vivere-la-morte

La nascita di “Vivere la Morte”: dall’idea alla pubblicazione del libro

Il dualismo separatorio è solo un’illusione:dentro il Tutto è Uno.

Un viaggio metafisico dentro la processualità alchemica che ha portato alla nascita dell’Opera “Vivere la Morte”

Vivere la morte: Fratture, momenti, apici

Sono le piccole scelte che scandiscono i dettagli della nostra esistenza, quelle da cui talora emergono colossi di significato; sono i pilastri su cui erigeremo il nostro Futuro.

Ci fu un tempo in cui io feci la scelta di un tema: le esperienze pre-morte.

In quel periodo, una serie incatenata di elementi portarono alla luce questo argomento, facendolo fuoriuscire da un orizzonte sfuocato e impermanente.

Un libro regalato per caso, la percezione chiara di un aggiustamento, la visione del futuro. Divenne finalmente chiaro – e lo scelsi con assoluta certezza – che così avrei voluto – anzi dovuto – chiudere il mio ciclo universitario… Si aprirono parallelamente una serie circonflesse di altre possibilità, ancora non manifeste.

Vivere la Morte

“Vivere la Morte” viene partorito sul piano ideale nel 2017… un anno di imponenti transizioni…

In fondo, a chiedermelo ancora oggi, il mio più grande desiderio in quell’anno, era finire l’Università.

Ciò che mi avevano chiesto quei 6 anni era molto, e molto era ciò che avevo dato: un abbondante prelievo di sangue dall’arteria coronaria.

Quegli anni avevano colpito nel centro della mia vita, destituendo ogni abitudine, pretendendo da me un impegno che si giustificava solo quando commisurato al fatto che ero stata io, e solo io, a volerlo intensamente, assolutamente.

L’ultimo passo prima dell’abisso e fu notte: tra le molteplici possibilità che avevo davanti una sola mi parve quella giusta, e fu quella che feci.

Aspettai il momento giusto nello spazio tempo e la persona giusta a cui fare la proposta, dopo numerosi tentativi fallimentari. Quasi nessun relatore accettò un tema simile, insistendo affinché scegliessi un argomento che avesse maggior attinenza con il mio percorso.

… E tutto iniziò a scorrere

Tutto iniziò a scorrere in modo straordinariamente fluido, come se in un certo senso tutto l’Universo stesse aspettando quella specifica conformazione di scelte dentro quella costellazione di elementi spazio-temporali.

Il professore che seguì il mio progetto dirà in sede di proclamazione:

Questa persona ha fortemente voluto questo argomento: così fortemente da convincermi. Ho voluto premiare la forza della sua motivazione e il coraggio di una proposta così anticonvenzionale.”

Fu una delle prime volte in cui, durante quei 6 anni universitari, tutto fu semplice, privo di attriti, esente da ostacoli.

Amai profondamente quegli ultimi mesi prima della mia proclamazione come Dottore Magistrale, poiché stavo creando qualcosa che mi apparteneva profondamente e mi sentivo libera di esprimere, all’interno della costruzione dell’Opera, ciò che sono.

 

Dalla tesi al libro

L’idea di pubblicare la tesi in formato libro nacque nel 2018, e allo scopo di sigillare questa mia volontà, feci stampare, parallelamente alla tesi, una seconda opera intitolata “Vivere la Morte”, in versione integrale, rilegata in nero: la versione che sarebbe diventata un libro nel 2020.

Ed eccoci arrivati al momento in cui raggiunsi la chiarezza assoluta su come avrei dovuto procedere nella materia per condurre gli eventi verso la loro naturale vocazione.

Era la fine dell’anno 2018. Erano trascorsi diversi mesi da quando, durante un viaggio astrale oltre i cancelli del Sidhe, in occasione della Festa dei Morti, avevo visto la grande quercia secolare stendersi sulla collina: ero stata vertiginosamente rapita e commossa dalla maestosità di quella visione.

Verso Uno Editori

Quel viaggio astrale mi aveva indotto a fare ricerche sul web a riguardo di eventi che proponevano viaggi sciamanici e tra i primi risultati di ricerca sul web apparve lo Spazio Uno.

Sarà presso i loro uffici, in attesa di partecipare a uno di tali viaggi, nel denso afflato che abitava quel momento, che riconoscerò la stessa uguale identica quercia, nella stessa identica prospettiva e distanza, sul catalogo della Uno Editori.

Nello stesso istante in cui realizzai la corrispondenza sincronica delle due immagini, tutto mi fu chiaro nella sua processualità estesa. Vidi e conobbi tutto.

I significati infatti, al pari del tempo non procedono linearmente,
 e in questa danza spiraliforme che assume il flusso magmatico del divenire, alcuni ritorni,
 dopo aver ripercorso al contrario i viatici dell’essere, restituiscono pregnanza al valore di un momento
proprio perché nel mezzo tra gli stati sono andati incontro ad una profonda metamorfosi.

Nera Luce

 

Il disegno occulto dell’universo

Il libro “Vivere la Morte” sarebbe dovuto uscire con la Uno editori, poiché tutto l’Universo aveva tramato in quella direzione fin dalla sua prima espressione dialettica entro il reale manifesto, e poiché l’accesso alle memorie cosmiche contenute all’interno dalla natura circolare dell’informazione temporale, mi aveva rivelato il Disegno Occulto contenuto dentro gli innumerevoli segni sparsi lungo il cammino.

Ogni angolo di quell’ufficio, dalle luci alla disposizione dei mobili, al giardino di pietra nel cortile, aveva qualcosa di tremendamente familiare: qualcosa che avevo già visto e rivisto molteplici volte.

Il Cosmo voleva la Uno editori: io divenni il tramite di questa Conoscenza rivelata, operando affinché tutto scorresse nella massima armonia.

 

NDE (Near Death Experience): le esperienze pre morte

NDEPartiamo ora da questa illuminante considerazione, e cambiamo registro linguistico, al fine di introdurre brevemente il libro:

«L’uomo, al momento della morte, certamente diviene uno; ciò semplifica la sua vita, scarta ciò che è puramente accidentale e, in particolare, concentra e condensa il suo intero essere in modo che ciò che lascia dietro di sé o che passa agli altri sia il vero centro del suo essere, il nucleo della sua persona, l’atman, che non svanisce. Dunque la morte è l’atto supremo»

(Raimon Panikkar)

Da una prima parte orientata a una spiegazione generale su cosa sono le NDE, la loro prevalenza nella popolazione e un breve excursus storico, il testo passa ad analizzare nel dettaglio la relativa fenomenologia premorte.

Sono state introdotte, in due capitoli, le questioni relative ai principali strumenti metodologici impiegati nella ricerca sulle NDE e due importanti casi clinici, quello di Carl Gustav Jung e Pam Reynolds.

La parte più corposa dell’Opera è incarnata dal tentativo di comparazione delle principali ipotesi scientifiche proposte nell’ambito nelle moderne neuroscienze e della psicologia, che hanno tentato di spiegare l’emergere della fenomenologia pre-morte.

L’approccio metafisico-religioso

Fondamentale è inoltre il contributo che analizza tale fenomenologia con un approccio metafisico-religioso, al fine di evidenziare come la questione inerente la continuità della coscienza vada intersecandosi con le spiegazioni di ordine materialistico in modo continuo ed armonico.

L’En to Pan – “l’Uno (è) il Tutto” –  delle tradizioni iniziatiche, si disvela qui in tutta la sua imponenza, richiamando a sé verso un’idea di unitarietà di tutti i fenomeni, facendo riconvergere ogni considerazione nella direzione di un Monismo Vedico.

L’approccio di tipo multidisciplinare e la trasversalità ontologica, si sono rivelati strumenti necessari allo scopo di integrare le diverse prospettive dentro una visione unificante, inserendo, nella parte finale, le principali trasformazioni cui vanno incontro coloro che hanno vissuto una NDE.

“Recuperare una dimensione della consapevolezza in cui si affermi il primato dell’essere,
e la profondità di un’abissale riflessione sugli assi fondanti della nostra esistenza;
recuperare un’idea di noi stessi che si affacci sulla dimensione del primordiale,
per utilizzare il veleno come un farmaco;
 impegnarsi attivamente e con assoluta serietà,
 dentro la Conoscenza, in ogni sua espressione”
(Nera Luce)
 

Tra scienza e Metafisica

Soprattutto nella cultura occidentale, è necessario indagare in modo approfondito, evitando le sensazionalizzazioni e le banalizzazioni su quei fenomeni al margine tra Scienza e Metafisica, così che anche una mente occidentale possa avvalorare lo statuto ontologico di alcune fenomenologie liminali.

L’idea che ritorna e che ovunque presenzia è quella di un’umanità protesa verso il Risveglio, nell’Era del Kali Yuga, che si svesta progressivamente di alcune categorie mentali, per riappropriarsi della conoscenza autentica.

Ciò che è assolutamente necessario in questa Era e in questa cultura, è permettere alle persone di usare gli strumenti della logica e dell’analisi, come base di partenza per il loro stesso superamento: poiché non possiamo aspettarci che una mente occidentale comprenda partendo da strumenti e parametri culturali che non sono quelli con cui è abituata a pensare e interpretare la realtà.

Questo trattato quindi presenta in una veste molto tecnica e scientifica, un tema che necessita di una restituzione ontologica, poiché l’enorme frattura tra scienza e metafisica, tra analisi e mistica, deve essere ricomposta.

Nera Luce

Autore: Nera Luce

Occultista, scienziato, artista, fotografo e scrittore; autore e personaggio di grande poliedria, carisma e profondità. Studioso da circa un ventennio di magia cerimoniale, tradizione gnostica, ermetica ed alchemica, e di sciamanesimo tolteco, è autore dei libri “Il voodoo gnostico di Michael Bertiaux” e “Metafisica della Magia Sessuale”. Nel 2018 ottiene il titolo di Dottore Magistrale presso la facoltà specialistica di Scienze del Corpo e della Mente, dopo 6 anni di studi accademici presso il Dipartimento di psicologia a Torino, ed attualmente si occupa di consulenza psico-spirituale.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    error: Attenzione: questo contenuto è protetto!!