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La strana scomparsa di William Hurley

L’ultimo giorno di William Hurley  

William Hurley era cresciuto a Nashville, North Carolina, ed era entrato in Marina dopo le superiori. Nel 2007 venne mandato a Boston dove conobbe Claire, la sua futura moglie.

L’8 ottobre 2009 William fu invitato dall’amico Brendan Venti ad andare a vedere insieme una partita dei Boston Bruins, la squadra locale di hockey su ghiaccio.

La partita era la sera stessa, con fischio d’inizio alle 19,30.

William e Brendan andarono allo stadio, ma alla fine del primo tempo William era molto stanco, ragion per cui disse all’amico che avrebbe chiamato Claire per farsi venire a prendere.

99, Nashua Street

William Hurley uscì dallo stadio e la chiamò. Claire uscì di casa e si diresse verso l’arena di hockey. Giunta a due isolati di distanza, Claire gli telefonò per chiedergli la posizione esatta, al che il marito gridò “99, Nashua Street”.

L’indirizzo era sul lato ovest dello stadio, Claire era a meno di un minuto da lì. William le disse inoltre che la batteria era quasi scarica e a quel punto la comunicazione si interruppe, segno che si era scaricata del tutto.

Pochi secondi dopo Claire girò in Nashua Street ma non vide William. Andò vicino al civico 99, suonando il clacson mentre si guardava intorno: niente, il marito non c’era.

Esasperata, parcheggiò la vettura e cercò a piedi, percorrendo la strada con attenzione.

La strana scomparsa di William Hurley  

Il marito era scomparso. La donna contattò subito la polizia che le rispose che occorrevano 24 ore per poter compilare un modulo di scomparsa, dato che il marito risultava sparito solo da poco.

Il giorno successivo, pertanto, Claire poté compilare il modulo e le ricerche iniziarono tempestivamente. La polizia setacciò la zona, servendosi anche di due barche che esaminassero il fiume Charles, senza risultati.

Il cellulare del giovane fu ritrovato distrutto, ma dai resoconti ufficiali non risulta in quale punto sia stato scoperto.

Furono interrogati amici e parenti, nessuno sapeva nulla, erano tutti allibiti per quanto successo e non si spiegavano dove potesse essere finito William.

Il 14 ottobre un poliziotto di pattuglia in Nashua Street vide un cadavere nel fiume. Il corpo fu subito portato a riva: era proprio William. Aveva ancora il portafoglio nei pantaloni e le chiavi di casa.

Qualcosa non torna

scomparsiJake Wark, membro dell’ufficio informazioni della procura della Suffolk County, dichiarò quanto segue:

“I sommozzatori della polizia hanno perlustrato il fiume per giorni dopo che Hurley era stato dichiarato scomparso, ma fino a ieri non avevano trovato nulla. Pare sia stato in acqua per un paio di giorni”.

Ecco un punto di estrema importanza: se William era scomparso l’8 ottobre, per poi essere ritrovato il 14, ma in acqua era rimasto solamente un paio di giorni, allora dove si era trovato dall’8 al 12 ottobre?

Il coroner disse che non c’erano ferite sul corpo né segni di percosse, per cui la causa di morte restava indeterminata.

William era uscito dallo stadio, aveva chiesto a sua moglie di venirlo a prendere davanti a un numero civico specifico, la moglie era sul posto in meno di un minuto ma William già non c’era più… scomparso, per poi finire in acqua 4 giorni dopo e venire scoperto 6 giorni dopo nel fiume.

Cosa era potuto accadere?

Gli elementi anomali in questo caso sono numerosi e non si trova risposta a quanto accaduto.

 

Visani Umberto

Autore: Umberto Visani

Umberto Visani nasce a Torino nel 1983. Laureato in Giurisprudenza, fin dall'adolescenza si interessa di ufologia, archeologia misteriosa, antropologia, tradizioni e criptozoologia. Collaboratore di numerose riviste specializzate, fra cui "XTimes", "The Ufologist Magazine Australia" e "Ufo Matrix Magazine", dal 2010 è ospite fisso della trasmissione televisiva Mistero in onda su Italia 1.

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