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La nascita di un figlio cambia la vita: e non è il bambino che si deve adattare a noi, ma noi a lui!

Osservando giovani coppie con figli

Sere d’estate, sere in cui il caldo e la disponibilità di tempo invitano ad uscire… e inevitabilmente osservare.

Sia nel mio recente viaggio oltreoceano che nelle serate cittadine, mi sono trovata ad osservare giovani coppie con figli(talvolta neonati) al seguito. Ho osservato e sono rimasta colpita dalla mancanza di consapevolezza che queste giovani madri talvolta dimostrano.

Partiamo dall’episodio di circa un mese fa, in un ristorantino della mia città. Ora di pranzo di una bella domenica, ci rechiamo in una trattoria di quelle che piacciono a me: tovaglie a quadrettoni rossi e bianchi, cucina casereccia, buon vino… cosa desiderare di più?

Forse che non ci vengano perforati i timpani dalla urla insistenti di due bambini? Sono stati costretti a star seduti per un paio d’ore, coi videogiochi in mano… Credo che il più grande credo non avesse tre anni.

Sì, avrei tanto voluto poter chiacchierare amabilmente… ma soprattutto avrei voluto che quei bambini non fossero stati parcheggiati con questa bella babysitter, il videogioco, e che qualcuno avesse interagito con loro…

Due esempi di “Non mi faccio cambiare la vita dai figli”

Però non è stato così: infatti, una delle mamme, spiega alla sua amica che “Per me non è cambiato niente, sai? Faccio esattamente le cose che facevo prima… Non mi sono fatta togliere la libertà dai figli, se ti organizzi e li abitui da piccoli… puoi fare tutto quello che facevi prima. Un figlio mica deve cambiarti la vita!”

Ah no? E allora cosa lo fai a fare? Spiegami, cara, perché io non lo capisco…

Non capisco come sia possibile fare, con così tanta leggerezza e un non celato compiacimento, certe affermazioni… se un figlio non ti cambia la vita, cosa mai può cambiartela?

Certo tocca vedere come vivi la storia tu. Ritieni opportuno “modellare” la tua vita alle esigenze di un bambino (che, vorrei ricordarti, hai scelto TU di far nascere!) oppure ritieni che il bambino debba modellare la sua crescita infilandosi nel già ristretto planning delle tue priorità?

Resto pensierosa… scambio coi due piccoletti qualche sorriso di solidarietà, e cerco a fatica di non guardare con giudizio le mamme… ma ammetto, faccio fatica.

Qualche tempo dopo, volo transoceanico (12 ore!). Una coppia di 25/30 enni al massimo, viaggia con al seguito un piccolino di un anno e mezzo e uno di soli 5 mesi!

Entrambi i bimbi al decollo piangono disperati, il padre affida il figlio più grande alla madre, che intanto sta allattando il piccolino… Le urla disperate si sentono per tutto l’aereo… dopo circa un’ora mi permetto di suggerire alla mamma che forse il bambino potrebbe aver male alle orecchie e che, solitamente, i pediatri sconsigliano a bimbi così piccoli di volare a certe altitudini… La mamma non prende minimamente in considerazione la mia ipotesi e chiude con uno sbrigativo – Ma no, fa solo i capricci! Vorrà dire che al prossimo viaggio rimane a casa!.

Ma come rimane a casa? E rimanere a casa tu, che hai due figli piccoli, no?

Per me è molto più importante… che tu sia felice

Ho portato questi due esempi e purtroppo potrei portarne molti altri… Ma tanto ci basta per fare le considerazioni che seguono.

Ma può mai essere che un figlio non ti cambi la vita? E a cosa diamo più valore: a un pranzo al ristorante o a vedere gli occhi di nostro figlio sereni?

E se i bambini sono per molti adulti fonte di disturbo, di limitazione, di costrizione… ma perché diamine fare figli? Mica ce lo prescrive il medico!

E se non sappiamo rispettare la Natura, nella sua più ampia accezione (ambiente, fasi di vita di una creatura)…dove pensiamo di andare? Verso l’estinzione, direi!

E continuo a dire:

Siate disposti a lasciarvi modificare la vita da loro!

Siate pronti a cambiare le vostre certezze e imparare da loro, ogni giorno, cosa può divenire una giornata! 

Siate capaci di mettervi in discussione, cambiare percorso, cambiare vita, cento e cento volte!

Dobbiamo imparare a riconoscere che loro sono i nostri più preziosi Maestriportatori di Luce, connessi, sono Spiriti Liberi, come noi ormai abbiamo scordato di poter essere…

Dobbiamo avere il coraggio di lasciarci cambiare da loro…perché certamente, se ci hanno scelto, hanno qualcosa da insegnarci…magari proprio la Generosità e l’Amore…

“(…) per me è molto più importante che tu sia felice che non giocare a modo mio… quindi scegli tu il gioco da fare”

(Serena quando aveva 6 anni)

E noi, mamme, papà… adulti: siamo  capaci di questo?

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di Marina Iuele, insegnante elementare da 25 anni, attrice e regista teatrale. Da più di 10 anni ha intrapreso un cammino di crescita che l’ha portata a modificare via via anche il suo metodo di insegnamento, lasciando ampio spazio ad ogni forma di espressività pura e di manifestazione del sentimento. Cerca di aiutare i suoi allievi a mantenere la loro connessione con ogni livello del Sentire. Ha partecipato a differenti progetti, anche a livello europeo, per la diffusione di forme d’arte in interazione. Per Uno editori è autrice di “7 grandi classici riscritti per te“, “18 storie dall’India“, “21 Piccole storie zen” 

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Autore: Marina Iuele

Marina Iuele insegnante elementare da 25 anni, attrice e regista teatrale. Da più di 10 anni ha intrapreso un cammino di crescita che l'ha portata a modificare via via anche il suo metodo di insegnamento, lasciando ampio spazio ad ogni forma di espressività pura e di manifestazione del sentimento. Cerca di aiutare i suoi allievi a mantenere la loro connessione con ogni livello del Sentire. Ha partecipato a differenti progetti, anche a livello europeo, per la diffusione di forme d'arte in interazione (ad esempio ha realizzato uno spettacolo in lingua francese con alunni di scuola elementare).

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