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Il significato dei colori: tre sfumature per cambiare vita

Il significato dei colori: la triade delle infinite possibilità

Vi sono diverse triadi e diversi significati dei colori: una triade fondamentale è quella “delle infinite possibilità”, data dai colori primari (rosso, blu, giallo).

Attraverso la miscela di questi colori, otteniamo infinite sfumature con infiniti significati. In realtà ci sarebbero centinaia di significati per ciascuna sfumatura di colore, ma ne presentiamo le principali, quelle che coinvolgono statisticamente più soggetti.

Il significato del colore è infatti soggettivo e può dipendere dalla propria esperienza di vita, nonché dalla propria cultura, dal proprio contesto sociale, dalla moda del momento e da tanti altri fattori contingenti.

Fatta questa doverosa premessa, immergiamoci nei colori primari.

Rosso, la forza

Il rosso è classificato come “colore caldo” ed è caratterizzato da una bassa frequenza e conseguentemente una lunghezza d’onda più lunga rispetto agli altri colori. Questo significa che il colore rosso attira fortemente la nostra attenzione e agisce velocemente su di noi. Il colore rosso è associato in natura al fuoco, al sangue e all’ossido di ferro. Per questo si collega archetipicamente a Marte, dio della guerra, nonché all’omonimo pianeta (nell’astrologia). Marte corrisponde al dio greco Ares, figlio di Zeus e di Era. Sebbene Ares sia considerato per eccellenza il dio della guerra, in realtà egli è il dio collegato solo agli aspetti più violenti della guerra. Questo concetto si sposa perfettamente con gli accostamenti che abbiamo fatto per il colore in esame:
  1. Fuoco: elemento distruttore, molto usato nelle guerre;
  2. Sangue: in ogni guerra vi è spargimento di sangue;
  3. Ossido di ferro: rimanda alle armi.

Per i greci era bene diffidare di Ares: la sua sete di sangue e di vendetta lo rese molto odiato. La sua fortuna era la sua amante: Afrodite (Venere per i romani).

Qui vi è un legame archetipico tra Marte e Venere, tra il maschile e il femminile per antonomasia. Non a caso, il simbolo astrologico di Marte fu scelto per indicare il sesso maschile, mentre il simbolo astrologico di Venere indica il sesso femminile.

Il rosso per vincere le battaglie

Il concetto principale riconducibile al rosso è pertanto quello della forza, virtù fondamentale per ogni battaglia.

“Ciò che non uccide, rende più forte.”

Questo concetto è proprio ricollegato alle antiche battaglie: attraverso il fuoco e la sofferenza il combattente si fortifica, divenendo un abile guerriero.

Il concetto di forza si collega infatti all’archetipo del Guerriero: il guerriero che abita in noi ci invita a essere forti e coraggiosi, nonché temerari e capaci di raggiungere i propri obiettivi. Il Guerriero è pronto a lottare per ottenere ciò che vuole; egli difende i propri confini e protegge i suoi diletti da minacce e aggressioni. Il Guerriero è sempre accompagnato dal senso dell’onore, che nobilita ogni sua battaglia. Non vi è vittoria senza onore. Il Guerriero ha la forza di eliminare dalla propria vita tutti coloro che lo ostacolano.

In conclusione, il rosso è il colore della forza, della passione, del sangue, del fuoco e della rabbia. Questo colore cattura immediatamente la nostra attenzione e ci conduce nel regno della forza. È il miglior colore da collegare alle emozioni, perché da un lato indica passione e innamoramento, mentre dall’altro indica rabbia e ossessione. Per queste ragioni possiamo consigliare l’utilizzo di questo colore per acquisire forza e vigore, magari dopo aver perso un po’ di energia.

Qualcuno ha persino affermato che “il rosso è la cura definitiva per la tristezza.”

Blu, la parola

Il blu si classifica come “colore freddo” e il suo nome deriva dal francese bleu, che a sua volta deriva dal provenzale antico blau, che presenta la radice latina blavus. Con questi termini si indicava il colore del cielo (ceruleo). In natura troviamo questo colore nel cielo, nel mare e in diversi minerali, come l’ambra blu, l’azzurrite, lo zaffiro blu e l’agata blu. Ci sono anche fiori blu, come la brassica oleracea o la gentiana occidentalis o ancora il vaccinium uliginosum. Nel mondo animale il blu è insolito, eppure lo troviamo in diversi invertebrati, come le farfalle, o in vertebrati, come nel piumaggio di alcune tipologie di uccelli. Ci sono anche diversi pesci color blu.

Dal punto di vista simbolico, il blu è il colore della comunicazione, quindi è ricollegato alla parola, al verbo. I greci parlavano di logos, termine fondamentale nella filosofia di ogni tempo. Il verbo ha acquisito diversi significati a seconda del contesto storico:

  1. Per i filosofi presocratici, il logos è il principio supremo della realtà;
  2. Per i sofisti, il logos acquisisce significato puramente discorsivo;
  3. Per Platone, il logos è inteso come la razionalità propria dell’uomo;
  4. Per Aristotele, il logos è il concetto razionale ricavato dalla realtà attraverso l’astrazione;
  5. Per Plotino, il logos è la prima emanazione dell’Uno.

La parola logos deriva dal greco lego, ossia raccontare, parlare, pensare. Ecco il senso della comunicazione che si collega al blu nel sistema dei sette chakra. Il quinto chakra, infatti, chiamato Vishuddha, è il chakra della gola, della comunicazione, e si presenta di colore blu. Il suo nome sanscrito si traduce “particolarmente puro”. Secondo la tradizione indù del tantra si collega alla tiroide, quindi alla gola. Questo chakra è noto come centro di purificazione, perché filtra e purifica tutto ciò che esce dal nostro corpo attraverso la nostra voce, il verbo o logos. Quando questo chakra è “chiuso”, la persona ha forti difficoltà comunicative, rischiando depressione, forte incomprensione, eccessiva timidezza e, in casi estremi, decadimento e persino morte. Nel Kundalini yoga questo chakra viene armonizzato attraverso le asana, pratiche fisiche.

Nel mondo della filosofia esistenzialista vi è una questione: “Cosa c’è senza la parola?”. Secondo gli insegnamenti buddhisti, le parole hanno il potere di distruggere e di creare; quando inoltre le parole sono veritiere e sincere, hanno il potere di cambiare il mondo. È attraverso la trasmissione verbale che gli insegnamenti antichi vivono tutt’oggi. È l’antica tradizione orale che ci ha permesso di conoscere gli insegnamenti del Buddha, o del Cristo, e di tanti altri maestri di vita. Anche Socrate (come il Buddha e il Cristo) ha scelto di non scrivere nulla, perché riteneva che il testo scritto fosse morto. Anche san Paolo parla di “lettera morta”. Il dialogo invece è vivo, e si fa strada fino a giungere al cuore dell’interlocutore. Quando due uomini comunicano sono simili a due stelle che si scontrano dando vita a nuovi mondi. Questo è l’immenso potere creativo del colore blu. Non vi è magia più grande di quella delle parole. Sarebbe bene tuffarsi in questo colore come ci si tuffa nel mare incontaminato.

 

Giallo, il potere

Il giallo si classifica come “colore caldo”. Il suo nome ha origini latine. In natura troviamo il giallo nei minerali come oro, zaffiro, zolfo nativo e orpimento, in vegetali e frutti gialli, come banana, ananas, papaya, mela e limone, in fiori come girasole, giglio, mimosa e narciso. Ci sono anche animali come api e vespe che sono dotati di pungiglione e che attraverso questo colore manifestano agli altri animali la loro pericolosità. C’è anche un animale grazioso tutto colorato di giallo: il canarino. Meno “carino” del canarino è il serpente bothriechis schlegelii, che ci riporta al significato simbolico principale di questo colore: il potere.

Il giallo è il colore dell’oro, che tanto ha attirato la nostra attenzione nel corso della storia. L’oro è da sempre il materiale più ricercato e forse più amato dall’uomo e persino dagli dèi. I testi antichi parlano infatti di una mitica “età dell’oro” in cui gli dèi vivevano a stretto contatto con l’uomo. All’epoca gli uomini lavoravano in grandissime miniere d’oro; si pensa che ci fosse serenità, pace e armonia – ma questo sarebbe tutto da vedere. In ogni caso, la ricerca dell’oro rimandava al potere e alla regalità. Tutti gli antichi sovrani raccoglievano quanto più oro possibile e mostravano il proprio potere attraverso lo sfoggio di questo materiale. I re erano rivestiti di giallo e oro, perciò questo colore ci costringe a riflettere sul concetto di potere.

Secondo il filosofo Sofocle, non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere. Alla luce di questa riflessione, dobbiamo chiederci quanto ci faremmo trasformare dal potere, ovvero quanto siamo volubili. G. Marquez parla infatti del colonnello Aureliano Buendia che, smarrito nella solitudine del suo immenso potere, cominciò a perdere la rotta. Permetteresti al potere si smarrire la tua rotta? Forse adesso dici di no, ma la verità si vede sempre nel momento della prova.

Il potere non necessita di violenza e cattiveria, ma purtroppo queste cose si sposano sovente. Ogni nemico è preoccupato dal nostro potenziale, ovvero dal potere che possiamo sfoggiare. Seneca parlava della necessità del potente di riuscire a sopportare l’odio. Questa necessità viene dal pericolo delle emozioni negative che, associate al potere, possono dar vita a stragi e violenze. Ricordiamo ad esempio il mito cristiano secondo cui il re Erode, spaventato e furibondo per la nascita di un nuovo re (Gesù bambino), ordinò la strage di tutti i bambini al di sotto dei due anni. Il Vangelo di Matteo, capitolo 2, parla di questo episodio dicendo che Erode s’infuriò, pertanto fu un’emozione negativa, un odio, che scatenò questa strage degli innocenti.

Platone sognava un mondo migliore con i detentori del potere che divengono amanti della saggezza. Diciamo che siamo in un mondo in cui i detentori del potere amano l’oro e le ricchezze, non ancora in primis la saggezza. Le nostre esperienze potrebbero però guidarci verso la retta via. Dobbiamo ricordarci che più è grande il potere che abbiamo, più è pericoloso l’abuso che ne possiamo fare. È per questo che il buon Platone parlava della saggezza come guida verso la rettitudine del potente.

In conclusione, il colore giallo è giunto al sole e al plesso solare, ossia all’energia del chakra Manipura, quello che rimanda al potere personale. Questa è l’energia maschile della territorialità, presente anche nelle donne – perché le energie maschile e femminile sono presenti nell’uomo e nella donna indistintamente.  Chi è inebriato dal potere è sicuramente incapace di perseguire il bene, per questo è necessario avere il chakra Manipura armonizzato con il proprio Sé. La coscienza si espande solo attraverso l’armonia. Chi ha armonizzato questo centro energetico con si ubriaca di potere e non perde mai il controllo. Questo terzo chakra permette infatti di avere un buon controllo di sé. Ricordiamoci che il potere pensa sempre di compiere il volere di Dio quando invece sta violando tutte le sue leggi.

 

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Di Donato Samya Ilaria

Autore: Samya Ilaria Di Donato

Ricercatrice e scrittrice, consulente dei colori e ideatrice del metodo Coloranima®per l’uso consapevole dei colori nella vita. Termina con lode l’Accademia Artistica Marangoni di Milano e diventa giovanissima Presidente dell’Associazione Italiana Consulenti di Immagine. Prosegue i suoi studi a Londra e Milano con il Master in Marketing and Communication e moltissimi altri corsi innovativi per la crescita personale e professionale. Scopre i colori nel 2001 quando le salvano la vita: da quel momento parte un lunghissimo profondo studio su questa disciplina di cui incontra i più grandi maestri nel mondo e attraversa diverse tappe da cui nascono anche i suoi bestseller Colori e Kabbalah per la ricerca dei significati nascosti dietro di colori, Colori e Percorso Alchemico, Colori e Fiabe e moltissimi coloratissimi studi ancora in corso.

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