigilanti e delle donne terrestri, la cui nascita e il modo di agire non piacque all’Elohim (o gli Elohim) che, contrariato da quanto stava avvenendo sulla Terra, decise di sterminare l’umanità con un diluvio.

Fece però avvertire il «figlio di Lamech» (Noè, ndr.)  affinché si mettesse in salvo e con la sua discendenza garantisse la ripresa della vita.

I viaggi di Enoch

Libro di Enoch

Foto: internationalwebpost.org

Il libro descrive anche i viaggi compiuti da Enoch tra cielo e terra, di come volò con gli Arcangeli, e racconta anche che questi gli hanno insegnato molte cose – in particolare dell’astronomia – affinché le memorizzasse.

Nella descrizione dei suoi viaggi, vi è un racconto piuttosto singolare, ovvero il viaggio verso il “paradiso”.

Si racconta infatti che, nonostante la mediazione di Enoch, “Dio” (o gli Elohim) decise di punire l’umanità e spazzare via i Nephilim mandando un grande diluvio, ma volle risparmiare la vita di Enoch portandolo in paradiso con sé.
Nel testo si legge:

 

«E sono salito su un palazzo nel cielo. Era enorme come un vetro intagliato. Il pavimento aveva lastre di vetro, oltre potevo vedere le stelle che stavamo osservando».

Descrizione singolare…

Perché il Libro di Enoch non fa parte della Bibbia?

In origine esistevano numerosi libri e vangeli che costituivano la tradizione cristiana, ma dalla morte di Gesù la Chiesa decide quali fossero i testi principali. Fu così che durante il Concilio di Nicea nel IV secolo l’imperatore Costantino e alte autorità ecclesiastiche plasmarono il canone cristiano.

In seguito, furono i vescovi della Chiesa che decisero cosa includere nella Bibbia decretando il testo così come lo conosciamo oggi. Questo però significò che alcuni testi vennero tagliati fuori dalla rosa, tra i quali il Libro di Enoch.

Tuttavia, le reminiscenze delle conoscenze divulgate da questo testo sono presenti in varie parti della Bibbia.

Sebbene sia stato occultato e dimenticato, il Libro di Enoch non è mai sparito del tutto.

Libro di Enoch

La riscoperta del testo in epoca moderna

L’unica versione pre-moderna del testo è scritta in lingua ge’ez (un’antica lingua etipe).

Un processo di ricoperta si ebbe nel corso del Rinascimento: sia Sia Pico della Mirandola che Johannes Reuchlin si dedicarono alla ricerca di fonti che contenessero dei riferimenti al Libro di Enoch, senza successo.

A metà del Cinquecento, con la riapertura dei contatti commerciali e politici con l’Etiopia, alcuni sacerdoti etiopi giunsero a Roma e diffusero la notizia che nel loro Paese vi fossero delle copie del libro.

La vera riscoperta avvenne nel 1773 quando il viaggiatore scozzese James Bruce, al suo ritorno da un viaggio in Abissinia (attuale Etiopia), portò con sé in Europa alcune copie di un libro scritto in lingua ge’ez. Si trattava del Libro di Enoch.

Nel 1821 l’ecclesiastico ebraista inglese Richard Laurence pubblicò una traduzione in inglese, e da quel momento il testo cominciò a circolare per l’Europa.

 

 

Autore: Uno Editori

Uno Editori è un progetto editoriale nato nel 2011 con l’obiettivo di stimolare la ricerca interiore e diffondere gli insegnamenti spirituali che hanno indicato percorsi di consapevolezza per l’evoluzione dell’umanità. L’intento è di contribuire con le proprie iniziative a divulgare l’arte della vita nelle forme espressive più vicine o ispirate alla saggezza di ogni luogo e tempo. Convinti che il fine della ricerca interiore sia il miglioramento della collettività e del mondo, nel tempo abbiamo dato vita a diverse collane, riunite da un profondo sentire di libertà della coscienza, che contraddistingue tutte le nostre produzioni.

1 Comment

  1. Il libro di Enoch non è contenuto né nel canone ebraico, né in quello Alessandrino, pertanto cosa c'entra il Concilio di Nicea? E perché in questo articolo vengono menzionati i soli vescovi della Chiesa Cattolica? Tra l'altro i concili del IV secolo d.C. hanno chiarito solo gli aspetti sul canone del Nuovo Testamento, visto che i cristiani avevano sempre utilizzato la LXX come canone dell'Antico Testamento. Il libro di Enoch, poi, non parla di viaggi "interstellari", pura invenzione del Sig. Biglino. Ovviamente si preferisce parlare di un libro apocrifo, e non del deuterocanonico 2 Maccabei 7,28, in cui è scritto“Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti NON DA COSE PREESISTENTI; tale è anche l’origine del genere umano“, testo che sconfessa categorigamente le teorie sulla creazione del Sig. Biglino. Due pesi e due misure!

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