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La grande truffa delle apparizioni di Maria: può apparire un personaggio inventato?

Apparizioni mariane: il grande imbroglio

Quello delle apparizioni mariane è un argomento delicato, come ogni altro che riguardi la religione, perché i credenti non sono disposti ad ascoltare se non ciò che Chiesa comanda, si ostinano a voler ignorare la Storia, rifiutano ogni dialogo e soprattutto identificano la fede con l’istituzione che almeno dal iv secolo ha invaso non solo il territorio, ma anche le menti, fornendo al gregge rassicuranti stampelle psicologiche e soprattutto minacciandolo con lo spettro dell’inferno.

Abilmente ammaestrati, pertanto, i credenti non riescono a comprendere che Chiesa e fede sono due realtà lontane anni luce, che nulla hanno da spartire una con l’altra, ma ancora temono di “peccare” (dunque di candidarsi alla dannazione eterna) se ardiscono discostarsi dai precetti e dalla dottrina o anche solo di farsi venire qualche dubbio.

La Madonna nei Vangeli NON c’è

Per aprire il grande capitolo delle apparizioni mariane, occorre chiarire subito un punto importante:

la madonna cattolica non esiste!

Se la cercherete nei vangeli – che facciamo finta di prendere per buoni –  non la troverete, ma troverete una donna focalizzata nel ruolo di madre che rimane sempre sullo sfondo, cui viene concessa la parola in quattro occasioni:

• in due di queste si tratta di brevi battute (in Luca 2,41-50 quando lei e Giuseppe ritrovano Gesù nel tempio e in Giovanni 2, 1-5 in occasione delle nozze di Cana),

• gli altri sono contenuti nel primo capitolo del vangelo di Luca, quello dell’Annunciazione, in cui però la fanciulla parla ben poco e quello della visita a Elisabetta, in cui riesce a fare un discorso di una ventina di righe, conosciuto come “il Magnificat”; entrambi sono comunque dichiarazioni di sottomissione e obbedienza.

La Madonna per sostituire il culto della Dea Madre

Tutto il resto, tutto ciò che i credenti ritengono di conoscere di questo personaggio, fu inventato a tavolino a partire dal IV secolo, da quando, cioè, la Chiesa cristiana, ormai legittimata dall’editto di Tessalonica del 380 a distruggere ogni forma di paganesimo, si trovò a doversi procurare alla svelta una figura femminile – che non esisteva in alcuna parte né dell’Antico, né del Nuovo Testamento –  da poter in qualche modo divinizzare per sostituire le dee del pantheon pagano e in particolare la Dea Madre, il cui culto era ancora molto sentito dal popolo.

Occorreva una figura che, pur mantenendo la propria natura umana, avesse caratteristiche che ne facessero una creatura talmente speciale da poter diventare il mezzo per la realizzazione del piano salvifico di Dio, che rappresentasse la Madre (la Grande Madre!) cui rivolgersi in caso di bisogno e in ultima analisi potesse anche fungere da modello femminile cui ispirarsi e al quale aspirare. 

Alla ricerca della Madonna nei Vangeli Apocrifi

Per risolvere il problema, la Chiesa cristiana dovette turarsi il naso e attingere dai vangeli apocrifi, poiché i quattro canonici – gli unici riconosciuti come veri nel 325 – nulla contenevano che potesse servire allo scopo.

Da quel momento iniziò la costruzione del personaggio, via via perfezionato attraverso quattro dogmi che ebbero bisogno di circa 1400 anni per essere definiti.

Ricordo che il dogma – inaugurato per la prima volta a Nicea– è una verità di fede insegnata dalla Chiesa come rivelata da Dio, cui i fedeli sono obbligati a credere senza discutere. Ma occorre anche sottolineare che se una qualsiasi istituzione ha bisogno di imporre una verità sotto minaccia di castigo in caso di dissenso, significa che sa benissimo come questa sia debole e talmente inverosimile da necessitare di coercizione e violenza per essere accettata.

Primo Dogma mariano: Maria Madre di Dio

Il primo dogma mariano è datato 431, quando il concilio di Efeso – ponendo termine a un casting durato una cinquantina di anni che però, data l’avarizia degli evangelisti nel citare figure femminili, aveva avuto poche aspiranti al ruolo – dichiarò  Maria Madre di Dio.

Ma un’altra importantissima discussione agitava il mondo cristiano: la madonna era andata incontro al destino di qualsiasi altra comune mortale dopo concepimento e parto?

Per il concepimento la questione era già stata brillantemente risolta con l’intervento dello Spirito Santo, ma per il resto?

Secondo Dogma mariano: la Vergine Maria

Era tassativo far nascere il Redentore attraverso il metodo tradizionale per salvaguardare il principio del Figlio di Dio fatto uomo, ma si poteva anche solo pensare a qualcosa che riguardasse la sfera sessuale di colei che lo aveva messo al mondo?

D’altra parte, in tradizioni ben più antiche del cristianesimo paolino esisteva traccia di “madri vergini” che avevano generato déi come Horus, Dioniso, Zarathustra, Krishna e molti altri, dunque dove stava il problema?

A mettere la parola fine alla spinosa questione ci pensò il secondo concilio di Costantinopoli, che nel 553 dichiarò Maria “aeiparthenos”, sempre vergine, prima, durante e dopo concepimento e parto.

Terzo Dogma mariano: l’immacolata concezione

Il terzo dogma mariano dovette attendere 1300 anni per essere dichiarato, secoli e secoli nei quali fu dibattuto un altro importantissimo punto: la Madonna era nata con il peccato originale oppure ne era stata preservata?

Questione cruciale al punto da scatenare discussioni feroci tra santi Padri della Chiesa per tutto il medioevo e oltre.

Nel 1439 il concilio di Basilea dichiarò l’Immacolata concezione «conforme al culto della Chiesa, alla fede cattolica e alla sacra Scrittura», ma – forse consapevole di come non fosse il caso di tirare troppo la corda dopo aver già fatto bere al gregge la storiella della perpetua verginità – non si azzardò a proclamare il dogma.

Venne istituita la relativa festa liturgica, che però diventò “di precetto” – ossia tra quelle in cui è obbligatorio andare a messa – solo nel 1708 con papa Clemente IX.

Ma nel 1854 Pio IX si trovò in una situazione scomoda e per ristabilire il proprio potere interno ed esterno, proclamò il dogma dell’Immacolata concezione, che tuttavia scatenò aspre critiche all’interno della Chiesa stessa.

Gli vennero in soccorso, quattro anni dopo, alcune notizie provenienti da Lourdes, uno sconosciuto paesino dei Pirenei, dove una tale Bernadette Soubirous affermava di vedere una Signora in una grotta: in tal modo, manipolando per bene tutta la faccenda, il papa potè far avallare il controverso dogma dall’interessata stessa.

E la Madonna poteva forse morire come tutti? 

Ma alla dogmatica mariana mancava ancora un tassello, che dovette attendere quasi un secolo per essere sistemato e completare il puzzle.

Anche in questo caso la discussione durava da secoli e secoli: la madonna era serenamente defunta come qualsiasi essere umano, il suo corpo era andato incontro a una fisiologica decomposizione o aveva avuto diritto a qualche privilegio?

Al termine di infinite discussioni – che naturalmente infiammarono gli animi dei Padri della Chiesa – prevalse la tesi della “dormizione”, ossia la Madre di Dio si era addormentata ed era stata portata in cielo in anima e corpo da uno stuolo di angeli.

Così a Pio XII fu possibile, nel 1950, aggiungere questa ennesima pennellata al personaggio, proclamando il dogma dell’Assunzione di Maria.

Come può manifestarsi un personaggio di fantasia? 

Al termine di questo breve excursus, torniamo alle apparizioni mariane.

Vi sembra possibile che un personaggio completamente inventato a tavolino, per costruire il quale la Chiesa ha perfino dovuto rassegnarsi a smentire se stessa andando a pescare e riadattando particolari contenuti in scritti bollati come falsi, se ne vada in giro per il mondo, apparendo qua e là a veggenti vari, quasi sempre chiedendo la costruzioni di santuari, promuovendo la realizzazione di gadget, lanciando messaggi di una banalità da catechista alle prime armi, in alcune occasioni rivelando segreti da non divulgare o da divulgare a orologeria?

dossier fatimaLe apparizioni riconosciute da santaromanachiesa sono solo 15, mentre il loro numero nel mondo sarebbe di circa 7000 (anche se la fonte di questo dato è Paolo Brosio, che ha tutti i suoi bravi motivi per essere di parte).

La maggior parte di queste, soprattutto di quelle moderne, è frutto di truffe, altre sono ascrivibili a psicopatologie abilmente sfruttate.

Mariofanie, tra realtà e finzione

Vi sono alcune cosiddette “mariofanie” interessanti da analizzare e lo farò in articoli successivi: in due di queste, dal mio punto di vista “qualcosa” è accaduto, anche se non è certamente apparsa la Madonna e vedremo insieme di cosa potrebbe trattarsi; la terza è il più eclatante esempio di truffa mariana ben orchestrata che continua a preoccupare la Chiesa, ma solo perché non riesce a metterci sopra le mani come vorrebbe e come ha fatto altrove.

Naturalmente la Chiesa cristiana a partire dal IV secolo non inventò solo la figura di Maria, ma tutto il resto del santo circo.

Però fu così astuta da non mettere in atto una rivoluzione drastica semplicemente annientando il paganesimo, abbattendo templi, distruggendo icone e culti, ma giocò la carta della sostituzione, in modo da non destabilizzare troppo il popolo e conservarne le abitudini mentali: così si diede da fare per sostituire con i santi (inventati per l’occasione, perché non esistevano figure analoghe né nell’Antico, né nel nuovo Testamento) le molte divinità che affollavano il pantheon pagano, rimpiazzò con le reliquie gli amuleti e i talismani, abbattè certamente i templi, ma solo per costruire al loro posto i propri santuari, mantenendo l’abitudine dei pellegrinaggi e delle offerte con cui i pagani cercavano di ingraziarsi gli dèi e molto altro ancora.

Se si eccettua il purgatorio, inventato di sana pianta per lucrare sulle indulgenze, non c’è alcunchè di originale nella struttura del cristianesimo paolino, nulla che non sia stato riadattato saccheggiando precedenti tradizioni.

Fa anche eccezione la cultura della sofferenza, intendendo con questa espressione non solo la sua serena accettazione quando si presenti, ma la sua ricerca, l’indicarla come corsia preferenziale per la salvezza.

Perfino il surrogato cristiano della Dea Madre, la Beata Vergine Maria, fu subito ammantata di dolore, con il cuore trafitto da spade, privata della propria femminilità, votata al sacrificio, obbediente e sottomessa: un riflesso della mentalità perversa dei suoi ideatori.

 

 

 

 

 

Fezia Laura

Autore: Laura Fezia

Laura Fezia è nata a Torino, dove vive e lavora. Studiosa di antropologia, psicologia, storia, religioni, criminologia e del “mistero” in tutti i suoi molteplici aspetti, appassionata di animali e della sua città, fa la scrittrice e la ricercatrice. Ama definirsi «una laica a 720°, perché un giro solo non basta» e il suo impegno è volto non già contro la fede, ma a scardinare il perverso binomio che la lega alla Chiesa cattolica, un’istituzione millenaria costruita su falsi documenti che si pone arbitrariamente come unica intermediaria tra l’umano e il divino. Ha pubblicato finora 15 titoli, tra i quali : 101 misteri di Torino (che non saranno mai risolti); Misteri, crimini e storie insolite di Torino; Il giro di Torino in 501 luoghi; Forse non tutti sanno che a Torino…, Alla scoperta dei segreti di Torino, per l’editore Newton Compton. Dal 2016 ha iniziato la collaborazione con il Gruppo Editoriale Uno con il volume Apparizioni mariane: il grande imbroglio.

7 Comments

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    Non sarei così categorico nel negare in pratica ogni apparizione della Madonna. Che la chiesa ci abbia marciato sopra è molto probabile ma ci sono casi in cui non credenti e sicuramente non partecipi alla chiesa hanno avuto quella esperienza.
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    Non è strano. Certi eventi che potremmo definire "spirituali" vengono percepiti a un livello cognitivo superiore e poi "tradotti" in termini materiali adeguati alla cultura chi li vive e, quindi, non è strano che si adotti il linguaggio della propria tradizione religiosa. E' evidente che, per potere temporale, la religioni sfruttano questo equivoco dando più importanza alla traduzione che al suo significato, più importanza alla busta che al messaggio che contiene
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    La chiesa cattolica non è altro che il culto di Cibele. Nei primi secoli dopo Cristo è avvenuta la "trasmutazione". I sacerdoti di Cibele (eunuchi per il regno dei cieli) si sono trasformati nei sacerdoti cristiani (sempre eunuchi per il regno dei cieli). Il fetido culto della dea madre (che non è altro che l'adorazione di Maya, la nostra carceriera). si è protratto fino ad oggi in questa nuova veste.

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