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Il nuovo romanzo di Mimmo Oteri: il viaggio alchemico del Professor battaglia, tra risate, sarcasmo ed emozioni

Se cercate un’opera autoreferenziale da finto intellettuale, cercate altrove…

È raro che scriva una recensione a un testo che pubblichiamo, capita soltanto per i saggi della collana di Revoluzione che si occupano di inchieste giornalistiche e di “controinformazione”. Oggi, però, farò un’eccezione.

Il romanzo di Mimmo Oteri, infatti, mi ha sorpreso per stile, freschezza e contenuto. Mi ha sorpreso in positivo (ed è cosa rara) per il sarcasmo che il narratore riversa nel protagonista del racconto. Mi ha fatto sorridere ed emozionare (cosa ancora più rara).

Mentre lo leggevo per la revisione editoriale, cercavo di immaginare l’autore: non avrei mai pensato fosse alla sua prima esperienza letteraria e che fosse così giovane. Me lo immaginavo più maturo, simile al cinico professore Roberto Battaglia, protagonista di Messaggio per una scimmia che si crede un’aquila.

Non fatevi trarre in inganno dal titolo: non si tratta di un’opera hippie o newaggiarola, al contrario: vi troverete per la manipagine lucide e dissacranti. Profonde, senza essere noiose, come spiega lo stesso Oteri nella premessa iniziale. Profonde senza prendersi troppo sul serio. Se cercate quindi un’opera autoreferenziale da finto intellettuale, da radical chic o da “vecchio trombone”, cercate altrove. Non la troverete qui. Semmai avrete tra le mani un piccolo gioiello, leggero ma non banale, ricco di sarcasmo e al contempo commovente che vi spingerà a guardavi dentro e riflettere.

Scendere negli inferi, trovare se stessi, e risalire 

Sempre nella premessa iniziale, l’autore spiega che l’idea del libro nasce dalla coesistenza di due pensieri opposti e contrastanti («il mio ego ed io», scrive) e dal desiderio di queste due parti di sé di dire la loro su argomenti diversi.

L’ego si riflette nell’anima nera del racconto, passando in rassegna Università, Politica, Religione che vengono distrutte dal pensiero cinico del protagonista che polemizza contro tutte strutture che vogliono convincerci di possedere la Verità.

L’io, invece, tratta di Felicità, Saggezza e Spiritualità (quelli veri, non farlocchi o preconfezionati) spingendo il protagonista a compiere un viaggio alla ricerca del proprio io perduto. E qua non ho potuto che pensare al motto ermetico del VITRIOL: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem (Veram Medicinam), che vuol dire “Visita l’interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta (che è la vera medicina)”.

Sul piano metaforico, il motto indica il procedimento alchemico della Grande Opera, che consiste nel dissolvimento degli aspetti più duri ed egoistici della persona, così come degli elementi fisici più grossolani, per ricomporli e giungere alla realizzazione della pietra filosofale. Se si vuole conoscere se stessi e la parte più profonda, si deve scendere agli Inferi (le tenebre del mundus subterraneus) e affrontare i propri dolori, traumi e paure. Ricordandosi, ovviamente, di risalire poi dal viaggio verso le Inferiora Terrae, come ben insegna il motto alchemico del VITRIOL.

Il dolore nascosto del professor Battaglia

Al centro del romanzo troviamo infatti il percorso che il protagonista dovrà intraprendere per ristabilire l’armonia perduta e per emanciparsi dall’arroganza dietro a cui ha trincerato il proprio dolore. Il dolore più forte e straziante che un essere umano può provare: la perdita di un figlio.

Lo farà però in un modo particolare, graduale e travagliato. All’inizio il professor Battaglia riversa il proprio odio verso il genere umano, gode nel seviziare gli studenti, e nell’umiliare chiunque gli passi a tiro. Sembra in guerra contro tutto e tutti, anche se in primis è in guerra perenne contro se stesso. Finisce coinvolto in situazioni ridicole a grottesche che non possono non strappare una risata al lettore. Sarà una strana lettera arancione a innescare una spirale di avventure che lo porteranno verso una nuova, sana consapevolezza. Serenità ed equilibrio, infatti, prima ancora dell’empatia e dell’apertura verso il mondo, sono impossibili senza la saggezza e la consapevolezza di sé.

Un viaggio da non perdere, tra risate ed emozioni

La penna dell’autore riesce a conciliare in una sapiente “alchimia” il tono leggero e dissacrante degli inizi con la drammaticità della tragedia che ha colpito il protagonista e la moglie, riuscendo allo stesso tempo a far ridere ed emozionare.

È facile immedesimarsi nel bisbetico Battaglia sebbene sia odioso e cinico, perché rappresenta il lato peggiore e al contempo disperato dell’umanità: il dolore che invece di essere affrontato, viene rimosso e si trasforma in odio e fastidio per gli altri, proiettandosi implacabile all’esterno. Pensateci: è successo a tutti noi di riversare all’esterno il nostro dolore e maltrattare i poveri malcapitati che ci finivano a tiro.

È altrettanto più facile seguire le disavventure del nostro, dallo strampalato percorso spirituale prima cattolico e poi buddista della moglie Claudia al tentativo fallito di seguire lo stravagante amico Barone Vittorio Amedeo Mancuso, che lo invita a entrare in massoneria. Ma quella lettera arancione lo guiderà altrove… verso quel viaggio che oserei definire “alchemico” che lo condurrà a capire di aver affidato il timone della propria vita all’ego, di averlo assecondato nutrendolo di odio e di pensieri malsani, arrivando a gioire dei sogni spezzati dei propri studenti.

Un viaggio eccezionale lo condurrà finalmente a guardarsi dentro e a scegliere chi essere. Questa è la vera libertà di essere, che passa per la presa di coscienza, la consapevolezza e la scelta.

 

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Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: “NWO – New World Order“, “Utero in affitto” e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3

Perucchietti Enrica

Autore: Enrica Perucchietti

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, abbandona la carriera universitaria per diventare giornalista televisiva. Dopo numerose pubblicazioni su riviste digitali e cartacee, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura (Il Fattore Oz; Governo Globale; Libertà religiosa nello stato laico e nella società aperta, in AA. VV. Credere è reato?; L’ultimo Papa; I Maestri Invisibili del Nuovo Ordine Mondiale).

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