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Il triangolo magico della Sacra di San Michele (part I)

Stamattina ho fatto un sogno archetipico di geografia sacra legato alla Sacra di san Michele, pertanto torno a scrivere di Lei.

I luoghi sacri… prima della Sacra

Alcuni mesi fa portai sul monte Pirchiriano un gruppetto di persone provenienti da tutta Italia, e in particolare conobbi Fabio Fornaciari. Stiamo parlando di un vero esperto di linea di san Michele, geobiologia e tantissime altre cose legate al sacro e ai luoghi di potere, alle energie sottili e quant’altro. Ma soprattutto, una bella persona.

Giunti nei boschi del colle Braida, condussi un cerchio di meditazione guidata per connetterci al genius loci. Quindi, andammo a contemplare le bellezze del luogo: siti megalitici, menhir, mura antiche…

Infine, nel punto più alto del colle, salimmo su un masso erratico enorme, che amo, con lunga roccia tagliata collocata in cima.

«Ma questo è un antico altare celtico, non c’è dubbio» disse Fabio, emozionatissimo.

Ed eravamo tutti, emozionati, e con i brividi e con la pelle d’oca.

Questi sono i luoghi della Sacra prima della Sacra. Stiamo parlando di un insediamento celto-ligure di migliaia e migliaia d’anni fa, diciamo almeno tremila (la Sacra è di mille anni fa).

Come ben sappiamo, le importanti cattedrali e chiese della Cristianità, le più antiche, sorgono spessissimo su precedenti siti pagani.

Stiamo parlando di edifici nati nella confluenza delle cosiddette “linee sincroniche”: linee di energia che attraversano il pianeta Terra.

 

Linee sincroniche, linee di energia

Proprio “per caso”, ieri notte ho iniziato a leggere l’interessantissimo libro Le linee sincroniche. I punti magici del pianeta terra, edizioni Horus (il “falco” egizio) del fondatore storico di Damanahur: Airaudi (detto “Falco”), e proprio “per caso” in questi giorni son molto collegato a questo animale sciamanico.

Seguo dunque la linea delle coincidenze, o “sincronicità”, come le chiamò Jung… E guarda caso, quasi 20 anni fa, feci la Tesi su “Jung e le coincidenze significative”. E guarda caso, inaspettatamente, si parla proprio di Sincronicità junghiana all’inizio del libro di Airaudi…

Come al solito sto andando a ruota libera e “fuori tema” rispetto al titolo stabilito.

Stavo cercando di dire una cosa secondo me molto importante, a cui non avevo mai pensato, e di cui devo ringraziare “la visione dall’alto del Falco”: da anni mi occupo di linee sincroniche, o “del Drago”, o ley lines

[esploro e ricerco sul territorio, trovando siti antichi, villaggi… insomma, le evidenti testimonianze di luoghi sacri della stessa Tradizione che eresse Carnak e Stonehenge]

… E mai, mai, pur avendo fatto la tesi sulle Coincidenze e la Sincronicità in Jung, avevo messo in relazione questo argomento con le “linee sincroniche”! Incredibile. C’è stato bisogno di una catena ininterrotta di “coincidenze”, in questi ultimissimi giorni, perché ieri si ricomponesse il puzzle e scattasse una scintilla di intuizione! Bellissimo! Grazie Falco sacro!

Luoghi di Potere sui sentieri di energia

Ora, dobbiamo immaginare il pianeta Terra (o Gaia, o Brigid) come un grande antichissimo saggissimo amorevole Essere vivente, un organismo pieno di vita, il cui sistema di meridiani, o linee di energia, che lo attraversano, sono appunto le linee sincroniche. Nella confluenza di questi “sentieri di energia”, in antichità eressero siti legati al Sacro: stiamo parlando dei “luoghi di Potere” (potere nel senso di “flusso energetico potente”, non come lo intendiamo oggi).

La Sacra (e i luoghi limitrofi sul Colle Pirchiriano e Colle Braida) è uno di essi. [A proposito di colle Braida e del fatto che sia un antichissimo toponimo legato a Bride-Brigid, l’antica Dea di Ogni cosa celto-ligure, abbiam già parlato diffusamente…].

 

Il triangolo magico della Sacra e di Celle

Oggi vorrei parlare di questo. Del fatto che, stando agli studi dell’amico Fabio,

i luoghi sacri su cui edificare fossero sempre costituiti, anche “geometricamente”, da un triangolo perfetto, più un quarto punto di accumulo o dispersione energetica (un quarto luogo di “riserva” da cui attingere energia in caso di occorrenza per il triangolo o, viceversa, per disperderla, qualora il triangolo fosse sovraccarico e necessitasse appunto di un punto di “scarico”).

Ora, la cosa veramente incredibile, diciamo così, è che ho portato Fabio nei giorni successivi nel luogo dove visse il fondatore leggendario della Sacra di San Michele, San Giovanni Vincenzo. Celle. Quattro case a mille metri, dall’altra parte della Valle rispetto alla Sacra, sul monte Caprasio.

Questo è il mio luogo dell’anima e cercherò di parlarne il meno possibile e di proteggerlo anche col silenzio. Va però detto che verso la fine del X secolo, l’arcivescovo di Ravenna mollò tutto, “diede le dimissioni”, e andò proprio qui a far l’eremita.

 

Tracce dell’antica città di Ocelum

Nell’area di Celle e diciamo in generale in tutto il lato della Valle opposto alla Sacra, negli ultimi trent’anni ho rinvenuto tracce di luoghi legati al sacro (menhir, siti megalitici, allineamenti solstiziali, incisioni rupestri, coppelle; insomma, tante, tante cose); ma anche legati al “profano” come diremmo oggi – un tempo non c’era questa distinzione.

Credo di aver rinvenuto, in questa enorme area, tracce evidenti (fila di mura difensive, soprattutto) del villaggio di Ocelum, di cui parla Cesare nel De bello gallico (ne parleremo diffusamente).

Celle–Ocelum: anche il nome rimane lo stesso.

Ebbene, 1000 anni fa l’arcivescovo della più importante città d’Italia dopo Roma, forse, Ravenna, abbandona l’importantissimo incarico per fare l’eremita in un luogo sperduto del Nord Ovest. Celle. E da lì la leggenda della fondazione della Sacra di San Michele (di cui parleremo diffusamente).

In realtà, sono convinto che quel luogo non fosse stato scelto “a caso”, ma che si tratti, dalla notte dei tempi, di un importantissimo sito celto-ligure, attraversato da importanti linee di energia.

Non vorrei dilungarmi troppo, e sicuramente parlerò ancora e ancora di San Giovanni Vincenzo e delle scoperte che ho fatto in zona “Celle”.

 

L’ultimo vertice del triangolo

Vorrei chiudere l’articolo tornando a parlare di Fabio.

Dopo aver visitato Celle ed essersi emozionato profondamente, ritornato ad Arezzo, dove vive, l’amico e appassionato ricercatore si è messo a tirar linee, calcolare, visitare virtualmente dall’alto, con Google Earth, i “miei” luoghi.

Infine, mi chiama e mi dice:

«Andrea, dovrebbe esserci qualcosa dalle parti di San Pancrazio, sopra Villardora: lì si chiude perfettamente il triangolo rettangolo con la Sacra e Celle come altri due punti-vertice».

Ora, ricordo che quel giorno feci un salto sulla sedia. È quella una delle aree di maggior interesse e scoperte, per me: la frequento ed esploro da anni! Qui si trovano i luoghi delle streghe (il “Bal d’le masche”, ad esempio); qui son state trovate tombe di capo villaggio celtico (dunque: Ocelum); qui ho rinvenuto file di mura antiche.

Ebbene, Ocelum si trova esattamente qui, e anche gli archeologi lo avevano ipotizzato, quando scrissero nella rivista Segusium se non ricordo male, decenni fa, che il toponimo di Torre del Colle (che è proprio in area San Pancrazio) in realtà sta per Tor d’Ocelum.

Inutile ricordare che quest’estate ho passato giorni indimenticabili nel Devon, nel parco naturale di Dartmoor, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, a visitare antichissimi, ultraffascinanti e potenti siti dell’Età del Bronzo e del Neolitico, che stanno cominciando a uscire in video (ecco qui:)

Ebbene, la cosa che mi colpi maggiormente fu vedere, in cima a colline naturali, delle strutture megalitiche incredibili: grandi complessi di rocce arrotondate a forma di torri, i “Tor” appunto, che mi lasciarono interdetto. Naturali o (parzialmente) artificiali?

Mi gira la testa e tutta una serie impressionante di coincidenze negli ultimi trent’anni mi sta conducendo, come un detective spirituale, e una specie di Rubiana Jones (Rubiana è dove vivo), a ricostruire un intricatissimo puzzle di geografia sacra.

 

Condove, il quarto punto: extra triangolo magico

L’ultimo tassello del “triangolo della Sacra” arrivò poco dopo.

Fabio Fornaciari mi disse:

«Il luogo di immagazzinamento o di scarico di energia, il serbatoio, dovrebbe trovarsi a Condove, in centro».

Inizialmente, a me Condove non diceva proprio nulla. Non avevo scoperto niente in paese (faccio scoperte sempre in montagna, in luoghi sperduti e non antropizzati, dove l’uomo, insomma, e la Chiesa soprattutto, non è riuscita a cancellare le tracce dell’antica cultura pagana).

Ora, pochi giorni dopo una cara amica di Caprie mi rivelò che, “per caso”, una signora alle poste si era messa a parlare di Condove, di come il nome antico fosse “Cor dolens”, “cuore dolente”, in ricordo di un antico cataclisma che qui si svolse, probabilmente.

Ma non solo. Durante la mia prima uscita di geografia sacra di quest’anno (un mese fa, a proposito della cittàciviltà leggendaria di Rama – “l’Atlantide della Valsusa), diedi al gruppo di persone, come punto di ritrovo, la piazza centrale di Condove.

Dopo il caffè con le chiacchiere e spiegazioni del mito di Rama, ebbi l’intuizione di andare alla chiesa vecchia del paese, per vedere se “per caso” ci fosse stata ancora una qualche traccia di antichità.

Giunti alla chiesetta di San Rocco, romanica (dunque coeva a quella di Celle, per intenderci) rimasi colpito ed emozionato, tantissimo, quando lessi che un tempo quel luogo era dedicato alla Grande Madre: si chiamava Santa Maria del Prato, e dunque ci dava indicazioni di un passaggio “templare” di geografia sacra (spessissimo le chiese diciamo dall’XI al XIV secolo che portano nomi legati a “Maria” sono, in realtà, di matrice “templare”, che come abbiam più volte ripetuto combattevano per San Michele ed erano devoti alla Gran Madre, al Femminino Sacro – e pertanto furono presto spazzati via, e moltissime chiese dedicate alla Dea cambiarono nome).

Insomma, avevamo ritrovato il quarto punto del Triangolo magico: Sacra di San Michele | Celle-Ocelum | Torre del Colle-Tor d’Ocelum. L’energia era potente e dolcissima, e il cuore dolente per l’emozione profonda era il nostro, ora, seduti in meditazione sul sagrato di Santa Maria del Prato.

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Vuoi andare alla scoperta della Valsusa, dei suoi luoghi sacri con Andrea? Segui i suoi eventi sulla pagina facebook “Andruid-Geografia Sacra”.

Foto di copertina tratta da: http://www.ilsapere.org/la-sacra-s-michele-ed-drago-fra-mito-realta/

 

Cogerino Andrea

Autore: Andrea Cogerino

Andrea Cogerino, specialmente in seguito alla laurea in Filosofia del 2000 con una tesi sulla Sincronicità e il carteggio Jung-Pauli, segue il sentiero delle “coincidenze” e si rimette alla saggezza del “Tao”. Editor e scrittore freelance, dopo alcune esperienze di vita a Roma e Torino è tornato alle origini, nei monti e nei boschi della Val di Susa. Ricercatore spirituale a tutto tondo, da anni si occupa prevalentemente di sciamanesimo e druidismo.

2 Comments

  1. Madre Terra nasconde molti più segreti di quanto si possa immaginare... le sue energie profonde sono di una tale potenza che potrebbero, se sprigionate veramente, trasformare il globo terrestre e riscrivere la geografia dei continenti. Grazie Andrea, per quello che riesci a scoprire su questo affascinante argomento e per le ricerche che conduci con vera passione.

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