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Il tuo sogno è troppo grande per diventare un obiettivo? Ecco come farlo avverare

Il tuo sogno è troppo grande per diventare un obiettivo?

Ti è mai successo di faticare a definire con chiarezza il tuo obiettivo?

La mancanza di specificità è uno degli avversari che ci ostacolano nella strada per raggiungere i nostri obiettivi.

Dare dei contorni precisi al proprio obiettivo è un passo fondamentale per riuscire a trasformarlo in realtà.

Ma realizzare un sogno può rivelarsi impegnativo. A volte il nostro sogno è cosi grande che sembra impossibile dividerlo in sotto-obiettivi.

 

Che cosa possiamo fare in questo caso?

 

Invece di concentrarci sul risultato finale, spostiamo il focus sul processo.

In questo modo gli obiettivi finali diventano obiettivi di performance. E sarà più facile realizzare il tuo sogno

 

Realizzare un sogno con gli obiettivi di performance

 

Usiamo come esempio la boxe: l’obiettivo finale potrebbe essere: «Vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca».

Il focus è sul sogno e questo garantisce certo una grande motivazione.

Però, mantenendo il focus su obiettivi molto lontani nel tempo, si perde “smalto” nel quotidiano, dove le piccole scelte sembrano quasi scollegate da un risultato che è molto lontano.

Gli obiettivi di performance diventano:

 

  1. Avere fiato e gambe fino all’ultimo round di ogni gara.
  2. Essere sempre più veloce incontro dopo incontro.
  3. Mettere massa muscolare per sviluppare una potenza esplosiva.

 

Il focus è sulla performance, su quello che possiamo fare ogni giorno. È molto più controllabile dell’obiettivo finale perché attiene alle nostre azioni. Giorno dopo giorno sviluppiamo le nostre capacità e competenze. Inoltre, gli obiettivi di performance sono più responsabilizzanti.

 

Il risultato finale non è controllabile da noi al 100%, come accade a obiettivi sportivi, di guadagno, relazionali, perché dipende anche da circostanze esterne.

Il risultato di performance invece, è strettamente connesso alle nostre azioni e quindi pienamente sotto il nostro controllo.

Da un lato possiamo avere il focus su vincere un titolo, guadagnare una certa somma o avere una data relazione, mentre dall’altro ci focalizzeremmo sul mantenere uno standard di allenamento, aumentare le nostre capacità di vendita o quelle relazionali.

Mantenere il focus sul processo ci aiuta anche a capire bene il prezzo da pagare per realizzare un sogno. Mette in evidenza l’impegno quotidiano da mettere in certe azioni e le rinunce da fare.

 

Focus sulle tappe intermedie: ecco i vantaggi

Focalizzarci nello specifico sulla strada, sui mezzi e le tappe che ci porteranno a cogliere il nostro traguardo, ci porta anche altri due grandi vantaggi.

1. Ci aiuta nella misurabilità

Un obiettivo deve essere specifico anche perché abbiamo bisogno di misurare i sotto-obiettivi e  risultati intermedi.

Infatti non vogliamo ritrovarci alla scadenza dell’obiettivo e accorgerci che non ci siamo neanche lontanamente vicino.

Inoltre il controllo dei sotto-obiettivi specifici e misurabili aiuta anche la motivazione. Così possiamo congratularci con noi stessi per i piccoli passi fatti anche ogni giorno.

Non dovremmo mai aspettare di raggiungere l’obiettivo finale per farlo.

 

2. Ci aiuta nel capire se quell’obiettivo dipende realmente da noi.

Se è così, procediamo.

Ma se ci sono fattori che non sono sotto il nostro controllo l’obiettivo andrebbe riformulato meglio.

Per esempio, metti che Mr. José abbia l’obiettivo di fare innamorare di sé una splendida donna con gli occhi azzurri.

Può davvero farlo?

Può davvero controllare lo stato d’animo di qualcuno?

No, questo non sarà mai un obiettivo ben formulato.

Mr. José farebbe bene a riformulare il suo obiettivo, che potrebbe diventare, per esempio:

«Voglio imparare a essere più seducente, più attraente. E guadagnare una forma fisica eccezionale».

Questo obiettivo è più “ecologico” perché dipende totalmente da lui, dalla sua costanza, dalla sua determinazione, dal suo impegno e così via.

Un suggerimento importante: senza una componente di divertimento, piacere o gioia molte persone non riescono a sostenere un impegno duraturo nel tempo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, la sola forza di volontà è insufficiente a traghettarci verso un obiettivo importante (altrimenti, per esempio, saremmo tutti in perfetta forma, tonici e allenati e non esisterebbe il problema dell’obesità).

 

Poniti due domande chiave

Ecco due domande chiave che ci dobbiamo porre quando cerchiamo di rendere granulare il nostro obiettivo:

«Come possiamo rendere divertente il viaggio verso quell’obiettivo?»

«Come possiamo rendere gioioso il percorso?»

Non è l’obiettivo a dover essere divertente, è il percorso. La chiave qui diventa trovare un modo creativo per portare gioia o divertimento durante “il viaggio”.

Bisogna uscire dagli schemi, perché spesso la prima risposta che danno le persone è la domanda: «Ma io come faccio?».

Ci ingegniamo e usciamo dagli schemi preconfezionati. Per esempio, io mi alleno spesso al tappetino elastico, in casa. Ma mi annoierei a morte se non usassi quei 20 minuti per vedere una seria tv, una delle mie passioni.

Vuoi sapere di più su come raggiungere i tuoi obiettivi?

A questo argomento ho dedicato libro che ho scritto a 4 mani con il campione del mondo di pugilato Patrizio Oliva, K.O. metti al tappeto i 7 avversari che ostacolano la realizzazione dei tuoi obiettivi.

Formisano Max

Autore: Max Formisano

Classe 1970, dopo la maturità classica e la laurea in Giurisprudenza prese a Bari, dal 1996 si butta tutto alle spalle trasferendosi a Roma per lavorare esclusivamente nel campo della formazione. Fonda nel 2003 la Max Formisano Training , oggi la Scuola n1 in Italia per imparare a parlare in pubblico, a fare formazione a livelli eccellenti e a triplicare la propria produttività ed i propri risultati (e godersi anche la vita nel frattempo). Ha pubblicato 6 libri, tra cui “Public Speaking per tutti” e i best seller “Produttività 300%” (con prefazione di Italo Pentimalli), “Se solo potessi” (con prefazione del “guru” del management americano, Stephen M.R. Covey). Cura la collana di libri di crescita personale e professionale - “Se solo potessi” – edita da Uno Editori. Ha creato decine di corsi multimediali: dalla produttività al parlare in pubblico a formare i formatori. E’ stato intervistato da Repubblica, Sky, Il Giornale, Rai2, il Messaggero, Millionaire e altri. Si distingue per la semplicità e la schematizzazione dei suoi interventi in pubblico. Infatti, ha creato la metodologia S5® e la Crescita Personale Semplificata®. Il suo stile formativo non assomiglia a quello di nessun altro al mondo perché esprime al 100% la sua personalità e le sue capacità. Lo chiamano “il formatore dei formatori” perché dalla sua scuola per esperti sono venuti fuori alcuni dei nomi oggi più riconosciuti in campo nazionale. E’ barese doc e lavora in tutta Italia (quando non riesce a farlo dal divano di casa sua, dal quale gestisce tutti i progetti principali della Max Formisano Training e i 7 collaboratori della sua squadra arancione). Adora le passeggiate nel centro di Roma, Bari e Londra. Il suo pensiero preferito: “La vita è difficile per le persone disposte a fare solo le cose facili ma…è facile per quelle disposte a fare anche le cose difficili”. Ama giocare a ping pong, le serie tv, leggere romanzi e libri di crescita personale e professionale, il marketing, viaggiare e passare tempo con il proprio gruppo mastermind, per scambiare idee, conoscenze e divertirsi insieme. Nel 2016 arriva la gioia del piccolo Claudio, nato a febbraio come il papà e la mamma.

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