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Il mondo segreto delle Fate e dei Folletti d’Italia… Un nuovo libro per conoscere gli spiriti della natura

Ciao Mario, raccontaci qualcosa di queste figure folcloristiche dei folletti e delle fate… come ti sei appassionato?

Dunque, sono sempre stato un appassionato sin da bambino… Abitavo in un paesino sui monti del Cilento, immerso nei boschi del “Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano”, e ricordo benissimo ciò che vidi una sera, mentre rincasavo in auto con i miei genitori. Erano sfere di luce che si muovevano furtive tra gli alberi, le ricordo come se fosse ieri, e immediatamente la mia mente ricollegò il fenomeno al “piccolo popolo”.

Le mie ricerche mi hanno portato a scrivere differenti libri sulla ricerca parascientifica, applicata allo studio dei presunti fenomeni spiritici, anche se durante i miei studi non ho trovato molte fonti sulle leggende italiane relative ai Folletti e alle Fate… solo testi pubblicati alla rinfusa. Da qui la mia curiosità nell’approfondire queste storie popolari e riportarle in un libro specifico, un vero e proprio “trattato” sugli spiriti della natura.

Sottolineo che ho voluto usare un metodo di indagine interdisciplinare, che tiene in considerazione l’analisi scientifica, l’esoterismo e il folclore. Questi ultimi due aspetti sono un interessantissimo scrigno di informazioni…  L’esoterismo è un’effettiva osservazione del fenomeno “anomalo”, e il folclore è la sua successiva razionalizzazione romanzata, resa semplice e adatta a essere tramandata oralmente sotto forma di “leggenda”.

Com’è dunque strutturato questo libro?

Ho dedicato alcuni capitoli agli antichi culti religiosi dai quali hanno origine figure mitologiche tramandateci con i nomi “Folletto” e “Fata”. Ad esempio ho parlato del “genius cucullatus celtico”, presente anche nel culto greco-romanoossia uno spirito incappucciato che tanto ricorda la figura del “monacello”, uno dei folletti più citati nel folclore italiano.

Il corpo principale del testo è un’esposizione, schematica e organizzata, regione per regione, delle varie leggende sugli esseri oggetto di studio. Per ogni regione vi è una sintetica descrizione della storia e della geografia del posto, perché sono aspetti molto influenti sui specifici folclori locali.

Gli esseri descritti nelle varie leggende nostrane vengono poi messi a confronto con quelli del folclore di differenti parti del mondo, come Giappone e Scozia.

Ho anche messo a confronto i folletti e le fate con le descrizioni di razze aliene così come vengono descritte… ma forse siamo in un contesto in cui è meglio guardare sotto terra piuttosto che in cielo!

Ho voluto anche inserire alcuni interventi di scrittori, ricercatori e studiosi che hanno gentilmente accettato di rilasciarmi una breve intervista sul tema… [Dott. Roberto S; Dott.ssa Debora Avola; Dott. Mauro Biglino; Isabella Dalla Vecchia; Dott. Pablo Ayo; Jennifer Mezzetta, Ndr]

Anzi, approfitto di questa intervista per ringraziarli per aver accettato di rispondere alle mie domande, fornendo così al lettore diversi punti di vista.

Sono curioso, quindi i folletti e le fate esistono?

A questa domanda rispondo premettendo una citazione di Friedrich Nietzsche: «Nella realtà non avviene nulla che corrisponda rigorosamente alla logica».

Partirei da un presupposto: la stessa realtà che percepiamo è una nostra interpretazione, un costrutto psichico individuale. Quindi, a mio avviso, esistono manifestazioni che vengono poi elaborate dalla nostra mente, che, condizionata da schemi mentali ben radicati, origina l’immagine della figura folcloristica della fata e del folletto.

Ergo, per me esistono e spesso entrano in contatto con gli esseri umani, anche se in modo bizzarro, come potrete leggere nelle numerose leggende riportate…

Perciò se ho capito bene, esistono ma sono differenti da come li vediamo?

Sì, a mio avviso è così.

Come dire: la nostra realtà è costruita sull’elaborazione di informazioni che arrivano dai nostri sensi fisici: tatto, udito, vista ecc… Quindi basta variare uno di essi per ottenere una diversa realtà.

L’immagine del folletto basso con la barba e il pancione, tipicamente europea, non è come quella del folletto Giapponese, descritto come un piccolo bambino calvo (piccolo bonzo). Il fenomeno narrato potrebbe essere lo stesso, ma la manifestazione descritta è diversa… Ciò potrebbe dipendere dagli schemi mentali dei testimoni che sono influenzati della tradizione locale (pensiero collettivo della popolazione locale).

C’è allora un modo per “catturare” questi esseri?

Catturarli in foto o video ritengo di sì, materialmente credo di no in quanto li reputo più esseri spiritici che materiali.

Utilizzando strumenti in grado di ampliare la nostra percezione, ad esempio fotocamere UV (Ultravioletti) o IR (Infrarossi), si potrebbe avere maggiore fortuna. Nel libro approfondisco anche questo aspetto.

Di sicuro occorre pazienza, umiltà, e ore di appostamento in boschi o nei pressi di antichi casolari abbandonati.

Io stesso sono riuscito a scattare delle fotografie, a Lecce, in uno dei luoghi nei quali si crede vivano i folletti “Laurieddri”… L’immagine sembrerebbe ritrarre uno di questi esserini, con tanto di cappello! Ovviamente a ognuno la libertà di credere o non credere.

Non ci resta che leggere il libro allora!

Assolutamente sì! Sono sicuro possa essere una lettura divertente e interessante.

Grazie Mario!

Grazie a voi!

 

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Mario Contino nasce ad Agropoli (SA) e da subito subisce il fascino della storia attraverso l’osservazione dei magnifici Templi di Paestum. La prima infanzia la trascorre in un piccolo paesino tra i monti del Cilento, all’interno del parco nazionale “Del Cilento e Vallo di Diano”. Successivamente si trasferisce nella magica Puglia, la cultura esoterico-religiosa di questa Regione, i suoi mille segreti e le sue tante leggende accendono in Mario il desiderio di vedere oltre il solito, guardare oltre l’apparenza e tentare di scorgere ciò che ai tanti sfugge.

Contino Mario

Autore: Mario Contino

Mario Contino nasce nel 1986 ad Agropoli (SA) e da subito subisce il fascino della storia attraverso l’osservazione dei magnifici Templi di Paestum. La prima infanzia la trascorre in un piccolo paesino tra i monti del Cilento, all’interno del parco nazionale “Del Cilento e Vallo di Diano”. Successivamente si trasferisce nella magica Puglia, la cultura esoterico-religiosa di questa Regione, i suoi mille segreti e le sue tante leggende accendono in Mario il desiderio di vedere oltre il solito, guardare oltre l’apparenza e tentare di scorgere ciò che ai tanti sfugge.

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