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Il sangue degli dei: il misterioso sangue blu e il fattore RH

L’espressione “Sangue blu”

La regina Elisabetta I, in una rappresentazione nella quale l’autore ebbe difficoltà a esprimere il vero colore blu della pelle e delle vene.

L’espressione “sangue blu” ha acquisito nei secoli diversi significati.

In Sud America, per esempio, il nome di “sangue blu” è stato dato ai meticci nati dall’incrocio di indigeni ed europei (sangre azul).

E ancora: in Spagna l’antica nobiltà di origine germanica, discendente dai Visigoti (giunti tra il V e il VI secolo d.C.), era fiera di distinguersi nei tratti e nella carnagione (pallida, albina) rispetto alla plebe di pelle più scura…

Il famoso poeta francese Lamartine (1790-1869) ha usato questo termine in relazione “sangue rosso” dei Franchi e “sangue blu” dei tedeschi … semplicemente come metafora per distinguere il temperamento flemmatico tedesco, rispetto al temperamento eccessivo dei francesi.

E poi c’è l’espressione: “avere sangue blu”, che implica essere di nobile origine, da una linea alta; è una caratteristica spesso attribuita a famiglie reali, nobili o regnanti: è un modo di dire sopravvissuto nei secoli, considerato simbolico…

 

Il sangue delle stirpi nobiliari

La regina Vittoria d’Inghilterra, portatrice sana di emofilia: La regina, che era portatrice del gene dell’emofilia, lasciò in eredità questa maledizione a tre dei suoi figli che, nel corso della storia, indebolirono il sangue blu dell’intera aristocrazia europea.

Ancora oggi, quindi, non è chiara l’origine dell’espressione “sangue blu” e del perché le stirpi nobiliari fossero così chiamate… Ma si sono formulate diverse ipotesi e queste sono quelle maggiormente citate:

– Metallo nel sangue. A questo modo di dire viene spesso addotta come spiegazione l’argiria, una malattia del sangue che affligge chi assume nitrati di argento in grande quantità. A questo proposito si pensa che i regnanti contraessero l’argiria usando le posate d’argento per cibarsi.

– L’assenza di sole. Un’altra ipotesi fa riferimento al fatto che i nobili fossero soliti rimanere all’interno dei loro possedimenti, senza esporsi al sole (a differenza delle classi meno abbienti): la loro carnagione quindi era talmente chiara da lasciare intravedere le vene, di colore bluastro.

– L’emofilia. Un’altra teoria riconduce ad una patologia, l’emofilia: si tratta di una malattia ereditaria molto diffusa tra la nobiltà europea dei secoli scorsi, aggravata ulteriormente dai frequenti incroci tra consanguinei; l’emofilia determina un difetto nella coagulazione del sangue, favorendo emorragie, provocando lividi e gonfiori bluastri.

 

Blu: il colore del sangue degli dei

Questo colore blu caratterizza, nel caso di molte religioni nel mondo, quasi tutte rappresentazioni di divinità. Uno degli esempi più flagranti è ovviamente il pantheon egizio che abbraccia molte dinastie, dove possiamo vedere che tutti gli dei sono rappresentati in blu! I loro corpi, i loro volti, sono sempre blu. Mentre l’intera popolazione, i nobili e lo stesso Faraone, sono rappresentati con il loro tipico colore del bronzo africano.

Divinità Maya

In America Centrale, lo studio di alcuni Codici Maya – i pochi che sono sfuggiti ai roghi dei missionari e che mantennero i loro colori originali (Codice di Dresda, di Madrid, di Parigi, Codex Groslier …) – ci permette di notare, ancora una volta, lo stesso fenomeno.

In India, il “Bhagavad-Gîtâ” e le sue strisce ci offrono illustrazioni policrome di storia mitica in cui gli dei sono in competizione tra loro per acquisire più potere… E in questa grande epopea, gli dei e le dee sono ancora una volta rappresentati di colore blu.

Allo stesso modo, i testi tibetani illustrati, come il “berillo blu” del lama Sang-Y Gyamtso (1653-1705) i cui dipinti sono copie esatte degli originali del 13° secolo, rappresentano entità divine in un colore blu scuro…
Non dimentichiamo anche i famosi “thangka”, i meravigliosi dipinti e i “Mandala” che rappresentano cosmologie complete.
Anche in questo caso, vediamo Buddha di mondi diversi, compresi quelli del mondo degli dei rappresentati in blu scuro.

Questo rapido inventario di rappresentazioni di divinità in tutto il mondo fa effettivamente riflettere: come mai popolazioni così distanti da tra loro – nel tempo e nello spazio – hanno rappresentato in questo modo le loro divinità? È possibile ricondurlo a un motivo reale e visibile?

Alcuni autori che sostengono la teoria degli antichi astronauti ricollegano la colorazione blu degli dei ad un motivo legato all’atmosfera terrestre: potrebbe derivare da un cattivo adattamento alla nostra atmosfera troppo povera o diversa da quella del loro mondo di origine …

Noè e il libro di Enoch

Come ha spiegato Mauro Biglino, nel Libro di Enoch ci viene detto che il padre di Noè lo riconosce subito come figlio degli Elohim, in virtù del suo fenotipo albino.

Gli Elohim amavano vivere in luoghi alti, spesso sulle cime di monti: perché? Possibile che fosse una necessità?

Esiste una condizione chiamata “ipossia” che indica la carenza di ossigeno nell’organismo. Quando nel sangue c’è poco ossigeno, il sangue appare di colore più scuro. E se gli Elohim avessero avuto una pelle molto chiara, un fenotipo albino, e problemi di ossigenazione del sangue… il loro sangue sarebbe apparso, appunto, “blu”.

 

I sangue misto, i semidei figli degli elohim

“I racconti sumeri parlano dei svariati accoppiamenti che ebbe il principe Enki – figlio del sovrano del pianeta Nibiru nonché uno dei primi quattro Anunnaki che giunsero sulla terra – con le terrestri che lui stesso generò con l’aiuto della propria sorellastra Ninmah, mischiando il propri sangue con quello di un ominide presente in Africa…

I testi parlano delle differenze in fatto di colore dell’epidermide di questi mezzosangue rispetto a quella di Enki. Ma come facciamo a sapere di che colore fosse la pelle di Enki? A questo proposito ci vengono in aiuto le rappresentazioni egizie di Ptah, che, come Zechariah Sitchin ha dimostrato, altri non era che Enki stesso.1

Egizi, Neteru e sangue blu

Ptah/Enki

“Gli elenchi dei re egizi indicano che prima dei faraoni umani regnavano i Neteru, e vi sono riportati tutti i nomi, senza differenziarli da quelli dei re “umani”; questi ultimi si trovavano al potere solo in virtù di una discendenza di sangue per metà Neter (= elohim, theoi), che li elevava rispetto agli altri esseri umani. Tale particolare è riportato anche nelle tavolette mesopotamiche, e fa subito venire mente il curioso modo di dire secondo cui i regnanti dovevano essere “di sangue blu”.

Ptah, il creatore del genere umano, il grande scienziato, viene rappresentato con la pelle blu. E, a differenza di Osiride, non si può obiettare che stesse ad indicare il fatto che fosse morto.
Come sappiamo, infatti, gli egizi rappresentavano sempre i deceduti con la barba ricurva, mentre Ptah aveva la barba diritta.

Ma il promiscuo Ptah/Enki era solito dissipare il proprio reale corredo genetico generando innumerevoli discendenti al di fuori del proprio matrimonio con la  dea Ninki, e probabilmente per questo motivo non vediamo spesso uomini blu girare per la strada.

Infatti, questo gene non solo esiste, ma ogni tanto rispunta ancora fuori. E si chiama “met-H”, abbreviativo di Methemoglobinemia, ed è una condizione genetica caratterizzata da maggiori quantità di emoglobina in cui l’eme di ferro è ossidato al modulo ferrico (Fe3 +). Nulla a che vedere con l’argento, dunque. La Metaemoglobina è inutile come vettore di ossigeno e perciò provoca un grado variabile di cianosi. Risultando nel colore blu della pelle.2

Gli elohim si unirono con le femmine adam

GilgameshAnche la Bibbia racconta di questi accoppiamenti.

Gli Elohim “si unirono” con le femmine Adam (Gen 6) e quelle unioni sessuali hanno dato origine a un gruppo particolare, quello dei ghibborim, cioè i sangue misto che, non a caso, erano definiti “uomini potenti”: ricordiamo che, nella storia dell’umanità, i fondatori delle grandi civiltà erano sempre definiti semidei, cioè figli di un umano e di un appartenente alla genia di quelli venuti dall’alto: da Gilgamesh a Enea, dai primi governanti in Egitto alla dinastia giapponese, ecc.
Ognuno potrà trovare esempi numerosissimi (Se vuoi approfondire questo argomento vai qui)

Il fattore RH negativo

Un altro elemento legato al sangue che non abbiamo approfondito in questa sede è il fattore RH.

La nostra specie, in particolare, è l’unica a presentare (seppur in una minoranza di individui) il fattore RH negativo, ossia a manifestare l’assenza di una particolare proteina (un antigene) sulla superficie dei globuli rossi. Complessivamente, circa il 16% degli esseri umani ha RH negativo.

In Natura, nessun altro essere vivente, nessun mammifero presenta un fattore Rhesus negativo con caratteristiche del genere. È il sangue più antico al mondo ed è solo attribuibile alla nostra specie. Da dove proviene questa mutazione?

Alcune prove suggeriscono che il fattore RH negativo sia apparso sul pianeta circa 35.000 anni fa, all’interno di alcune aree geografiche molto circoscritte, al punto da sembrare collegato con alcuni particolari gruppi sociali e tribù. Le aree in cui  la sua presenza fu maggiormente riscontrata sono la Spagna settentrionale, la Francia meridionale e i luoghi in cui albergava l’etnia basca.
Un’altra etnia con alta concentrazione del fattore RH- è quella ebraica dell’Est.

Potrebbe essere essere l’elemento chiave per identificare il sangue degli elohim?

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Note

1 [DALLA DOLICOCEFALIA AL SANGUE BLU ALLA QUINOA: LE TESTIMONIANZE DEGLI ANTICHI DEI. Sara Gamberoni, cit.].
2 Ibidem

Bibliografia

• https://alienifranoi.wordpress.com/2012/01/22/il-sangue-blu-o-il-sangue-realesangue-alieno/
• https://archeologiamisterica.wordpress.com/2016/07/17/dalla-dolicocefalia-al-sangue-blu-alla-quinoa-le-testimonianze-degli-antichi-dei/
• http://dossiers.secrets.free.fr/enquetes/sang.bleu.dieux.bleus.htm#22
• Mauro Biglino, tutte le opere

2 Comments

  1. Avatar
    il sangue di quelli era probalmente a base di rame in vece che di ferro como negli homosapiens .... il ferro cuando si ossida diventa rosso ... il rame cuando si ossida diventa blu verdastro .... e il rame come sappiamo e di una conducibilita electrica molto piu elevata che il ferro, dunque probabilmente piu intelligenza e piu energia ... sapete che la parola en ebraico per "rame" נחשׁ ... nakhash o nakhas ... si scribe colle stesse lettere che per "serpente", difiere una vocale, e nel ebraico non si scrivono le vocali ...

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